Una Nuova Officina a Pisa nella valle dell’Arno

Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Porsenna” all’Or∴ di Pisa, nella Valle dell’Arno; la nuova Officina ha acquisito il numero 168 di matricola.
Porsenna è un leggendario sovrano etrusco che avrebbe regnato su Chiusi fra il VI e il V secolo a. C.

Usare il condizionale è d’obbligo perché la figura di Porsenna è legata ai primordi della storia romana, quando la Città eterna si ribellò al suo ultimo monarca: Tarquino il Superbo. Quest’ultimo sarebbe stato cacciato dall’Urbe che aveva scelto il regime repubblicano; Tarquinio, tuttavia, non si rassegnò e, essendo d’origine etrusca, si rivolse a Porsenna; questi con un forte esercito assediò Roma, però, colpito dall’eroismo dei vari Orazio Coclite, Muzio Scevola e Clelia venne a patti con gli assediati che poterono mantenere la propria libertà.

Secondo alcuni storici tale narrazione fu volutamente creata da Tito Livio e Tacito per nascondere una realtà ben diversa: Porsenna avrebbe conquistato Roma e l’avrebbe sottomessa, consentendole, dietro il pagamento di decime, di mantenere la propria indipendenza. Addirittura, secondo Plutarco, in prossimità del Senato, sarebbe stata eretta una statua in rame del monarca etrusco. Altri storici, quali Plinio il Vecchio, Dionigi di Alicarnasso e Floro indicano il lucumone quale re dell’intera Etruria o per lo meno della dodecapoli.

Rimane il fatto che Porsenna era considerato un personaggio di grande importanza, infatti, oltre al potere politico e militare, possedeva anche quello sacerdotale egli, di fatto, era in contatto con gli dèi, interpretava il loro volere e otteneva dai numi benevolenza e protezione; ciò emerge da una leggenda molto significativa.

Plinio il Vecchio narra che nel contado di Volsinii apparve un terribile mostro di nome Olta o Volta, era munito di unghie affilate come spade e di denti più acuminati di pugnali. Legioni di soldati lo affrontarono inutilmente, perché Olta, essendo corazzato, era invulnerabile a frecce, lance e giavellotti. Fu allora che gli abitanti della zona si rivolsero a Porsenna il quale, rivolgendosi agli dèi, fece incenerire il mostro dalla folgore.

Plinio e Varrone raccontano, inoltre, che Porsenna si fece tumulare in uno straordinario mausoleo dotato di labirinto, di guglie piramidali e da campanelle che suonavano all’alitare del vento. La sua salma fu disposta al centro dell’edificio su un cocchio d’oro e intorno fu sistemata una chioccia con cinquemila pulcini sempre d’oro.

Probabilmente la chioccia e i pulcini volevano rappresentare la sua armata e i nobili del regno, fedeli pure agli inferi.

In pratica la funzione della chioccia e dei pulcini di Porsenna sarebbe simile a quella dell’armata di terracotta dello imperatore cinese Qin Shi Huang (246 – 206 a.C.), rinvenuta nella città di Xi’an. Voglio ricordare, infine, che la simbologia della chioccia e dei pulcini d’oro è estremamente diffusa, leggende di simili tesori sono comuni in tutte le regioni italiane e una gallina con sette pulcini, in argento dorato, fa parte del tesoro della regina longobarda Teodolinda ed è conservato nel museo del duomo di Monza.

Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Porsenna” all’Or∴ di Pisa, n. 168, nella Valle dell’Arno, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano.