Una Nuova Officina a Fermo nella valle del Tenna

Siamo lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Demetra” all’Or. di Fermo, nella Valle del Tenna; la nuova Officina ha acquisito il numero 155 di matricola. Demetra (Δημήτηρ), divinità greca della vegetazione e, soprattutto, delle graminacee e delle biade, fu, secondo Esiodo, figlia di Crono e Rea.

Fu in seguito identificata con Cerere, con Gaia, con Iside, con Hecate e altri numi femminili, soprattutto di natura tellurica, che presiedevano la fertilità, le messi, i frutti della terra. È noto il mito che connette Demetra e sua figlia Persefone, al ciclo stagionale, come è ben conosciuta la sua inerenza con i misteri di Eleusi, città situata a due miglia da Atene ai confini con la Megaride.

In origine i riti di Eleusi erano dei semplici culti agrari improntati sulla semina e sulla raccolta, solo più tardi la riflessione sulla morte e la rinascita delle semente, che aveva nella storia delle due dee le proprie radici mitiche, portarono a una visione dell’immortalità e i culti acquisirono risvolti sempre più mistici, iniziatici e segreti, sui quali s’innestarono, apporti orfici e dionisiaci (F. Lubker).

Ben poche sono le testimonianze sui riti eleusini; Plutarco nel De Anima (ediz. von Hutten), afferma: “Dapprima erramenti e giri affannosi e in mezzo all’oscurità un vagare tormentoso e senza speranza di salvezza […] poscia sottentra una luce meravigliosa, ovvero accolgono lo sviato luoghi e campagne amene, piene di dolci suoni, di danze, di canti di apparizioni belle e sacre”.

Il fine era quello di ottenere nell’aldilà un’esistenza serena e luminosa, di non cadere nel Tartaro, ma di elevarsi fino all’Eliso, come afferma Sofocle: “Tre volte felici quei mortali i quali hanno contemplato questi sacri riti, allorché tocca loro di scendere nell’Hades; per essi soltanto esiste nel mondo di là una vita, per gli altri non v’hanno che affanni e pene”.

Demetra e i misteri eleusini, riconducono, dunque, a una delle più antiche e celebri vie iniziatiche dell’antichità, per questo l’immagine dell’antica divinità è cara al simbolismo latomistico.

I Culti arcani di Eleusi erano così importanti in Attica che il più alto sacerdote era chiamato ιεροφάντες (portatore di sacro), mentre la sorveglianza suprema sulle celebrazioni spettava all’Arconte basileus, l’unico magistrato ateniese il cui nome richiamasse la regalità.

I Misteri eleusini, sopravvissero fino al IV secolo d. C. quando i monaci, a seguito del visigoto Alarico, distrussero completamente i luoghi sacri, dopo di che Teodosio soppresse per legge l’antico culto ispirato a Demetra e Persefone.

Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Demetra” all’Or. di Fermo, nella Valle del Tenna, n. 155, invio un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano.