Una Nuova Officina a Grosseto nella valle dell’Ombrone

Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Ekklesia” all’Or∴ di Grosseto, nella Valle  dell’Ombrone; la nuova Officina ha acquisito il numero 150 di matricola.

L’ecclesia era l’assemblea generale, in uso nelle città dell’antica Grecia, ove i cittadini nel pieno  possesso dei loro diritti, erano chiamati a esprimere il proprio parere e ad approvare le leggi della  polis. 

Di solito queste riunioni erano effettuate nelle piazze, tanto che spesso venivano chiamate Agorà,  mentre a Sparta l’assemblea era chiamata Apella e vi partecipavano i soli Spartiati. Ad Atene le  leggi erano elaborate dalla Bulè (da βουλεύω “deliberare”), un organismo non solo legislativo ma  anche di controllo sui magistrati e sugli arconti. 

I provvedimenti adottati, dovevano poi essere approvati dall’ecclesia (ἐκκλησία) che, come  abbiamo già detto, riuniva tutti i cittadini nel pieno possesso dei loro diritti civili e politici.  Nel lungo processo di sperimentazione politica, Atene, per incentivare la presenza anche dei meno  abbienti, giunse a elargire una sorta di gettone di presenza a chi partecipasse alle riunioni della ἐκκλησία e, per accogliere la moltitudine dei presenti, le riunioni erano indette sul colle di Pnice,  l’unico luogo in grado di accogliere così tante persone. 

Bisogna sottolineare che la nostra nuova Loggia, ha preferito il termine “ekklesia”, a quello latino di  ecclesia. Quest’ultima parola, infatti, fin dalle origini del Cristianesimo, significò “riunione di  fedeli”; basti pensare all’Exposizio in Ps. di Sant’Ambrogio, ove il Vescovo di Milano, per  significare il primato della Chiesa di Roma, scrisse,: Ubi Petrus, ibi Ecclesia, nullo mors sed vita  aeterna”. 

I nostri Fratelli e Sorelle con l’etimo “ekklesia”, direttamente derivato dal greco, hanno voluto  rifarsi, invece, al sistema democratico in auge nell’antica città dell’Attica, simile a quello in uso  nella Libera Muratoria e specialmente nell’Ordine Massonico tradizionale Italiano. A tal proposito, vorrei procedere con una piccola annotazione del tutto personale. Atene e in  generale la Grecia classica, precorsero i tempi, in ogni campo, tanto che studiarne la storia produce  sempre meraviglia. 

Si pensi che la visione geopolitica, oggi tanto di moda, era già presente in Tucilide, con il concetto  del contrasto strategico fra una talassocrazia e una tellurocrazia; allo stesso modo in Atene, nel  volgere di poco tempo si cercò di estremizzare il portato della democrazia fino a sostituire, per alcune magistrature, il voto con il sorteggio, ciò portò al fenomeno del populismo e alla  spettacolarizzazione della giustizia. 

Ne è una testimonianza diretta il processo a Socrate che, reo di non essere politicamente allineato,  fu accusato di empietà, da un prestanome: Meleto. 

Lisia, il più celebre retore del tempo, si offrì di difenderlo, sicuro di farlo assolvere facilmente. I giudici, infatti, sarebbero stati circa 500 ed essendo comuni cittadini, spesso di basso livello  culturale, sarebbero stati facili prede all’emozione. 

Il filosofo doveva limitarsi a condurre con sé la moglie e i figli che, nel momento opportuno, avrebbero dovuto gemere e piangere, poi Lisia avrebbe commosso i giudici e sarebbe stato un  trionfo. Socrate, tuttavia, rifiutò: volle difendersi da solo per la sua fede nelle leggi e nella ragione,  

perciò fu condannato, per la prima volta, anche se con un basso scarto di voti. Tutto ciò ci insegna che l’eliminazione del merito, della preparazione e la non considerazione di  parametri, quali la professionalità e la cultura, uniti alla sostituzione del ragionamento con la  passione, comporta un declino inesorabile della società in cui si vive. 

Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Ekklesia” all’Or∴ di Grosseto, n. 150, nella Valle  dell’Ombrone, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un  proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano

Con il più caro Triplice Fraterno Abbraccio.