Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. “Labindo” all’Or∴ di Aulla – La Spezia, nella Valle del Magra, è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano; la nuova Officina ha acquisito il numero 180 di matricola.

Labindo Arsinoetico è il nome arcadico di Giovanni Fantoni, poeta e rivoluzionario, nato nel 1755 a Fivizzano, da una nobile famiglia comitale, imparentata con i marchesi De Silva della Bandinella. Essendo il terzo genito, il padre pensò di avviarlo alla vita ecclesiastica; perciò, fu inviato prima in convento e quindi in un collegio degli Scolopi.
Il ragazzo, tuttavia, ribelle e dotato di forte spirito critico, si rivelò inadatto a indossare l’abito talare. I genitori cercarono allora di fargli intraprendere la carriera militare ma i risultati furono ugualmente deludenti.
In compenso Giovanni, intelligente, colto e portato alla poesia, fu ammesso all’Accademia dell’Arcadia, dove assunse il nome di Labindo Arsinoetico. Divenne così un poeta celebrato, ma anche un personaggio visto con sospetto dai ben pensanti per la sua vita errabonda, l’attitudine a contrarre debiti e l’abilità nel conquistare cuori femminili.
Una relazione anonima, inviata al governo genovese lo descrisse in tal modo:
“Questo è assai giovine e di maniere seducenti, onde è idolatrato dai giovani suoi contemporanei, e anche dalle dame le più forbite, con le quali usa carezze inusitate presso di noi e condannate dai virtuosi. Le sue massime sono perniciose, e contrarie alla buona morale. Queste quanto più si bevono facilmente, perché sono legate in versi leggiadri e lascivi, e quanto un soggetto mostra un genio e talenti straordinari per la poesia”.
Il padre Lodovico, disperato per avere un figlio poco assennato, lo fece rientrare nella natia Fivizzano dove la vicinanza di Carlo Emanuele Malaspina, l’ultimo marchese di Fosdinovo, lo avvicinò alle idee illuministe, alle quali si convertì definitivamente con il soggiorno a Napoli del 1785 al 1788.
Nella capitale del più vasto stato italiano strinse rapporti di amicizia con Domenico Cirillo, Mario Pagano e altri importanti studiosi e intellettuali, inoltre entrò in Massoneria, essendo “ricevuto” dalla celebre loggia “La Vittoria” nella Valle del Sebeto.
In seguito, abbracciò le idee repubblicane e giacobine, partecipò ai moti di Reggio Emilia, di Bologna, di Milano e alla difesa di Genova. Deluso dalla deriva autoritaria del Direttorio, entrò nel 1798 nella società segreta dei Raggi ed ebbe probabilmente rapporti col grande rivoluzionario Filippo Buonarroti.
Il suo pensiero politico è interessante, caratterizzato da intuizioni particolarmente avanzate, come l’importanza della propaganda e dell’educazione delle masse, da attuarsi attraverso un percorso d’istruzione aperto a tutti; riteneva, inoltre, fondamentale diffondere, soprattutto fra i giovani, gli ideali repubblicani, impostati su una struttura democratica, priva di compromessi.
Morì a Fivizzano nel palazzo di famiglia dove era nato e cresciuto il 1° novembre del 1807, forse a seguito di febbre tifoidee.
Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Labindo” all’Or∴ di Aulla – La Spezia, n. 180, nella Valle del Magra, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano.



