Siamo Lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Montecristo” all’Or∴ di Roselle (GR), nella Valle del Salica; la nuova Officina ha acquisito il numero 171 di matricola.

Roselle è una località a dieci chilometri da Grosseto, celebre per una vasta area archeologica che comprende le rovine dell’antico insediamento etrusco di Rusel, divenuto poi la Rusellae romana, un municipio di notevole importanza, con tanto di cinta muraria, anfiteatro, domus, luoghi di culto, terme, necropoli.
Gli scavi archeologici di Roselle sono così importanti che nel 2016 hanno avuto ben 18 716 visitatori.
L’Isola di Montecristo, che fa parte dell’Arcipelago toscano, è aspra, rocciosa, montuosa e, nonostante abbia un’estensione di solo tredici chilometri quadrati, raggiunge, con il Monte della fortezza, l’altezza di 645 metri.
Il suo nome in età classica era Oglasia e ospitava un altare o un tempio dedicato a Giove. Nel Medioevo assunse il nome attuale, per la presenza di numerosi anacoreti e poi di un vero e proprio cenobio: il convento di San Mamiliano.
Sull’Isola aleggiano numerose leggende, tanto da farla divenire uno dei luoghi più misteriosi della Toscana.
Un mito racconta, ad esempio, che vi abitasse un drago che poi fu cacciato da San Mamiliano, un altro che vi sia occultato un favoloso tesoro, storia che fu recepita da un romanzo di Alexandre Dumas padre il quale, insieme Auguste Maquet, pubblicò a puntate a partire del 1844, la celebre opera “Il Conte di Montecristo”.
L’aspetto favolistico di Montecristo è dovuto sia alla sua natura, sia alle vicende storiche che la caratterizzarono.
Fu, infatti, dal 727 d. C. al 1849 oggetto di numerose incursioni di pirati e briganti, alcuni delle quali ebbero esiti tragici.
Come se non bastasse, sussiste nell’Isola un’anomalia faunistica di difficile spiegazione: la presenza della vipera. Secondo alcuni il fatto che vi sia questo rettile sarebbe dovuto ai fenici, soliti a usare i serpenti racchiusi in vasi di terracotta, come proiettili da scagliare sulle navi nemiche durante le battaglie navali.
L’asperità dell’isola, le difficoltà d’approdo, la forte ventilazione e la collocazione fra Pianosa e il Giglio, hanno fatto sì che si vociferasse sulla presenza a Montecristo di inquietanti presenze; lo denuncerebbe la toponomastica che, fra l’altro, attribuirebbe a una fonte d’acqua diaboliche caratteristiche.
Tutto questo ha reso siffatto paradiso ambientale, super protetto, un simbolo del mistero e dell’arcano.
Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Montecristo” all’Or∴ di Roselle (GR), n. 171, nella Valle del Salica, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano.




