Una nuova loggia massonica entra nell’OMTI: la R∴L∴ “Raimondo di Sangro” n. 179 all’Or∴ di Pesaro

Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. “Raimondo di Sangro” all’Or∴ di Pesaro, nella Valle del Foglia, è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano; la nuova Officina ha acquisito il numero 179 di matricola.

Raimondo di Sangro principe di Sansevero, nato in Puglia nel castello di Torremaggiore il 30 gennaio del 1710, fu uno dei personaggi più celebri del suo tempo. Appartenente ad una delle famiglie più nobili del Regno di Napoli, ebbe un’infanzia travagliata, per la morte della madre e le vicissitudini del padre. Affidato al nonno Paolo, visse prima a Napoli, quindi in un collegio dei gesuiti a Roma, dove si dimostrò un enfant prodige. Ritornato all’ombra del Vesuvio, nel 1736 sposò Carlotta Gaetani dell’Aquila d’Aragona dalla quale ebbe otto figli.

Divenuto, in seguito, gentiluomo di Camera del re Carlo di Borbone e Cavaliere di San Gennaro, dedicò la maggior parte del proprio tempo allo studio e a elaborare progetti e invenzioni di ogni genere, attività che si protrasse per tutta la sua esistenza, se si eccettua un breve periodo passato al comando di un reggimento, impegnato nella guerra contro l’Austria.

Inventò e progettò cose nuove e stupefacenti: macchine idrauliche, archibugi e cannoni di nuova concezione, fuochi pirotecnici, un palco pieghevole, stampe a più colori, stoffe impermeabili, farmaci considerati prodigiosi, una carrozza marittima, gemme artificiali e, si dice, una misteriosa lampada perenne. Tutto questo era pensato e creato nel laboratorio alchemico approntato nei sotterranei del suo palazzo patrizio.

Il motivo che lo hanno reso ancor più celebre, in particolare fra i Figli della Vedova fu, comunque, la sua adesione alla Libera Muratoria, fu un’esperienza di breve durata ma intensa e coinvolgente, tanto che divenne Gran Maestro della Gran Loggia di Napoli.

Uscì dall’istituzione a seguito del decreto reale del 2 luglio 1752 che, recependo la bolla papale Providas Romanorum di Benedetto XIV, vietò la Massoneria. Raimondo di Sangro è celeberrimo anche per la Cappella che fece edificare, quale mausoleo di famiglia: il Cristo velato, la Pudicizia e il Disinganno, sono veri e propri capolavori del tardo barocco.

Queste poche note su Raimondo di Sangro non rendono minimamente idea dell’importanza e della fama che ebbe; egli fu anche accademico della Crusca, con il nome di Esercitato, elaborò le macchine anatomiche, scrisse testi interessantissimi e contestatissimi come la Lettera apologetica, fu in rapporti di amicizia e di collaborazione con le menti più illuminate del suo periodo: Antonio Genovesi, Fortunato Bartolomeo De Felice, Giovanni Lami, Lorenzo Ganganelli, Jean-Antoine Nollet, Charles Marie de la Condamine, Joseph Jérôme de Lalande, Jean-Antoine Nollet. La sua fama fu tale che intorno a lui fiorirono leggende di tutti i generi alcune delle quali vennero trattate da Salvatore Di Giacomo, Luigi Capuana e Benedetto Croce.

Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Raimondo di Sangro” all’Or∴ di Pesaro, n. 179, nella Valle del Foglia, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano.