# Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O∴M∴T∴I∴) – Enciclopedia della Massoneria in Italia > L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI) è la terza organizzazione massonica in Italia per ordini di grandezza dopo il GOI (Grande Oriente d'Italia) e la Gran Loggia d'Italia. L'OMTI è una comunione massonica mista (uomini e donne), con logge attive in tutto il paese e a livello internazionale. Questo sito contiene la più completa risorsa in lingua italiana sulla Massoneria: storia, simboli, riti, figure istituzionali, gradi massonici e approfondimenti accademici. Tutti gli articoli sono redatti con rigore storico e documentario. > Per una panoramica completa sulla Massoneria, consulta la pagina pillar: https://ordinemassonicotradizionale.it/massoneria/ Per informazioni su come avvicinarsi alla Massoneria, come diventare massoni e come entrare in una loggia massonica: https://ordinemassonicotradizionale.it/entrare-in-massoneria/ ## Pagine - [Massoneria](https://ordinemassonicotradizionale.it/massoneria/): Massoneria - [Profilo](https://ordinemassonicotradizionale.it/profilo/): Profilo Esci Accedi Effettua l’accesso per visualizzare i documenti riservati Modifica Profilo Aggiungi Utente - [Modifica documento](https://ordinemassonicotradizionale.it/modifica-documenti/): Modifica documenti Accedi Effettua l’accesso per modificare i documenti riservati Attenzione Non hai i permessi per accedere a questa sezione - [Entrare in Massoneria](https://ordinemassonicotradizionale.it/entrare-in-massoneria/): Non si diventa massoni per moda o per mera curiosità. 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In questa guida enciclopedica, esploreremo la Massoneria non come una società segreta, ma come un'istituzione iniziatica, etica e filosofica che pone al centro l'uomo e il suo perfezionamento morale. L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI) si inserisce in questo solco pluricentenario promuovendo una visione della Libera Muratoria che fonde la fedeltà ai rituali antichi con una sensibilità moderna, laica e adogmatica. In un'epoca di frammentazione sociale, la Massoneria si propone ancora oggi come un laboratorio di pensiero e un tempio della tolleranza. Definizione e Significato: Cosa significa essere Massoni oggi Comprendere la massoneria e il suo significato profondo richiede l’abbandono di lenti interpretative puramente politiche o religiose. La Libera Muratoria è, per definizione statutaria, un’associazione universale di uomini e donne liberi, legati da vincoli di fratellanza, che operano per il bene dell’umanità attraverso l’uso del simbolo e del rito. La Libera Muratoria come Centro di Unione Fraterna Il concetto di "Centro di Unione" è cardine per chiunque desideri approfondire chi siamo e quale sia la nostra missione. Originariamente formulato nelle Costituzioni di Anderson del 1717, questo principio indica che la Loggia deve essere il luogo in cui persone che altrimenti sarebbero rimaste "perennemente distanti" a causa di opinioni religiose, politiche o sociali, possono incontrarsi e dialogare. Essere Massoni oggi significa dunque accettare la sfida della complessità: in un mondo polarizzato, la Loggia rimane uno dei pochi spazi in cui il confronto avviene attraverso l'ascolto e il rispetto assoluto dell'altro. Non si tratta di un club di servizi o di un'associazione filantropica nel senso comune del termine, sebbene la solidarietà ne sia una conseguenza naturale; è, primariamente, una scuola di vita interiore ed esteriore, morale e civica. Massoneria Adogmatica e Tradizionale: Il valore della Libertà di Coscienza All'interno del panorama massonico internazionale, l'Ordine Massonico Tradizionale Italiano rivendica con forza la propria natura di Comunione Massonica adogmatica. Ma cosa significa questo termine in un contesto iniziatico? La Massoneria è adogmatica e non impone ai propri membri alcun atto di fede specifico. Essa riconosce la libertà di coscienza come un diritto inalienabile e sacro. La tradizione a cui aderiamo permette a teisti, deisti, agnostici e atei di lavorare insieme sotto la volta stellata. Il legame che unisce i Fratelli e le Sorelle non è una dottrina condivisa, ma il metodo di ricerca: un metodo basato sul dubbio sistematico, sulla ragione e sull'intuizione simbolica. Oltre i pregiudizi: Cosa NON è la Massoneria Per definire correttamente cos'è la massoneria, è necessario operare una via negationis, ovvero chiarire ciò che essa non è, al fine di dissipare secoli di disinformazione e leggende metropolitane. Non è una religione: La Massoneria non possiede dogmi, non offre la salvezza dell'anima e non celebra sacramenti. È compatibile con qualsiasi fede religiosa che non sia intrinsecamente intollerante. Non è una società segreta: Nel XXI secolo, le Obbedienze sono associazioni legalmente costituite, con statuti depositati e sedi note. La "segretezza" riguarda esclusivamente l'esperienza interiore del rituale (l'ineffabilità del segreto iniziatico) e la riservatezza sui nomi dei propri membri, a tutela della loro libertà professionale e personale. Non è un centro di potere occulto: Le Costituzioni dell'Ordine vietano rigorosamente di utilizzare la Loggia per affari privati, vantaggi politici o carriere personali. Il fine della Massoneria è il perfezionamento del "Tempio Interiore" dell'uomo, che si riflette poi in un agire etico nella società profana. La Storia della Massoneria: Dalle origini al Terzo Millennio La storia della Libera Muratoria è un intreccio affascinante di documenti d'archivio e miti fondativi. Per comprendere il presente dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano, è essenziale ripercorrere le tappe che hanno trasformato una corporazione di mestiere in un'istituzione filosofica universale. Le origini leggendarie e la Massoneria Operativa La storiografia massonica distingue tra la fase "operativa" e quella "speculativa". La Massoneria Operativa affonda le sue radici nel Medioevo, tra le corporazioni dei costruttori di cattedrali. Questi uomini, detti freemasons (liberi muratori) perché godevano della libertà di movimento tra i vari regni per prestare la loro opera qualificata, custodivano gelosamente i segreti dell'arte del costruire (geometria, architettura, statica). Le Logge dell'epoca erano luoghi fisici adiacenti ai cantieri, dove gli operai mangiavano, dormivano e ricevevano istruzioni. In questo contesto nacquero i primi segni di riconoscimento e i primi gradi (Apprendista e Compagno), necessari per certificare le competenze tecniche di un lavoratore che arrivava in un nuovo cantiere. Il passaggio alla massoneria che conosciamo oggi iniziò quando queste logge operativive cominciarono ad accettare membri "accettati", ovvero persone estranee all'arte del costruire — nobili, intellettuali e filosofi — attratte dal sistema morale e simbolico della corporazione. Le radici operative: Gli Antichi Doveri (Old Charges) Prima della transizione istituzionale del XVIII secolo, l'identità della Libera Muratoria era già codificata in una vasta raccolta di manoscritti noti come Antichi Doveri (Old Charges). Questi documenti, la cui tradizione testuale inizia nel XV secolo con il Manoscritto Regius (1390-1425 ca. ) e il Manoscritto Cooke, rappresentano la prova documentale dei legami storici tra gli scalpellini medievali e la successiva Massoneria speculativa. A differenza delle corporazioni continentali, focalizzate su aspetti puramente amministrativi, gli Antichi Doveri britannici introdussero una narrazione leggendaria che attribuiva al mestiere di muratore una genesi sacra e sapienziale. Attraverso il mito di figure come Euclide, il Re Athelstan e il leggendario Edwin, i massoni operativi non si limitavano a tramandare segreti tecnici, ma rivendicavano il diritto di assemblea e una "carta d'identità" morale. Per approfondire come questi testi abbiano plasmato l'identità muratoria, è possibile consultare lo studio sugli Antichi Doveri massonici tra miti e storia. Questo impianto mitologico serviva a proteggere le gilde dalle restrizioni legislative dell'epoca e ha costituito l'ossatura simbolica su cui è stata edificata la Massoneria moderna. 1717 e le Costituzioni di Anderson: Dalla Leggenda alla Codifica La data del 24 giugno 1717 segna la formalizzazione di un processo già in atto da secoli. Con la riunione delle quattro logge londinesi presso la taverna "All'Oca e alla Graticola", la Massoneria assunse una struttura organizzativa unitaria, trasformando definitivamente la figura del muratore che edifica cattedrali nella metafora del filosofo che edifica se stesso. Il passaggio cruciale avvenne nel 1723, quando il reverendo James Anderson pubblicò le Costituzioni dei Liberi Muratori. Anderson rielaborò proprio il materiale degli Antichi Doveri medievali, adattandolo allo spirito dell'Illuminismo. In questo documento, che rappresenta il DNA di ogni legittima comunione massonica (termine che l'OMTI preferisce a "obbedienza" per sottolineare la libera unione di Logge autonome e confederate tra loro), furono introdotti due concetti rivoluzionari: La Legge Morale: Il massone è tenuto ad obbedire alla legge morale universale, superando i dogmi settari e rifuggendo l'ateismo stupido o il libertinismo. Il principio della Tolleranza: La Massoneria si impose come un "luogo terzo" dove uomini di diverse fedi potevano incontrarsi su una base di valori condivisi, lasciando le particolari opinioni religiose o politiche alla sfera privata. L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano custodisce questo spirito originario, agendo come una Comunione che applica il principio del "Centro di Unione" per superare ogni barriera dogmatica e favorire il progresso civile. La Massoneria in Italia: Un percorso di Luce e Civiltà La storia della Libera Muratoria nel nostro Paese è intrinsecamente legata alla nascita dello Stato unitario e al Risorgimento. La prima Loggia in Italia di cui si abbia notizia certa fu fondata a Firenze nel 1731 (la "Loggia degli Inglesi"). Da quel momento, il pensiero massonico si diffuse capillarmente, influenzando le menti più brillanti della nostra storia: da Pascoli a Carducci, da Garibaldi a Mazzini (quest'ultimo, pur con un rapporto complesso con l'istituzione, ne condivideva profondamente i valori di fratellanza universale). Durante il ventennio fascista, la Massoneria fu duramente perseguitata in quanto baluardo di libertà e democrazia. La legge del 1925 contro le associazioni segrete mirava in realtà a colpire il libero pensiero massonico. Dopo la Liberazione, l'Istituzione rinacque, frammentandosi tuttavia in diverse correnti. In questo contesto, l'Ordine Massonico Tradizionale Italiano si distingue per la sua volontà di riportare l'attenzione sulla Tradizione autentica, lontana da derive politiche e focalizzata sulla crescita interiore e la trasparenza istituzionale, come dimostrato dalla nostra presenza e trasparenza in contesti internazionali quali il CLIPSAS nella geografia massonica. Principi, Valori e Finalità dell'Ordine Entrare a far parte della Libera Muratoria non significa aderire a un partito o a una setta, ma intraprendere un cammino etico rigoroso. I valori che guidano l'OMTI sono incisi nel cuore di ogni Fratello e Sorella e rappresentano la bussola per orientarsi nel mondo profano. Libertà, Uguaglianza, Fratellanza: Il trinomio massonico Queste tre parole, che la Rivoluzione Francese rese celebri in tutto il mondo, hanno per noi un significato che trascende la politica: Libertà: Non è solo l'assenza di catene fisiche, ma la libertà dal pregiudizio, dall'ignoranza e dalle passioni che schiavizzano lo spirito. Un massone deve essere "libero e di buoni costumi". Uguaglianza: In Loggia non esistono titoli nobiliari, gradi accademici o differenze di censo. Siamo tutti uguali perché siamo tutti "Pietre Grezze" che lavorano per diventare "Pietre Levigate". L'unica distinzione ammessa è quella basata sul merito e sul progresso nel percorso iniziatico. Fratellanza: È il collante che tiene unite le pietre dell'edificio sociale. La fratellanza massonica è una solidarietà attiva che non si limita ai membri dell'Ordine, ma si estende a tutta l'umanità. Il perfezionamento dell'individuo per il miglioramento della società Uno dei motti più celebri della Massoneria è: "Levigare la Pietra Grezza". L'uomo, alla nascita, è come un blocco di pietra informe, pieno di asperità (i difetti, l'egoismo, i vizi). Attraverso lo studio, la meditazione e il lavoro rituale, il massone impara a smussare queste asperità. Tuttavia, il lavoro non termina all'interno del Tempio. Il perfezionamento individuale è il presupposto indispensabile per il miglioramento della società. Un uomo che ha imparato a dominare le proprie passioni e a ragionare con rettitudine sarà un cittadino migliore, un genitore più consapevole, un professionista più onesto. È questo l'impegno che l'OMTI richiede ai suoi membri: portare la "Luce" acquisita in Loggia nel mondo esterno. La ricerca della Verità e la Tolleranza come metodo La Verità, con la "V" maiuscola, è per il massone un orizzonte verso cui tendere, consapevoli che nessuno ne possiede il monopolio. Questo atteggiamento genera naturalmente la Tolleranza. Per noi, la tolleranza non è un'indulgente concessione verso l'errore altrui, ma il riconoscimento che l'altro, con la sua diversità, è una risorsa indispensabile per la nostra crescita. In un'Officina dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano, il dialogo è sacro: si parla uno alla volta, non si interrompe mai il Fratello o la Sorella che ha la parola e non si critica mai la persona, ma si discute l'idea. Solidarietà e Filantropia: L'impegno nel mondo profano Sebbene la Massoneria sia una scuola di pensiero, essa non dimentica mai il bisogno materiale dell'uomo. La solidarietà è uno dei doveri primari. L'OMTI promuove iniziative di sostegno verso i più deboli, ma sempre con la discrezione che contraddistingue la vera carità: il bene deve essere fatto perché è giusto farlo, non per ricevere plausi pubblici. Questo spirito di servizio è ciò che rende la nostra comunità viva e pulsante, come è possibile approfondire consultando la sezione chi siamo. Il Grande Architetto dell'Universo (G. A. D. U. ) Uno degli elementi che più spesso genera confusione negli osservatori esterni è l'invocazione al Grande Architetto dell'Universo. Per comprendere appieno cos'è la massoneria nella sua essenza tradizionale, occorre penetrare il significato di questo acronimo, che non rappresenta una divinità specifica, ma un potente simbolo polisemico. Un simbolo universale oltre le religioni e i dogmi Nella visione dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano, il G. A. D. U. è un simbolo aperto. Esso rappresenta il principio generatore, l'ordine cosmico o l'intelligenza suprema che sottende alle leggi della natura e dell'universo. A differenza delle religioni rivelate, la Massoneria non fornisce una definizione dogmatica di questo principio: non impone preghiere, non stabilisce testi sacri come verità assolute e non promette ricompense ultraterrene. Per approfondire la portata filosofica di questo concetto, vi invitiamo a leggere l'analisi dettagliata su il simbolo del Grande Architetto dell'Universo nella Massoneria. Questo simbolo permette a individui di fedi diverse — o di nessuna fede — di lavorare insieme, riconoscendo che esiste un "progetto" o un'armonia superiore a cui l'uomo può tendere attraverso la ragione e l'intuizione. Interpretazione filosofica nella Massoneria Tradizionale Per il massone "operativo" del passato, l'architetto era colui che disegnava il piano dell'edificio; per il massone "speculativo" moderno, il G. A. D. U. è il simbolo della capacità umana di dare ordine al caos. Invocare il Grande Architetto significa riconoscere che la nostra opera non è casuale, ma deve seguire leggi di equilibrio, proporzione e bellezza. È l'aspirazione verso la perfezione, la consapevolezza che ogni "pietra" (individuo) deve essere tagliata correttamente per potersi inserire armoniosamente nella costruzione sociale. La Struttura dell'Ordine: La Loggia e il Tempio Per capire come si articola la vita di un Libero Muratore, è fondamentale distinguere tra l'organizzazione delle persone e lo spazio fisico e simbolico in cui esse si riuniscono. Che cos'è la Loggia: Il nucleo fondamentale della Libera Muratoria La Loggia (o Officina) è l'unità base della Massoneria. Non è solo un termine amministrativo, ma indica la comunità dei Fratelli e delle Sorelle che hanno deciso di lavorare insieme sotto una determinata insegna (il "Titolo Distintivo"). Ogni Loggia è sovrana nei suoi lavori, pur nel rispetto delle Costituzioni della Comunione. È in Loggia che avviene il vero lavoro iniziatico. Qui, lontano dai rumori del mondo profano, si celebrano i rituali, si leggono le "tavole" (approfondimenti scritti) e si pratica l'arte dell'ascolto. Se vuoi approfondire la differenza tecnica e simbolica, consulta la nostra guida su cosa è la loggia o il tempio massonico. Il Tempio Massonico: Spazio sacro e simbologia architettonica Il Tempio è il luogo fisico dove si riunisce la Loggia. Esso non è un ufficio né una semplice sala conferenze, ma una rappresentazione simbolica del Cosmo. Ogni elemento architettonico ha un significato preciso: L'Orientamento: Il Tempio è idealmente orientato da Occidente (dove si entra, simbolo delle tenebre dell'ignoranza) verso Oriente (dove siede il Maestro Venerabile, simbolo della luce della conoscenza). Le Colonne: All'ingresso svettano due colonne, Boaz e Jachin, che richiamano il Tempio di Salomone e rappresentano la forza e la stabilità. La Volta Stellata: Il soffitto del Tempio è dipinto come un cielo notturno, a indicare che il lavoro del massone non ha confini e che l'universo intero è il campo della sua ricerca. Il Pavimento a Scacchi: Composto da riquadri bianchi e neri, simboleggia la dualità dell'esistenza umana: luce e ombra, gioia e dolore, bene e male. Calpestare questo pavimento significa imparare a dominare gli opposti attraverso l'equilibrio. Le cariche di Loggia: I Dignitari e gli Ufficiali La vita di Loggia è regolata da una gerarchia di funzioni (non di potere) che garantisce l'armonia dei lavori. Ogni membro che riveste una carica è al servizio della comunità: Maestro Venerabile: Siede all'Oriente e dirige i lavori, rappresentando la Saggezza. Primo e Secondo Sorvegliante: Assistono il Venerabile e curano l'istruzione dei Fratelli, rappresentando rispettivamente la Forza e la Bellezza. Oratore: Custode della Legge e garante del rispetto delle regole. Segretario: Cura la parte amministrativa e la memoria storica della Loggia. Esperto e Maestro delle Cerimonie: Si occupano del corretto svolgimento del rituale. Questa struttura organizzativa assicura che ogni "Tornata" (riunione rituale) si svolga in un clima di ordine e solennità, permettendo ai partecipanti di distaccarsi dalle preoccupazioni quotidiane per elevarsi verso la riflessione filosofica. Il Percorso Iniziatico: I Tre Gradi Massonici La Libera Muratoria non svela i suoi segreti e le sue riflessioni in un unico momento. Essere ammessi nell'Ordine significa intraprendere un viaggio graduale, un'ascesa per tappe che rispecchia la maturazione psicologica e spirituale dell'individuo. Questo cammino è strutturato nei tre gradi massonici: Apprendista, Compagno e Maestro, ognuno dei quali possiede un proprio rituale, un proprio corpo di insegnamenti e una specifica simbologia. Il Grado di Apprendista: Il silenzio e la lavorazione della Pietra Grezza Il primo passo del neofita, dopo aver superato la cerimonia di Iniziazione, è il grado di Apprendista Libero Muratore. In questa fase, il lavoro è quasi esclusivamente introspettivo. L'Apprendista è simbolicamente posto nel punto più oscuro del Tempio (il Settentrione) e gli è imposto il silenzio rituale durante le tornate. Questo silenzio non è una punizione, ma uno strumento pedagogico: serve a educare all'ascolto, a dominare l'irruenza dell'ego e a favorire la riflessione profonda prima della parola. Il compito principale dell'Apprendista è "sgrossare la Pietra Grezza", ovvero identificare i propri difetti, le proprie ambizioni sfrenate e i propri condizionamenti profani per iniziare a dare una forma retta alla propria esistenza. Il Grado di Compagno d'Arte: L'espansione della conoscenza e i cinque sensi Una volta che la pietra è stata sgrossata, il massone passa al grado di Compagno d'Arte. Se il primo grado riguardava l'interno, il secondo riguarda il rapporto con l'esterno, con il mondo e con il sapere universale. Il Compagno è un viaggiatore. Attraverso i "Cinque Viaggi" rituali, egli esplora le Arti Liberali (Grammatica, Retorica, Logica, Aritmetica, Geometria, Musica e Astronomia) e approfondisce l'uso dei propri sensi. È il grado dell'azione e della scienza: il massone impara che il perfezionamento morale non può prescindere dalla cultura e dalla comprensione delle leggi che governano la natura. In questa fase, lo strumento principale è il Compasso, simbolo della capacità di misurare le proprie azioni in relazione al mondo circostante. Il Grado di Maestro Massone: La pienezza dei diritti e il mito di Hiram Il terzo grado, quello di Maestro Massone, rappresenta la maturità iniziatica. Il passaggio a questo grado è centrato sulla leggenda di Hiram Abiff, l'architetto del Tempio di Salomone, e sul tema della morte e della rinascita simbolica. Il Maestro è colui che ha compreso che la ricerca della Verità richiede il sacrificio dell'ego più profondo. Egli non lavora più solo per se stesso, ma assume la responsabilità della guida della Loggia e della trasmissione della Tradizione alle generazioni future. Con il grado di Maestro, il Libero Muratore acquisisce la pienezza dei diritti massonici, tra cui quello di sedere in Consiglio di Loggia e di contribuire attivamente alla gestione della propria organizzazione massonica. Simbolismo Massonico: Il linguaggio dell'Invisibile Il simbolo è il cuore del metodo massonico. A differenza del segno, che ha un significato univoco e convenzionale, il simbolo è una finestra aperta su molteplici significati. Esso permette di comunicare concetti metafisici ed etici che le parole, spesso limitate, non riuscirebbero a esprimere con la stessa efficacia. Squadra e Compasso: L'equilibrio tra rigore e spirito Sono i simboli più noti della Massoneria nel mondo. La Squadra rappresenta la materia, la rettitudine morale e l'azione nel mondo fisico. Indica che ogni nostra azione deve essere "a squadra", ovvero onesta e giusta. Il Compasso rappresenta lo spirito, l'astrazione e la capacità di limitare i propri desideri entro i confini della ragione e del bene comune. In Loggia, la loro posizione reciproca indica il grado di avanzamento dei lavori: nell'Apprendista la Squadra copre il Compasso (la materia domina ancora lo spirito), nel Compagno si intrecciano, nel Maestro il Compasso sovrasta la Squadra (lo spirito ha finalmente compreso e ordinato la materia). Il Maglietto e lo Scalpello: La volontà e l'intelletto Questi sono gli strumenti operativi dell'Apprendista. Il Maglietto (la forza di volontà) deve colpire lo Scalpello (il discernimento e l'intelletto) per modellare la pietra. Senza la forza del Maglietto, lo Scalpello resta inerte; senza la precisione dello Scalpello, il Maglietto rischia di spaccare la pietra in modo caotico. È la metafora perfetta della necessità di unire determinazione e riflessione. Il Filo a Piombo e la Livella: Verticalità e uguaglianza Questi due simboli decorano i collari dei Sorveglianti di Loggia: Il Filo a Piombo insegna la verticalità: l'uomo deve scavare dentro se stesso per elevarsi verso l'alto, senza deviazioni. Rappresenta la ricerca interiore e l'equilibrio morale. La Livella insegna l'orizzontalità: essa ci ricorda che tutti gli uomini sono uguali per natura e che le distinzioni sociali sono temporanee e irrilevanti sotto il profilo etico. Il Mosaico e la Luce: La dualità e la conoscenza Il Pavimento Mosaico a scacchi bianchi e neri ci ricorda che la realtà è fatta di opposti: gioia e dolore, vita e morte, luce e ombra. Il massone non deve scegliere uno dei due colori, ma camminare sopra di essi, comprendendo che entrambi sono necessari all'armonia del Tutto. La Luce, infine, è l'obiettivo finale. Non è una luce fisica, ma la "Luce della Conoscenza" che dissipa le tenebre dell'ignoranza e del fanatismo. Chiedere "la Luce" durante l'iniziazione significa dichiarare la propria volontà di diventare un essere consapevole. La Massoneria Femminile e l'Uguaglianza Iniziatica Un elemento distintivo e d'avanguardia dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano è il pieno riconoscimento della donna nel percorso iniziatico. Sebbene la storiografia classica abbia spesso cercato di relegare le figure femminili ai margini, la realtà storica ci consegna un quadro molto più ricco, che l'OMTI rivendica con orgoglio. Sorelle Massone: La presenza femminile nella storia Contrariamente a quanto si possa pensare, la presenza delle donne nella Libera Muratoria non è un'invenzione moderna. Già nel XVIII secolo fiorirono le cosiddette "Logge di Adozione", strutture sotto la tutela delle logge maschili dove le donne potevano iniziare a confrontarsi con il simbolismo muratorio. Tuttavia, la vera svolta avvenne alla fine del XIX secolo con la nascita della Massoneria Mista, che riconobbe alla donna la medesima dignità iniziatica dell'uomo. Per un approfondimento storiografico completo, è possibile consultare la nostra ricerca su sorelle massone e iniziazione femminile nella storia della massoneria. Qui emerge chiaramente come il contributo femminile abbia arricchito l'istituzione di sensibilità, intuizione e una diversa prospettiva sulla "Pietra Grezza". OMTI: Una Massoneria Mista e Adogmatica L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano ha scelto, fin dalle sue origini, di essere un'organizzazione Massonica Mista. Questo significa che nelle nostre Logge uomini e donne lavorano insieme, con pari diritti e doveri, senza alcuna distinzione di grado o funzione. Perché questa scelta è fondamentale per noi? L'Umanità è duale: Se la Massoneria mira al perfezionamento dell'Umanità, non può escludere metà del genere umano dal proprio laboratorio. L'armonia dei lavori in Loggia è specchio dell'armonia del Cosmo, che è composto da energie complementari. Uguaglianza sostanziale: Oltre il trinomio "Libertà-Uguaglianza-Fratellanza", crediamo che l'uguaglianza debba essere praticata nei fatti. In OMTI, una Sorella può ricoprire qualsiasi carica, inclusa quella di Maestro Venerabile, guidando i lavori dell'Officina con la medesima autorità di un Fratello. Tradizione e Modernità: Essere "tradizionali" per noi non significa restare ancorati a preconcetti del 1700, ma recuperare lo spirito universale della Libera Muratoria, che è inclusione e superamento delle barriere. Il Valore del Lavoro Comune: Fratelli e Sorelle sotto la Volta Stellata Nelle tornate dell'OMTI, l'incontro tra Fratelli e Sorelle crea una sinergia unica. Il confronto dialettico e simbolico beneficia del superamento dei ruoli di genere imposti dalla società profana. In Loggia, siamo tutti "Liberi Muratori", esseri umani in ricerca della Verità che riconoscono l'uno nell'altra la stessa scintilla di Luce. Questa visione rende l'OMTI una scelta privilegiata per chi cerca un'esperienza massonica completa, autentica e rispondente alle sfide etiche del mondo contemporaneo. Per comprendere meglio come questa visione si traduca in struttura organizzativa, ti invitiamo a esplorare la nostra sezione su chi siamo. Riti e Rituali: La dimensione sacra dell'atto muratorio La Massoneria non è una semplice accademia filosofica; è un'istituzione rituale. Il Rito è l'insieme di gesti, parole e simboli che trasforma una riunione in un'esperienza sacra (nel senso etimologico di "separata" dal quotidiano). Perché la Massoneria utilizza i Riti? Il Rito serve a "rompere" il tempo profano. Entrando nel Tempio e seguendo il rituale, il massone lascia fuori le preoccupazioni, i titoli e le tensioni della vita giornaliera. Il linguaggio rituale parla direttamente all'inconscio e all'intuizione, permettendo di comprendere concetti che la sola ragione logica non potrebbe afferrare. Differenza tra Rito e Ordine È importante non confondere questi due termini: L'Ordine (come l'Ordine Massonico Tradizionale Italiano) è l'istituzione, la struttura amministrativa e giuridica che raggruppa le Logge. Il Rito è il sistema di gradi e cerimonie che si pratica all'interno dell'Ordine. L'OMTI, pur mantenendo un'identità unitaria, permette la pratica di riti che appartengono alla migliore tradizione massonica, garantendo che ogni Fratello e Sorella possa trovare il linguaggio più consono alla propria sensibilità spirituale. La catena d'unione: Il legame indissolubile Al termine di ogni lavoro rituale, i massoni formano la "Catena d'Unione": si incrociano le braccia e ci si prende per mano. È un momento di altissimo valore simbolico che rappresenta il legame che unisce tutti i massoni della terra, presenti, passati e futuri. In quel cerchio, non esistono più individui isolati, ma un unico corpo che vibra all'unisono per il bene dell'Umanità. La Massoneria Universale e il ruolo del CLIPSAS La Massoneria non è un'istituzione isolata entro i confini nazionali, ma una fratellanza universale. Tuttavia, esistono diverse modalità di intendere le relazioni internazionali tra le Obbedienze. L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano si colloca orgogliosamente nell'alveo della massoneria liberale e adogmatica mondiale. L'importanza del CLIPSAS nella geografia massonica Il CLIPSAS (Centre de Liaison et d'Information des Puissances Maçonniques Signataires de l'Appel de Strasbourg) è la più importante organizzazione internazionale che raggruppa le Obbedienze massoniche liberali. Fondato nel 1961, nasce dalla necessità di riaffermare la libertà di coscienza e l'assoluta indipendenza della Massoneria da ogni condizionamento dogmatico. Essere parte del CLIPSAS nella geografia massonica significa per l'OMTI poter garantire ai propri membri una proiezione internazionale senza pari. Un Fratello o una Sorella dell'OMTI è riconosciuto come tale in centinaia di Logge in tutto il mondo, dall'Europa alle Americhe, dall'Africa all'Asia, ovunque si pratichi una libera muratoria basata sulla tolleranza e sul progresso. L'OMTI nel panorama internazionale A differenza delle correnti "chiuse" che riconoscono solo obbedienze conformi a rigidi standard di stampo anglosassone, la partecipazione dell'OMTI a reti internazionali come il CLIPSAS testimonia una visione aperta. Crediamo che la legittimità massonica derivi dalla correttezza dei lavori rituali e dalla fedeltà ai principi di uguaglianza (inclusa quella di genere), e non da una "patente" rilasciata da un unico centro di potere estero. Come entrare in Massoneria: Il percorso di ammissione Molti si chiedono come si diventi massoni. Nonostante le leggende su inviti misteriosi, nella tradizione dell'OMTI la porta del Tempio è aperta a chiunque bussi con sincerità, rettitudine e desiderio di ricerca. Requisiti e motivazioni: Chi può diventare Massone? Per entrare in massoneria non occorrono doti soprannaturali o patrimoni economici. I requisiti fondamentali sono: Essere "Liberi e di buoni costumi": Significa avere la capacità di giudizio autonomo e godere di una condotta etica specchiata nella società. Cerca della Verità: La Massoneria non è un circolo ricreativo. Occorre una reale spinta intellettuale e spirituale. Maggiore età: Il percorso richiede una maturità di coscienza che la legge fissa ai 18 anni. Il processo di ammissione (Tegolatura) Una volta inviata la propria candidatura, inizia un processo di reciproca conoscenza chiamato "tegolatura". Alcuni membri dell'Ordine incontreranno il candidato per comprendere le sue motivazioni e spiegare cosa sia realmente l'Istituzione. Questo passaggio garantisce che l'aspirante massone faccia una scelta consapevole e che la Loggia possa accogliere una persona realmente interessata al lavoro su di sé. L'Iniziazione: La nascita a una nuova vita interiore Se il percorso di conoscenza ha esito positivo, si procede all'Iniziazione. È una cerimonia antica, carica di simbolismo, che non ha nulla di umiliante o pericoloso. È, invece, un'esperienza psicologica profonda, pensata per indurre il candidato a riflettere sulla propria esistenza e a "nascere" simbolicamente a una vita nuova, dedicata alla Luce e alla Fratellanza. Dove siamo: La presenza delle Logge sul territorio L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano è presente con le sue Officine in molte regioni d'Italia. Ogni Loggia è un presidio di cultura e libertà. Se desideri sapere se esiste una Loggia dell'OMTI vicina a te, puoi consultare la sezione dove siamo. Conclusioni: L'attualità della Tradizione nel XXI Secolo Giunti alla fine di questo viaggio nel cuore della Massoneria, emerge una verità fondamentale: l'Istituzione Muratoria non è un relitto del passato, ma uno strumento più che mai necessario nel mondo contemporaneo. In un'epoca dominata dal rumore digitale, dalla velocità superficiale e dalla polarizzazione ideologica, la Massoneria offre il Silenzio, la Riflessione e il Dialogo. Offre un metodo per costruire ponti dove altri innalzano muri e per trovare un senso profondo all'esistenza attraverso lo studio della Tradizione e del Simbolo. L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano prosegue questo cammino con umiltà e determinazione, restando fedele alla propria missione: formare individui migliori per una società più giusta, libera e fraterna. Resta in contatto con l'OMTI Per continuare a scoprire la nostra attività, i nostri convegni e le riflessioni dei nostri Maestri, ti invitiamo a seguirci sui nostri canali ufficiali: YouTube: Approfondimenti video e conferenze sul canale OMTI Official. Facebook: Aggiornamenti quotidiani sulla nostra Pagina Ufficiale. Se senti che la "Pietra Grezza" della tua vita attende di essere lavorata, il primo passo verso la Luce potrebbe iniziare proprio da qui. - Published: 2025-09-19 - Modified: 2026-04-29 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/profilo/ Profilo Esci Accedi Effettua l'accesso per visualizzare i documenti riservati You are already logged in. 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V. 20/11/2026 2025 Visualizza Modifica Elimina L’Elett. mo Fr Roberto Di Mitri subentra all’Elett. ma Sr Patrizia Defranceschi nel ruolo di Vicario. 01/01/2025 2025 Visualizza Modifica Elimina - Published: 2023-08-11 - Modified: 2026-03-07 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/entrare-in-massoneria/ Non si diventa massoni per moda o per mera curiosità. È una decisione ponderata, che implica un serio impegno. Significa essere disposti a mettersi in discussione e a contribuire attivamente al bene della collettività. Entrare in Massoneria Vuoi entrare in Massoneria? Scopri cosa significa davvero intraprendere un percorso massonico fondato su libertà, uguaglianza, fratellanza, lavoro su sé stessi e sull'umanità. Prima di chiedere di entrare in Massoneria In questa pagina troverai un modulo di contatto attraverso il quale potrai comunicarci il tuo interesse ad avvicinarti alla Massoneria. Prima di compilarlo, ti invitiamo a leggere con attenzione queste righe. Entrare in Massoneria non significa aderire a un semplice gruppo o a un’associazione come tante altre. È una scelta personale importante, che implica consapevolezza, impegno e desiderio autentico di lavorare su sé stessi. La Massoneria è un’esperienza relazionale complessa e articolata, che può essere compresa da diverse prospettive. È, allo stesso tempo: un percorso iniziatico e spirituale, vissuto all’interno della comunità della Loggia una scuola di valori, che promuove crescita civile, etica e sociale uno spazio di incontro tra persone diverse, unite dal principio di uguaglianza una via di conoscenza, guidata dal dubbio e dalla ricerca della verità un itinerario di lavoro interiore, attraverso il quale impariamo a conoscere noi stessi per comprendere meglio gli altri La tradizione massonica si fonda su un principio semplice e al tempo stesso esigente:nessuno possiede la verità, ma ognuno può contribuire alla sua ricerca. I valori fondamentali Molti uomini e donne scelgono di avvicinarsi alla Massoneria perché si riconoscono nei suoi valori fondamentali, sintetizzati nel celebre trinomio: Libertà – Uguaglianza – Fratellanza Far parte di una Loggia significa impegnarsi concretamente a vivere e promuovere questi principi nella propria vita personale, professionale e sociale. La Massoneria non chiede uniformità di pensiero. Chiede invece rispetto reciproco, apertura mentale e responsabilità morale. Il lavoro su sé stessi La tradizione massonica insegna che non si può contribuire al miglioramento del mondo senza prima lavorare su sé stessi. Il percorso iniziatico parte da qui:dalla conoscenza di sé, dalle proprie ombre e dai propri limiti. Attraverso lo studio, il dialogo e la pratica rituale, il massone è invitato a sviluppare: consapevolezza senso critico capacità di ascolto responsabilità civile La crescita personale non è un traguardo individuale, ma diventa uno strumento per contribuire al bene comune. Una scelta consapevole Entrare in Massoneria non è una moda, né una curiosità da soddisfare. È una scelta di vita, che richiede tempo, partecipazione e impegno. Significa accettare di mettersi in discussione, di confrontarsi con altri punti di vista e di partecipare attivamente alla vita della Loggia. Per questo motivo l’esperienza massonica è aperta a tutti, ma non tutti sono realmente pronti ad affrontarla. I requisiti fondamentali Chi desidera intraprendere questo percorso deve possedere alcune qualità essenziali. Impegno personaleÈ necessario essere realmente motivati ad avvicinarsi alla realtà massonica e disponibili a dedicarle tempo ed energie. Apertura mentaleLa Loggia è un luogo di dialogo e confronto. Chi rimane rigidamente ancorato alle proprie convinzioni senza metterle mai in discussione difficilmente potrà trarre beneficio dall’esperienza iniziatica. Condotta irreprensibileLa reputazione e l’integrità morale sono elementi fondamentali. L’onorabilità personale è una condizione indispensabile per poter essere ammessi. Il percorso iniziatico L’esperienza massonica si sviluppa attraverso tre gradi fondamentali: Apprendista → Compagno → Maestro Questo percorso simbolico e rituale accompagna il massone in un processo progressivo di crescita interiore, studio e responsabilità. Accanto al percorso base, l’Ordine consente l’approfondimento di diverse tradizioni rituali, tra cui: Rito Scozzese Antico e Accettato Rito Egizio di Misraïm Rito Francese Groussier Un’organizzazione democratica L’Ordine Massonico Tradizionale Italiano si fonda su un modello di democrazia elettiva e partecipativa. Tutte le cariche sono temporanee ed elettive. La struttura istituzionale si basa sulla separazione dei poteri: Grande Assemblea dei Maestri Venerabili (funzione legislativa) Gran Consiglio dell’Ordine (funzione esecutiva) Collegio Nazionale di Giustizia Massonica (funzione giudiziaria) All’interno dell’Ordine tutti i membri sono uguali davanti alle regole e nessuno gode di privilegi o immunità. Cultura, società e attività pubbliche Accanto al lavoro interno delle Logge, l’Ordine promuove attività culturali, di studio e di divulgazione. L’Ordine sostiene inoltre iniziative di solidarietà e promuove una costante opera di contrasto ai pregiudizi e alla disinformazione sulla Massoneria. Se senti che questo percorso ti riguarda La Massoneria non si cerca per curiosità. Si cerca quando nasce una domanda interiore. Se senti il desiderio di lavorare su te stesso, di confrontarti con altri in un contesto di libertà e rispetto reciproco e di contribuire al miglioramento dell’essere umano e della società, puoi fare il primo passo. Compila il modulo di contatto qui sotto spiegandoci approfonditamente chi sei cosa fai nella vita e perché intendi entrare in massoneria. La tua richiesta verrà esaminata con attenzione e, se lo desideri, potrai essere ricontattato per un primo incontro conoscitivo. Ogni percorso iniziatico comincia sempre con una semplice domanda. Se senti che è arrivato il momento di farla, puoi bussare alla porta. Nome *Cognome *Email *Telefono *Provincia di appartenenzaMessaggio *Domande e richieste Invia messaggioPlease do not fill in this field. Edit form Leggi anche il nostro articolo nel blog dedicato al "Diventare Massoni". - Published: 2023-07-27 - Modified: 2023-07-27 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/privacy-policy/ Informativa sulla Privacy Ultimo Aggiornamento il 27 luglio 2023 Data di Entrata in Vigore il 27 luglio 2023 Questa Informativa sulla Privacy descrive le politiche di Ordine Massonico Tradizionale Italiano, Via Francesco Ferraironi, 25 – 00177, Roma, ITALIA, Roma 00177, Italia, email: info@ordinemassonicotradizionale. it, telefono: 0 riguardo alla raccolta, utilizzo e divulgazione delle tue informazioni che raccogliamo quando utilizzi il nostro sito web ( https://ordinemassonicotradizionale. it ). (il "Servizio"). Accedendo o utilizzando il Servizio, acconsenti alla raccolta, all'uso e alla divulgazione delle tue informazioni in conformità con questa Informativa sulla Privacy. Se non dai il tuo consenso, ti preghiamo di non accedere o utilizzare il Servizio. 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Per esercitare questi diritti, puoi scriverci a info@ordinemassonicotradizionale. it. Risponderemo alla tua richiesta in conformità con la legge applicabile. Tieni presente che se non ci permetti di raccogliere o trattare le informazioni personali richieste o revocare il consenso a trattarle per gli scopi richiesti, potresti non essere in grado di accedere o utilizzare i servizi per cui sono state richieste le tue informazioni. Cookie Etc. Per saperne di più su come utilizziamo questi e le tue scelte in relazione a queste tecnologie di tracciamento, consulta la nostra Informativa sui Cookie. Sicurezza: La sicurezza delle tue informazioni è importante per noi e utilizzeremo misure di sicurezza ragionevoli per prevenire la perdita, l'abuso o la modifica non autorizzata delle tue informazioni sotto il nostro controllo. 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Informativa sui Cookie generata da CookieYes - Generatore di Informativa sui Cookie. - Published: 2023-07-12 - Modified: 2024-03-18 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/dove-siamo/ Dove siamo Logge aderenti all'O∴M∴T∴I∴ sul territorio Ordine Massonico Tradizionale Italiano Le nostre logge Logge Abruzzo Logge Basilicata Logge Calabria Logge Campania Logge Emilia-Romagna Logge Friuli-Venezia-Giulia Logge Lazio Logge Liguria Logge Lombardia Logge Marche Logge Molise Logge Piemonte Logge Puglia Logge Sardegna Logge Sicilia Logge Toscana Logge Trentino-Alto Adige Logge Umbria Logge Valle d'Aosta Logge Veneto Logge nel Mondo Ordine Massonico Trazionale Italiano nel Mondo: - Published: 2023-07-12 - Modified: 2026-06-09 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/chi-siamo/ Chi siamo Chi Siamo - Ordine Massonico Tradizionale Italiano Un’associazione di matrice iniziatica che promuove la Massoneria Universale attraverso un duplice lavoro, interno alle logge e nelle attività pubbliche. Il nostro impegno si fonda su principi di libertà, uguaglianza, fratellanza, tolleranza e rispetto della dignità umana. La Comunione ha il nome di Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O∴ M∴ T∴ I∴) e assume quali testi massonici di riferimento le Costituzioni di Anderson, 1723 e gli Statuti generali della Società dei Liberi Muratori, Napoli 1820. Di seguito le parole del nostro attuale Gran Maestro Luigi Pruneti: https://youtu. be/6QiuMs7rlZs “Crediamo che, come la biodiversità sia indice di un ecosistema in salute, così l’ideo-diversità sia indiziodi un ambiente propositivo e migliorativo per l’essere umano. Guidati dai valori di libertà, fratellanza e uguaglianza, abbiamo reso concreto il principio dell’autonomia della Loggia, che ha quindi la facoltà d’impostare il proprio Lavoro assecondando la sensibilità interiore ed il modo di pensare, decidere ed agire di ognuno dei suoi membri. Adottiamo come tradizione il metodo democratico, assembleare ed elettivo in ossequio al principio di uguaglianza ed in linea con lo spirito della libera muratoria il cui fine ultimo è migliorare se stessi e tutta l’umanità. " Missione e valore iniziatico Percorso iniziatico in tre gradi: Apprendista → Compagno → Maestro, con completezza raggiunta al terzo grado. Piena realizzazione e difesa dei valori umani, quali: libertà, uguaglianza, fratellanza, tolleranza, rispetto dell’altro, solidarietà. Rifiuto di ogni discriminazione. Sviluppo della dinamica dell’ascolto e del dialogo, secondo l’aforisma di G. Calogero: “Comprendi l’altro come vorresti fosse fatto con te” Ricerca della Verità attraverso l’applicazione del Dubbio metodologico. Approfondimenti rituali opzionali come il Rito Scozzese Antico e Accettato, Rito Egizio di Misraïm ed il Rito Francese Groussier. Libertà di pensiero e autonomia della loggia: ogni loggia è indipendente, senza gerarchie rigide ma unita da un ideale democratico elevato. La promozione dell’autonomia della coscienza e della scelta che confligga con ogni desiderio di manipolazione e condizionamento esterno. Struttura interna e governance Democrazia elettiva: tutte le cariche (Gran Maestro, altri organi) sono elettive e temporanee. Tripartizione dei poteri: Legislativo: Grande Assemblea dei Maestri Venerabili; Esecutivo: Gran Consiglio dell’Ordine; Giudiziario: Collegio Nazionale di Giustizia Massonica Nessuna immunità: tutti i membri sono uguali di fronte a eventuali responsabilità . Apertura rituale, comunità e relazioni Pluralità rituale: libera adesione a più rituali e corpi rituali, senza privilegi. Comunità mista e internazionale: circa 112 logge in Italia (maschili, femminili e miste) e officine anche all’estero. Reti internazionali: ufficialmente associati a CLIPSAS (da maggio 2022) e CATENA. Attività esterne e pubbliche Promozione culturale e lotta contro ignoranza e pregiudizio. Solidarietà interna ed esterna, nel rispetto della legalità. Difesa della Massoneria e lotta all’ignoranza e al pregiudizio. Ateneo Tradizionale Mediterraneo: piattaforma pubblica e accessibile per studi umanistici e divulgazione Fondazione, numeri, stampa Fondata ufficialmente il 24 giugno 2017, a Lecce, su iniziativa di oltre 400 membri, guidati da Luigi Pruneti. Conta oggi circa 1. 500 aderenti, uno dei principali ordini massonici in Italia per dimensioni. Pubblica il trimestrale Myosotis come rivista ufficiale. Perché scegliere il percorso massonico attraverso la nostra comunione? Democrazia e trasparenza: elezioni periodiche, responsabilità, gestione senza privilegi. Apertura e universalità: logge miste, pluralità rituale, relazioni internazionali riconosciute. Impegno culturale e civile: attività di formazione, divulgazione e solidarietà. Percorso personale strutturato: esperienza iniziatica profonda accompagnata da strumenti di crescita interiore. Costi ridotti: Iscrizione di 50€ e capitazioni mensili di 10€ (ogni loggia poi ha i propri costi e spese) Riti Come già anticipato, il naturale ed ulteriore percorso di perfezionamento personale Umanista e di studi Esoterici, l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano ammette più Riti; nell'Ordine e nelle sue Tornate regolari e non, l’appartenenza ad un Rito non implica alcuna prerogativa o privilegio particolari. Ogni Fratello e Sorella può far parte di più Riti e/o passare dall’uno all’altro se il governo/normativa di questi lo consente. I rapporti fra Ordine e Riti sono regolati da Protocolli d’intesa. Al momento i Riti proposti da O∴ M∴ T∴ I∴ sono Rito Egizio di Misraim Rito Scozzese Antico e Accettato Nuovo Millennio (R∴ S∴ A∴ A∴ T∴ I∴)Rito Francese Groussier Di seguito le nostre Costituzioni, cioè le nostre Norme statutarie ed il regolamento e i Quaranta Punti... ovvero un piccolo decalogo di quelle che sono nostre regole comportamentali e di etica e deontologia massonica. Le Costituzioni Scarica pdf Visualizza pdf I quaranta principi del Libero Muratore Scarica pdf Visualizza pdf Riconoscimenti internazionali CATENA - International masonic union CLIPSAS - Centre de liaison et d'information des puissances maçonniques signataires de l'appel de Strasbourg Trattati internazionali di Amicizia ALBANIALozha e Madhe Shqiptare Iliria (Gran Loggia Illiria d’Albania) ARGENTINAGran Oriente Mixto de Ritos Unidos de la ArgentinaGran Logia Regular de ArgentinaSerenissima Confederaciòn de Soberanos Santuarios Indipendentes de Los Ritos Feipcios BOLIVIAGran Logia de Cochabamba – Bolivia - Funlomasbo BRASILESoberana Grande Loja Maconica do Brasil CANADAGrande Loge Mixte du Quebec CILEOrden Masonica Rito Antiguo y Primitivo de Menfis-Misraim- Gran Logia Simbolica de Chile COLOMBIAGran Logia Central de ColombiaGran Logia del Norte de Colombia CROAZIAGrand Symbolic Lodge of Croatia EL SALVADORGran Oriente de El Salvador EQUADORGran Oriente Ecuatoriano Nueva Era (GROENE)Gran Logia Masónica Ordinis Baphomet - Bautismo de Conocimiento (GLOB)Gran Logia del Austro Ecuatoriano FRANCIAGrande Loge Europeenne de la Fraternite UniverselleGrande Loge Maconnique CorseGrande Loge Franco-MaltaiseSuprême Conseil des Rites Confédérés d’Europe et des Pays AlliésGrande Loge Écossaise de BourgogneGran Loggia Sovrana Mista di Francia GERMANIA Humanitas Freimaurergroßloge für Frauen und Männer in Deutschland (Gran Loggia HUMANITAS degli Uomini e Donne di Germania) GRECIAΜΕΓΑΛΗ ΜΙΚΤΗ ΣΤΟΑ ΕΛΕΥΘΕΡΟΤΕΚΤΟΝΩΝ ΕΛΛΑΔΟΣ (Gran Loggia Mista dei Massoni di Grecia). Grand Lodge for Women of GreeceGrand Lodge of Freemasonry for Men and Women of Greece HAITIGrande Loge D'Ayiti des Rites Unis LIBANOGrand Lodge of AdonNational Grand Lodge Syria and Lebanon (Gran Loggia Nazionale di Siria e Libano)Grand Unified Lodge of Lebanon MAROCCOGrande Loge Mixte du Maroc MESSICOGran Logia de Querétaro del Rito Nacional MexicanoGran Logia Nacional “Luz y Progreso”del Rito Escocés Antiguo y Frances para la República Mexicana PARAGUAYGran Logia Tradicional de ParaguaySupremo Consejo del REAA del 33° y Ultimo Grado del Paraguay del Siglo XXI PERÚGran Logia Constitucional del Perú POLONIAGrand United Lodge of Poland and Baltic States  PORTOGALLOOrdem Mista Maçónica REPUBBLICA DOMENICANAGran Loggia Nazionale della Repubblica Dominicana ROMANIAMarea Lojă Feminină a României (Gran Loggia Femminile di Romania)Marea Loja Nationala Unita din Romania (Gran Loggia Nazionale Unita di Romania)Ordinul Masonic Mixt Roman (Ordine Massonico Misto Romeno) RUSSIAВеликий восток народов России (Grande Oriente dei Popoli della Russia) SPAGNAGran Oriente de AndaluciaGran Orient de Catalunya SVEZIAScandinavian Egyptian Grand Lodge (Gran Loggia Scandinava Egizia) URUGUAYSoberano Santuario Nacional de la Masoneria Perfectibilista de Uruguay U. S. A. Omega Grand Lodge Ancient Free and Accepted Masons, of New York (Gran Loggia Omega degli Antichi Accettati Massoni di New York) Trattati nazionali di Amicizia Gran Loggia Madre C. A. M. E. A. Gran Loggia Romana Rito Ermetico Operativo Gran Loggia Massonica Donne d’Italia Grande Oriente dei Tre Mari d’Italia - Published: 2023-07-12 - Modified: 2023-08-10 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/contatti/ Contatti Ordine MassonicoTradizionale Italiano E-mail info@ordinemassonicotradizionale. it Per giornalisti ed eventi: ufficiostampa@ordinemassonicotradizionale. it Indirizzo Via Francesco Ferraironi, 25 - 00177, Roma, ITALIA C. F 97939470585 Modulo di Adesione Nome *Cognome *Email *Telefono *Provincia di appartenenzaMessaggio *Domande e richieste Invia messaggioPlease do not fill in this field. Edit form - Published: 2023-07-08 - Modified: 2025-10-24 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/ Ordine MassonicoTradizionale Italiano Chi siamo? Dove siamo L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O∴ M∴ T∴ I∴) è un’associazione massonica indipendente che opera per la realizzazione dei principi della Massoneria Universale, promuovendo il perfezionamento morale, intellettuale e spirituale dell’essere umano. Le Logge dell’Ordine lavorano secondo antiche tradizioni iniziatiche, con lo scopo di diffondere libertà, uguaglianza, fratellanza e solidarietà, valori fondanti della Massoneria. L’Ordine sostiene il dialogo, la ricerca interiore e l’impegno sociale, difendendo la Massoneria da ignoranza, pregiudizi e mistificazioni. L’accesso è aperto a uomini e donne senza distinzione di genere, credo politico o religioso, in un clima di rispetto e tolleranza. Sono praticati diversi Riti Massonici Tradizionali, strumenti di crescita e di conoscenza esoterica. Sul nostro sito troverai le Costituzioni, le norme statutarie e i riferimenti ufficiali dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, insieme a informazioni sulle Logge, sulle attività culturali e sulle modalità di ammissione. Sul nostro sito sono disponibili le Costituzioni e le norme statutarie. Come entrare in massoneria? Libertà Nel cuore della Massoneria risiede il valore della libertà, che si traduce nell'autonomia della coscienza e nella difesa dei diritti umani. Uguaglianza Nella Massoneria, l'uguaglianza è un valore supremo che invita a trattare tutti gli esseri umani con giustizia, equità e rispetto. Fratellanza La Massoneria abbraccia la fraternità come principio guida, incoraggiando relazioni basate sull'amore, la solidarietà e la condivisione. Myosotis La rivista ufficiale dell' Ordine Massonico Tradizionale Italiano. MYOSOTIS la nuova rivista dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano. Il nuovo periodico ideato dalla nostra Comunione, auspichiamo divenga utile strumento di approfondimento per tutta la Libera Muratoria. La rivista sarà disponibile a breve. Richiedi maggiori informazioni Comunicati Leggi di più Blog Leggi di più ## Articoli - Published: 2026-09-06 - Modified: 2026-09-06 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/loggia-athena-roma-omti-matricola-185/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare che la Rispettabile Loggia "Athena", all'Oriente di Roma, nella Valle del Tevere, è entrata a far parte della Comunione, acquisendo il numero 185 di matricola. Il nome scelto dalla nuova Officina porta con sé uno dei simboli più profondi e duraturi della civiltà occidentale. Atena (Ἀθηνᾶ) fu una delle principali divinità del pantheon classico: dea della sapienza, del pensiero, delle opere d'ingegno e dell'arte della guerra. La sua origine mitica è singolare e potente: secondo Esiodo, nacque già adulta e armata direttamente dalla testa di Zeus, dopo che il dio aveva ingoiato la madre Meti per scongiurare una profezia che lo avrebbe visto detronizzato dal proprio figlio. Nessun altro essere del pantheon greco porta in sé, con altrettanta forza, l'idea della conoscenza come generazione interiore, come parto del pensiero stesso. Pallade — l'altro nome con cui la dea era venerata — fu la protettrice di Atene e le erano dedicate le solenni Panatenee, feste che ogni quattro anni riunivano l'intera città in giochi atletici, sfide letterarie e musicali, processioni e offerte votive. La sua saggezza, tuttavia, non era priva di ombre: come testimonia il mito di Aracne, in lei la ragione aveva sempre la meglio sul furore, ma la tracotanza di chi pretendeva di eguagliare la conoscenza divina senza meritarla trovava nella dea una giudice inflessibile. Il monito è antico quanto la civiltà che lo ha prodotto: al sacro si accosta solo chi è preparato e iniziato ai misteri. Simbolo inacquistabile della conoscenza, Atena fu tra i soggetti più rappresentati dell'arte classica e rinascimentale. La raffigurarono Andrea Mantegna, Sandro Botticelli, il Parmigianino e Peter Paul Rubens; nel 1898 Gustav Klimt la trasformò in emblema dell'arte nuova, opposta al manierismo accademico. La sua figura attraversa i secoli senza perdere forza né attualità. Non sorprende quindi che numerose Logge abbiano scelto il suo nome come proprio emblema distintivo. Tra queste, è d'obbligo ricordare quella fondata a Parigi all'inizio del XIX secolo, di cui fecero parte i patrioti greci che poi fondarono la Filiki Etaireia — la società segreta all'origine dell'indipendenza ellenica — intrecciando così, in modo indissolubile, il nome di Atena con la storia della libertà di un popolo. Al Maestro Venerabile e a tutti i Fratelli e Sorelle della R. ·. L. ·. "Athena" n. 185, all'Oriente di Roma, nella Valle del Tevere, giungano il triplice fraterno abbraccio e gli auguri più sinceri per un proficuo e luminoso lavoro nell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. - Published: 2026-07-19 - Modified: 2026-07-19 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-in-sardegna-la-r-%c2%b7-l-%c2%b7-leonardo-da-vinci-entra-nello-%c2%b7-m-%c2%b7-t-%c2%b7-i-%c2%b7/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare che la Rispettabile Loggia "Leonardo da Vinci", all'Oriente di Cagliari, nella Valle del Flumini Mannu, è entrata a far parte della Comunione, acquisendo il numero 184 di matricola. La nuova Officina arricchisce la presenza dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. in Sardegna e porta con sé il nome di una delle figure più alte nella storia del genio umano. Leonardo da Vinci (1452-1519), pittore, scultore, architetto, ingegnere, filosofo, matematico e naturalista, fu l'emblema stesso del Rinascimento: un uomo che seppe attraversare con eguale maestria le frontiere tra arte e scienza, tra visione e rigore, tra intuizione e metodo. Non sorprende che molte Logge, in ogni epoca e in ogni paese, abbiano scelto il suo nome come proprio emblema distintivo, ravvisando nel figlio di Ser Piero le più alte vette raggiunte dall'intelletto umano. Al Maestro Venerabile e a tutti i Fratelli e Sorelle della R. ·. L. ·. "Leonardo da Vinci" n. 184, all'Oriente di Cagliari, giungano il triplice fraterno abbraccio e gli auguri più sinceri per un proficuo e luminoso lavoro nell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-06-26 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/guanti-bianchi-massoneria-significato-storia-simbolismo/ - Categorie: Blog Dalle gilde dei muratori al Tempio: la storia Con il grembiule, i guanti costituiscono l'abbigliamento essenziale del Massone, e all'origine ne condividevano la funzione concreta: proteggere le mani del tagliatore di pietra dalle schegge, dalla calce e dal freddo. La documentazione operativa è solida. I registri della cattedrale di York annotano nel 1355 tuniche, grembiuli, guanti e zoccoli dati come compenso per lavori straordinari; a Digione, fra il 1383 e il 1384, si acquistano dozzine di guanti per i muratori della certosa di Champmol; nei conti della città di Amiens del 1486-87 figura il pagamento al guantaio Pierre Daminois per "diverse paia di guanti di pelle bianca di pecora" da consegnare ai machons e ai tailleurs de grez. Un'incisione tratta da una vetrata del XIII secolo della cattedrale di Chartres mostra muratori operativi al lavoro, tutti con i guanti. La pratica del dono dei guanti come tassa d'ingresso — il clothing the lodge, vestire la Loggia — era codificata negli Statuti Schaw scozzesi del 1599, che imponevano al compagno d'arte di pagare, oltre a un banchetto, una somma per i guanti dei membri della Loggia (glove money). Nel 1686 l'erudito profano Robert Plot, nella The Natural History of Stafford-Shire (Oxford, at the Theatre, 1686, cap. VIII, p. 316), lascia quella che Mackey definisce "la più antica descrizione superstite della cerimonia di ricezione di un Massone": pur essendo "no friend of Freemasonry, but still a historian of much research", Plot riferisce che i candidati dovevano portare in dono guanti per sé e per le loro mogli. Il VII dei Regolamenti Generali delle Constitutions di Anderson (1723) ribadisce che ogni nuovo Fratello "decentemente vesta la Loggia". Con il consolidarsi della Massoneria speculativa, l'usanza si rovescia: non più il candidato a donare i guanti, ma la Loggia a donarli al neofita, illustrandoli come simbolo di purezza. La prima testimonianza del dono a un iniziato si lega a John Coustos intorno al 1730. Dallo stesso anno, con la Masonry Dissected di Samuel Prichard, i guanti bianchi entrano nella leggenda di Hiram: Salomone ordina che i Compagni "con guanti e grembiuli bianchi" partecipino ai funerali del Maestro assassinato, per mostrare che nessuno di loro aveva macchiato le mani del suo sangue. Il bianco: colore della soglia Perché bianchi? Nella tradizione occidentale il bianco è da sempre il colore della purezza, dell'innocenza e della luce. Il Régulateur du Maçon del 1785 — versione primitiva del Rito Francese — spiega: "I guanti, con il loro colore bianco, vi avvertono del candore che deve sempre regnare nell'anima di un uomo onesto e della purezza delle nostre azioni. " La Guide des Maçons Écossais ammonisce: "Non macchiate mai il candore splendente di questi guanti immergendo le mani nelle acque fangose del vizio. " Questo candore affonda in tre tradizioni. Quella biblica: il Salmo 24 chiede "Chi salirà il monte del Signore? Chi ha mani innocenti e cuore puro"; l'Apocalisse veste gli eletti di "vesti candide"; nella Trasfigurazione le vesti di Cristo diventano "candide come la luce". Quella alchemica: l'albedo, l'Opera al Bianco, è la fase di purificazione che segue la nigredo, in cui la materia oscura viene lavata e resa argentea, simbolo di rinascita e di liberazione dell'anima. Quella classica e filosofica: Platone affermava che il bianco è il colore degli dèi. Non a caso gli iniziati, in tutte le epoche, sono stati rivestiti di bianco: l'uomo vecchio viene gettato via e il nuovo "brilla per il suo candore". La mano, strumento degli strumenti Se il guanto è una "maschera delle mani", il suo senso si comprende solo riflettendo su che cosa sia, per la tradizione occidentale, la mano. Anassagora di Clazomene aveva sostenuto che "l'uomo è il più intelligente degli animali grazie all'avere mani" — tesi che Aristotele riporta nel De partibus animalium (IV. 10, 687a7). Aristotele la ribalta: l'uomo non deve la sua intelligenza alle mani, ma le mani alla sua intelligenza superiore; e nel De anima (III. 8, 432a1) definisce la mano "strumento degli strumenti" (organon pro organon), capace di usare il maggior numero di altri strumenti, fino a farne metafora dell'anima stessa ("l'anima è come la mano"). Le mani, nell'iconografia sacra, benedicono, consacrano, giurano: sono il punto in cui l'interiorità si fa azione nel mondo. È qui che la simbologia massonica trova la sua chiave più profonda. Nelle logge tedesche la parola per guanti è Handschuhe e quella per azioni Handlungen, "opere delle mani": coprire le mani di bianco significa impegnarsi a che le opere siano pure. Il guanto è il complemento del grembiule — uno allude al "cuore puro", l'altro alle "mani pulite" del Salmo 24. Il gesto del dono e il secondo paio di guanti Nei Riti continentali al neofita vengono consegnate due paia di guanti. Il primo è per lui, accompagnato da parole come: "Accetta questi guanti che ti offrono i Fratelli: non offuscarne mai il candore; le mani di un Libero Muratore devono restare sempre pulite. " Il secondo paio è destinato a una donna — la sposa, la madre, o "colei che egli stima di più". Questa usanza è prescritta già nei più antichi manoscritti rituali francesi noti, il Manuscrit de Berne e il Manuscrit "Luquet" (entrambi degli anni 1740), che impongono al neofita un grembiule e guanti bianchi per sé e "un'altra coppia per la donna che stima di più", con il monito di non immergere mai le mani "nelle acque fangose del vizio". Oswald Wirth, nel Livre de l'Apprenti, ne dà la lettura più celebre: i guanti donati alla donna stimata sono un "talismano", e la donna che li mostrerà al Massone tentato dalla debolezza gli apparirà "come la sua coscienza vivente, come la guardiana del suo onore". Wirth ricorda che Goethe, iniziato il 23 giugno 1780 nella Loggia Amalia di Weimar — alla vigilia della festa di san Giovanni Battista, il giorno più importante per i Massoni tedeschi — si affrettò a donare i guanti simbolici a Charlotte von Stein, osservando che, per quanto modesto, era un dono che un Massone può fare una sola volta nella vita. Il gesto, va detto con onestà, conserva oggi una tensione irrisolta con i principi moderni di parità fra uomo e donna, e diversi ambienti massonici lo discutono criticamente. I Riti divergono nettamente. Nella Massoneria inglese — il Rito di Emulation — al ricevimento l'Apprendista riceve solo il grembiule bianco; i guanti, ove previsti, sono per lo più riservati ai Maestri e obbligatori solo in Gran Loggia, e il loro unico significato è l'innocenza dei Maestri che cercarono Hiram. Nei Riti continentali (Rito Francese Groussier, Rito Scozzese Antico e Accettato) il dono è centrale, e nel Rito Francese il Maestro delle Cerimonie cinge il grembiule e consegna le due paia di guanti mentre il Venerabile ne illustra il simbolismo. Onore, sfida, investitura: il guanto nella cultura occidentale Il guanto massonico eredita un patrimonio simbolico antichissimo. Nell'istituto feudale il guanto era simbolo dell'investitura dei poteri dal sovrano al vassallo e pegno di fedeltà; nelle cessioni di terre il proprietario consegnava all'acquirente un guanto riempito di terra del campo venduto. Gettare il guanto contro qualcuno era dichiarazione di guerra o sfida a duello; raccoglierlo, accettazione. Nella liturgia, fino al XII secolo i guanti bianchi erano privilegio di vescovi e cardinali: le chiroteche, attestate dal IX secolo, venivano benedette nell'ordinazione episcopale con una preghiera che chiedeva a Dio di rivestire le mani del ministro "della purezza dell'uomo nuovo". I re di Francia ricevevano i guanti all'incoronazione, e le mani consacrate del re, come quelle del vescovo, non dovevano essere insudiciate dal contatto con cose impure. La fonte massonica più attenta osserva tuttavia che l'origine rituale dei guanti è "lato mistica e non cavalleresca", a differenza della spada. Mani pulite: il rito e l'etica quotidiana Il punto d'arrivo è etico. Il candore dei guanti è un monito permanente: le mani del Massone devono restare pure "da ogni azione biasimevole" non solo nel Tempio, ma soprattutto nel mondo profano. La metafora delle "mani pulite" è radicata nella coscienza occidentale: il gesto di Ponzio Pilato che si lava le mani — "Sono innocente del sangue di questo giusto" (Matteo 27,24) — è diventato l'emblema rovesciato, l'icona di chi rifiuta la responsabilità. Il guanto bianco massonico è l'esatto contrario del gesto pilatesco: non lavarsi le mani dell'altrui sorte, ma assumere la responsabilità delle proprie azioni mantenendole limpide. Il riferimento erudito che fonda questo simbolismo è Albert Mackey, nel suo The Symbolism of Freemasonry (1869), capitolo XX, "The Symbolism of the Gloves": è qui — e non, come spesso si crede, nel Morals and Dogma di Albert Pike (1871) — che si trova la trattazione canonica. Mackey scrive testualmente: "The symbolism of the gloves, it will be admitted, is, in fact, but a modification of that of the apron. They both signify the same thing; both are allusive to a purification of life... The apron may be said to refer to the 'pure heart,' the gloves to the 'clean hands. '" Cita esplicitamente il Salmo 24 e osserva che nelle logge tedesche la parola handlungen, "le opere delle mani", rende l'idea simbolica ancora più incisiva. Pike, va precisato, nel Morals and Dogma tratta l'origine del grembiule di pelle d'agnello bianco ma non sviluppa il simbolismo dei guanti. In Francia, Jules Boucher (La symbolique maçonnique, 1948) e Jean-Pierre Bayard (Le Symbolisme maçonnique traditionnel, 1972) hanno ulteriormente meditato sul tema, con Boucher che arrivò ad attribuire ai guanti la funzione "magnetica" di filtrare il fluido emanato dalle dita — interpretazione che la corrente razionalista della Libera Muratoria ha respinto con ironia. Per chi scrive o approfondisce il tema, alcuni indirizzi di lettura e cautele: Distinguere sempre il piano storico-documentale da quello simbolico-esoterico: i registri di York e Amiens provano l'uso operativo; il significato morale è una costruzione settecentesca successiva. Confondere i due piani è l'errore più comune della pubblicistica divulgativa. Attribuire correttamente le fonti: il simbolismo erudito dei guanti è di Mackey (The Symbolism of Freemasonry, 1869, cap. XX), non di Pike. Per il dono alla donna, la fonte è Wirth; per la versione "magnetica", Boucher. Citare gli autori giusti dà autorevolezza. Verificare il Rito di riferimento: prima di affermare "i Massoni donano due paia di guanti", precisare che ciò vale per i Riti continentali e non per l'Emulation inglese. Soglia di revisione: se emergono edizioni critiche dei rituali del Rito Francese Groussier o studi accademici recenti sul glove money, aggiornare le datazioni e le attribuzioni di conseguenza. - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-06-26 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/squadra-compasso-significato-simbolismo-gradi-massoneria/ - Categorie: Blog La squadra e il compasso costituiscono l'emblema più universalmente riconosciuto della Libera Muratoria. Presenti sull'Ara di ogni Tempio, impressi sui documenti ufficiali e riprodotti nell'iconografia monumentale, questi due strumenti hanno attraversato secoli di trasformazioni storiche accumulando una densità di significati filosofici, morali ed esoterici che pochi altri simboli della tradizione occidentale possono vantare. Comprendere appieno questo binomio richiede di analizzarlo su tre livelli distinti e interconnessi: quello storico, quello filosofico-simbolico e quello strettamente rituale. Le origini storiche: dalle corporazioni operative alla Massoneria speculativa La genealogia della squadra e del compasso affonda le proprie radici nei cantieri del Medioevo, dove si edificavano le grandi cattedrali europee. All'interno delle corporazioni e gilde di mestiere — dalle quali deriva il termine compagnonaggio — questi strumenti erano indispensabili per dare forma regolare e stabilità strutturale alle pietre. L'espressione liberi muratori (freemasons, francs-maçons) designava quegli artigiani qualificati che operavano liberamente nei cantieri, differenziandosi dai lavoratori coatti. La trasmissione delle conoscenze operative era strutturata in tre livelli: l'apprendista, il compagno d'arte e il maestro. A partire dalla seconda metà del XVII secolo, le logge operative inglesi e scozzesi iniziarono ad accogliere membri estranei all'arte muratoria — nobili, filosofi, scienziati — attratti dal potenziale allegorico degli strumenti di lavoro. Nacque così la Massoneria speculativa, nella quale gli utensili fisici vennero interiorizzati come strumenti per l'edificazione del tempio interiore dell'uomo. La fondazione ufficiale della Massoneria moderna avvenne il 24 giugno 1717 a Londra, con la costituzione della Grande Loggia di Londra e Westminster. Nel 1723, il pastore James Anderson redasse le Costituzioni dei Liberi Muratori, che codificarono i principi della nuova tradizione speculativa, ponendo squadra e compasso al centro del sistema simbolico dell'istituzione. Nel corso del XVIII secolo, l'espansione nell'Europa continentale generò un ricco dibattito che portò alla nascita degli "Alti Gradi" e dei diversi sistemi rituali. Il Rito Francese fu creato nel 1782-1783 nell'ambito del Grande Oriente di Francia, strutturandosi in sette gradi: tre simbolici o "azzurri" (Apprendista, Compagno, Maestro) e quattro Ordini di Saggezza (Eletto, Scozzese, Cavaliere d'Oriente, Rosa Croce). Il testo di riferimento, il Régulateur du Maçon, risale al 1785 nella prima redazione manoscritta e fu pubblicato nel 1801. Nel XX secolo, Arthur Groussier, Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, guidò una commissione di riforma che nel 1938 presentò i nuovi rituali dei tre gradi simbolici, restituendo al Rito Francese il suo carattere iniziatico e razionalista dopo un periodo di degrado cerimoniale. Il simbolismo filosofico: la Terra incontra il Cielo La squadra e il compasso poggiano su una polarità concettuale che richiama il dualismo costitutivo della realtà: l'opposizione e la necessaria complementarietà tra materia e spirito, immanenza e trascendenza. La squadra è geometricamente legata all'angolo retto di 90 gradi: strumento della rettilineità e della stabilità. Nel simbolismo muratorio rappresenta la materia, la Terra, il mondo concreto della manifestazione fisica. Utensile fisso e passivo, è tradizionalmente associato alla polarità femminile e lunare. Essa impone il rigore morale, la rettitudine nell'azione e il dovere civile del libero muratore nei confronti della comunità. Sul piano esoterico, la proiezione dei suoi bracci genera la croce, simbolo quaternario della manifestazione in cui si fondono i quattro elementi terrestri. Nella prassi iniziatica, il profano che bussa alla porta del Tempio viene identificato con una "squadra a bracci disuguali": il braccio orizzontale rappresenta la vita di relazione esteriore, quello verticale la vita interiore. Il primo compito del neofita consiste nel rettificare le due forze, equilibrando la propria condotta fino a rendere uguali i due bracci. La squadra è anche il Gioiello di Loggia del Maestro Venerabile, a simboleggiare l'operosità e la rettitudine morale con cui deve guidare i lavori dell'officina. Il compasso, in opposizione complementare, è uno strumento mobile, attivo e dinamico, associato alla polarità maschile, solare e spirituale. Serve a tracciare circonferenze e a determinare misure proporzionali. Nel simbolismo muratorio rappresenta lo spirito, il Cielo, l'astrazione intellettuale e la capacità di condizionare la materia attraverso la forza della mente. Se lo spazio generato dalla squadra è il quadrato terrestre, quello generato dal compasso è il cerchio celeste. La tradizione biblica (Proverbi 8:27) e quella medievale ricorrono entrambe all'immagine del compasso come strumento con cui il Creatore delimita e ordina il cosmo, un motivo che percorre tutta l'iconografia sacra dell'Occidente. Nella prassi interiore del massone, il compasso misura la propria ampiezza di pensiero: l'iniziato usa lo strumento per contenere le proprie doti intellettuali e morali entro i limiti della ragione e del bene comune, ampliando gradualmente l'apertura man mano che il cammino iniziatico progredisce. Il filosofo e metafisico René Guénon, nella Grande Triade (1946), arricchisce l'analisi del binomio con riferimenti alla dottrina tradizionale estremo-orientale. In cinese, il termine fang designa contemporaneamente la squadra come strumento e il quadrato come figura geometrica — identità semantica analoga all'inglese square. Guénon osserva come, nella cosmologia cinese, Fo-Hi rechi la squadra e Niu-Kua il compasso, realizzando uno scambio di attributi che simboleggia l'unione armonica degli opposti nel dinamismo della manifestazione universale — a differenza dell'alchemico Rebis occidentale, dove la metà maschile solare sorregge il compasso e quella femminile lunare la squadra, senza alcuno scambio, esprimendo la riunione perfetta delle virtù del Cielo e della Terra. Le posizioni rituali sull'Ara: il dinamismo per gradi La disposizione reciproca della squadra e del compasso sull'Ara — l'altare dei giuramenti — non è fissa. Muta sistematicamente all'apertura dei lavori in base al grado iniziatico della tornata. Questo progressivo capovolgimento geometrico racconta silenziosamente l'itinerario ascensionale dell'iniziato dal mondo materiale verso l'emancipazione dello spirito. Nel primo grado (Apprendista), la squadra viene collocata sopra il compasso, coprendone interamente i bracci. Il compasso ha un'apertura di circa 30 gradi e giace "sotto il moggio": le potenzialità spirituali del neofita sono ancora latenti, celate dalle contingenze del mondo profano. La materia predomina sullo spirito. L'Apprendista lavora sotto il simbolo della Perpendicolare (filo a piombo) e sotto la tutela del Secondo Sorvegliante. La sua età simbolica è di tre anni. Nel secondo grado (Compagno d'Arte), una punta del compasso viene estratta e collocata sopra il braccio corrispondente della squadra, mentre l'altra rimane coperta. Questo intreccio simboleggia un equilibrio in transizione: la materia e lo spirito si bilanciano. Il Compagno non è più un ascoltatore passivo; studia le scienze, la geometria e le arti liberali. Lavora sotto il simbolo della Livella e la guida del Primo Sorvegliante. La sua età simbolica è di cinque anni. Nel terzo grado (Maestro), il compasso viene posizionato interamente sopra la squadra, lasciando scoperti entrambi i suoi bracci. Lo spirito ha infine dominato, ordinato e compreso la materia. Il Maestro Massone ha superato la prova della morte iniziatica e della rigenerazione interiore legata alla leggenda del Terzo Grado. Possiede la piena autonomia di pensiero e la capacità di governare le proprie passioni entro i confini della ragione. La sua età simbolica è di sette anni o più. Squadra e compasso nell'arte e nell'architettura: un simbolo oltre la Massoneria Prima ancora di diventare l'emblema della Libera Muratoria, squadra e compasso — e in particolare il compasso come strumento della misurazione cosmica — percorrono tutta la storia dell'arte occidentale, testimoniando come l'umanità abbia da sempre identificato in questi strumenti qualcosa di più della geometria applicata. La tradizione iconografica più antica risale al XIII secolo. Nella Bible moralisée (ca. 1220-1230), uno dei manoscritti miniati più preziosi del Medioevo conservato alla Bibliothèque nationale de France, Dio è raffigurato nell'atto della creazione con il compasso in mano, intento a tracciare i confini del cosmo. L'immagine — nota come Deus Geometra o Architect of the Universe — si fonda sul testo dei Proverbi (8:27): «quando disponeva i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sulla faccia dell'abisso». Il compasso non è qui un utensile dell'artigiano, ma l'attributo del Creatore stesso: strumento con cui l'infinito delimita il finito, con cui il principio spirituale ordina la materia caotica. È esattamente la polarità che la Massoneria speculativa riprenderà secoli dopo. Nel 1514, Albrecht Dürer incide Melencolia I, una delle opere più enigmatiche e studiate del Rinascimento tedesco. Al centro della composizione, una figura alata in stato di profonda contemplazione tiene in mano un compasso. Attorno a lei: un quadrato magico, una sfera, strumenti di misura e costruzione geometrica. Gli storici dell'arte hanno a lungo dibattuto sul significato dell'opera, ma un elemento è fuori discussione: il compasso vi compare come strumento del pensiero creativo e speculativo, sospeso tra la perfezione matematica e l'impotenza dell'intelletto davanti ai misteri dell'esistenza — la stessa tensione che abita il cammino iniziatico massonico. Il salto al Romanticismo porta a William Blake, che del compasso fa uno dei suoi simboli più potenti e ambivalenti. Nel 1794, come frontespizio del poema profetico Europe: A Prophecy, Blake incide The Ancient of Days: una figura divina si protende dalle nuvole e misura l'universo con un grande compasso aperto sullo spazio oscuro sottostante. La figura è Urizen, personaggio della mitologia visionaria blakiana, incarnazione della Legge e della Ragione ordinatrice. Blake, che nutrì un rapporto tormentato con la Massoneria del suo tempo, usa il compasso in senso critico: non come strumento di liberazione spirituale, ma come simbolo dell'ordine che comprime e limita l'immaginazione. L'anno seguente, nel Newton (1795), riprende il tema: il fisico è ritratto nudo, curvo, intento a misurare con il compasso qualcosa sulla roccia — ossessione razionalista che ignora il cosmo che lo circonda. In entrambe le opere il compasso è riconoscibilissimo, carico di una simbologia che il pubblico dell'epoca — in pieno fervore massonico — non poteva non cogliere. Questo percorso iconografico — dalla miniatura medievale all'incisione romantica — rivela una continuità profonda: il compasso come strumento del principio ordinatore, dello spirito che misura e dispone la materia, ha radici nella tradizione occidentale che precedono la Massoneria speculativa di secoli. Quando le logge del XVIII secolo lo adottano come proprio simbolo centrale, non inventano nulla: raccolgono e formalizzano un'eredità visiva e filosofica già stratificata, consegnandola a un sistema iniziatico che la trasforma in strumento di trasformazione interiore. Conclusione Squadra e compasso non sono semplici emblemi decorativi: sono la mappa dell'intero percorso iniziatico massonico, la rappresentazione visiva di una tensione cosmica — tra terra e cielo, materia e spirito, contingenza e trascendenza — che ogni iniziato è chiamato a incarnare nella propria condotta quotidiana. - Published: 2026-06-26 - Modified: 2026-06-26 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/fausto-fadda-gran-segretario-generale-clipsas-primo-italiano/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare un traguardo storico per la Massoneria italiana: l'Assemblea Generale del C. L. I. P. S. A. S. , riunita a Sofia nel maggio 2026, ha eletto il Fr. ·. Fausto Fadda, già Gran Segretario alle Relazioni Estere dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. per le Americhe e il C. L. I. P. S. A. S. , quale Gran Segretario Generale dell'organizzazione per il triennio 2026-2029. È la prima volta nella storia del C. L. I. P. S. A. S. che un massone italiano assume la guida operativa di questa importante organizzazione internazionale, fondata a Strasburgo nel 1961 e oggi punto di riferimento mondiale per la Massoneria liberale e adogmatica. Cos'è il C. L. I. P. S. A. S. Il Centre de Liaison des Puissances maçonniques Signataires de l'Appel de Strasbourg — C. L. I. P. S. A. S. — nacque il 22 gennaio 1961 su iniziativa dei Gran Maestri del Grande Oriente di Francia e del Grande Oriente del Belgio, che riunirono a Strasburgo i rappresentanti di undici Obbedienze di sei Paesi diversi. L'obiettivo era creare un organismo di collegamento per le Massonerie liberali e adogmatiche, escluse dal circuito della cosiddetta "regolarità" anglosassone. Oggi il C. L. I. P. S. A. S. riunisce 104 Obbedienze massoniche — maschili, femminili e miste — presenti in ogni parte del mondo, tra cui cinque italiane. Riconosciuto come Organizzazione Non Governativa (O. N. G. ), gode di rappresentanza osservatore presso l'E. C. O. S. O. C. delle Nazioni Unite e gestisce l'Osservatorio della Dignità Umana. Promuove la libertà assoluta di coscienza e il pieno riconoscimento di tutte le forme di Massoneria, senza distinzione di genere. L'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. è membro del C. L. I. P. S. A. S. da anni. Per approfondire il ruolo del C. L. I. P. S. A. S. nella geografia massonica internazionale, rimandiamo all'articolo dedicato pubblicato sul nostro sito. Il Presidente del C. L. I. P. S. A. S. : Fr. ·. Louis Daly Il C. L. I. P. S. A. S. è presieduto dal Fr. ·. Louis Daly, Gran Maestro della Gran Loggia Omega di New York e 33° del Rito Scozzese Antico e Accettato, al suo secondo mandato come Presidente dell'organizzazione per il periodo 2025-2028. Nella vita civile, il Fr. ·. Daly ha prestato servizio nel Dipartimento di Polizia di New York nella contea di Staten Island, dove risiede, con il grado di Ispettore della squadra omicidi. Attualmente insegna arti marziali e difesa personale agli allievi della Polizia. Chi è il Fr. ·. Fausto Fadda Geologo di formazione, il Fr. ·. Fausto Fadda opera prevalentemente nell'ambito della geologia tecnica e ambientale applicata all'ingegneria. Ha maturato per oltre dieci anni un'importante esperienza internazionale, implementando dati geologico-tecnici per l'aggiornamento della cartografia dell'Istituto Geografico Militare della Repubblica Dominicana (ICMRD), con accredito ricevuto dal Ministero degli Esteri Italiano nell'ambito della Cooperazione europea con il Ministero dello Sviluppo Economico dominicano. Attualmente risiede a Cagliari, in Sardegna, sua terra d'origine, e ricopre il ruolo di Direttore Tecnico di una compagnia per la realizzazione di opere civili e industriali, oltre a operare come consulente tecnico e ambientale per aziende private ed enti pubblici. La sua carriera massonica, iniziata nel 2021, è stata caratterizzata da una rapida e meritata ascesa nei ruoli di responsabilità internazionale dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. , culminata nell'elezione a Gran Segretario Generale del C. L. I. P. S. A. S. Il ruolo del Gran Segretario Generale Il Gran Segretario Generale coordina la gestione operativa del C. L. I. P. S. A. S. , il raccordo tra le Obbedienze membri e l'organizzazione delle Assemblee Generali annuali. La prossima Assemblea si terrà nel 2027 a Mérida, in Messico. L'elezione del Fr. ·. Fadda corona una stagione di straordinario slancio internazionale per l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. , che nel corso delle stesse Assemblee di Sofia ha siglato cinque Trattati di amicizia con Obbedienze di tre continenti. La sua nomina porta prestigio e onore all'intera Comunione e alla Massoneria italiana nel mondo. All'Eletto Fr. ·. Fausto Fadda le più vive congratulazioni. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/trattato-omti-gran-loggia-uomini-donne-grecia/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare la stipula di un Trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con la Gran Loggia Massonica per Uomini e Donne di Grecia (Grand Lodge of Freemasonry for Men and Women of Greece — G. L. F. M. W. ). Il Trattato è stato siglato all'Oriente di Pisa, nel corso dei Lavori della C. A. T. E. N. A. , grazie all'opera dell'Eletto Fr. ·. Simone Orlandini, Gran Segretario alle Relazioni Estere dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. per l'Europa e C. A. T. E. N. A. La G. L. F. M. W. è un'Obbedienza massonica mista, liberale e adogmatica, membro di C. A. T. E. N. A. , che opera nel pieno rispetto del principio di uguaglianza tra uomini e donne — valore fondante condiviso con la nostra Comunione. Insieme al Trattato siglato nei medesimi giorni con la Gran Loggia Femminile di Grecia, questo accordo segna un duplice rafforzamento dei legami fraterni tra l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. e la Massoneria ellenica, consolidando una presenza italiana nel cuore del Mediterraneo orientale nel nome degli ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/trattato-omti-gran-loggia-femminile-grecia/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare la stipula di un Trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con la Gran Loggia Femminile di Grecia (Grand Lodge for Women of Greece). Il Trattato è stato siglato all'Oriente di Pisa, nel corso dei Lavori della C. A. T. E. N. A. — l'Unione Massonica Internazionale fondata nel 1961 per promuovere i principi della parità tra uomini e donne nella Massoneria — grazie all'opera dell'Eletto Fr. ·. Simone Orlandini, Gran Segretario alle Relazioni Estere dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. per l'Europa e C. A. T. E. N. A. La Gran Loggia Femminile di Grecia è un'Obbedienza massonica esclusivamente femminile, impegnata nello sviluppo di nobili relazioni umane e nell'azione caritativa, radicata nella tradizione massonica liberale ellenica. L'accordo rafforza i legami dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. con la Massoneria greca e si inserisce in una stagione diplomatica di straordinaria intensità, che ha visto la nostra Comunione concludere accordi internazionali con Obbedienze di quattro continenti nel volgere di pochi giorni, confermando il proprio ruolo nel panorama della Massoneria liberale mondiale. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/trattato-omti-gran-loggia-centrale-colombia/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare la stipula di un Trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con la Gran Loggia Centrale della Colombia, storica Obbedienza massonica con sede centrale all'Oriente di Bogotà. Il Trattato è stato perfezionato a Sofia, nel corso dei Lavori del C. L. I. P. S. A. S. , grazie all'opera dell'Eletto Fr. ·. Fausto Fadda, Gran Segretario alle Relazioni Estere dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. per le Americhe e il C. L. I. P. S. A. S. L'accordo consolida e formalizza i legami tra le due Comunioni, accomunate dalla condivisione dei principi fondamentali della Massoneria liberale, e rafforza ulteriormente la presenza dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. nel continente sudamericano. La Colombia, Paese dalla ricca tradizione massonica, ospita alcune delle più antiche e radicate Obbedienze dell'America Latina. Il riconoscimento reciproco con la Gran Loggia Centrale rappresenta un passo significativo nella costruzione di quella rete fraterna internazionale che l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. persegue con costanza, nel segno degli ideali universali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. - Published: 2026-05-27 - Modified: 2026-05-27 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/trattato-omti-gran-loggia-sovrana-mista-francia/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare la stipula di un Trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con la Gran Loggia Sovrana Mista di Francia (G. L. M. S. ), Obbedienza massonica mista, liberale e adogmatica con sede centrale all'Oriente di Gornac, nel dipartimento della Gironda, membro del C. L. I. P. S. A. S. dal 2014. Il Trattato è stato siglato a Sofia, nel corso dei Lavori del C. L. I. P. S. A. S. , grazie all'opera dell'Eletto Fr. ·. Fausto Fadda, Gran Segretario alle Relazioni Estere dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. per le Americhe e il C. L. I. P. S. A. S. La G. L. M. S. , attiva da oltre trent'anni, riunisce Fratelli e Sorelle liberi nei propri orientamenti filosofici e religiosi, nel rispetto del principio di laicità e della piena uguaglianza tra uomo e donna — valori che la accomunano profondamente alla nostra Comunione. Questo accordo si inserisce nella straordinaria stagione diplomatica che ha visto l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. concludere, nel volgere di pochi giorni, cinque Trattati internazionali con Obbedienze di tre continenti diversi, a conferma della crescente proiezione universale della nostra Comunione e del suo impegno nel rafforzare i legami fraterni con la Massoneria liberale mondiale. - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/un-nuovo-trattato-a-sofia-lo-%c2%b7-m-%c2%b7-t-%c2%b7-i-%c2%b7-e-il-grande-oriente-catalano/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare la stipula di un Trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con il Grande Oriente Catalano (G. O. C. ), Obbedienza massonica con sede centrale all'Oriente di Barcellona e membro del C. L. I. P. S. A. S. Il Trattato è stato sottoscritto a Sofia, nel corso dei Lavori del C. L. I. P. S. A. S. , grazie all'opera dell'Eletto Fr. ·. Fausto Fadda, Gran Segretario alle Relazioni Estere dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. per le Americhe e il C. L. I. P. S. A. S. Il Grande Oriente Catalano è una realtà massonica mista, liberale e adogmatica, fondata nel 1989 a Barcellona con la missione di radicare la Massoneria universale nella tradizione culturale catalana. Conta oggi Logge attive in Catalogna, nel resto della penisola iberica e in Europa, e condivide con l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. i valori fondamentali di libertà di coscienza, laicità e fratellanza universale. Questo accordo si inserisce in un'intensa stagione diplomatica per la nostra Comunione: nei soli giorni tra l'11 e il 20 maggio 2026, l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ha siglato tre importanti Trattati — con la Gran Loggia Nazionale della Repubblica Dominicana (G. ·. L. ·. N. ·. R. ·. D. ·. ) a Santo Domingo, con la Gran Loggia Unita del Libano (G. U. L. L. ) e oggi con il Grande Oriente Catalano — a testimonianza di una proiezione internazionale in costante crescita, che abbraccia tre continenti e culture diverse, unite dall'impegno condiviso per il perfezionamento dell'essere umano e della società. La partecipazione ai Lavori del C. L. I. P. S. A. S. a Sofia si conferma ancora una volta occasione privilegiata per tessere nuovi legami fraterni nel quadro della Massoneria liberale mondiale. Un nuovo Trattato a Sofia: l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. e il Grande Oriente Catalano - Published: 2026-05-20 - Modified: 2026-05-20 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/un-nuovo-trattato-di-riconoscimento-lo-%c2%b7-m-%c2%b7-t-%c2%b7-i-%c2%b7-e-la-gran-loggia-unita-del-libano/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano (O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. ) è lieto di annunciare la stipula di un Trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con la Gran Loggia Unita del Libano (G. U. L. L. ), storica Obbedienza massonica libanese da tempo membro del C. L. I. P. S. A. S. — il Centro di Collegamento e Informazione delle Potenze Massoniche Firmatarie dell'Appello di Strasburgo. Il Trattato è stato sottoscritto a Sofia, nel corso dei Lavori del C. L. I. P. S. A. S. , grazie all'opera dell'Eletto Fr. ·. Fausto Fadda, Gran Segretario alle Relazioni Estere dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. per le Americhe e il C. L. I. P. S. A. S. L'accordo, frutto di un dialogo fraterno maturato nell'ambito dell'organizzazione internazionale, formalizza e consolida i legami tra le due Comunioni, accomunate dalla condivisione dei principi fondamentali della Massoneria liberale e adogmatica. La Gran Loggia Unita del Libano rappresenta una realtà massonica di profondo radicamento storico e culturale in un Paese dalla straordinaria complessità civile e spirituale. Il riconoscimento reciproco con l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. si inserisce in un percorso di costruzione di ponti tra Oriente e Occidente, nel segno della fratellanza universale che anima il lavoro delle Logge di entrambe le Comunioni. Questo nuovo Trattato si affianca a quello siglato pochi giorni prima con la Gran Loggia Nazionale della Repubblica Dominicana (G. ·. L. ·. N. ·. R. ·. D. ·. ), a testimonianza della crescente proiezione internazionale dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. , che conta oggi relazioni di amicizia e collaborazione con decine di Obbedienze in tutto il mondo. La partecipazione attiva ai lavori del C. L. I. P. S. A. S. si conferma uno strumento privilegiato per questo sviluppo, favorendo incontri e dialogo tra Comunioni animate dagli stessi ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. - Published: 2026-05-18 - Modified: 2026-05-18 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/massoneria-caraibi-repubblica-domenicana/ - Categorie: Comunicati Lunedì 11 maggio 2026, all'Oriente di Santo Domingo, si è scritto un nuovo capitolo nella storia internazionale dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano. Nella più antica Casa Massonica della Repubblica Dominicana — le cui origini risalgono al 1858 — l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. e la Gran Loggia Nazionale della Repubblica Dominicana (G. ·. L. ·. N. ·. R. ·. D. ·. ) hanno sottoscritto un Trattato di Amicizia e di Cooperazione Interistituzionale, atto a lungo deliberato e finalmente compiuto dopo la risoluzione di alcuni aspetti diplomatici. La firma è avvenuta alle ore 17:00. A sottoscrivere il Trattato, in rappresentanza della G. ·. L. ·. N. ·. R. ·. D. ·. , il Gran Maestro Fr. ·. Ivan Rondon, già Senatore della Repubblica Dominicana; per l'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. , il Fr. ·. Delio Brito, Capo Delegazione e Primo Sorvegliante della R. ·. L. ·. "Hispaniola" n. 98, all'Oriente di Santo Domingo, con delega del Gran Maestro. I due Fratelli si sono scambiati gli attestati del Trattato, confermando ufficialmente un'amicizia fraternal che lega da anni le due Comunioni. All'evento hanno preso parte il Fr. ·. Cesáreo Guillermo, Gran Segretario per le Relazioni Estere della G. ·. L. ·. N. ·. R. ·. D. ·. , già Segretario del Ministro per l'Agricoltura e Oratore della R. ·. L. ·. "Hispaniola", e l'Ill. mo Fr. ·. Cesar Díaz, noto economista dominicano. La cerimonia si è conclusa, nel rispetto del protocollo diplomatico, con lo scambio delle bandiere dei due Paesi — Italia e Repubblica Dominicana — simbolo tangibile di stima reciproca e di fratellanza universale. Questo Trattato rappresenta un ulteriore passo nel percorso di radicamento internazionale dell'O. ·. M. ·. T. ·. I. ·. , che conta oggi relazioni di amicizia con decine di Comunioni nel mondo, e conferma la vocazione universalista che ne ispira l'azione: costruire ponti tra uomini e donne liberi, al di là dei confini geografici, nel nome dei valori condivisi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza. - Published: 2026-05-04 - Modified: 2026-05-04 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/donne-in-massoneria-storia-simboli-esclusione/ - Categorie: Blog La tesi di questo articolo, fondata esclusivamente su studi accademici, repertori universitari e documenti storici, è netta ma va formulata con precisione: la presenza femminile nella massoneria non è un’invenzione recente né una deviazione marginale, bensì una realtà storicamente attestata in forme diverse — corporativa, adottiva, mista e propriamente femminile — dal mondo del lavoro muratorio tardo-medievale fino alle obbedienze moderne. Da ciò segue un punto decisivo: l’esclusione assoluta della donna non può essere presentata come un principio originario, universale e simbolicamente necessario della Libera Muratoria; è piuttosto il prodotto di una particolare codificazione storica, affermatasi in un preciso contesto anglo-inglese e successivamente assolutizzata da una parte della tradizione. La clausola del 1723 non è un dogma originario Il testo che viene di solito evocato per fondare l’esclusione femminile è la formulazione delle Costituzioni del 1723 di James Anderson, secondo cui i membri di loggia devono essere “good and true Men... no Women”. Ma la stessa storiografia accademica invita a storicizzare quella formula: La storica francese Cécile Révauger ricorda che essa nasce in un’Inghilterra nella quale le donne erano già escluse dalla sociabilità pubblica e associativa, e che proprio per questo non può essere letta come una legge metastorica dell’iniziazione, bensì come la codificazione di una soluzione inglese settecentesca. Ancora più importante è il fatto che la stessa documentazione pre- e para-andersoniana incrina l’idea di una esclusione originaria assoluta. La Révauger segnala la presenza di Mary Banister nella London Mason’s Company nel 1714, mentre la documentazione sintetizzata dalla storica Emanuela Locci ricorda che Mary Banister fu apprendista di un costruttore per sette anni e iscritta alla compagnia londinese dei muratori. In altri termini: proprio mentre la massoneria speculativa inglese si andava normando in senso maschile, sopravvivevano o erano ancora visibili tracce di presenza femminile negli ambienti corporativi da cui la massoneria storicamente derivava Prima di Anderson e oltre Anderson La prima premessa da ristabilire, contro molta apologetica esclusiva maschile, è che il mondo del costruire non fu mai un universo integralmente privo di donne. La storica americana Shelley E. Roff ha scritto che, sebbene la maggioranza degli artigiani fosse maschile, in molte regioni dell’Europa occidentale le donne furono impiegate comunemente nei cantieri e nelle botteghe connesse all’edilizia. Questa partecipazione non basta da sola a dimostrare una continuità lineare tra corporazione e loggia speculativa, ma elimina alla radice l’argomento secondo cui il simbolismo muratorio nascerebbe da un mestiere ontologicamente precluso al femminile. Il quadro si precisa ulteriormente grazie a Emanuela Locci. Nel suo studio, pubblicato nell’archivio IRIS dell’Università di Torino, vengono richiamati diversi dati: la presenza di donne nelle gilde e corporazioni; i riferimenti ai Livres des Métiers del 1268 e agli statuti dei carpentieri di Norwich del 1375; la formula della loggia di York del 1693 secondo cui “colui o colei che doveva essere ammesso” poneva le mani sul libro e prestava giuramento; e ancora il caso di Mary Banister. Locci aggiunge che, secondo numerosi studiosi, dal Trecento in poi esistettero diversi casi documentati di donne ammesse a lavori che più tardi sarebbero confluiti nella tradizione muratoria. Questi dati non autorizzano fantasie genealogiche, ma bastano a dimostrare che l’esclusione femminile non è una necessità originaria del lessico muratorio. In questo senso, la vera alternativa storiografica non è fra “presenza totale” ed “assenza totale”, bensì fra due modelli storici concorrenti: uno che restringe e uno che ammette, in modi differenti, l’accesso femminile. L’errore delle massonerie maschili che si appellano all’“origine” è proprio trasformare una delle strade percorse dalla storia in un essenza immutabile. Le logge d’adozione e la piena iniziabilità simbolica della donna Se ci si sposta al Settecento continentale, il quadro diventa ancora più chiaro. James Smith Allen, nel volume open access A Civil Society: The Public Space of Freemason Women in France, 1744–1944, spiega che il suo studio parte dal 1744 perché proprio allora viene pubblicato il primo rituale di adozione, cioè una formalizzazione delle “mysteries” massoniche per candidate femminili; lo stesso Allen afferma che già dal 1744 le soeurs venivano iniziate attraverso riti di adozione identificabili. Jan Snoek, in un saggio specialistico sul Rito d’Adozione, precisa inoltre che molte idee correnti su queste logge sono storicamente false: non è vero che fossero fin dall’inizio corpi esclusivamente femminili; non è vero che fossero mere appendici folcloristiche; non è vero che non fossero “vera” massoneria. Prima del 1774 alcune logge d’adozione erano addirittura miste e indipendenti, e il termine “adoption lodge” aveva inizialmente un significato più vasto di quello poi stabilizzato dal Grande Oriente francese. Il dato più rilevante, sul piano esoterico, è però un altro. Snoek mostra che uno dei nuclei simbolici del Rito d’Adozione settecentesco era una rilettura radicale della figura di Eva: non più semplicemente il paradigma della colpa femminile, ma il soggetto che apre la porta alla felicità e alla conoscenza morale; il rituale arriva a collocare Eva, sul piano simbolico, a un livello paragonato a quello di Gesù, e Snoek definisce esplicitamente questo impianto “proto-feministic”. In altre parole: la tradizione iniziatica massonica europea ha già prodotto, al proprio interno, una simbolica in cui il soggetto femminile non è periferico, ma centrale. Questo fatto rende storicamente e dottrinalmente debole ogni pretesa di impossibilità esoterica dell’iniziazione femminile. Cécile Révauger conferma il punto sul piano istituzionale. Nella sua ricostruzione della Francia, le logge d’adozione non appaiono come una bizzarria marginale, ma come una forma che il contesto francese ritenne perfettamente pensabile; e aggiunge che, a differenza di quanto avverrà più tardi negli Stati Uniti con l’Eastern Star (= Stella d’Oriente), le donne francesi delle logge d’adozione poterono essere considerate massone a pieno titolo. Anche qui la conclusione è semplice: non esiste una sola storia della massoneria, ma almeno due grandi linee storiche, una restrittiva e una inclusiva. Da Maria Deraismes alla co-massoneria Il passaggio decisivo dell’età contemporanea è naturalmente l’iniziazione di Maria Deraismes. La ricostruzione pubblicata su Cairn/PUF da Andrée Prat e Colette Loubatière è molto chiara: l’idea di una vera iniziazione massonica della donna matura a lungo nell’Ottocento francese, ma nulla di decisivo accade prima del 1882, quando la congiuntura tra la Grande Loge Symbolique Écossaise (GLSE) e la personalità di Maria Deraismes rende possibile un atto definito dagli autori “rivoluzionario”. La stessa fonte mostra inoltre che, pur avendo la GLSE respinto a maggioranza l’ammissione delle donne, la questione era già pienamente presente nel dibattito massonico: altro segno che non si trattava di un impossibile simbolico, ma di un conflitto storico e politico. Da quell’evento nasce il filone co-massonico moderno. Il capitolo di Oxford dedicato al tema ricorda che la più grande e influente obbedienza mista, Le Droit Humain, venne istituita nel 1893 come conseguenza diretta dell’iniziazione di Maria Deraismes; Révauger mostra poi che nel Novecento le donne francesi ebbero la possibilità di scegliere fra ordini misti e ordini esclusivamente femminili, fino alla nascita della Grande Loge Féminine de France nel 1945. La storia, dunque, non va dalla “normalità” maschile a una “deviazione” femminile, ma da un pluralismo conflittuale di modelli a una progressiva istituzionalizzazione della presenza delle donne. Il caso italiano e gli studi di Anna Maria Isastia Nel contesto italiano, il lavoro di Anna Maria Isastia consente di leggere la presenza femminile in Massoneria non come semplice anomalia interna all’Ordine, ma come parte di una più ampia storia dell’emancipazione civile, della cultura laica e della modernizzazione democratica. Nei suoi studi sulla Massoneria italiana, Isastia colloca infatti l’Istituzione dentro il grande confronto tra cultura laica, Chiesa cattolica, Stato liberale, scuola, cittadinanza e diritti. La Massoneria non viene considerata soltanto come organizzazione iniziatica, ma come uno degli ambienti in cui, tra Ottocento e Novecento, si elaborarono idee di progresso, istruzione, libertà di coscienza e partecipazione civile. È in questa cornice che la questione femminile assume rilievo: l’accesso delle donne alla Massoneria non riguarda soltanto la composizione delle logge, ma il rapporto tra iniziazione, cittadinanza e piena dignità della persona. Questo emerge con particolare chiarezza dai lavori specifici dedicati alla Massoneria femminile. In “Donne e Massoneria a Napoli”, Isastia ricostruisce la presenza femminile nella Napoli tra Settecento e Ottocento, mostrando come il tema non appartenga soltanto alla storia francese delle logge d’adozione, ma tocchi direttamente anche il caso italiano. Napoli diventa così un osservatorio significativo: una città nella quale sociabilità aristocratica, cultura illuministica, pratiche iniziatiche e presenza femminile si intrecciano dentro uno spazio storico concreto, non dentro una rivendicazione astratta. La donna in loggia non appare quindi come una concessione moderna, ma come un fenomeno già innestato nelle forme storiche della sociabilità massonica meridionale. Nel saggio “La franc-maçonnerie féminine italienne des années 1800 à aujourd’hui”, Isastia amplia ulteriormente il quadro, seguendo la Massoneria femminile italiana dall’Ottocento fino all’età contemporanea. L’impostazione è importante perché evita due errori opposti: da una parte l’idea che la donna sia sempre stata estranea alla storia massonica italiana; dall’altra la tentazione di ridurre la Massoneria femminile a una semplice appendice imitativa di esperienze straniere. Al contrario, la prospettiva di Isastia mostra una continuità problematica ma reale: la questione femminile attraversa la storia italiana in forme diverse, tra logge d’adozione, ambienti misti, rivendicazioni di parità, resistenze istituzionali e progressiva costruzione di spazi autonomi. Particolarmente rilevante, ai fini della tesi qui sostenuta, è la puntualizzazione attribuita a Isastia nella presentazione del volume “Iniziazione femminile e Massoneria”. Secondo questa ricostruzione, in Italia il problema di motivare l’esclusione femminile si pose in modo esplicito nel 1969, quando nel contesto del Grande Oriente d’Italia venne utilizzata la formula secondo cui, essendo l’iniziazione massonica “solare”, le donne non potevano essere ammesse ai misteri dell’Ordine. Il punto è decisivo: se questa giustificazione compare così tardi e non appartiene al nucleo originario dei rituali, essa non può essere presentata come una verità tradizionale immemoriale, ma come una razionalizzazione successiva, costruita per dare veste simbolica a una esclusione già decisa sul piano istituzionale. La lezione storiografica che si può trarre da Isastia è dunque chiara: la presenza femminile nella Massoneria italiana va studiata dentro la storia sociale e politica del Paese, non liquidata con argomenti simbolici tardivi o con formule rituali trasformate in dogmi. Se la Massoneria è stata, nella storia italiana, uno spazio di cultura laica, educazione civile e progresso, allora l’esclusione della donna non può essere difesa come necessità iniziatica senza entrare in contraddizione con quella stessa vocazione emancipatrice. Proprio per questo il tema della donna in loggia non è un dettaglio marginale, ma una cartina di tornasole: misura la coerenza tra i principi proclamati dall’Istituzione — libertà, uguaglianza, fratellanza — e la loro effettiva applicazione storica. Marzialità e solarità non sono simboli esclusivamente maschili Uno degli argomenti più deboli, ma più ricorrenti, usati per giustificare l’esclusione femminile è quello secondo cui la massoneria sarebbe una via “solare”, “virile”, eventualmente “marziale”, e quindi strutturalmente maschile. La storia dei rituali smentisce questa naturalizzazione. Révauger ricorda che nei sistemi francesi del Settecento i titoli femminili sono espliciti e che nella Amazonnerie Anglaise compare persino la figura della “Courageuse Généralissime”. La marzialità simbolica, dunque, non è stata estranea neppure al linguaggio iniziatico costruito per donne o per corpi misti. Non siamo davanti a un monopolio maschile del coraggio, dell’ordine o della disciplina, ma alla prova che lo stesso lessico cavalleresco e militante è stato storicamente femminilizzato. Anche la storia comparata delle religioni rende insostenibile ogni riduzione meccanica di “marziale” a “maschile”. La letteratura scientifica descrive Durga come dea guerriera e demon-schiantatrice; Bellona come dea romana della guerra; Minerva come divinità con dimensione militare; la Morrígan come dea celtica della battaglia. Non si tratta di eccezioni ornamentali, ma di figure strutturali di interi sistemi simbolici. Se il sacro ha conosciuto, in culture tra loro lontanissime, potenze guerriere femminili pienamente legittime, allora non si vede su quale base storica seria si possa sostenere che la marzialità simbolica sia appannaggio esclusivo del maschio. Lo stesso vale per la solarità. La comparazione religiosa conosce non solo dei solari maschili, ma anche importanti figure femminili del sole: Amaterasu in Giappone è esplicitamente una “sun goddess”, mentre nell’Anatolia ittita il pantheon è guidato dalla Sun Goddess of Arinna. Perciò l’equazione “solare = maschile” non è una legge del simbolo, ma una selezione culturale particolare, assolutamente incapace di fondare da sola una norma universale di esclusione. Sul piano ermeneutico, l’argomento della solarità appare dunque come una razionalizzazione a posteriori: può descrivere una preferenza di alcune correnti, non una necessità intrinseca dell’ordine iniziatico. Se si uniscono questi dati al carattere proto-femminile del Rito d’Adozione mostrato da Snoek, il quadro si fa ancora più netto. Non solo la donna è storicamente iniziabile; non solo è stata iniziata; non solo ha occupato uffici e strutture rituali; ma è stata anche resa soggetto simbolico centrale di narrazioni iniziatiche forti. Perciò le giustificazioni che pretendono di dedurre l’esclusione femminile da una supposta “natura” marziale o solare della massoneria non reggono né alla prova documentaria né a quella storico-religiosa. Una conclusione storica, non polemica La conclusione cui portano le fonti è semplice. La donna in massoneria non è un accidente tardo, una forzatura moderna o una concessione estranea allo spirito dell’istituzione. È una presenza documentata lungo una traiettoria ampia: nel retroterra corporativo, nelle logge d’adozione, nelle sperimentazioni miste del Settecento e dell’Ottocento, nella cesura rappresentata da Maria Deraismes, nelle obbedienze miste e femminili del Novecento, e nelle stesse vicende italiane fra Napoli, il GOI e la Grande Loggia Mista Simbolica d’Italia. L’esclusione assoluta della donna appartiene dunque non alla “natura” della Libera Muratoria, ma a una particolare costruzione storica che altri filoni massonici hanno contestato, corretto o superato. In termini storiografici, la posizione più rigorosa non consiste nel negare che siano esistite forti tradizioni massoniche maschili; consiste nel rifiutare che quelle tradizioni vengano trasformate in unico canone retroattivo dell’intera storia massonica. In termini simbolici, la posizione più solida è riconoscere che la marzialità, la centralità rituale e perfino la solarità non sono proprietà essenziali del maschio, ma campi semantici storicamente condivisi e variamente declinati. Per questo, l’esclusione femminile appare oggi non solo difficilmente difendibile sul piano civile, ma anche scarsamente sostenibile sul piano storico ed esoterico. Fonti Fra le fonti più rilevanti utilizzate per questo articolo vanno segnalati almeno i seguenti lavori e repertori: James Smith Allen, A Civil Society: The Public Space of Freemason Women in France, 1744–1944, University of Nebraska Press, open access OAPEN. Jan A. M. Snoek, “The Adoption Rite, its Origins, Opening up for Women, and its ‘Craft’ Rituals”, in REHMLAC. Cécile Révauger, “Gender in French Freemasonry, From the Eighteenth Century Until Today” e “Call me sister! ”, in sedi accademiche REHMLAC/Scielo. Andrée Prat e Colette Loubatière, “L’initiation de Maria Deraismes”, PUF/Cairn. History of the Grand Orient of Italy, archivio IRIS dell’Università di Torino. Emanuela Locci, Storia della massoneria femminile. Dalle corporazioni alle obbedienze, Bastogi, disponibile in IRIS-AperTO. Roff, S. E. (2010). “Appropriate to Her Sex”? Women’s Participation on the Construction Site in Medieval and Early Modern Europe. In: Earenfight, T. (eds) Women and Wealth in Late Medieval Europe. The New Middle Ages. Palgrave Macmillan, New York. https://doi. org/10. 1057/9780230106017_7 Repertori istituzionali Sapienza IRIS per la bibliografia di Anna Maria Isastia, comprendente Donne e Massoneria a Napoli e La franc-maçonnerie féminine italienne des années 1800 à aujourd’hui. - Published: 2026-04-19 - Modified: 2026-04-19 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/simboli-massonici-significato-strumenti/ - Categorie: Blog Introduzione La genesi della massoneria moderna, o speculativa, rappresenta uno dei processi di trasformazione culturale e sociale più stratificati dell'era moderna, un passaggio che ha visto la metamorfosi di antiche consuetudini di mestiere in complessi sistemi di insegnamento morale e filosofico. Tale transizione, che la storiografia accademica colloca tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVIII, non è stata un atto di sostituzione improvvisa, ma una lenta osmosi in cui il linguaggio della costruzione architettonica è stato adottato come metafora per l'edificazione dell'individuo e della società. Al centro di questo apparato allegorico risiedono gli strumenti di lavoro del muratore operativo — il maglietto, lo scalpello, la squadra, il compasso, il filo a piombo, la leva, la livella e la cazzuola — i quali, pur mantenendo la loro forma fisica all'interno delle logge, hanno assunto significati simbolici che variano a seconda del rito di appartenenza e del grado di iniziazione. La Transizione Storica: Dalle Corporazioni Operative alla Massoneria Speculativa Per comprendere il valore simbolico degli strumenti, è necessario analizzare il contesto della loro migrazione dal cantiere alla loggia. La teoria tradizionale della transizione suggerisce che le logge operative medievali abbiano iniziato ad ammettere membri non legati al mestiere, definiti "accettati", i quali avrebbero progressivamente trasformato l'istituzione in un circolo di riflessione etica e filosofica. Tuttavia, studi più recenti, come quelli condotti da David Stevenson, pongono l'accento sulla Scozia del tardo XVI secolo, dove gli Statuti Schaw del 1598 e 1599 segnarono la nascita di un sistema di logge già orientato verso una forma di coordinamento istituzionale e una ritualità che superava la semplice operatività tecnica. In Inghilterra, il processo di speculazione si intrecciò con la rivoluzione scientifica e il clima della Royal Society. Personalità come Sir Robert Moray ed Elias Ashmole, iniziati rispettivamente nel 1641 e nel 1646, portarono nelle logge un interesse per la filosofia naturale, l'ermetismo e la ricerca di una conoscenza antica che si riteneva codificata nelle proporzioni del Tempio di Salomone. Questa evoluzione portò alla codificazione definitiva degli strumenti come simboli morali, un processo che trovò la sua consacrazione ufficiale con la fondazione della Gran Loggia d'Inghilterra nel 1717 e la successiva pubblicazione delle Costituzioni di Anderson nel 1723. Per approfondire leggi anche "Gli “Antichi Doveri” dei Fratelli Massoni, fra miti e storia" Fase StoricaCaratteristiche PrincipaliRuolo degli StrumentiFonti di RiferimentoOperativa (Medioevo - XVI sec. )Corporazioni di mestiere, segreto professionale, costruzione di cattedrali. Utensili fisici per la lavorazione della pietra e la verifica strutturale. Statuti Schaw, Manoscritto Regius. Transizione (XVII sec. )Ammissione di "Accettati" (nobili, antiquari, scienziati). Coesistenza di uso tecnico e prime interpretazioni allegoriche. Diari di Ashmole, Statuti di Schaw. Speculativa (1717 - oggi)Finalità morali, spirituali e filantropiche; sistema di gradi simbolici. Trasformazione integrale in "Gioielli" e simboli di virtù morali. Costituzioni di Anderson, Rituali moderni. Analisi Dettagliata dei Principali Simboli Massonici Gli strumenti muratori vengono introdotti nel percorso iniziatico in modo progressivo, accompagnando la crescita del massone dal grado di Apprendista a quello di Maestro. Ogni strumento è portatore di una lezione specifica che si articola attraverso la dialettica tra forza e misura, azione e riflessione. Maglietto e Scalpello: Gli Strumenti della Sbozzatura Nel grado di Apprendista, il lavoro fondamentale consiste nel passare dalla "pietra grezza" (il profano, l'uomo non istruito) alla "pietra cubica" (l'iniziato pronto per la costruzione del tempio). In questo processo, il maglietto e lo scalpello sono indissociabili. Il maglietto rappresenta la volontà attiva, la forza d'impulso necessaria per rompere le asperità del carattere e dei vizi. Non è un martello da carpentiere, ma un utensile da scultore, spesso realizzato in legno di bosso, la cui lunghezza di 22 centimetri richiama simbolicamente le lettere dell'alfabeto ebraico in certi contesti esoterici. Senza lo scalpello, tuttavia, il maglietto sarebbe una forza cieca e distruttiva. Lo scalpello rappresenta il discernimento, l'intelligenza e l'educazione che guidano la forza del maglietto per ottenere un risultato armonioso. Nei riti di stampo più esoterico, tali riferimenti simbolici possono assumere una valenza iniziatica e tradizionale più marcata; nei riti di orientamento laico e razionalista, come il Rito Francese Groussier, gli strumenti sono invece interpretati principalmente come strumenti pedagogici per il perfezionamento etico e sociale dell’individuo. A seconda dei riti, l'enfasi cambia: Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA): Il maglietto è simbolo di autorità ed è utilizzato dal Maestro Venerabile e dai Sorveglianti per dirigere i lavori. Rito Francese: Durante i viaggi dell'apprendista, questi strumenti sono presentati come mezzi per la purificazione dei sensi e l'affinamento della ragione. Rito Egizio (Memphis-Misraïm): Il maglietto è definito "l'ouvreur du cœur" (l'apritore del cuore), richiamando antiche tradizioni in cui lo scultore era colui che "dava la vita" alla materia inerte. Qui la leva della volontà è integrata con una visione teurgica dell'azione sulla pietra. Squadra e Compasso: Le Grandi Luci e il Concetto di Misura La squadra e il compasso sono i simboli più iconici della massoneria, definendo il campo La squadra e il compasso sono i simboli più iconici della massoneria, definendo il campo d'azione dell'iniziato tra la terra e il cielo, tra la materia e lo spirito. Insieme al Libro della Legge Sacra, formano le "Tre Grandi Luci" della loggia. La squadra, con il suo angolo retto fisso, rappresenta la rettitudine, la moralità e la legge che deve governare le azioni umane nel mondo concreto. È lo strumento della misurazione oggettiva della realtà. Il compasso, d'altra parte, è uno strumento variabile che permette di tracciare cerchi e misurare distanze, simboleggiando la saggezza e la capacità di limitare i propri desideri e passioni entro confini giusti. La relazione geometrica tra i due strumenti è fondamentale:Nel primo grado (Apprendista), la squadra copre entrambi i bracci del compasso, indicando che la dimensione materiale prevale ancora nella formazione dell’individuo. Nel secondo grado (Compagno), un braccio del compasso è sopra la squadra, mostrando l'inizio di un equilibrio tra le diverse dimensioni dell’esperienza umana. Nel terzo grado (Maestro), il compasso è interamente sopra la squadra, a significare una piena padronanza di sé e delle proprie facoltà. Nei riti di stampo più esoterico, questa relazione è spesso letta come un rapporto tra materia e spirito o tra dimensione terrena e trascendente; nei riti di orientamento laico e razionalista, come il Rito Francese Groussier, essa può essere interpretata in chiave etica e civile, come progressiva acquisizione di consapevolezza, responsabilità e misura nell’agire umano. In termini di rito, il Rito Francese enfatizza la squadra come simbolo di giustizia sociale e umana, mentre il Rito Scozzese e quello Egizio tendono a vederla come un'applicazione della legge universale e divina, spesso associando il compasso al Grande Architetto dell'Universo. Filo a Piombo e Livella: L'Asse del Mondo e l'Eguaglianza Il filo a piombo e la livella definiscono le coordinate della stabilità architettonica e morale. Operativamente, il filo a piombo assicura la verticalità (l'aplomb), mentre la livella garantisce l'orizzontalità. Il filo a piombo invita il massone all'introspezione profonda, alla ricerca della verità che scende nel cuore delle cose. Rappresenta la rettitudine interiore che non si piega alle pressioni esterne. La livella, al contrario, simboleggia l'eguaglianza iniziatica e sociale; essa ricorda che tutti i massoni "lavorano sulla livella", indipendentemente dal loro status nel mondo profano, e ammonisce sulla fine imminente rappresentata dalla morte, definita poeticamente "la grande livellatrice". Nei riti di stampo più esoterico, il filo a piombo è talvolta associato a percorsi interiori di tipo simbolico-iniziatico e la livella a concezioni legate al destino o alla ciclicità della vita; nei riti di orientamento laico e razionalista, come il Rito Francese Groussier, questi strumenti sono invece letti principalmente in chiave etica e civile: il filo a piombo come esigenza di coerenza personale e rigore morale, la livella come principio di uguaglianza concreta tra gli individui e fondamento della giustizia sociale. La Leva: L'Intelligenza che Moltiplica la Forza La leva è uno strumento che nel Rito Scozzese e nel Rito Francese appare durante il percorso del Compagno d'Arte. Operativamente, essa permette di sollevare grandi pesi con uno sforzo minimo, a patto di avere un punto d'appoggio solido. Simbolicamente, la leva rappresenta l'intelligenza e la conoscenza che, applicate correttamente, permettono all'uomo di superare ostacoli immensi. Se il maglietto è la volontà, la leva è la potenza della ragione che agisce attraverso la saggezza (il punto d'appoggio). Nel Rito di Memphis-Misraïm, la leva è associata allo sforzo in vista della realizzazione spirituale, ed è considerata uno degli strumenti fondamentali dell'istruzione intellettuale dell'iniziato. La Cazzuola: Il Cemento della Fratellanza La cazzuola è tradizionalmente lo strumento del Maestro o la conclusione del percorso del Compagno. La sua funzione operativa è di stendere la calcina per unire le pietre. Nel contesto speculativo, la cazzuola è il simbolo supremo della fratellanza e dell'amore universale che unisce tutti i massoni in un unico corpo. Essa serve a "spargere il cemento" dell'affetto reciproco, nascondendo le imperfezioni e le divergenze tra i fratelli. Per Robert Ambelain, la cazzuola nel Rito Egizio simboleggia la perfezione e l'unificazione, essendo lo strumento che armonizza la loggia cancellando le ostilità. Nel Rito Francese, la cazzuola è associata alla benevolenza verso tutti gli uomini e alla capacità del Maestro di rettificare gli errori della costruzione con dolcezza. Comparazione dei Significati nei Riti principali La pluralità dei riti massonici offre sfumature diverse agli stessi strumenti, riflettendo le radici storiche e filosofiche di ciascuna tradizione. Il Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA) Il RSAA è caratterizzato da una struttura gerarchica complessa di 33 gradi, dove i primi tre sono detti "simbolici" o "azzurri". In questo rito, gli strumenti sono interpretati prevalentemente in chiave di edificazione morale e filosofica. Il RSAA pone un accento particolare sulla "verticalità" del percorso iniziatico, dove il filo a piombo e la squadra sono visti come costanti richiami alla legge del Grande Architetto dell'Universo. La cazzuola è qui lo strumento della sintesi finale che permette al Maestro di agire nel mondo portando l'armonia appresa in loggia. Il Rito Francese (o Rito Moderno) Derivato dalla massoneria inglese del XVIII secolo, in particolare dalla tradizione dei "Moderns", il Rito Francese si sviluppa e si struttura in Francia, dove viene progressivamente rielaborato alla luce della cultura illuminista. Esso si caratterizza per un orientamento più razionalista e per una forte connessione con i valori civili e sociali propri dell’epoca. Durante i cinque viaggi del Compagno, gli strumenti sono presentati in coppie che corrispondono a fasi specifiche dello sviluppo umano: Maglietto e Scalpello: Lavorazione della materia e formazione dell’individuo. Regolo e Compasso: Misura e studio delle arti e delle scienze. Leva e Regolo: Uso dell'intelligenza e del metodo per il progresso umano. Squadra e Livella: Pratica della giustizia e dell'uguaglianza. Cazzuola: Strumento di unione, essa simboleggia la capacità di legare e armonizzare gli elementi della costruzione, indicando il ruolo dell’individuo nella coesione e nel progresso della comunità. Il Rito Egizio (Memphis-Misraïm) Il Rito Egizio è fortemente intriso di ermetismo, alchimia e simbologia neoplatonica. Robert Ambelain, uno dei massimi esponenti di questa tradizione, descrive gli strumenti come "archetipi" che agiscono psichicamente sull'iniziato. In questo rito, l'Enneade (il gruppo di 9 strumenti) è suddivisa tra i gradi di Apprendista, Compagno e Maestro in modo rigoroso, associando a ciascuno una facoltà superiore: Apprendista: Maglietto (Volontà), Scalpello (Discernimento), Leva (Sforzo). Compagno: Filo a Piombo (Profondità), Livella (Serenità), Squadra (Rettitudine). Maestro: Regolo (Regolarità), Compasso (Esattezza), Cazzuola (Perfezione). Il Rito Egizio vede nel lavoro muratorio una forma di "alchimia spirituale" dove la pietra non è solo l'uomo, ma la materia stessa dell'universo che deve essere trasmutata. Collegamenti tra Massoneria Operativa e Speculativa Il legame tra il lavoro manuale degli operativi e il lavoro intellettuale degli speculativi risiede nel concetto di "Arte Reale". La geometria, definita dagli operativi come la base di ogni costruzione sicura, diviene per gli speculativi la base per una condotta morale corretta. La Geometria e il "G" L'importanza della geometria è evidente nella costante presenza della lettera "G" al centro della Stella Fiammeggiante o tra squadra e compasso. Per i muratori operativi, la geometria era la conoscenza sacra che permetteva di trasformare un disegno bidimensionale (la "planimetria") in una struttura tridimensionale stabile. Per i massoni speculativi, la geometria è la "scienza dei rapporti" che insegna come armonizzare l'individuo con il cosmo e con i suoi simili. I Segreti del Mestiere Mentre gli operativi proteggevano i segreti tecnici (come il taglio delle pietre o il calcolo degli archi) per mantenere il valore professionale della loro corporazione, gli speculativi hanno trasformato questi "segreti" in esperienze interiori incomunicabili a parole, accessibili solo attraverso il rito e la meditazione sui simboli. 2 Gli strumenti sono diventati le chiavi per decodificare questa esperienza. 3 L'Attualità del Simbolismo Muratorio La disamina degli strumenti massonici rivela un sistema di insegnamento che, pur affondando le radici in un passato tecnico e artigianale, continua a offrire una struttura per la riflessione etica contemporanea. Il maglietto e lo scalpello ricordano la necessità dell'auto-disciplina; squadra e compasso richiamano all'equilibrio tra doveri sociali e aspirazioni spirituali; filo a piombo e livella pongono le basi per una società giusta ed equa; la leva e la cazzuola invitano all'uso della ragione e alla costruzione di legami di solidarietà universale. Questa eredità non è una semplice ripetizione di gesti antichi, ma un metodo dinamico — il "metodo massonico" citato da Aldo Alessandro Mola — che attraverso la simbologia degli strumenti permette all'uomo di ogni epoca di "tagliare la propria pietra" e contribuire alla stabilità e alla bellezza del tempio dell'umanità. La distinzione tra i riti, lungi dal dividere l'istituzione, ne arricchisce il panorama filosofico, offrendo percorsi differenti ma convergenti verso la medesima finalità di progresso morale e civile. Bibliografia Margaret C. Jacob, The Masonic Enlightenment: Freemasonry and Politics in Eighteenth-Century Europe, Oxford University Press, 1991. David Stevenson, The Origins of Freemasonry: Scotland’s Century 1590–1710, Cambridge University Press, 1988. Andreas Önnerfors, Freemasonry: A Very Short Introduction, Oxford University Press, 2017. Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana (1805–1925), Bompiani. Università di Torino (UniTo), La massoneria nel Mediterraneo (IRIS AperTO). Università di Cagliari (UniCA), Massonicamente – Rivista del Grande Oriente d’Italia. Università di Liverpool, The Masonic Enlightenment (repository accademico). Università di Padova, La Massoneria tra religione e politica nell’epoca dell’Illuminismo (tesi accademica). Il Rito Francese, Francesco Guida CESNUR, studi e interviste sulla Massoneria contemporanea (Aldo A. Mola). Stichting Argus, raccolta documentale dei rituali massonici (Rito Francese e Grande Oriente d’Italia). Grande Oriente d’Italia, testi rituali e documentazione ufficiale. Robert Ambelain, Symbolique maçonnique des outils. Studi accademici su ResearchGate relativi alla simbologia massonica e alla cultura scientifica del XVIII secolo. - Published: 2026-03-15 - Modified: 2026-03-15 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/loggia-adelfia-milano-omti/ - Categorie: Comunicati La nuova Officina nasce all’Oriente di Milano nella Valle dell’Olona Siamo lieti di annunciare la fondazione di una nuova Officina dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI). Si tratta della R. L. “Adelfia” all’Oriente di Milano, nella Valle dell’Olona, alla quale è stato assegnato il numero di matricola 182. La nascita di una nuova Loggia rappresenta sempre un momento significativo per la vita dell’Ordine, poiché testimonia la continuità del lavoro iniziatico e la vitalità dei principi che animano la tradizione massonica. Il significato del nome “Adelfia” La scelta del nome “Adelfia” possiede un significato simbolico e storico di particolare densità. Dal punto di vista etimologico, il termine deriva dal greco antico ἀδελφός (adelphós), che significa “fratello”. La parola è composta dal prefisso a-, che indica comunanza o unione, e dal sostantivo delphýs, che significa “grembo” o “utero”. L’adelphós è dunque, letteralmente, colui che è nato dallo stesso grembo, il consanguineo, il compagno di origine. Nel mondo greco antico il termine assumeva anche una valenza etica e comunitaria: indicava non soltanto il legame biologico, ma una solidarietà fondata sulla condivisione di un’origine comune e di un destino collettivo. Questa dimensione semantica si presta particolarmente bene alla simbologia massonica. Il termine “Adelfia” evoca infatti l’idea di una fratellanza fondata non su vincoli di sangue, ma su un principio morale e razionale, cioè sulla consapevolezza della comune dignità umana. In questo senso esso richiama direttamente i grandi ideali dell’Illuminismo europeo — libertà, uguaglianza e fraternità — che hanno profondamente influenzato la tradizione della Massoneria di Rito Francese. La Société des Adelphes nella storia europea Il nome scelto dalla Loggia richiama inoltre una pagina significativa della storia delle società politiche e iniziatiche dell’età rivoluzionaria: la Société des Adelphes. Questa organizzazione, fondata in Francia nel 1799, nacque nel clima politico e intellettuale successivo alla Rivoluzione francese e alla stagione del Direttorio. La Société des Adelphes si configurò come una società segreta di ispirazione repubblicana e democratica, che riuniva militanti e intellettuali decisi a preservare e diffondere i principi dell’eguaglianza politica e della sovranità popolare in un’epoca segnata dal progressivo ritorno a sistemi politici più conservatori. Tra i protagonisti di quell’esperienza figurano personalità di grande rilievo come Filippo Buonarroti, uno dei più importanti eredi della tradizione giacobina e interprete del pensiero politico di Gracchus Babeuf, e Luigi Angeloni, patriota italiano vicino agli ambienti repubblicani e democratici europei. Buonarroti fu una figura centrale nella trasmissione delle idee egualitarie e rivoluzionarie che, attraverso diverse reti politiche e iniziatiche, influenzarono profondamente il pensiero democratico del XIX secolo. Un simbolo di fraternità e impegno civile La Société des Adelphes rappresentò uno dei tentativi più interessanti di coniugare l’organizzazione discreta tipica delle società iniziatiche con un progetto politico di emancipazione civile. Pur operando in clandestinità, essa perseguiva obiettivi chiaramente riconducibili alla tradizione illuministica e repubblicana, fungendo da luogo di elaborazione teorica e di coordinamento tra militanti impegnati nella difesa delle conquiste rivoluzionarie. Il richiamo a questa esperienza storica non implica una continuità diretta, ma possiede un valore simbolico e culturale. Esso evoca una stagione della storia europea in cui fraternità, emancipazione civile e aspirazione alla giustizia sociale furono al centro di un intenso fermento intellettuale e politico. In questo senso, il nome “Adelfia” richiama la memoria di quelle correnti di pensiero che hanno contribuito a plasmare l’idea moderna di cittadinanza, libertà e solidarietà tra gli esseri umani. Un fraterno augurio alla nuova Loggia Al Maestro Venerabile e a tutti i membri della R. L. “Adelfia” n. 182 all’Oriente di Milano, nella Valle dell’Olona, giunga il più caloroso triplice fraterno abbraccio e l’augurio di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2026-03-07 - Modified: 2026-03-07 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/loggia-massonica-sigillo-di-maat/ - Categorie: Comunicati La nuova Officina di Taranto riceve il numero 181 nella Valle del Galeso Siamo lieti di annunciare che la R. L. “Sigillo di Maat” all’Oriente di Taranto, nella Valle del Galeso, è entrata ufficialmente a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI). La nuova Officina ha acquisito il numero di matricola 181, entrando così a pieno titolo nella comunione delle Logge dell’Ordine. Il significato simbolico di Maat Il nome scelto dalla Loggia richiama Maat, una delle principali divinità dell’antico Egitto sin dall’Antico Regno. La dea rappresentava il principio dell’ordine cosmico, della giustizia e della verità, valori fondamentali per la stabilità dell’universo e della società. Nel corso della storia egizia, il culto di Maat si precisò sempre di più fino a divenire centrale nel Nuovo Regno, quando la dea fu considerata figlia del dio Ra e principio indispensabile dell’equilibrio universale. Come ricorda lo studioso Mario Tosi, senza Maat “il padre non può sopravvivere”, poiché la sua presenza garantisce l’armonia dell’intero cosmo. Analogamente, anche la stabilità dell’Egitto e la solidità del potere regale erano subordinate al rispetto di questo principio. Il faraone era considerato il fratello terrestre di Maat, e la sua autorità trovava legittimità proprio nella fedeltà ai valori di giustizia ed equità rappresentati dalla dea. Maat e l’amministrazione della giustizia Il legame tra Maat e il diritto era particolarmente forte. Non solo il faraone, ma anche coloro che amministravano la giustizia erano considerati suoi servitori. Non a caso, nell’antico Egitto i giudici erano spesso chiamati “sacerdoti di Maat”, a indicare il ruolo sacro della giustizia e dell’equilibrio sociale. Per rinnovare simbolicamente questo rapporto, il sovrano offriva periodicamente agli dèi una statuina della dea Maat, a testimonianza della continuità tra il proprio potere e i principi universali di verità e ordine. Il simbolo della piuma di Maat Nell’iconografia tradizionale, Maat è raffigurata come una donna che porta sul capo una piuma di struzzo, sostenuta da un nastro. La piuma rappresenta il simbolo più noto della dea ed è associata al concetto di verità e giustizia, tanto da essere utilizzata nel celebre rito della pesatura del cuore nell’aldilà egizio. Accanto alla piuma compare anche il geroglifico “met”, raffigurato come un trapezio rettangolo molto allungato. Questo segno poteva indicare un’unità di misura — il cubito — oppure il basamento del trono reale, derivato simbolicamente dalla collina primordiale da cui, secondo la cosmologia egizia, ebbero origine gli dèi e gli elementi della creazione. Un fraterno augurio alla nuova Loggia Al Maestro Venerabile e a tutti i membri della R. L. “Sigillo di Maat” n. 181 all’Oriente di Taranto, nella Valle del Galeso, giunga il più caloroso triplice fraterno abbraccio e l’augurio di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, nel segno dei principi di equilibrio, giustizia e armonia evocati dal nome della loro Officina. - Published: 2026-03-07 - Modified: 2026-03-09 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/le-tre-luci-di-loggia/ - Categorie: Blog Il concetto delle Tre Luci di Loggia rappresenta uno dei pilastri fondamentali della struttura simbolica, rituale e amministrativa della libera muratoria moderna. Questo studio si propone di esaminare la natura complessa di tale triade, composta dal Venerabile Maestro, dal Primo Sorvegliante e dal Secondo Sorvegliante, analizzandone l'origine storica, l'evoluzione terminologica e la funzione iniziatica all'interno del Tempio. Attraverso un approccio storico-critico, si distingueranno le radici operative legate ai cantieri medievali dalle successive stratificazioni speculative che hanno trasformato questi ruoli in allegorie filosofiche e cosmologiche. 1 Origine Storica delle Cariche nella Loggia La genesi della struttura gerarchica massonica non è un evento isolato, ma il risultato di una transizione secolare che ha visto le corporazioni dei costruttori (massoneria operativa) trasformarsi in società di pensiero (massoneria speculativa). Nei documenti più antichi, la configurazione delle cariche era meno articolata di quella attuale, riflettendo esigenze pratiche di cantiere più che necessità rituali complesse. 2 La Radice Operativa e i Manoscritti Antichi Nelle logge operative medievali, la figura centrale era quella del Maestro, spesso indicato come Master Mason o Magister. Il termine deriva dal latino magister, connesso alla radice indoeuropea mag-, che significa "il più grande" o "colui che dà forma". 4 Nei manoscritti massonici antichi, come il Manoscritto Regius (1390 circa) e il Manoscritto Cooke (1410 circa), il Maestro è il responsabile tecnico e morale del lavoro, colui che garantisce la qualità dell'edificio e la condotta dei lavoratori. 3 Il ruolo del Sorvegliante (Warden) appare inizialmente come un assistente del Maestro o come un supervisore incaricato dal committente (spesso la Chiesa o la Corona). Gli Statuti Schaw (1598-1599) in Scozia documentano già una gerarchia definita, dove il Warden assume responsabilità amministrative e giudiziarie sulla loggia, fungendo da collegamento tra i lavoratori e l'autorità civile o corporativa. 1 È interessante notare che in questa fase le "Luci" non erano intese come persone, ma spesso come elementi architettonici: i primi catechismi menzionano "tre finestre" poste a Oriente, Mezzogiorno e Occidente, destinate a illuminare simbolicamente il cantiere durante il corso solare. 1 La Transizione alla Massoneria Speculativa Il passaggio cruciale avviene tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII. Documenti come l'Edinburgh Register House MS (1696) mostrano che la cerimonia di ammissione era focalizzata sulla trasmissione di segreti verbali (segni e parole) piuttosto che su una drammaturgia luminosa. 1 Tuttavia, con la fondazione della Gran Loggia di Londra nel 1717, la struttura si formalizza. Le Costituzioni di Anderson del 1723 codificano definitivamente la triade delle cariche principali, stabilendo che ogni loggia deve essere governata da un Maestro e due Sorveglianti. 3 In questo periodo, la simbologia solare inizia a sovrapporsi alle funzioni amministrative. Le "Tre Luci" iniziano a identificarsi non più solo con le finestre fisiche della loggia, ma con gli ufficiali che occupano le posizioni corrispondenti al percorso del sole: l'alba (Oriente), il zenith (Mezzogiorno) e il tramonto (Occidente). 1 Questo spostamento segna la nascita della massoneria speculativa moderna, dove la luce non è più solo un ausilio per il lavoro fisico, ma un principio d'ordine interiore e cosmico. 1 Le Tre Luci di Loggia: Analisi Funzionale e Simbolica Le Tre Luci costituiscono il governo della loggia e sono responsabili della sua regolarità e dell'armonia dei lavori. Ogni carica è associata a una posizione spaziale, un gioiello distintivo (insegna) e un pilastro ideale. 7 Il Maestro Venerabile Il Venerabile Maestro (o Worshipful Master) siede all'Oriente, la direzione da cui proviene la luce solare e la conoscenza. Egli rappresenta la Sapienza (Wisdom), intesa come la capacità di ideare e progettare l'opera massonica. 9 Ruolo Rituale: Presiede tutte le cerimonie, apre e chiude i lavori e conferisce i gradi agli iniziati. La sua autorità è sacra e inviolabile nell'esercizio del magistero iniziatico. 4 Significato Simbolico: È associato al Sole che sorge per dare inizio al giorno. Sopra il suo scranno è spesso posto il Delta Luminoso con l'Occhio onniveggente, simbolo della sorveglianza divina o dell'ordine universale. 4 Gioiello: Il suo distintivo è la Squadra, strumento che permette di tracciare angoli di 90 gradi, simboleggiando la rettitudine morale e la capacità di armonizzare gli opposti. 12 In molti riti, egli utilizza anche la Spada Fiammeggiante, simbolo del potere di trasmettere l'influenza iniziatica. 7 Il Primo Sorvegliante Il Primo Sorvegliante siede all'Occidente, la direzione del tramonto. Egli rappresenta la Forza (Strength), necessaria per sostenere l'edificio e mantenere la disciplina. 9 Ruolo Rituale: Coadiuva il Maestro nel governo della loggia. Il suo compito specifico è assicurarsi che i lavoratori ricevano il loro "salario" (ovvero l'istruzione e il riconoscimento meritato) e che il tempio sia chiuso correttamente dopo il lavoro. 14 Significato Simbolico: Osserva il corso del sole e simboleggia la maturità dell'iniziato. È il guardiano della colonna del meridione, dove siedono i Compagni d'Arte. 4 Gioiello: Il suo distintivo è la Livella, simbolo dell'uguaglianza tra i fratelli e dell'equilibrio sociale e interiore che deve regnare nella loggia. 13 Il Secondo Sorvegliante Il Secondo Sorvegliante siede tipicamente al Mezzogiorno (Sud) o all'Occidente (a seconda del rito). Rappresenta la Bellezza (Beauty), finalizzata ad adornare l'opera e renderla sublime. 9 Ruolo Rituale: Ha la responsabilità diretta dell'istruzione degli Apprendisti. Egli osserva il sole al suo meridiano (zenith) e chiama i fratelli dal lavoro alla ricreazione e viceversa. 10 Significato Simbolico: È il primo ufficiale con cui l'apprendista entra in contatto gerarchico. Deve esercitare doti di ascolto e pazienza, guidando i neofiti nel passaggio dal mondo profano a quello dei simboli. 18 Gioiello: Il suo distintivo è il Filo a Piombo (o Perpendicolare), che invita alla ricerca della verità interiore e alla rettitudine verticale dello spirito. 13 UfficialePilastroGioielloFunzione SolarePosizioneVenerabile MaestroSapienzaSquadraSorgere del SoleOrientePrimo SorveglianteForzaLivellaTramonto del SoleOccidenteSecondo SorveglianteBellezzaFilo a PiomboSole al MeridianoMezzogiorno Disposizione Spaziale e Cosmologia del Tempio La loggia massonica è strutturata come un "lungo quadrato" (rettangolo) orientato da Est a Ovest, ricalcando le dimensioni del mondo conosciuto nell'antichità. 10 La disposizione delle Tre Luci crea un triangolo di governo che riflette l'ordine del macrocosmo nel microcosmo del tempio. L'Orientamento Solare La loggia è considerata una rappresentazione dell'universo. L'Oriente (Est) è il luogo della luce sorgente, l'Occidente (Ovest) è il luogo della materia e del limite, mentre il Meridione (Sud) è il punto di massima intensità energetica. 1 L'Oriente: Qui siede il Maestro, perché come il sole sorge a Est per aprire il giorno, così il Maestro apre la loggia per mettere i fratelli al lavoro. 1 Il Mezzogiorno: Il Secondo Sorvegliante occupa questa posizione perché il sole al meridiano rappresenta il momento della pausa (ricreazione). È in questa luce zenitale che si istruiscono i nuovi membri. 15 L'Occidente: Il Primo Sorvegliante siede qui per osservare il sole che tramonta, segnando la fine del lavoro e la chiusura protetta del tempio. 1 La Geometria del Lavoro Questa disposizione spaziale non è solo estetica, ma regola il flusso della parola e del lavoro. In molti riti, come il Rito Scozzese Antico ed Accettato, la circolazione della parola segue un percorso preciso che tocca i tre ufficiali, garantendo che ogni decisione sia filtrata dalla Sapienza, sostenuta dalla Forza e adornata dalla Bellezza. 9 La loggia si regge simbolicamente su tre pilastri, e la mancanza o l'assenza di uno dei tre ufficiali invalida la "giustizia e perfezione" del lavoro rituale. 10 Interpretazioni Simboliche e Filosofiche Oltre alla funzione operativa, le Tre Luci sono state oggetto di profonde interpretazioni esoteriche e filosofiche, in particolare durante il periodo d'oro dell'illuminismo e del romanticismo massonico. La Triade della Conoscenza In un'ottica gnoseologica, le Tre Luci rappresentano i tre stadi della conoscenza umana. Il Secondo Sorvegliante (Bellezza) corrisponde alla percezione sensibile e all'attrazione per l'armonia; il Primo Sorvegliante (Forza) alla volontà applicata e alla disciplina morale; il Venerabile Maestro (Sapienza) all'intelletto puro e alla comprensione delle leggi universali. 9 Karl Krause, filosofo tedesco del XIX secolo, ha interpretato le Tre Luci come ideali di benevolenza universale. Per Krause, il Sole (Maestro) simboleggia la gioia e l'illuminazione mentale, mentre la Luna e il Maestro di Loggia completano una triade di "Luci Minori" che guidano l'umanità verso il suo destino di realizzazione morale e spirituale. 21 Analogie Cosmologiche e Alchemiche Molte tradizioni massoniche collegano le Tre Luci ai principi alchemici o alle Sephirot della Cabala. Il numero tre, sacro ai massoni, richiama la triplice natura dell'uomo (corpo, anima, spirito) e le tre dimensioni del tempo (passato, presente, futuro). 8 Venerabile Maestro: Associato al principio attivo, al fuoco filosofico e alla Sephira Kether o Hokhmah (Sapienza). 22 Primo Sorvegliante: Associato alla stabilità, alla terra e alla forza necessaria per la manifestazione. 9 Secondo Sorvegliante: Associato alla fluidità, all'acqua e alla Sephira Binah (Intelligenza/Comprensione) o all'espressione artistica della divinità. 22 Differenze tra i Principali Riti Massonici La flessibilità della tradizione massonica ha prodotto diverse varianti nella disposizione e nella funzione delle Tre Luci, riflettendo le sensibilità culturali dei paesi in cui si sono sviluppati i riti. Rito Scozzese Antico ed Accettato (RSAA) Il RSAA è il rito più diffuso in Italia (ad esempio nel Grande Oriente d'Italia). In questo sistema, le Tre Luci formano un triangolo equilatero spaziale: il Maestro a Oriente, il Primo Sorvegliante a Ovest e il Secondo Sorvegliante a Sud. 14 Insegne: Le colonne sulle cattedre degli ufficiali sono mobili. Durante il lavoro, la colonna del Maestro (Saggezza) e quella del Primo Sorvegliante (Forza) sono erette, mentre quella del Secondo Sorvegliante (Bellezza) viene abbassata durante la ricreazione, indicando il cambio di stato della loggia. 14 Luci: Vengono accesi tre candelabri posti su tre piccoli pilastri al centro della loggia. 14 Rito Emulation (Inghilterra) Il Rito Emulation è caratterizzato da una sobrietà rituale e una precisione verbale estrema. Disposizione: Simile al RSAA per quanto riguarda le posizioni cardinali, ma con una maggiore enfasi sulle funzioni amministrative degli ufficiali. 11 Gioielli: Il Primo Sorvegliante indossa la Livella e il Secondo Sorvegliante il Filo a Piombo, ma i rituali pongono molta enfasi sul fatto che il Secondo Sorvegliante sia incaricato di "governare i fratelli durante il tempo della ricreazione". 11 Rito York (USA) Negli Stati Uniti, il Rito York presenta alcune varianti interessanti. Le cariche di loggia (Blue Lodge) sono simili, ma la progressione nei gradi successivi (Arco Reale, Criptico) scompone e ricompone la triade delle luci in nuovi ufficiali, come il Sommo Sacerdote, il Re e lo Scriba, ognuno con simbolismi solari e teologici specifici. 24 Una differenza notevole è l'uso intensivo dei Diaconi (Primo e Secondo) come messaggeri tra il Maestro e i Sorveglianti, funzione che in Europa è meno marcata. 13 Rito Francese (Moderno) Il Rito Francese, nato nel XVIII secolo, conserva una caratteristica che lo distingue nettamente: entrambi i Sorveglianti siedono all'Occidente, ai due lati della porta d'ingresso. 27 Logica: In questa configurazione, i Sorveglianti agiscono come custodi della soglia. Essi proteggono il tempio e preparano i fratelli prima che questi possano volgere lo sguardo verso la luce dell'Oriente. Simbolismo: Le tre "Grandi Luci" in questo rito sono spesso identificate direttamente con il Sole, la Luna e il Venerabile, richiamando la struttura descritta nei primi catechismi come Masonry Dissected. 1 Le Tre Luci nella Letteratura Massonica La letteratura massonica ha approfondito il concetto delle luci distinguendo tra "Luci Maggiori", "Luci Minori" e "Luminari", termini che spesso vengono confusi ma che hanno significati distinti. 1 Grandi Luci vs Piccole Luci Secondo la tradizione più comune (consolidatasi nel XVIII secolo), le Tre Grandi Luci sono il Libro della Legge Sacra, la Squadra e il Compasso. Esse non sono persone, ma oggetti che rappresentano il fondamento spirituale e morale della loggia. 1 Le Tre Piccole Luci (o Luci Minori) sono invece i tre candelabri che illuminano l'Ara o, per estensione, i tre ufficiali stessi (Maestro e Sorveglianti). 1 L'interpretazione di Albert Mackey e della scuola anglosassone Albert Mackey, nelle sue enciclopedie massoniche, sottolinea come le luci si riferiscano alle "stazioni del sole": il suo sorgere a Est, il suo meridiano a Sud e il suo tramonto a Ovest. Questa triade solare è necessaria per preservare il simbolismo della loggia come immagine del mondo. 5 Altri autori, come Oswald Wirth, hanno enfatizzato il carattere dinamico di queste cariche, vedendole come una rappresentazione dell'energia vitale che attraversa l'iniziato nel suo percorso di perfezionamento. 8 Dinamiche Rituali: L'Apertura e la Chiusura dei Lavori La funzione delle Tre Luci emerge con massima chiarezza durante i momenti liminali del rituale: l'apertura e la chiusura della loggia. Questi atti non sono semplici procedure burocratiche, ma cerimonie di "costruzione" del tempo sacro. 14 Il Dialogo Rituale L'apertura inizia sempre con un interrogatorio del Maestro verso i Sorveglianti. Il Maestro chiede al Primo Sorvegliante di assicurarsi che tutti i presenti siano massoni regolari. Il Primo Sorvegliante delega spesso questo compito al Secondo Sorvegliante, che controlla fisicamente o visivamente i segni dei fratelli nelle colonne. 15 Questo flusso di comando dall'Oriente verso il Mezzogiorno e l'Occidente crea una "rete di sicurezza" simbolica che garantisce che il tempio sia "al coperto", ovvero protetto da sguardi profani. 13 Conclusione Lo studio delle Tre Luci di Loggia rivela come la Massoneria abbia saputo trasformare cariche amministrative e funzionali in potenti strumenti simbolici di trasformazione individuale e sociale. Dalle umili origini nei cantieri medievali, dove il Maestro e i suoi assistenti garantivano la stabilità di cattedrali di pietra, siamo giunti a una struttura speculativa raffinata in cui queste figure rappresentano le potenze archetipiche della Sapienza, della Forza e della Bellezza. 1 La triade degli ufficiali di loggia non è solo un metodo di governo, ma un promemoria costante della necessità di equilibrio. Un governo basato solo sulla Sapienza sarebbe astratto; uno basato solo sulla Forza sarebbe tirannico; uno basato solo sulla Bellezza sarebbe fatuo. È la loro interazione armoniosa, simboleggiata dal triangolo delle luci, a permettere alla Massoneria di perseguire il suo obiettivo di "edificare templi alla virtù". 15 Le Tre Luci di Loggia insegnano che ogni opera umana, per essere duratura e significativa, deve essere concepita con intelligenza, realizzata con vigore e rifinita con armonia. Per l'accademico, queste cariche rappresentano un affascinante caso di studio sulla persistenza del pensiero simbolico nell'età moderna; per l'iniziato, esse sono la bussola che orienta il lavoro quotidiano verso la "Vera Luce". 21 Bibliografia Light in Freemasonry: from the Lights of the Lodge to the Reception of Light - Nos Colonnes, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. nos-colonnes. com/en/blogs/our-items/lumiere-franc-maconnerie Storia - Schweizerische Grossloge Alpina, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://freimaurerei. ch/it/storia/ Antichi Doveri - Grande Oriente d'Italia - Sito Ufficiale, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. grandeoriente. it/chi-siamo/antichi-doveri/ ALLA SCOPERTA MASSONERIA - IRIS-AperTO, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://iris. unito. it/retrieve/721ca443-2277-4920-9999-ce15d2b51942/alla%20scoperta. pdf Full text of "Volume 2... 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Collection of words from Freemasons, concerning tools and elements - ResearchGate, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. researchgate. net/publication/382637560_Symbolism_of_the_Masonic_tools_and_elements_of_the_Alpha_Omega_triptych_The_Sephirot_present_in_the_Tracing_Board_Collection_of_words_from_Freemasons_concerning_tools_and_elements tavola differenze GOL GLDI - Jimdo, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://storage. e. jimdo. com/file/79ee1299-ae98-46fa-901a-670d924e399c/tavola%20differenze%20GOL%20GLDI. pdf York Rite Overview - North Raleigh Masonic Lodge, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. jjcrowder743. com/yorkrite. html What's the difference between Scottish Rite and York Rite? - Quora, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. quora. com/Whats-the-difference-between-Scottish-Rite-and-York-Rite York Rite vs. Scottish Rite Differences | PDF | Fraternities | Titles - Scribd, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. scribd. com/document/955323658/Difference-between-the-York-Rite-and-the-Scottish-Rite Il Rito Francese nelle prime Logge del GOI dopo l'Unità - Issuu, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://issuu. com/gianmichelegalassi/docs/hiram_web_n1_2020/s/10689870 Mackey's Encyclopedia of Freemasonry - A, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. phoenixmasonry. org/mackeys_encyclopedia/a. htm Rituale Apprendista Finale PDF - Scribd, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://it. scribd. com/document/324543548/Rituale-Apprendista-Finale-pdf Masonic Dictionary | Washington Lodge No. 20 - WLN20, accesso eseguito il giorno marzo 7, 2026, https://www. wln20. org/masonic-dictionary - Published: 2026-01-01 - Modified: 2026-01-01 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/spada-fiammeggiante-maestro-venerabile/ - Categorie: Blog Un simbolo tra stratificazione storica e costruzione rituale La spada fiammeggiante costituisce uno dei simboli più complessi e stratificati della tradizione massonica europea. A differenza degli strumenti direttamente derivati dall’arte muratoria – squadra, compasso, livella – essa non proviene dal mestiere operativo, ma si colloca all’incrocio tra tradizione biblica, cultura militare rinascimentale e costruzione rituale della massoneria speculativa tra XVII e XIX secolo. La sua presenza nei rituali non è il risultato di una trasmissione lineare né di un’eredità uniforme, ma l’esito di un processo storico composito, che riflette le trasformazioni culturali dell’Europa moderna: il passaggio dal mondo simbolico medievale alla sensibilità rinascimentale, e da questa all’orizzonte filosofico dell’Illuminismo. In questo senso, la spada fiammeggiante non può essere compresa come un semplice “oggetto rituale”, bensì come un dispositivo simbolico che incorpora concezioni del potere, dell’autorità, della conoscenza e della soglia tra sacro e profano. Un’analisi storica rigorosa impone pertanto di distinguere con precisione i diversi strati che ne hanno determinato l’evoluzione: la materialità delle spade a lama ondulata diffuse nell’Europa rinascimentale; l’archetipo biblico del cherubino custode; l’adozione e la rielaborazione rituale all’interno della massoneria continentale, in particolare francese e italiana, in un contesto culturale radicalmente distinto da quello inglese. Solo attraverso questa lettura stratigrafica è possibile restituire alla spada fiammeggiante il suo significato storico autentico, sottraendola tanto alle semplificazioni esoteriche quanto alle ricostruzioni anacronistiche che ne hanno spesso deformato l’origine. Le spade con lama ondulata nella storia militare europea Un secondo, fondamentale strato nella genealogia della spada fiammeggiante massonica va ricercato nella storia militare europea del Rinascimento, e in particolare nella diffusione delle spade a lama ondulata, il cui profilo sinuoso evocava visivamente il movimento della fiamma. Tra il XV e il XVI secolo, in diversi contesti europei compaiono armi note con denominazioni affini: Flammenschwert in area germanica, flamberge in Francia, flambard in ambito anglosassone. La forma ondulata della lama non rispondeva soltanto a un’esigenza estetica, ma rifletteva una concezione simbolica della violenza armata tipica dell’epoca rinascimentale, in cui l’arma non era mai un semplice strumento, bensì un segno visibile di autorità, potenza e distinzione. Le più celebri tra queste spade furono i Zweihänder tedeschi, enormi spade a due mani impiegate dai Landsknechte, mercenari professionisti attivi tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento. Brandite dai Doppelsöldner, soldati d’élite pagati il doppio per combattere in prima linea, queste armi avevano una funzione tanto pratica quanto intimidatoria. La lama ondulata, pur non offrendo un vantaggio decisivo nel taglio rispetto a una lama dritta, produceva vibrazioni irregolari all’impatto e amplificava l’effetto psicologico dello scontro. Con il progressivo declino della cavalleria pesante e l’affermazione delle armi da fuoco, le spade a lama fiammeggiante persero la loro centralità bellica. Tra XVII e XVIII secolo, esse sopravvissero soprattutto in contesti cerimoniali, duellistici e simbolici, trasformandosi da strumenti di guerra in oggetti di rappresentazione. È in questa fase che la spada ondulata inizia a caricarsi di significati ulteriori: non più soltanto arma, ma emblema visivo del potere, della soglia e del controllo dello spazio. È cruciale sottolineare che le spade fiammeggianti adottate successivamente nei rituali massonici non sono la prosecuzione diretta delle flamberge militari rinascimentali. Si tratta piuttosto di repliche decorative, prodotte a partire dal XVIII secolo per un uso esclusivamente cerimoniale. La loro funzione non è colpire, ma mostrare; non ferire, ma significare. Questo passaggio dall’arma reale all’oggetto simbolico rappresenta una trasformazione tipica della cultura illuminista, che rielabora la materialità del passato per inserirla in nuovi sistemi di senso. In questa prospettiva, la spada fiammeggiante massonica si colloca pienamente nella continuità culturale europea: eredita dal Rinascimento la forma, ma ne sovverte la funzione, preparando il terreno a una successiva reinterpretazione rituale e filosofica. La matrice biblica: il cherubino e la spada di fuoco Dopo aver considerato la dimensione materiale e storica delle spade a lama ondulata, è necessario esaminare il secondo grande strato simbolico della spada fiammeggiante: la sua matrice biblica, radicata nel racconto della Genesi. Nel capitolo 3, versetto 24, il testo biblico descrive l’espulsione di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden e l’istituzione di una soglia invalicabile: Dio pose a oriente del giardino i cherubini e una spada di fuoco guizzante, per custodire la via dell’albero della vita. Nella tradizione ebraico-cristiana, i cherubini non sono figure decorative o angeliche in senso sentimentale, ma custodi armati della presenza divina. Essi delimitano lo spazio del sacro, impedendo l’accesso non autorizzato a ciò che è riservato, separando il mondo profano dalla dimensione della pienezza originaria. La spada fiammeggiante non colpisce: vibra, ruota, arde, rendendo impossibile qualsiasi attraversamento illegittimo. È fondamentale sottolineare che, da un punto di vista storico, la massoneria non eredita direttamente questo simbolo dal Medioevo. Al contrario, lo recupera in epoca moderna, attraverso una lettura filtrata dalla cultura rinascimentale e successivamente illuminista, in cui la Bibbia viene interpretata non soltanto come testo teologico, ma come archivio simbolico universale. Nel Rinascimento, il tema del guardiano armato della soglia conosce una nuova fortuna iconografica. Il cherubino con la spada di fuoco diventa una figura liminale, posta tra conoscenza e interdizione, tra luce e perdita. Questa immagine, profondamente ambigua, esercita un fascino particolare sugli ambienti eruditi europei dei secoli XVII e XVIII, che vi leggono non tanto una condanna quanto una condizione: l’accesso alla conoscenza non è negato, ma regolato. È in questo senso che la massoneria speculativa, nel momento in cui costruisce il proprio linguaggio rituale, si appropria della spada fiammeggiante come simbolo di custodia iniziatica. La spada non rappresenta la violenza divina, bensì il principio secondo cui la conoscenza autentica richiede una soglia, una prova, un ordine. Non si tratta di un residuo arcaico, ma di una scelta coerente con la visione illuminista di un sapere progressivo, riservato a chi è disposto a trasformarsi. La spada fiammeggiante massonica nasce dunque dall’incontro tra forma rinascimentale (la lama ondulata) e archetipo biblico (la spada che custodisce), ma viene completamente rielaborata all’interno di una nuova economia simbolica. Essa non protegge più un Eden perduto, bensì uno spazio rituale costruito, il Tempio massonico, che si configura come luogo di lavoro morale, filosofico e civile. Dal custode alla soglia: il Copritore e la prima funzione rituale della spada Nella massoneria speculativa delle origini, la prima funzione documentata della spada non è legata all’autorità interna della loggia, bensì alla custodia della soglia. In questo contesto emerge la figura del Tyler — il Copritore — ufficiale incaricato di vigilare sull’accesso al luogo dei lavori, impedendo l’ingresso ai profani e garantendo la riservatezza dell’assemblea. È importante chiarire che questa funzione si struttura prima di qualsiasi sistema rituale pienamente standardizzato. Le prime attestazioni del Copritore armato compaiono nei verbali inglesi degli anni Trenta del Settecento, in particolare nell’ambiente della Premier Grand Lodge of England, ma ciò non autorizza a considerarla un’esclusiva inglese né, tantomeno, un modello originario da cui tutto deriverebbe. La presenza di un guardiano armato all’ingresso di un’assemblea iniziatica è infatti un topos europeo ben più antico, attestato nelle confraternite tardo-medievali, nelle accademie rinascimentali e nelle società iniziatiche di matrice cavalleresca. La massoneria moderna eredita questa funzione di soglia, adattandola a un nuovo contesto simbolico. Nelle logge inglesi del XVIII secolo, il Copritore porta una spada prevalentemente decorativa, spesso caratterizzata da una lama ondulata, chiaramente ispirata all’immaginario della spada fiammeggiante biblica. Tuttavia, il suo ruolo resta esterno: egli non presiede, non governa, non trasmette. La spada serve a separare, non a irradiare. Questa distinzione è essenziale. Nella tradizione inglese, anche nelle sue evoluzioni successive, la spada rimane legata alla protezione fisica e simbolica dell’ingresso, mentre l’autorità rituale del Maestro si esprime attraverso altri strumenti, primo fra tutti il maglietto. La spada non entra nel cuore della dinamica iniziatica. La svolta continentale: dalla custodia alla funzione iniziatica È nel contesto continentale europeo, e in particolare nella Francia della prima metà del XVIII secolo, che la spada subisce una trasformazione concettuale e rituale decisiva. Le prime logge francesi, attive già a partire dagli anni Venti del Settecento, non si limitano a riprodurre modelli londinesi, ma si sviluppano in un ambiente culturale profondamente diverso, segnato dalla presenza di esuli giacobiti, da una forte tradizione aristocratica e da un immaginario cavalleresco ancora vivo. In queste logge, la spada non è un oggetto estraneo al lavoro rituale. Essa appartiene all’orizzonte sociale dei loro membri: ufficiali, nobili, militari, uomini per i quali portare la spada non è un gesto simbolico, ma una pratica ordinaria. Di conseguenza, l’arma viene progressivamente integrata nel linguaggio rituale non solo come strumento di protezione, ma come segno visibile di autorità morale e simbolica. A differenza della tradizione inglese, in cui la spada resta confinata alla funzione periferica del Copritore, le logge continentali tendono a interiorizzare il simbolo. La spada entra nel Tempio, si avvicina al centro dei lavori, e viene progressivamente sottratta alla sola logica della custodia per assumere una funzione ordinatrice e regolativa. Questo processo è particolarmente evidente negli ambienti che, a partire dagli anni Trenta e Quaranta del Settecento, daranno origine ai sistemi rituali detti “scozzesi”, sviluppatisi quasi esclusivamente sul continente europeo. In tale contesto, la spada non rappresenta più soltanto la separazione tra profano e iniziato, ma diventa il segno di una autorità che struttura il lavoro rituale, ne garantisce l’ordine e ne legittima la trasmissione. È una trasformazione lenta, non codificata in un atto fondativo preciso, ma riconoscibile come una tendenza storica coerente: la spada si emancipa dalla soglia e si prepara a diventare uno strumento interno al processo iniziatico. Dalla spada d’autorità alla spada di luce: il Venerabile e la rielaborazione illuminista Tra la seconda metà del XVIII secolo e l’inizio del XIX, la spada fiammeggiante conosce la sua definitiva rielaborazione simbolica, che coincide con la maturazione della massoneria continentale come istituzione filosofica e civile. In questo periodo, segnato dall’Illuminismo europeo, la funzione del Maestro Venerabile viene progressivamente ridefinita: non più semplice primus inter pares o garante dell’ordine formale, ma depositario temporaneo di un’autorità di natura simbolica e pedagogica. È in questo contesto che la spada fiammeggiante viene stabilmente associata alla funzione del Venerabile, in particolare all’interno dei sistemi rituali di matrice scozzese sviluppatisi in Francia e successivamente diffusi in Europa. A differenza della tradizione inglese, dove l’autorità del Maestro si esprime quasi esclusivamente attraverso il maglietto, nei riti continentali la spada assume un valore distinto e complementare: essa non governa il tempo dei lavori, ma regola lo spazio simbolico e la trasmissione iniziatica. La lama ondulata, ormai svincolata da qualsiasi funzione bellica, viene reinterpretata come immagine visiva della luce in movimento, della conoscenza che non colpisce ma attraversa. Il gesto del Venerabile che impugna la spada fiammeggiante durante i momenti centrali del rituale – in particolare nelle cerimonie di iniziazione – non richiama l’atto del giudizio, bensì quello dell’orientamento. La spada non punisce né minaccia: indica, delimita, consacra. Questa trasformazione riflette pienamente la sensibilità illuminista, per la quale l’autorità non deriva dalla forza, ma dalla legittimità razionale e morale. La spada fiammeggiante diventa così il simbolo di un potere che si esercita senza coercizione, fondato sul riconoscimento e non sulla sottomissione. In tal senso, essa rappresenta una traduzione rituale del principio illuminista secondo cui la conoscenza deve essere trasmessa, non imposta. Non è un caso che questa rielaborazione trovi il suo pieno compimento in ambito francese, dove la massoneria si dota precocemente di strutture centralizzate e di una visione esplicitamente civile e progressiva, come avverrà con la nascita del Grande Oriente di Francia nel 1773. In questo quadro, la spada fiammeggiante del Venerabile si configura come emblema di una sovranità simbolica limitata, temporanea e responsabile, esercitata non in nome di un potere trascendente, ma al servizio del lavoro collettivo e dell’edificazione morale dell’uomo. La spada fiammeggiante cessa così definitivamente di essere un’arma, persino nel senso simbolico tradizionale. Essa diventa un linguaggio rituale condensato, in cui convergono l’eredità rinascimentale della forma, la memoria biblica della soglia e l’ethos illuminista della luce come principio ordinatore. È in questa sintesi, pienamente moderna ed europea, che il simbolo trova il suo significato più maturo. Visione storica: la spada fiammeggiante come costruzione simbolica della modernità europea La spada fiammeggiante, così come si presenta nella ritualità massonica tra XVIII e XIX secolo, non può essere compresa come un simbolo “originario” né come il residuo di una tradizione arcaica conservatasi intatta nel tempo. Essa è piuttosto il risultato di una costruzione storica progressiva, tipica della cultura europea moderna, nella quale materiali, immagini e testi provenienti da epoche differenti vengono riorganizzati all’interno di un nuovo sistema di significato. Il primo elemento che emerge dall’analisi è la discontinuità funzionale. Le spade a lama ondulata appartengono inizialmente alla cultura militare del Rinascimento, in un contesto in cui l’arma svolge una funzione pratica ma anche fortemente rappresentativa. Con il declino della guerra cavalleresca e la trasformazione delle pratiche belliche, queste armi perdono progressivamente il loro ruolo operativo e sopravvivono come oggetti cerimoniali. È in questa fase che la spada diventa disponibile a una rielaborazione simbolica: privata della necessità di colpire, essa può iniziare a significare. A questa base materiale si sovrappone una seconda dimensione, di natura testuale e iconografica: la tradizione biblica della spada di fuoco posta a custodia dell’Eden. La modernità europea, soprattutto tra Rinascimento e Illuminismo, non utilizza il testo biblico come fonte normativa esclusiva, ma come repertorio simbolico. Il cherubino armato non è più letto come figura di una condanna eterna, bensì come emblema della soglia, del limite e della condizione necessaria per l’accesso alla conoscenza. La spada, in questo senso, non nega l’ingresso, ma lo rende significativo. La massoneria speculativa si inserisce pienamente in questa dinamica culturale. Nel momento in cui costruisce i propri rituali, essa non inventa simboli ex novo, ma seleziona e riorganizza elementi già presenti nell’immaginario europeo, assegnando loro una funzione coerente con il proprio progetto filosofico. La spada fiammeggiante viene così sottratta sia alla logica della guerra sia a quella della mera interdizione religiosa, per essere integrata in un dispositivo rituale di ordinamento. Il passaggio decisivo avviene quando la spada viene stabilmente associata alla funzione del Venerabile. In questa posizione, essa non rappresenta un potere personale, né una supremazia gerarchica nel senso politico del termine, ma una autorità temporanea e simbolica, legata alla responsabilità di guidare il lavoro rituale. La spada non colpisce, non giudica, non punisce: orienta, delimita, consacra. È il segno visibile di un ordine che non si impone con la forza, ma si mantiene attraverso il riconoscimento condiviso. In questo senso, la spada fiammeggiante riflette pienamente la sensibilità illuminista. La fiamma non è distruzione, ma luce; la lama non è violenza, ma discernimento. Il simbolo condensa l’idea che la conoscenza autentica richieda disciplina, gradualità e responsabilità, e che l’autorità legittima non derivi dalla coercizione, bensì dalla funzione esercitata all’interno di un quadro comune di senso. Considerata nel suo insieme, la spada fiammeggiante appare dunque come un oggetto-sintesi della modernità europea: forma rinascimentale, archetipo biblico, funzione rituale moderna. La sua presenza nei rituali massonici non testimonia una sopravvivenza del passato, ma la capacità, tipicamente moderna, di trasformare la memoria storica in linguaggio simbolico operativo. È in questa trasformazione – più che in qualsiasi pretesa di origine unica – che risiede il suo autentico significato storico. Fonti Encyclopedia of Freemasonry – “Flaming Sword” (Universal Freemasonry, da Mackey) La Sacra Bibbia, Genesi 3:24 (Diodati 1821; Nuova Riveduta) James Anderson, The Constitutions of the Free-Masons (1723) Founding of the Grand Lodge of England (1717) Ars Quatuor Coronatorum, vol. 47 Ars Quatuor Coronatorum, vol. 49 Ars Quatuor Coronatorum, vol. 43 (1930) Ars Quatuor Coronatorum, vol. 37 (1924) Stuart Masonic Influence in France English Masonic Influence in France Andrew Michael Ramsay, Discours (1736) A Short History of Freemasonry to 1730 (G. P. G. Knoop) History and Development of the Masonic Ritual - Published: 2025-12-21 - Modified: 2025-12-21 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-loggia-massonica-entra-nellomti-la-r%e2%88%b4l%e2%88%b4-labindo-n-180-allor%e2%88%b4-di-aulla-la-spezia/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. “Labindo” all’Or∴ di Aulla – La Spezia, nella Valle del Magra, è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano; la nuova Officina ha acquisito il numero 180 di matricola. Labindo Arsinoetico è il nome arcadico di Giovanni Fantoni, poeta e rivoluzionario, nato nel 1755 a Fivizzano, da una nobile famiglia comitale, imparentata con i marchesi De Silva della Bandinella. Essendo il terzo genito, il padre pensò di avviarlo alla vita ecclesiastica; perciò, fu inviato prima in convento e quindi in un collegio degli Scolopi. Il ragazzo, tuttavia, ribelle e dotato di forte spirito critico, si rivelò inadatto a indossare l’abito talare. I genitori cercarono allora di fargli intraprendere la carriera militare ma i risultati furono ugualmente deludenti. In compenso Giovanni, intelligente, colto e portato alla poesia, fu ammesso all’Accademia dell’Arcadia, dove assunse il nome di Labindo Arsinoetico. Divenne così un poeta celebrato, ma anche un personaggio visto con sospetto dai ben pensanti per la sua vita errabonda, l’attitudine a contrarre debiti e l’abilità nel conquistare cuori femminili. Una relazione anonima, inviata al governo genovese lo descrisse in tal modo: “Questo è assai giovine e di maniere seducenti, onde è idolatrato dai giovani suoi contemporanei, e anche dalle dame le più forbite, con le quali usa carezze inusitate presso di noi e condannate dai virtuosi. Le sue massime sono perniciose, e contrarie alla buona morale. Queste quanto più si bevono facilmente, perché sono legate in versi leggiadri e lascivi, e quanto un soggetto mostra un genio e talenti straordinari per la poesia”. Il padre Lodovico, disperato per avere un figlio poco assennato, lo fece rientrare nella natia Fivizzano dove la vicinanza di Carlo Emanuele Malaspina, l’ultimo marchese di Fosdinovo, lo avvicinò alle idee illuministe, alle quali si convertì definitivamente con il soggiorno a Napoli del 1785 al 1788. Nella capitale del più vasto stato italiano strinse rapporti di amicizia con Domenico Cirillo, Mario Pagano e altri importanti studiosi e intellettuali, inoltre entrò in Massoneria, essendo “ricevuto” dalla celebre loggia “La Vittoria” nella Valle del Sebeto. In seguito, abbracciò le idee repubblicane e giacobine, partecipò ai moti di Reggio Emilia, di Bologna, di Milano e alla difesa di Genova. Deluso dalla deriva autoritaria del Direttorio, entrò nel 1798 nella società segreta dei Raggi ed ebbe probabilmente rapporti col grande rivoluzionario Filippo Buonarroti. Il suo pensiero politico è interessante, caratterizzato da intuizioni particolarmente avanzate, come l’importanza della propaganda e dell’educazione delle masse, da attuarsi attraverso un percorso d’istruzione aperto a tutti; riteneva, inoltre, fondamentale diffondere, soprattutto fra i giovani, gli ideali repubblicani, impostati su una struttura democratica, priva di compromessi. Morì a Fivizzano nel palazzo di famiglia dove era nato e cresciuto il 1° novembre del 1807, forse a seguito di febbre tifoidee. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Labindo” all’Or∴ di Aulla – La Spezia, n. 180, nella Valle del Magra, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-12-04 - Modified: 2025-12-04 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/maestro-venerabile-ruolo-funzioni-massoneria/ - Categorie: Blog Prima di soffermarsi sulla figura del Maestro Venerabile, occorre ricordare la realtà da cui essa deriva: la Loggia, che è l’unità fondamentale della Massoneria. Nella lunga storia dell’Istituzione, la Loggia è sempre stata il luogo in cui si apprende, si lavora e ci si trasforma; è il laboratorio morale e simbolico in cui ogni iniziato costruisce sé stesso. Il Maestro Venerabile è, per antica consuetudine, l’organo che incarna questa funzione collettiva: guida i lavori, garantisce la regolarità delle forme, custodisce lo spirito dell’Ordine. La sua figura, oggi spesso percepita come una “carica”, nasce invece come funzione operativa. Nelle corporazioni medioevali, il Maestro era letteralmente colui che sapeva e sapeva fare, responsabile della qualità dell’opera, dell’istruzione degli apprendisti e della coesione della Compagnia. La Massoneria speculativa eredita questa struttura, rielaborandola in chiave morale. Il Maestro Venerabile come guida Il Maestro Venerabile non è un capo nel senso profano del termine: non governa una comunità, ma orienta un cammino. La sua prima responsabilità è garantire l’armonia dei lavori, la corretta applicazione dei rituali, il rispetto delle tradizioni. Non impone, ma indica. Non dirige, ma coordina. Nella simbologia massonica incarna la Saggezza, la prima delle tre Luci, e con essa la capacità di vedere nel giusto ordine il lavoro della Loggia. La sua guida non è autoritaria: è discreta, equilibrata, capace di leggere i tempi interni della comunità e di ciascun Fratello. Il Maestro Venerabile come custode Ogni Loggia ha una sua storia, un suo stile, un suo ritmo. Il Maestro Venerabile ne è il custode, non il proprietario. A lui spetta il compito di mantenere viva la tradizione, di assicurare la dignità dei lavori, di vegliare sull’ingresso dei profani, sui passaggi, sulle elevazioni. La sua autorità è simbolica e deriva dall’ufficio: non appartiene alla persona, ma al ruolo che la Loggia gli ha affidato. Essere custode significa anche preservare lo spirito dell’istituzione: la serenità dei rapporti, la qualità del lavoro, la riservatezza delle comunicazioni, la correttezza del comportamento massonico. Il Maestro Venerabile come educatore Tra tutte le funzioni del Maestro Venerabile, questa è forse la più trascurata e la più essenziale: educare. Non si tratta di fare lezioni, ma di offrire un esempio; non di spiegare, ma di mostrare; non di correggere, ma di favorire la maturazione di ciascun Fratello secondo il proprio tempo interiore. Un Maestro Venerabile educa: valorizzando le Tavole e il lavoro di Loggia; ascoltando più di quanto parli; stimolando i giovani Maestri ad assumere responsabilità; armonizzando senza soffocare; permettendo a ciascuno di trovare la propria postura iniziatica. La sua presenza deve essere una garanzia, non un ostacolo. La nota storica: l’origine del terzo grado Un dato spesso ignorato, ma fondamentale per comprendere l’evoluzione del ruolo, è che nelle prime Logge speculative esistevano solo due gradi: Apprendista ed e Compagno. Il Maestro non era un grado: era un ufficio. Il Maestro della Loggia era eletto e sedeva a Oriente come responsabile del lavoro rituale e amministrativo. Con l’introduzione della durata a termine della carica, sorse un problema: il Maestro uscente, avendo retto la Loggia, non poteva logicamente tornare Compagno. Per evitare questa regressione fu istituito il terzo grado, che riconosceva una maturità iniziatica stabile e permetteva di mantenere una continuità nell'esercizio delle responsabilità. Il grado di Maestro nacque, dunque, per ragioni storico-istituzionali prima che simboliche: fu una soluzione pratica che, nel tempo, acquisì un valore morale e spirituale più ampio. Le virtù richieste al Maestro Venerabile Ogni Maestro Venerabile porta con sé il proprio carattere, la propria formazione, il proprio stile. Tuttavia, l’Istituzione richiede alcune qualità senza le quali l’ufficio rischia di perdere la sua funzione: Saggezza, per discernere il bene della Loggia; Prudenza, per scegliere i tempi e i modi più opportuni; Giustizia, per non cadere in preferenze e parzialità; Mitezza, per esercitare l’autorità senza autoritarismo; Umiltà, per ricordare che l’ufficio è temporaneo e non appartiene alla persona. Lascito e significato Il Maestro Venerabile non possiede la Loggia: la serve. È chiamato a custodire, guidare ed educare, sapendo che il suo compito, per quanto visibile durante il mandato, produrrà i suoi frutti più veri nel tempo, quando altri Maestri continueranno il lavoro da lui avviato. La misura più fedele della sua opera è semplice: lasciare la Loggia più unita, più consapevole e più armoniosa di come l’ha trovata. Un Maestro Venerabile passa; la Loggia resta. Ma, se ha agito con saggezza, una parte del suo stile rimane nel modo in cui i Fratelli lavorano, pensano e crescono insieme. - Published: 2025-09-29 - Modified: 2025-09-29 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-loggia-massonica-entra-nellomti-la-r%e2%88%b4l%e2%88%b4-raimondo-di-sangro-n-179-allor%e2%88%b4-di-pesaro/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. “Raimondo di Sangro” all’Or∴ di Pesaro, nella Valle del Foglia, è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano; la nuova Officina ha acquisito il numero 179 di matricola. Raimondo di Sangro principe di Sansevero, nato in Puglia nel castello di Torremaggiore il 30 gennaio del 1710, fu uno dei personaggi più celebri del suo tempo. Appartenente ad una delle famiglie più nobili del Regno di Napoli, ebbe un’infanzia travagliata, per la morte della madre e le vicissitudini del padre. Affidato al nonno Paolo, visse prima a Napoli, quindi in un collegio dei gesuiti a Roma, dove si dimostrò un enfant prodige. Ritornato all’ombra del Vesuvio, nel 1736 sposò Carlotta Gaetani dell'Aquila d'Aragona dalla quale ebbe otto figli. Divenuto, in seguito, gentiluomo di Camera del re Carlo di Borbone e Cavaliere di San Gennaro, dedicò la maggior parte del proprio tempo allo studio e a elaborare progetti e invenzioni di ogni genere, attività che si protrasse per tutta la sua esistenza, se si eccettua un breve periodo passato al comando di un reggimento, impegnato nella guerra contro l’Austria. Inventò e progettò cose nuove e stupefacenti: macchine idrauliche, archibugi e cannoni di nuova concezione, fuochi pirotecnici, un palco pieghevole, stampe a più colori, stoffe impermeabili, farmaci considerati prodigiosi, una carrozza marittima, gemme artificiali e, si dice, una misteriosa lampada perenne. Tutto questo era pensato e creato nel laboratorio alchemico approntato nei sotterranei del suo palazzo patrizio. Il motivo che lo hanno reso ancor più celebre, in particolare fra i Figli della Vedova fu, comunque, la sua adesione alla Libera Muratoria, fu un’esperienza di breve durata ma intensa e coinvolgente, tanto che divenne Gran Maestro della Gran Loggia di Napoli. Uscì dall’istituzione a seguito del decreto reale del 2 luglio 1752 che, recependo la bolla papale Providas Romanorum di Benedetto XIV, vietò la Massoneria. Raimondo di Sangro è celeberrimo anche per la Cappella che fece edificare, quale mausoleo di famiglia: il Cristo velato, la Pudicizia e il Disinganno, sono veri e propri capolavori del tardo barocco. Queste poche note su Raimondo di Sangro non rendono minimamente idea dell’importanza e della fama che ebbe; egli fu anche accademico della Crusca, con il nome di Esercitato, elaborò le macchine anatomiche, scrisse testi interessantissimi e contestatissimi come la Lettera apologetica, fu in rapporti di amicizia e di collaborazione con le menti più illuminate del suo periodo: Antonio Genovesi, Fortunato Bartolomeo De Felice, Giovanni Lami, Lorenzo Ganganelli, Jean-Antoine Nollet, Charles Marie de la Condamine, Joseph Jérôme de Lalande, Jean-Antoine Nollet. La sua fama fu tale che intorno a lui fiorirono leggende di tutti i generi alcune delle quali vennero trattate da Salvatore Di Giacomo, Luigi Capuana e Benedetto Croce. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Raimondo di Sangro” all’Or∴ di Pesaro, n. 179, nella Valle del Foglia, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-07-22 - Modified: 2025-07-22 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/antichi-doveri-massonici-miti-storia/ - Categorie: Blog Introduzione Fra le più antiche e numerose fonti documentarie relative alla storia della massoneria prima del 1717, un ruolo assolutamente centrale è rivestito dagli Antichi Doveri (Old Charges), una raccolta di storie leggendarie sull’arte della muratura compilate in Gran Bretagna, la cui tradizione testuale affonda le radici all’inizio del XV secolo. Questi manoscritti, che continuarono a essere copiati e trasmessi anche dopo la pubblicazione, nel 1723, del nuovo Libro delle Costituzioni di Anderson, rappresentano oggi la principale prova documentale dei legami storici fra gli scalpellini medievali e la massoneria di epoca illuminista. Nonostante il loro valore sia talvolta sottovalutato dagli studiosi, gli Antichi Doveri meritano uno sguardo ben più attento: sono, infatti, la testimonianza viva di come la figura del massone – nata come specializzazione di scalpellini esperti nella lavorazione della pietra da taglio, e documentata con crescente frequenza nella terminologia e nei registri britannici tra il XIII e il XIV secolo – si sia evoluta e abbia progressivamente assunto anche un significato simbolico e corporativo. La comparsa dei primi manoscritti degli Antichi Doveri coincide infatti con la diffusione stessa del termine “massone” nei documenti dell’epoca, e segue l’evoluzione delle confraternite e delle gilde, che in Inghilterra derivarono inizialmente dalle organizzazioni religiose parrocchiali. In questo contesto, le storie e le regole tramandate dagli Antichi Doveri assumono un valore doppiamente significativo: non solo offrono un resoconto – a metà fra cronaca e leggenda – sull’origine e i doveri del mestiere, ma costituiscono anche il punto di partenza per la successiva trasformazione della massoneria da arte operativa a percorso iniziatico e speculativo. Questo articolo si concentrerà proprio sul contesto britannico e sullo sviluppo degli Antichi Doveri, illustrando come questi documenti rappresentino il principale filo conduttore che collega la massoneria delle origini alle sue metamorfosi moderne, e offrendo uno sguardo sulle principali fonti e sugli snodi cruciali di questa lunga tradizione. La nascita del termine “massone” e il contesto delle confraternite britanniche La comparsa dei primi manoscritti degli Antichi Doveri si intreccia strettamente con la diffusione dell’uso del termine “massone” nei documenti britannici. In origine, infatti, i massoni erano una classe specializzata di scalpellini, distinti per la loro abilità nella lavorazione della pietra da taglio, ovvero quella pietra arenaria o calcarea a grana fine che poteva essere modellata con precisione in ogni direzione, come ricordano Douglas Knoop e Gwilym Jones. Questa pietra, essenziale per la decorazione di capitelli, cornici, trafori e sculture, era già citata nell’assise londinese dei salari del 1212, che in latino menziona gli sculptores lapidum liberorum (scultori di pietre da taglio). Anche la legislazione medievale offre preziose testimonianze sull’esistenza e sul ruolo dei massoni: lo Statuto dei lavoratori del 1351, promulgato per regolare salari e contratti in seguito alla crisi della peste nera, utilizza un termine francese affine – mestre meson de franche peer (maestro muratore di pietra da taglio) – per riferirsi a questi artigiani. Il primo uso documentato del termine inglese freemason risale invece al 1325, quando i registri del London Coroners’ Rolls riportano il nome di un certo “Nicholas le Freemason” fra i prigionieri evasi dal carcere di Newgate. La parola “massone” diventa progressivamente più comune nella seconda metà del XIV secolo. Il London Letter Book del 1376, ad esempio, identifica inizialmente questi artigiani come “liberi muratori”, denominazione poi sostituita con “massoni”. L’influenza crescente di questa figura nella società inglese si riflette anche nelle fonti letterarie, come dimostra un manoscritto tardo-trecentesco del poema Floris and Blanchefour che invita a “prendere in mano il quadrato e governare, come se fossi un massone”. Parallelamente, la presenza dei massoni si fa più frequente anche nella documentazione giudiziaria, come attestano le fatture presentate alla Court of Chancery in relazione ai lavori della chiesa di Wyberton nel Lincolnshire, con il coinvolgimento di un massone londinese di nome Roger Dennis. Questa evoluzione del mestiere si inserisce nel più ampio fenomeno delle confraternite parrocchiali inglesi, originariamente nate per sostenere il clero e progressivamente divenute organismi di regolamentazione e aggregazione delle attività artigiane. La storia delle prime gilde massoniche si confonde così con quella delle corporazioni religiose cittadine, che costituirono il terreno fertile per lo sviluppo di una vera e propria coscienza collettiva e per la trasmissione delle norme e delle tradizioni che, attraverso i manoscritti degli Antichi Doveri, sono giunte fino a noi. Confraternite, vita sociale e regolamenti: dal sostegno religioso alla disciplina del mestiere Le corporazioni di mestiere inglesi, tra cui quelle dei massoni, derivarono dalle confraternite parrocchiali istituite per sostenere i sacerdoti della chiesa. Con il tempo, queste confraternite si trasformarono in punti di riferimento fondamentali per la vita urbana, non solo per le pratiche religiose, ma anche per la regolamentazione dell’artigianato e del lavoro. A Londra, per esempio, la confraternita della chiesa di All Hallows Bread Street ricevette lasciti dai Salters, la cui sala fu costruita su terreni della confraternita e la cui cappella divenne nota come Cappella dei Salters. Analogamente, testamenti documentano la nascita della “fratellanza di muratori” e della “compagnia di massoni di Londra” nella chiesa di San Tommaso d’Acon a Cheapside già nel 1389. Il carattere di queste corporazioni emerge chiaramente dal regolamento della Fraternità della Beata Vergine Maria degli scalpellini di Lincoln (istituita nel 1313 e documentata nel 1389). I membri donavano ceri alle chiese, che venivano accesi durante tutte le feste dell’anno, e alla morte di ciascun confratello la gilda forniva candele per i funerali e si impegnava in opere caritatevoli. Chi aveva lasciato donazioni alla gilda veniva ricordato con messe di suffragio, in quantità proporzionale alla generosità del lascito. Venivano previste forme di assistenza per i membri in pellegrinaggio o caduti in povertà, e si organizzavano momenti di festa e di accoglienza per chi tornava da un viaggio. La gilda si preoccupava anche di mantenere l’armonia interna: i membri erano incoraggiati a evitare controversie e aiutati in caso di arresto. L’organizzazione della vita associativa era scandita da appuntamenti regolari: ogni anno, il giorno dopo Pasqua, si teneva una riunione (“discorso mattutino”) a cui tutti erano tenuti a partecipare, pena una multa, e anche il rifiuto di assumere incarichi comportava sanzioni. Il fulcro sociale restava comunque la festa fraterna annuale, mentre la sostenibilità economica della confraternita era garantita da contributi obbligatori — come i quaranta penny che ogni massone doveva versare quando prendeva un apprendista — e da una rigorosa gestione collettiva dei fondi. Man mano che queste confraternite religiose evolvevano verso organismi sempre più impegnati nella tutela degli interessi professionali, anche le loro ordinanze assumevano carattere pratico e stringente. I regolamenti del 1356 per gli scalpellini di Londra, per esempio, si soffermavano sulle sanzioni per il lavoro mal eseguito, sulla formazione degli apprendisti e sulla lotta contro l’abusivismo artigiano. Un approccio simile si riscontra anche in altre ordinanze, come quelle emanate tra il 1474 e il 1475 a Calais per disciplinare l’attività di muratori e falegnami: vi si trovano regole sugli orari di lavoro, le ferie, la fornitura degli strumenti, l’utilizzo di materiali di riserva e le sanzioni, che venivano versate in un fondo comune chiamato “Saynte Johns boxe”. Un’impostazione pratica e regolativa simile emerge anche nei regolamenti delle corporazioni di altri paesi europei (Francia, Italia, Germania), dove particolare attenzione era riservata alla durata dell’apprendistato e alla distinzione tra le diverse specializzazioni (come a Verona, Piacenza, Bologna, Genova, Venezia e Savona). In Germania, le logge erano caratterizzate da una forte organizzazione regionale e da proprietà collettive che garantivano la rendita, come accadde a Strasburgo; nel 1459 i maestri muratori tedeschi si riunirono a Ratisbona per uniformare le ordinanze di tutte le logge. Tuttavia, va sottolineato che, mentre i regolamenti continentali trattavano quasi esclusivamente questioni pratiche — orari, salari, formazione — gli Antichi Doveri britannici rappresentano una tradizione testuale distinta, con caratteristiche del tutto peculiari: vi si trova scarsa attenzione agli aspetti organizzativi concreti, mentre prevale la narrazione leggendaria e simbolica delle origini del mestiere, che assumerà un ruolo centrale nello sviluppo della Massoneria moderna. I manoscritti Regius e Cooke: la nascita di una tradizione leggendaria Il nucleo medievale degli Antichi Doveri si ritrova in due manoscritti britannici di eccezionale importanza: il manoscritto Regius e il manoscritto Cooke, entrambi conservati oggi presso la British Library di Londra. Questi documenti, risalenti all’inizio del XV secolo, sono considerati le fonti più antiche e rappresentative della tradizione massonica inglese. Il manoscritto Regius (British Library, Royal MS. 17 A I), noto anche come “poema Regius”, fu riscoperto nel XIX secolo e contiene 794 versi in inglese medio. La localizzazione linguistica rimanda allo Shropshire. Oltre a sezioni minori (come estratti dalle Istruzioni per i parroci di John Mirk, un poema di etichetta intitolato Urbanitatis e il racconto dei Quatuor Coronati), il centro del Regius è costituito da una narrazione leggendaria delle origini dell’arte muraria e da una serie di ordinanze che sarebbero state emanate dal re anglosassone Athelstan. Secondo il racconto del Regius, sarebbe stato il grande chierico Euclide a inventare la geometria in Egitto, a darle il nome di massoneria e a stabilire che i muratori si dovessero trattare da pari, “né sudditi né servi”. Sempre secondo il manoscritto, fu durante il regno di Athelstan che la massoneria giunse in Inghilterra, e il sovrano avrebbe regolamentato il mestiere tramite ordinanze che prescrivevano assemblee generali, giusta paga, aiuto reciproco tra i massoni e parità di trattamento. La datazione tradizionale del Regius (attorno al 1390) è oggi considerata troppo anticipata; analisi paleografiche e il confronto con altri testi suggeriscono una collocazione nella prima metà del XV secolo. L’interesse principale del Regius, rispetto alle ordinanze continentali, è la scarsissima attenzione per gli aspetti pratici: il fulcro è una narrazione mitica e simbolica, che attribuisce alla massoneria una genealogia antica e prestigiosa. Il manoscritto Cooke (British Library, Additional MS. 23,198), di poco posteriore, si differenzia per la prosa e per l’ampliamento e la rielaborazione della leggenda. Esso apre con una invocazione a Dio e un excursus sulle arti liberali e sulla genesi della geometria. Introduce nuovi personaggi e miti: i figli di Lamach della Genesi, Nimrod, Pitagora, Ermes e Noè. La narrazione lega la massoneria alle grandi civiltà antiche, adotta figure bibliche e mette in evidenza la trasmissione di conoscenze e privilegi attraverso le generazioni. Rispetto al Regius, il Cooke attribuisce maggiore importanza all’assemblea dei massoni, all’equa retribuzione e al diritto dei muratori di auto-organizzarsi, arrivando persino a inventare un figlio di Athelstan — Edwin — per giustificare storicamente tali rivendicazioni. Nel Cooke, la storia di Euclide viene ulteriormente dettagliata, si descrivono i rapporti fra la massoneria e le monarchie di Francia e Inghilterra, e si esplicita che le ordinanze di Athelstan (o meglio del suo ipotetico figlio) erano pensate per garantire la paga equa e il diritto di convocare assemblee secondo necessità. Questa manipolazione consapevole della leggenda aveva l’obiettivo di fornire una legittimazione storica alle richieste degli scalpellini inglesi, soprattutto in risposta alle restrizioni parlamentari sulle riunioni e sui salari imposte a partire dal 1425. In sintesi, mentre i regolamenti delle corporazioni continentali si occupavano di dettagli pratici e amministrativi, i manoscritti Regius e Cooke segnano l’emergere di una tradizione tutta britannica che — pur partendo dalla realtà delle confraternite artigiane — si evolve in una narrazione simbolica, capace di trasmettere valori, legittimazioni e identità che andranno a costituire l’ossatura della massoneria moderna. Manipolazione delle leggende e funzione sociale degli Antichi Doveri La redazione dei manoscritti Regius e Cooke si colloca in un periodo di tensioni sociali e legislative che interessarono in modo particolare il settore edile inglese. Dopo la peste nera, la pressione sui salari era fortissima e il Parlamento, per controllare il costo del lavoro, introdusse numerose leggi restrittive. Nel 1425, i Comuni inglesi presentarono una petizione in cui si lamentavano che le assemblee annuali dei massoni – definite “congregazioni e confederazioni” – minacciassero apertamente gli statuti dei lavoratori. Si richiese che queste riunioni fossero considerate un crimine e che i giudici di pace avessero pieni poteri per reprimerle. La risposta reale fu una proibizione severa: coloro che convocavano queste congregazioni venivano dichiarati criminali, e i partecipanti imprigionati “senza multa o riscatto per volontà del re”. È proprio in questa cornice conflittuale che i manoscritti degli Antichi Doveri assumono un ruolo particolare: essi non si limitano a narrare le origini leggendarie dell’arte muratoria, ma mirano esplicitamente a fornire una giustificazione storica e morale per la continuazione delle assemblee delle gilde, nonostante la legge le vietasse. Le storie di Euclide, Athelstan, Nimrod e altri grandi fondatori vengono “manipolate” con perizia per rivendicare una legittimità superiore: se il diritto di assemblea e la regolamentazione interna erano stati concessi da antichi re e santi, nessuna autorità temporale poteva realmente abolirli. La stessa invenzione di personaggi come Edwin, il presunto figlio di Athelstan, va letta in questa chiave: la sua introduzione nel manoscritto Cooke serve a rafforzare e storicizzare la pretesa dei muratori di auto-governarsi, ampliando la narrazione rispetto a Regius, dove era il re stesso a presiedere l’assemblea. In Cooke, invece, l’assemblea diventa un diritto acquisito e trasmesso, non un semplice privilegio temporaneo. Questo processo di manipolazione consapevole delle leggende e dei simboli riflette una pratica tipica del Medioevo, ma trova nei manoscritti Regius e Cooke un esempio particolarmente trasparente e documentabile: le gilde medievali non esitavano a inventare o adattare miti, genealogie e simboli per fornire basi storiche e sacrali alle loro rivendicazioni di status e autonomia. In definitiva, gli Antichi Doveri britannici non erano solo una raccolta di regole tecniche o morali, ma costituivano una vera e propria “carta d’identità storica” delle confraternite muratorie. Essi permisero ai massoni di resistere alle limitazioni legislative, di consolidare la propria identità collettiva e di gettare le basi per l’evoluzione della massoneria speculativa, che avrebbe ereditato e rielaborato questo potente impianto narrativo. La storia moderna degli Antichi Doveri: evoluzione, diffusione e trasformazioni Un aspetto sorprendente delle leggende massoniche contenute nei manoscritti Regius e Cooke è la loro straordinaria longevità: la loro influenza si estende ben oltre il Medioevo, continuando a plasmare la cultura e la pratica massonica per secoli. Il manoscritto successivo più antico degli Antichi Doveri dopo Regius e Cooke è il Grand Lodge MS. 1, datato 25 dicembre 1583 e oggi conservato presso la Biblioteca e Museo della Massoneria di Londra. Questo documento segna una fase di ulteriore elaborazione delle narrazioni medievali, introducendo nuovi dettagli — talvolta improbabili — come la connessione tra Sant’Albano e la massoneria inglese, la concessione di salari regolati, e l’istituzione di un consiglio generale autorizzato dal re. Dal Grand Lodge MS. 1 in poi, la leggenda dell’assemblea di York e della figura di Edwin come figlio di Athelstan prende sempre più piede. Il manoscritto amplia la narrazione leggendaria, attribuendo a Edwin la convocazione di un’assemblea massonica a York e la codificazione di tutte le norme trasmesse dalle generazioni precedenti. Questa versione della storia viene ulteriormente arricchita in altri manoscritti come il William Watson del 1687, che presentano la leggenda di York e Sant’Albano in una forma ormai canonica e aggiungono riferimenti al re Enrico VI per legittimare la continuità delle assemblee massoniche anche in presenza di divieti parlamentari. A partire dal 1583, copie degli Antichi Doveri vengono frequentemente realizzate in tutta l’Inghilterra e la Scozia. Ne sono state censite più di venti compilate tra il 1583 e il 1717, ma il fenomeno non si esaurisce con la fondazione della Gran Loggia di Londra: nel corso del tempo si sono contate oltre 120 versioni manoscritte, continuamente copiate, modificate e adattate alle nuove esigenze sociali e istituzionali delle logge. Gran parte di questi manoscritti furono individuati e catalogati da studiosi massonici tra Otto e Novecento, come W. J. Hughan e Wilhelm Begemann, che tentarono di classificarli sulla base delle varianti testuali. La diffusione e la fortuna degli Antichi Doveri sono legate anche alle profonde trasformazioni che attraversano il mondo del lavoro e le dinamiche sociali inglesi tra XVI e XVII secolo. I riferimenti alle tariffe salariali contenuti in numerosi manoscritti — in particolare nelle regioni del Nord, teatro di scioperi e tensioni — mostrano che la compilazione degli Antichi Doveri era strettamente connessa alle agitazioni dei lavoratori edili e alle rivendicazioni salariali. Il Consiglio del Nord cercava infatti di imporre limiti ai salari nelle città di Hull, Beverley, Chester e York, mentre nel Sud si adottavano politiche più flessibili. L’importanza dell’assemblea di York e del ruolo di Edwin fu consolidata proprio in questo contesto, sfruttando leggende locali per legittimare diritti e privilegi delle gilde. I dettagli salariali riportati negli Antichi Doveri, inoltre, coincidono in modo significativo con le richieste avanzate dagli scioperanti di York nel 1552, a conferma del legame diretto tra le narrazioni dei manoscritti e le rivendicazioni reali dei lavoratori. La revisione della regolazione salariale culminò nello Statuto degli Artigiani del 1563, che attribuì ai magistrati locali la responsabilità di fissare le tariffe. Tuttavia, gli Antichi Doveri continuarono a circolare e vennero usati anche nelle logge come parte delle cerimonie di iniziazione, come testimonia la copia preparata per l’iniziazione di Elias Ashmole nel 1646. Questi manoscritti mantennero la loro funzione identitaria anche dopo la “accettazione” di membri non operativi e si diffusero in Scozia, diventando patrimonio delle logge locali. L’autorità e la storicità delle leggende furono messe in discussione già nel XVII secolo da studiosi come Robert Plot, che criticò l’invenzione di Edwin come figlio di Athelstan e smascherò le manipolazioni genealogiche dei copisti. Tuttavia, i racconti resistettero, vennero adattati e corretti, e furono infine ripresi e reinterpretati da James Anderson nel Libro delle Costituzioni del 1723 e nella sua edizione successiva del 1738, dove la narrazione di York venne avallata, seppure con alcune cautele. In questo modo, gli Antichi Doveri non solo accompagnarono la nascita della massoneria moderna, ma garantirono alla nuova massoneria speculativa un forte radicamento nella tradizione operativa e nelle narrazioni fondative del passato. Antichi Doveri tra mito, identità e continuità La storia degli Antichi Doveri mostra come la Massoneria sia frutto di una continua negoziazione fra tradizione, mito e adattamento sociale. Nati in seno alle confraternite di mestiere e radicati in una cultura che intrecciava regole pratiche e narrazioni simboliche, questi manoscritti hanno costituito la base storica e mitologica da cui la Massoneria moderna avrebbe poi attinto i propri rituali, la propria etica e il proprio immaginario. Nel tempo, la funzione degli Antichi Doveri è mutata: da semplici regolamenti interni delle gilde, si sono trasformati in strumenti di legittimazione delle prerogative collettive, in risposta alle crisi salariali e alle restrizioni legislative del tardo medioevo inglese. La loro rielaborazione costante, attraverso la manipolazione delle genealogie, la creazione di figure mitiche come Edwin e l’ampliamento della leggenda dell’assemblea di York, ha permesso alle confraternite muratorie di difendere la propria autonomia e identità di fronte al potere civile. Nel passaggio all’età moderna, gli Antichi Doveri sono diventati un vero e proprio pilastro identitario per la Massoneria speculativa, mantenendo vivo il legame con le radici operative e conferendo continuità e autorevolezza alle pratiche e alle credenze delle logge contemporanee. Anche di fronte alle critiche storiche e filologiche, la vitalità degli Antichi Doveri dimostra la forza di una tradizione capace di rigenerarsi e di parlare, sotto forme diverse, a generazioni di iniziati. Bibliografia L’articolo è stato interamente redatto sulla base delle seguenti fonti riportate nel testo di riferimento: Akenhead, E. 1999. "The George Grey Manuscript of the Old Charges (E. d. 24). " Ars Quatuor Coronatorum. 112, 127-137. Anderson, J. 1723. The Constitutions of the Free-Masons. Containing the History. Charges, Regulations, & c. of that most Ancient and Right Worshipful Fraternity. London: William Hunter for John Senex and John Hooke. Barron, C. 1985. 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Il Primo Grado: Apprendista – L’Arte del Nuovo Inizio https://www. youtube. com/watch? v=G5KKgEs6TL0 L’ingresso nella Massoneria inizia con il grado di Apprendista: qui prende forma il nuovo inizio, rappresentato simbolicamente dal “cabinetto di riflessione”. È il luogo dove il candidato incontra se stesso e i simboli che lo accompagneranno: tra questi, il gallo che canta – emblema dell’alba, del risveglio e del coraggio di affacciarsi a una nuova vita. Spesso si pensa che l’apprendista abbia un ruolo passivo, silenzioso, quasi marginale; ma la realtà è ben diversa. Questa fase, come sottolinea il Gran Maestro Pruneti, è una delle più impegnative: l’apprendista deve imparare l’ascolto profondo, svuotarsi dai pregiudizi e abbandonare l’autoreferenzialità. È una piccola rivoluzione, soprattutto in un’epoca in cui le distrazioni digitali rendono difficile il vero ascolto. L’apprendista non deve solo ascoltare, ma anche riconoscere la luce dopo il buio: la sua iniziazione segna la fine dell’ignoranza e l’inizio della ricerca di conoscenza. Il silenzio non è quindi mera obbedienza, ma un allenamento all’osservazione, alla riflessione e all’umiltà. In questa fase, imparare a costruire relazioni sane è fondamentale: senza ascolto, non c’è comunità. L’apprendistato è, dunque, il fondamento rivoluzionario su cui poggia l’intera avventura massonica. Il Secondo Grado: Compagno – La Forza della Parola e della Costruzione Interiore https://www. youtube. com/watch? v=hJE5E8up4I4 Nel passaggio da apprendista a Compagno, il Massone abbandona il silenzio dell’ascolto per scoprire la forza e la responsabilità della parola. Se prima il compito era osservare e imparare, ora è il momento di comunicare e agire, usando il linguaggio come vero e proprio strumento di costruzione. Pruneti lo spiega in modo limpido: le parole sono come la cazzuola, il filo a piombo, lo scalpello e il martello del muratore; non servono solo a descrivere la realtà, ma a plasmarla, dentro e fuori di noi. Ogni parola ha un peso, può curare o ferire, edificare o distruggere: per questo il Compagno è chiamato a parlare con misura, consapevolezza e intenzione, scegliendo sempre il dialogo alla retorica, il confronto autentico all’autoreferenzialità. Non si tratta di parlare per parlare, ma di costruire il proprio “tempio interiore”, ovvero la propria personalità e i propri valori, attraverso uno scambio vero e costruttivo con gli altri. Il passaggio da silenzio a parola non è mai banale: richiede maturità, capacità di ascoltare ancora e soprattutto di saper tacere quando è il caso. Il Compagno, così, incarna il ponte tra l’assorbire e il trasmettere, tra la riflessione e l’azione, tra la dimensione personale e quella collettiva della Massoneria. Il Terzo Grado: Maestro – La Sapienza del Silenzio e l’Arte dell’Esempio https://www. youtube. com/watch? v=SR7ehHRVIHY Arrivare al grado di Maestro significa completare una trasformazione profonda: non basta aver imparato e comunicato, ora si tratta di incarnare l’arte massonica e di guidare gli altri senza imporsi. Come ricorda Pruneti, il Maestro è colui che passa attraverso una “morte” simbolica e una rinascita, scoprendo che il vero insegnamento non si fa con le lezioni frontali, ma con il potere dell’esempio. Il Maestro sa di non sapere tutto – e qui si respira il paradosso socratico – e proprio per questo rimane sempre curioso, umile e disposto ad apprendere. La sua leadership non è rumorosa, ma silenziosa e autorevole: guida con il pensiero, non con la voce; con la presenza, non con la pretesa. La vera maestria, nella visione massonica, non è la fine del percorso ma una tappa di un viaggio infinito, che invita chi lo percorre a prendersi cura della comunità, ad essere custode dei valori e a sostenere la crescita degli altri. Essere Maestro significa soprattutto non tradire mai la fiducia dei fratelli, custodire la memoria dell’apprendista e il lavoro del compagno, e ricordare che la meta non è mai definitiva, ma sempre un punto di partenza per nuove esplorazioni. Conclusione Il percorso nei tre gradi massonici – Apprendista, Compagno e Maestro – rappresenta la struttura rituale fondamentale della Massoneria. Con il conseguimento del terzo grado si raggiunge formalmente la pienezza del cammino iniziatico previsto dall’Ordine. Tuttavia, il lavoro massonico non si esaurisce con il conferimento del grado di Maestro: al contrario, prosegue per tutta la vita. L’essenza della Massoneria sta infatti nella continua ricerca di crescita personale, nella riflessione costante sui propri gesti e pensieri, e nell’impegno quotidiano per tradurre i valori appresi in azioni concrete. Essere massoni significa quindi non considerare mai conclusa la propria formazione: ogni conquista rappresenta un nuovo punto di partenza, in un percorso di perfezionamento senza fine. Entra in massoneria. - Published: 2025-07-14 - Modified: 2025-07-14 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/massoneria-trasparenza-pruneti-omti-criminalita-mafie/ - Categorie: Comunicati Trasparenza e certificazioni: l’impegno dell’OMTI Il Gran Maestro Luigi Pruneti interviene sul tema dei rapporti tra massoneria e criminalità organizzata, in una lunga intervista pubblicata da “Quotidiano del Sud”. «La nostra società esige giustamente trasparenza, la mentalità catacombale non ha ragione d’esistere e va eliminata», dichiara Pruneti, sottolineando come la trasparenza sia la strada più credibile per “spezzare le connessioni tra criminalità organizzata e massoneria”. In quest’ottica, il Gran Maestro ribadisce che l’OMTI “esige dagli iscritti di esibire una certificazione che documenti la loro estraneità da procedimenti penali e civili”, monitorando costantemente l’attività delle logge e rendendo noti nomi, sedi e responsabili. «Mostrare la propria faccia, proporre eventi pubblici, occasioni d’incontro e di colloquio è fondamentale», aggiunge. Regolarità internazionale e prevenzione delle deviazioni Pruneti ricorda inoltre che il concetto di “regolarità”, inteso come riconoscimento internazionale, non è affatto una garanzia contro possibili deviazioni:«La “patente di regolarità” rilasciata dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra certifica l’assenza di deviazioni? Direi di no, considerando che nel catalogo delle logge riconosciute dai britannici vi era la loggia del G. O. I. “Propaganda Massonica”, meglio conosciuta come P2». Le inchieste sul passato e l’identità dell’OMTI Rispondendo sul tema delle inchieste del passato, il Gran Maestro è chiaro:«A me risulta che l’azione giudiziaria (l’inchiesta Cordova, ndr), poi trasferita per competenza alla Procura di Roma, si concluse con un nulla di fatto», come attestato dal decreto di archiviazione del 3 luglio 2000. L’OMTI, fondato nel 2016, si è strutturato fin dall’inizio “attorno ai valori della legalità e della trasparenza”, mantenendo un’impostazione pubblica e trasparente. Pluralità massonica e attività delle logge Pruneti tiene a sottolineare la pluralità e la diversità del panorama massonico:«Quando si parla di massoneria si dimentica che esistono tante organizzazioni diverse, con storie, regole e controlli autonomi». Attualmente, l’OMTI è presente in Calabria con 14 logge, impegnate nelle stesse attività formative e culturali di tutte le altre regioni. “Le logge calabresi svolgono la stessa attività di tutte le altre”, ricorda Pruneti, “riunendosi regolarmente e partecipando a eventi pubblici e momenti di confronto”. Un fenomeno radicato nella storia e nella società Sul fenomeno stesso della massoneria in Calabria, il Gran Maestro ricorda che le sue radici sono storiche e profonde, legate sia alla tradizione che alle condizioni sociali ed economiche degli ultimi decenni:«La massoneria non semplifica la vita, caso mai la complica», afferma Pruneti, spiegando le motivazioni storiche, sociali e culturali della presenza diffusa in alcune regioni italiane. L’OMTI ribadisce: legalità, trasparenza e apertura L’Ordine Massonico Tradizionale Italiano ribadisce quindi la propria totale estraneità a qualsiasi logica criminale, dalla ‘ndrangheta alla mafia, e invita tutti i cittadini a distinguere tra le diverse realtà massoniche presenti nel nostro Paese. Per approfondire l’intervista integrale al Gran Maestro Pruneti, è possibile leggere l’articolo completo su “Quotidiano del Sud” a questo link. - Published: 2025-06-24 - Modified: 2025-06-24 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-loggia-massonica-entra-nellomti-la-r%e2%88%b4l%e2%88%b4-aurora-dorada-n-178-allor%e2%88%b4-di-pasto-colombia/ - Categorie: Comunicati Una nuova loggia massonica internazionale è entrata a far parte della Comunione dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI): la Rispettabile Loggia “Aurora Dorada”, all’Oriente di Pasto, nella Valle del Rio Pasto (Colombia), ha assunto il numero di matricola 178. Il significato simbolico di “Aurora Dorada” Il nome distintivo “Aurora Dorada” evoca l’alba, momento di passaggio tra le tenebre e la luce, in cui il sole nascente tinge d’oro l’orizzonte. Nel simbolismo iniziatico, l’aurora rappresenta la rinascita spirituale, il risveglio della coscienza e l’affermazione della Luce interiore sull’oscurità profana. L’espressione “Aurora Dorata” richiama inoltre uno dei più influenti movimenti esoterici del XIX e XX secolo: la Hermetic Order of the Golden Dawn, fondata a Londra nel 1888 da William Robert Woodman, William Wynn Westcott e Samuel Liddell MacGregor Mathers. Questo ordine iniziatico influenzò profondamente l’occultismo occidentale, combinando elementi della Qabbalah, della magia rituale, dell’alchimia e dell’ermetismo. Tra i suoi membri più celebri si annoverano Arthur Conan Doyle, Arthur Machen e il poeta William Butler Yeats, premio Nobel per la letteratura nel 1923. Una luce che si accende in America Latina Con l’ingresso della Loggia Aurora Dorada a Pasto, l’OMTI conferma la propria vocazione internazionale e l’apertura verso tutti quei Fratelli e Sorelle che riconoscono nei valori della libertà, della coscienza e della Luce la via maestra del proprio percorso iniziatico. Al Maestro Venerabile e ai membri della R∴L∴ “Aurora Dorada” n. 178, all’Oriente di Pasto, giungano il nostro fortissimo, triplice fraterno abbraccio e i più sinceri auguri di un proficuo lavoro iniziatico nell’ambito dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-06-17 - Modified: 2025-06-17 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-loggia-massonica-entra-nellomti-la-r%e2%88%b4l%e2%88%b4-elysium-n-177-allor%e2%88%b4-di-milano/ - Categorie: Comunicati Una nuova loggia massonica è entrata a far parte della Comunione dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI): si tratta della Rispettabile Loggia “Elysium” all’Oriente di Milano, situata nella Valle dell’Olona, che ha assunto il numero di matricola 177. Il significato simbolico di “Elysium” Il termine Elysium (Ηλύσιον), di origine greca, rimanda alla mitologia classica: era il luogo beato descritto nell’Odissea (libro IV, vv.  563–568), riservato agli eroi, ai giusti e ai saggi, dove regnano pace e perfezione. Un’oasi dell’anima, al riparo da ogni fatica e dolore, baciata da brezze leggere e luce perpetua. In ambito massonico, Elysium rappresenta simbolicamente l’Oriente della Luce, la meta ideale dell’iniziato che ha attraversato con dedizione il proprio cammino di elevazione interiore. Profonde risonanze esoteriche Nel pensiero iniziatico, e in particolare secondo René Guénon, l’Elysium è una condizione spirituale superiore, dove l’interiorità dell’essere si colloca nell’anteriorità, partecipando alla Catena d’Unione dei Saggi di ogni tempo. Espressioni come “Oriente Eterno” e “Pascoli Celesti”, ricorrenti nel linguaggio latomistico, affondano le loro radici nel mito escatologico di Er narrato da Platone nella Repubblica (Libro X), in sintonia con le dottrine orfiche e pitagoriche sull’anima e l’aldilà. Al Maestro Venerabile e a tutti i membri della R∴L∴ “Elysium” n.  177, all’Oriente di Milano, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e i nostri auguri più sinceri di un proficuo lavoro iniziatico, sotto la Luce dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-06-13 - Modified: 2025-06-13 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-loggia-massonica-alloriente-di-fermo-nella-valle-del-tenna/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di annunciare l’ingresso nella nostra Comunione della Rispettabile Loggia “Zadik” all’Or∴ di Fermo, nella suggestiva Valle del Tenna, che ha ufficialmente acquisito il numero di matricola 176 all’interno dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. Il significato del nome “Zadik” Il termine ebraico Zadik (צדיק), traslitterato anche come Zaddiq o Tzadik, significa “giusto”. In ambito spirituale ebraico, il tzadik è una figura di riferimento morale, un maestro di giustizia, conoscenza, onestà e rettitudine. Tali valori, profondamente radicati nella tradizione ebraica, non possono essere disgiunti, e costituiscono una solida base etica anche per il cammino massonico. La parola Zadik deriva da Zedek (צדק), che significa giustizia ma anche rettitudine. La riflessione che ne scaturisce è antica e attuale al tempo stesso: “Come può esistere giustizia senza rettitudine? E come può un giusto, se davvero tale, non essere anche retto e sapiente? ” Una simbologia ricca di senso Il nome scelto per la nuova Loggia si apre anche a suggestioni più profonde, legate alla mistica ebraica. Secondo una nota tradizione cabalistica, in ogni generazione esisterebbero 36 “giusti nascosti” (Lamed-Vav Tzadikim): uomini umili e ignoti, la cui sola presenza nel mondo garantisce l’equilibrio e la continuazione della vita. Ulteriori riflessioni possono estendersi al legame tra Zadik e la nona Sephirath della Qabbalah, Yessod, poiché è proprio sulla giustizia che si fonda la struttura del mondo. Così come nel Tempio interiore dell’Uomo, è sulla base di principi morali solidi che si costruisce ogni edificio iniziatico duraturo. Al Maestro Venerabile e a tutti i Fratelli e le Sorelle della Rispettabile Loggia “Zadik” n. 176, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e i nostri auguri di un proficuo lavoro iniziatico all’interno della Comunione dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-06-08 - Modified: 2025-06-08 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/nuovo-trattato-di-riconoscimento-massonico-con-la-gran-loggia-humanitas-germania/ - Categorie: Comunicati L’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI) è lieto di annunciare la firma di un trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con la Humanitas Freimaurergroßloge – Gran Loggia Humanitas per uomini e donne di Germania, appartenente alla rete internazionale CATENA. La Gran Loggia Humanitas, con sede centrale a Fürth, è una delle principali Obbedienze tedesche a-dogmatiche e miste, attivamente impegnata nella promozione di una Massoneria libera, laica e aperta all'inclusione. Il trattato di riconoscimento massonico è stato sottoscritto il 31 maggio 2025, nella città di Praga, durante i lavori internazionali di CATENA, la confederazione europea di Obbedienze massoniche progressiste. Per l’OMTI ha firmato l’Eletto Fratello Simone, Gran Segretario del Direttivo, su delega ufficiale; per la Humanitas Freimaurergroßloge ha sottoscritto il documento la Serenissima Sorella Hanna Stadler de Cubas, Gran Maestro in carica. Questo nuovo accordo rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della nostra rete massonica internazionale, fondata sui principi di libertà di coscienza, uguaglianza di genere e dialogo interculturale. Al Fratello Simone vanno i più sentiti e fraterni ringraziamenti da parte mia e dell’intera Comunione per il risultato eccellente ottenuto. - Published: 2025-06-05 - Modified: 2025-06-05 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/trattato-di-riconoscimento-e-collaborazione-tra-lordine-massonico-tradizionale-italiano-e-la-gran-logia-soberana-del-archipielago-filipino/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di annunciare che l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano (OMTI) ha firmato un trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione massonica con la Gran Logia Soberana del Archipielago Filipino, la principale Obbedienza massonica a-dogmatica delle Filippine. Fondata come prima Obbedienza dell’Estremo Oriente ammessa nel CLIPSAS (Centre de Liaison et d’Information des Puissances maçonniques Signataires de l’Appel de Strasbourg), la Gran Logia conta oggi circa 300 Officine attive in tutto l’arcipelago filippino e ha sede a Manila. Il suo motto è: “Assoluta libertà di coscienza”. Il Trattato di riconoscimento massonico è stato firmato il , a Bucarest, in occasione dei lavori del CLIPSAS. Per l’OMTI ha firmato, su nostra delega, l’Eletto Fratello Fausto Fadda, Gran Segretario alle Relazioni Estere; per la Gran Logia Soberana, il Venerabile Fratello Enrico Gil Ti Lim, Gran Segretario alle Relazioni Estere, su mandato del Gran Maestro Ven. mo Fr. John Ritchie V. Jongco. Questo accordo rafforza la rete internazionale di fratellanza laica, tolleranza e libertà di coscienza che caratterizza le Comunioni aderenti ai principi della Massoneria liberale e adogmatica. Al Fratello Fausto Fadda vanno i più sentiti ringraziamenti da parte dell’intera Comunione per l’importante risultato conseguito. - Published: 2025-06-03 - Modified: 2025-06-03 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/trattato-di-reciproco-riconoscimento-e-di-amicizia-con-il-grande-oriente-nacional-mexicano/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la nostra Comunione ha stipulato un trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con il Grande Oriente Nacional Mexicano, Obbedienza Massonica latino-americana facente parte del CLIPSAS. Il Trattato è stato firmato a Bucarest, durante i lavori del CLIPSAS, il 30 maggio 2025 E∴ V∴, dall’Eletto Fr∴ Fausto Fadda, Gran Segretario alle relazioni estere, su nostra delega, e dal Ven. mo e Pot. mo Fr∴ Enrique Cetina Garcia 33°, Sovrano Gran Commendatore – Gran Maestro del Grande Oriente Nacional Mexicano. Al Fratello Fausto vanno i più fraterni ringraziamenti da parte dell’intera Comunione per l’ottimo risultato conseguito. - Published: 2025-05-29 - Modified: 2025-05-29 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/trattato-di-reciproco-riconoscimento-e-di-amicizia-con-la-grand-lodge-modern-mixed-masons-of-england/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la nostra Comunione ha stipulato un trattato di reciproco riconoscimento, amicizia e collaborazione con la Grand Lodge Modern Mixed Masons GLMMM, Obbedienza Massonica inglese facente parte di CATENA, che vanta diverse Officine anche in altre parti del mondo. Il Trattato è stato firmato a Londra il 25 maggio 2025 E∴ V∴ dall’Elett. ma Sr∴ Patrizia Defranceschi Gran Maestra Aggiunta del nostro ordine, e dall’Elett. ma Sr∴ Cassie Parker, Gran Maestra Emerita della Gran Lodge of Modern Mixed Masons. La nostra delegazione era formata dall’Elett. ma Sr∴ Patrizia Defranceschi e dalla Risp. le Sr∴ Sabrina Conti. Alle Sorelle Patrizia e Sabrina vanno i più fraterni ringraziamenti da parte dell’intera Comunione per l’ottimo risultato conseguito. - Published: 2025-05-22 - Modified: 2025-05-22 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-loggia-massonica-a-firenze-nella-valle-dellarno/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Lorenzo il Magnifico” all’Or∴ di Firenze, nella Valle dell’Arno; la nuova Officina ha acquisito il numero 175 di matricola. Scrivere brevemente su un personaggio noto come Lorenzo il Magnifico ci sembra insensato, preferiamo, perciò, accennare allo sgomento che la sua morte provocò a Firenze e in gran parte d’Italia; ciò è indicativo dell’importanza che egli ebbe agli albori della nuova era. Nei primi mesi del 1492 le condizioni di salute del Magnifico declinarono rapidamente. Ai problemi che si trascinava dietro da anni, si erano aggiunti violenti dolori gastrici che lo avevano indotto a recarsi in varie località termali. La cura delle acque, tuttavia, non ebbero effetto, né mitigò le sofferenze un eliotropio, incastonato in un prezioso anello, che gli aveva consigliato il medico Bono Avogardi. Giorno dopo giorno il male, inesorabile progrediva. All’inizio della primavera Lorenzo fu colto da forti febbri che furono imputate da Pier Leoni all’influsso di una cometa, egli, già docente all’università di Padova, riteneva che l’illustre paziente sarebbe guarito spontaneamente, appena l’astro fosse scomparso; non fu così, perciò il medico ricorse a farmaci costosi, ottenuti dalla porfirizzazione di pietre preziose, anche questa terapia si rivelò inefficacie e a quel punto, Lodovico Sforza, ritenendo che la dipartita di Lorenzo sarebbe stata una disgrazia per tutti e non fidandosi dei medici fiorentini, inviò nella Città del giglio Lazzaro di Piacenza. Il nuovo venuto visitò l’infermo con estrema cura, quindi affermò che i colleghi, alternatesi al capezzale dell’infermo, avevano errato diagnosi e terapia, ormai era tardi, il Signore di Firenze era condannato. Ai primi d’aprile tristi presagi s’addensarono sulla città, in una notte da tregenda un fulmine colpì la cupola di Santa Maria del Fiore, lesionando un costolone della lanterna che precipitò nella via sottostante. Fu informato Lorenzo che chiese da che parte era caduto. “Fugli risposto ... : Orbé, io sono morto, ché cascata verso la casa mia”. Secondo gli occultisti quella tempesta di fulmini era dovuta al fatto che Lorenzo, novello Salomone, tenesse prigioniero in un anello un demone e che, sentendosi prossimo alla fine, lo avesse liberato. Contemporaneamente, nel serraglio del Palazzo della Signoria due leoni si sbranarono a vicenda e, nel parco della Villa di Careggi, si videro per più giorni ombre gigantesche, mentre vi fu chi notò in cielo una mano armata di spada. Una donna, infine nella chiesa di Santa Maria Novella, ebbe la visione di un toro gigantesco, con corna di fuoco che distruggeva quel sacro edificio. Pochi giorni più tardi, in un pozzo presso San Gervasio fu trovato il corpo di Pier Leoni da Spoleto: la profezia scritta nella sua carta del cielo si era dunque avverata, egli era morto affogato in un sepolcro d’acqua. Non si sa se quel decesso fosse imputabile a un suicidio o a una ritorsione da parte di chi lo riteneva responsabile della scomparsa di Lorenzo. In questa atmosfera di attesa e di timore l’8 aprile, il Magnifico morì; se ne andò, con i conforti religiosi, baciando il Crocifisso. Scrisse Niccolò Machiavelli: “Né morì mai alcuno, non solamente in Firenze, ma in Italia, con tanta fama di prudenza né che tanto alla sua patria dolesse”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Lorenzo il Magnifico” all’Or∴ di Firenze, n. 175, nella Valle dell’Arno, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-03-30 - Modified: 2025-03-30 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-firenze-nella-valle-dellarno/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Giuseppe Garibaldi” all’Or∴ di Firenze, nella Valle dell’Arno; la nuova Officina ha acquisito il numero 173 di matricola. Giuseppe Garibaldi sbarcò a Rio de Janeiro tra il novembre e il dicembre del 1835, dopo una navigazione di un paio di mesi. Fra i tanti rifugiati incontrò Luigi Rossetti col quale strinse una solida amicizia. Molti anni più tardi nelle Memorie lo ricordò con affetto, usando espressioni tipicamente massoniche: “Gli occhi nostri s’incontrarono, e non sembrò per la prima volta? ”. Queste parole non sono casuali, giacché proprio in America Latina fu iniziato nella loggia “Asilo de la Virtud”. Alcuni autori, fra i quali l’uruguayano Settembrino Pereda, posticipano la sua adesione alla Massoneria ma ritengo, come Max Gallo o Alfonso Scirocco, che la “luce massonica” sia stata ricevuta dal Nostro effettivamente a Rio, qualche settimana dopo il suo sbarco. Fra l’altro, da un paio di mesi, era ritornato in città, l’esule ligure Giuseppe Stefano Grondona, giacobino e massone di vecchia data. Grondona aveva fondato fin dal 1834 la “Società filantropica”, un gruppo con fini umanitari, emanazione della loggia Asilo de la Virtud e Garibaldi, quasi certamente, entrò a far parte dell’una e dell’altra. Le vicende di Garibaldi in America latina sono note: militò sotto le bandiere della Repubblica del Rio Grande del Sud in lotta contro l’impero del Brasile, partecipando a scontri sanguinosi a Laguna e sull’altipiano. Ben presto, però, le sorti della guerra volsero al peggio e nel 1842 Garibaldi lasciò il Brasile insieme ad Anita e a Menotti, il figlioletto nato il 16 settembre del 1840. Si rifugiò a Montevideo dove si aprì il suo secondo capitolo massonico. Qui, secondo alcuni, entrò prima in una loggia, costituita da italiani, quindi, il 28 del 1844, fu regolarizzato dalla Loggia “Amis de la Patrie”. L’Officina dipendeva dal Grande Oriente di Francia. Fra le sue colonne sedevano numerosi residenti francesi, diversi locali e alcuni italiani, fra i quali il commerciante modenese Farini e il tornitore di Valenza Po, Zucchelli. Nel verbale della tornata di regolarizzazione si legge: “Il Fratello G. Garibaldi, precedentemente ammesso , è presentato per essere regolarizzato. Introdotto dal primo maestro delle cerimonie all’Oriente e collocato nella dovuta posizione, ripete il giuramento massonico che gli detta il Venerabile . In seguito a ciò il Venerabile lo proclama e consacra Apprendista massone regolare e membro attivo di questa Officina”. Alcuni biografi al pari di Gustavo Sacerdote affermano che Garibaldi, indaffarato nella difesa dell’Uruguay, frequentasse poco la loggia come dimostrerebbe il fatto che in Sud America rimase apprendista. Comunque, quando lasciò il Sud America, a bordo della Speranza, era già un massone regolare e furono soprattutto i confratelli ad aiutarlo nella rocambolesca fuga del 1849; fra questi ricordo Riccioli, appartenente ad una Loggia di Grosseto. Sfuggito alle grinfie di Austriaci, Borboni e Papalini Garibaldi si rifugiò nel Nord America. Anche qui ebbe contatti con Liberi Muratori italiani, fra i quali Antonio Meucci che lo assunse nella sua fabbrica di candele di New York. La sua storia massonica è comunque meglio documentata dal 1860 in poi. Si sa che in Sicilia, dove la tradizione scozzese era radicata, il Supremo Consiglio di Sicilia lo innalzò al 33∴ Grado, nominandolo nel 1862 "Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro a vita dell'Ordine massonico di Rito Scozzese Antico ed Accettato". Iniziò a questo punto una nuova pagina della vita massonica di Giuseppe Garibaldi che lo vide, nel giro di pochi anni, diventare la personalità di maggior spicco della libera muratoria peninsulare. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Giuseppe Garibaldi” all’Or∴ di Firenze, n. 173, nella Valle dell’Arno, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-03-30 - Modified: 2025-03-30 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-haderslev-nella-valle-dellhaderslev-dam/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Filoteo Alberini” all’Or∴ di Haderslev (DK), nella Valle dell’ Haderslev Dam; la nuova Officina ha acquisito il numero 172 di matricola. Filoteo Alberini era un giovane intelligente, ma un po’ stravagante e con molti interessi, troppi forse per concludere qualcosa di buono. Questo doveva essere il giudizio dei suoi compaesani quando egli, dopo aver dimorato nella Capitale per studiare, ritornò nella natia Orte senza alcun un diploma. Alberini era, comunque, un ragazzo pieno d’iniziative e nella cittadina laziale si rimboccò le maniche prestandosi a diversi lavori, fino a quando conobbe un fotografo ambulante e s’innamorò di quella nuova tecnologia che fissava le immagini su lastra: la fotografia. Chiamato agli obblighi di leva, Filoteo fu inviato a Pavia dove, per le sue competenze di fotografo, fu destinato all’arma del genio. Ciò gli consentì, una volta congedato, di essere assunto all’Istituto Geografico Militare; si trasferì quindi a Firenze e lì, una sera del 1894 E∴ V∴, passeggiando sotto i portici di piazza Vittorio Emanuele II (oggi Piazza della Repubblica), vide il kinetoscopio Edison, una scatola di legno, dove guardandoci dentro e girando una manovella, le immagini, prendevano vita. Fu così che il fotografo Alberini s’invaghi, prima che nascesse, del cinema, venuto alla luce l’anno successivo, grazie ai fratelli Lumière. Tre anni dopo, nel 1897 E∴ V∴, Filoteo entrò in Massoneria, nella R. L. “Concordia” all’Or∴ di Firenze. Era il 15 di febbraio e proprio in quei giorni la “Concordia”, insieme alla consorella “Michelangelo” aveva cambiato sede, trasferendosi da Palazzo Davanzati in un vasto appartamento di via della Spada al n. 2. Nello stesso anno Alberini fu elevato al Grado di Compagno e nel 1898 E∴ V∴ gli fu assegnata la carica importante ma poco ambita di Segretario. Nella “Concordia” il Nostro si nutrì di un po’ di simbologia e di tanto anticlericalismo: partecipò ai comitati pro-divorzio, alla commissione per la laicizzazione della scuola e al congresso massonico regionale di Prato nel quale si parlò di lotta al clericalismo e di come “strappare i fanciulli dalle ugne dei preti”. Intanto, il massone Filoteo Alberini, sostenuto dai confratelli, continuava a occuparsi di cinema. Già nel 1895 E∴ V∴ aveva aperto a Firenze la sala di proiezione “Fratelli Lumière” e quattro anni dopo il cinema “Moderno”, in Piazza Esedra a Roma. Il passo più importante lo fece, tuttavia, nel 1904 E∴ V∴, quando, in società con Dante Santoni, fondò nella Capitale, nel quartiere di San Giovanni, lo Stabilimento Italiano di manifattura cinematografica Alberini e Santoni, ciò gli consentì di produrre il primo kolossal italiano: La presa di Roma. Il film fu fortemente voluto dal Grande Oriente d’Italia e dal governo di allora guidato dal Fratello forlivese Alessandro Fortis, 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato e membro del Supremo Consiglio. Al suo fianco vi era Leonardo Bianchi, ministro della Pubblica Istruzione, noto clinico, fondatore delle cattedre di psicologia sperimentale e di antropologia criminale. Anche Leonardo Bianchi era un 33° Grado e un membro del Supremo Consiglio. Favorevole al film era pure il Ministro della guerra, il Tenente Generale Ettore Pedotti, che mise a disposizione di Alberini soldati, uniformi e armi. I Liberi Muratori italiani, insomma, erano entusiasti del progetto perché lo vedevano in sintonia con il pensiero di Ernesto Nathan, convinto che le grandi celebrazioni popolari di eventi storici fossero un momento importante per la divulgazione del verbo laico. Nel 1905 E∴ V∴ poi ve ne era proprio bisogno perché il Pontefice, Pio X, l’11 giugno, con l’enciclica Fermo proposito, aveva attenuato il Non expedit di Pio IX, consentendo ai cattolici, “con benigna concessione”, di partecipare alla vita politica. Il film fu proiettato il 20 settembre del 1905 E∴ V∴, in occasione del trentacinquesimo anniversario della liberazione di Roma, a Porta Pia di fronte a una folla straboccante; si dice che gli spettatori fossero circa 80. 000. Fu un grande successo apprezzato da massoni, laici e anticlericali, fu invece condannato dai cattolici che lo considerarono un’offesa alla Chiesa e alla religione. Il film, di cui si sono stati salvati 75 metri dei 250 originari, era suddiviso in sette quadri: Il generale Carchidio a Ponte Milvio, Il generale Carchidio e il generale Kanzler al Ministero delle Armi, L’alba del 20 settembre al campo dei bersaglieri, L’ultima cannonata, L’assalto alla breccia, Bandiera bianca, Apoteosi finale” (G. Lasi). L’immagine finale era un Tableau vivant, un quadro a forma di triangolo o di piramide che celebrava il trionfo dell’epopea risorgimentale. In basso erano raffigurati i padri della Patria: Cavour, Vittorio Emanuele II, Mazzini e Garibaldi, quindi l’Italia, in forma muliebre con la palma della vittoria e il Tricolore, alle sue spalle le vedute del Quirinale e del Campidoglio e più in alto la stella a cinque punte. Scrive Giovanni Lasi: “è un’immagine retorica che Alberini mutua dall’arte figurativa fissando i protagonisti nell’immobilità del tableau e sancendo formalmente l’ascesa di Mazzini, Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Cavour al rango di eroi immortali”. La tavola, tuttavia, simboleggia anche il trionfo della Massoneria, raffigurata dalla stella a cinque punte, da quella stella che il generale Cesare Francesco Ricotti Magnani con il R. D. del 13 dicembre 1871 volle come icona della fratellanza militare. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Filoteo Alberini” all’Or∴ di Haderslev, n. 172, nella Valle dell’ Haderslev Dam, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri miei e di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-03-17 - Modified: 2025-03-17 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/la-vera-storia-del-non-ti-scordar-di-me-nella-massoneria/ - Categorie: Blog In nota dello Stato Maggiore Difesa di qualche giorno fa, è stata approvata l'idea sostenuta dal Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia in merito al progetto “caduti per la Patria, Fiore all’occhiello degl’Italiani” per rendere onore al sacrificio dei Caduti di tutte le guerre e delle missioni di pace. Tale progetto prevedeva, in favore del personale militare delle Forze Armate, l’autorizzazione all’uso di spillino distintivo raffigurante il Myosotis in alcune ricorrenze nazionali significativamente, come il 2 novembre, il 4 novembre, l’11 novembre (Giornata del Veterano) e il 12 novembre (Giornata del Ricordo dei Caduti Militari e Civili nelle Missioni Internazionali per la Pace). La scelta di tale simbolo è stata motivata, secondo il generale di corpo d’armata Rosario Aiosa presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia, in quanto «è di colore ‘azzurro Italia’ e ha cinque petali, come le cinque punte della Stella d’Italia, emblema della Repubblica. Simboleggia notoriamente fedeltà, amore e ricordo eterni. Presente in tutto il territorio nazionale, si presta ad essere facilmente riprodotto, anche in forma stilizzata».  La decisione ha riscosso ampi consensi per la felice scelta sul Myosotis, ma anche qualche mugugno, in quanto tale fiore costituirebbe un simbolo importante per la Massoneria. La critica è fondata. I massoni di tutto il mondo amano sfoggiare la spilla del Myosotis, noto in Italia col nome Non-ti-scordar-di me al bavero della giacca, ma è una critica ingenerosa perché mortifica il nobile significato del simbolo ripugnando la sua provenienza massonica. Ma qual è l’origine di tale simbolo per la Massoneria?   La Gran Loggia "Zur Sonne" emise nel 1926 la spilla Das Vergissmeinnicht-Abzeichen (Non-ti-scordar-di-me), costituita da un unico fiore, come distintivo del congresso per il suo incontro annuale del 1926 a Brema. La spilla, prodotta dalla manifattura di porcellana di Selb, in Alta Franconia, venne successivamente indossata di tanto in tanto da alcuni ex partecipanti al congresso. Durante il "Terzo Reich", il portare un distintivo di qualsiasi comunità era, in linea di massima, vietato. La funzione simbolica degli emblemi era riservata esclusivamente ai segni distintivi delle organizzazioni naziste. Già nell'aprile del 1934, la direzione di Polizia di Monaco proibì l'uso di uniformi e distintivi, e questa misura fu applicata con la massima severità. Ad esempio, all'organizzazione giovanile cattolica fu vietato di partecipare alle processioni del Corpus Domini con i propri stendardi e vessilli. Le ultime logge massoniche vennero chiuse dal regime nazista nel 1935. Come fu possibile, dunque, che in seguito la spilla Non-ti-scordar-di-me potesse essere portata indisturbata come segno segreto di appartenenza alla Massoneria? Questa opportunità venne involontariamente concessa dallo stesso regime nell'ambito del Winterhilfswerk: Il Winterhilfswerk des Deutschen Volkes (Opera di Soccorso Invernale del Popolo Tedesco, abbreviato WHW – successivamente reinterpretato dai contemporanei come WaffenHilfsWerk, "Opera di Soccorso per le Armi") fu una fondazione istituita il 13 settembre 1933, sul modello di un'organizzazione simile sorta durante la crisi economica mondiale del 1929, con lo scopo di alleviare l'onere dell'assistenza statale ai disoccupati nel Terzo Reich. L'iniziativa era diretta dal ministro della Propaganda Joseph Goebbels e organizzata dall'ente di assistenza sociale nazionalsocialista (Nationalsozialistische Volkswohlfahrt). Il suo obiettivo era rafforzare la cosiddetta "comunità popolare" (Volksgemeinschaft), alleggerire il peso finanziario dello Stato e ottenere risultati concreti nella lotta contro la disoccupazione e la povertà. Per sostenere disoccupati e bisognosi, si organizzava una raccolta di fondi attraverso donazioni, rinunce salariali e lavori volontari. Sebbene le donazioni fossero ufficialmente volontarie, in molti casi si esercitava una pressione più o meno forte sui cittadini affinché contribuissero. Il distintivo della raccolta serviva anche come segno di riconoscimento: chi lo portava dimostrava di aver già donato, evitando di essere nuovamente sollecitato a ogni angolo di strada. In questo senso, i distintivi fungevano da ricevuta di donazione e venivano spesso indossati fino all’uscita della serie successiva. La produzione dei distintivi, con i più diversi motivi e materiali, venne affidata ad aziende artigiane locali, contribuendo così a ridurre la disoccupazione. Tra ottobre 1933 e marzo 1943 furono prodotti circa 8. 000 distintivi diversi, solitamente organizzati in serie di cinque-venti pezzi l’anno, per incentivare collezionisti e bambini all’acquisto ripetuto. Per la raccolta del 26 e 27 marzo 1938, il WHW scelse come tema i fiori primaverili. La serie, realizzata in resina sintetica dipinta, comprendeva otto modelli, tra cui il Non-ti-scordar-di me, composto da tre fiori e tre foglie stilizzate. I pochi massoni rimasti, riconoscendovi un riferimento al congresso massonico del 1926 a Brema, lo adottarono immediatamente come segno segreto ma visibile di appartenenza. Essendo un distintivo ufficiale del WHW, doveva teoricamente essere rimosso al termine della raccolta, ma molti lo continuarono a portare, giustificandolo con il fatto che era particolarmente bello, relegandolo così formalmente a semplice ornamento. L’edizione successiva uscì il 5 e 6 novembre 1938, e da quel momento in poi il distintivo WHW Non-ti-scordar-di me assunse definitivamente la funzione di segno segreto di riconoscimento della Massoneria. Dopo la guerra, Theodor Vogel diede un impulso significativo alla storia del distintivo Non-ti- scordar-di me. Theodor Vogel (1901-1977) fu iniziato nel 1926 nella loggia massonica di Schweinfurt Brudertreue am Main. Nel 1946 divenne Maestro Venerabile della stessa loggia, nel 1948 Gran Maestro della Gran Loggia Zur Sonne, nel 1949 Gran Maestro della Vereinigte Großloge der Alten Freien und Angenommenen Maurer von Deutschland (Gran Loggia Unita degli Antichi Liberi e Accettati Muratori di Germania) e nel 1958 delle Vereinigte Großlogen von Deutschland (Gran Logge Unite di Germania). Con il suo lavoro, negli anni '50 riuscì a reintegrare i massoni tedeschi nella catena fraterna mondiale. Nel 1948, in occasione della fondazione della loggia Zum weissen Gold am Kornberg a Selb, che aveva ricevuto la sua bolla costitutiva il 2 aprile di quell’anno, Vogel si ricordò del distintivo Non-ti-scordar-di-me. Poiché la manifattura di porcellana possedeva ancora gli stampi del distintivo con un unico fiore del 1926, riprese la produzione in massa di tali spille. Negli Stati Uniti è consuetudine che, durante la visita a una loggia in un altro Stato, l’ospite doni, in segno di ringraziamento per l’ospitalità, il distintivo della propria loggia o gran loggia (sigillo) al padrone di casa. Per questo motivo, Theodor Vogel portò con sé i distintivi Non-ti-scordar-di me alla conferenza dei Gran Maestri negli Stati Uniti del 1948 e durante i suoi successivi viaggi per motivi massonici. Così, molti fratelli all'estero vennero a conoscenza di questo simbolo, che fu presto considerato il distintivo ufficiale della Massoneria tedesca, ma venne diffuso in tutto il mondo massonico. - Published: 2025-03-04 - Modified: 2025-03-04 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-roselle-nella-valle-del-salica/ - Categorie: Comunicati Siamo Lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Montecristo” all’Or∴ di Roselle (GR), nella Valle del Salica; la nuova Officina ha acquisito il numero 171 di matricola. Roselle è una località a dieci chilometri da Grosseto, celebre per una vasta area archeologica che comprende le rovine dell’antico insediamento etrusco di Rusel, divenuto poi la Rusellae romana, un municipio di notevole importanza, con tanto di cinta muraria, anfiteatro, domus, luoghi di culto, terme, necropoli. Gli scavi archeologici di Roselle sono così importanti che nel 2016 hanno avuto ben 18 716 visitatori. L’Isola di Montecristo, che fa parte dell’Arcipelago toscano, è aspra, rocciosa, montuosa e, nonostante abbia un’estensione di solo tredici chilometri quadrati, raggiunge, con il Monte della fortezza, l’altezza di 645 metri. Il suo nome in età classica era Oglasia e ospitava un altare o un tempio dedicato a Giove. Nel Medioevo assunse il nome attuale, per la presenza di numerosi anacoreti e poi di un vero e proprio cenobio: il convento di San Mamiliano. Sull’Isola aleggiano numerose leggende, tanto da farla divenire uno dei luoghi più misteriosi della Toscana. Un mito racconta, ad esempio, che vi abitasse un drago che poi fu cacciato da San Mamiliano, un altro che vi sia occultato un favoloso tesoro, storia che fu recepita da un romanzo di Alexandre Dumas padre il quale, insieme Auguste Maquet, pubblicò a puntate a partire del 1844, la celebre opera "Il Conte di Montecristo". L’aspetto favolistico di Montecristo è dovuto sia alla sua natura, sia alle vicende storiche che la caratterizzarono. Fu, infatti, dal 727 d. C. al 1849 oggetto di numerose incursioni di pirati e briganti, alcuni delle quali ebbero esiti tragici. Come se non bastasse, sussiste nell’Isola un’anomalia faunistica di difficile spiegazione: la presenza della vipera. Secondo alcuni il fatto che vi sia questo rettile sarebbe dovuto ai fenici, soliti a usare i serpenti racchiusi in vasi di terracotta, come proiettili da scagliare sulle navi nemiche durante le battaglie navali. L’asperità dell’isola, le difficoltà d’approdo, la forte ventilazione e la collocazione fra Pianosa e il Giglio, hanno fatto sì che si vociferasse sulla presenza a Montecristo di inquietanti presenze; lo denuncerebbe la toponomastica che, fra l’altro, attribuirebbe a una fonte d’acqua diaboliche caratteristiche. Tutto questo ha reso siffatto paradiso ambientale, super protetto, un simbolo del mistero e dell’arcano. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Montecristo” all’Or∴ di Roselle (GR), n. 171, nella Valle del Salica, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-02-25 - Modified: 2025-02-26 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-reggio-di-calabria-nella-valle-del-calopinace/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Giordano Bruno” all’Or∴ di Reggio Calabria, nella Valle del Calopinace; la nuova Officina ha acquisito il numero 170 di matricola. Giordano Bruno fu per l’ortodossia cattolica l’eretico impenitente e per ogni libertario un martire del libero pensiero. Le divergenze di giudizio sull’uomo comportarono inoltre che, per alcuni, fosse un filosofo originale e innovativo per altri un tributario di idee altrui, approdato a un sincretismo non privo di contraddizione. A rendere ancor più controverso il personaggio contribuirono alcuni aspetti biografici poco chiari, mi riferisco alla sua supposta funzione di agente segreto o allo stupefacente rapporto con Zuane Mocenigo. Questi, dopo averlo invitato a Venezia quale precettore di “mnemotecnica”, lo denunciò al “padre inquisitor di Venezia”, Giovan Gabriele da Saluzzo scrivendogli: “L’ho serrato in camera a requisitione sua; et perché io lo tengo per indemoniato la prego far requisizione per lui”. L’accusa che il patrizio rivolse all’ex domenicano era pesante come un macigno: “Io dinunzio aver sentito dire a Giordano Bruno nolano, che biastemia grande quella dei cattolici il dire che il pane si transustanzii in carne; che lui è nemico della Messa; che niuna religione gli piace; che Cristo fu un tristo, e che se faceva opere tristi di sedur popoli, poteva molti bene predire di dover essere impiccato; che non vi è distinzione in Dio di persone e che questo sarebbe imperfezione in Dio; che il mondo è eterno, e che sono infiniti mondi; che Cristo faceva miracoli apparenti e ch’era un mago, e così gli apostoli che Cristo mostrò di morir mal volentieri e che la fuggì quanto la poté; che non vi era punizione dei peccati, e che le anime create per opera della natura passano d’un animal in un altro”. Rinchiuso nel “Cason degli eretici” e sottoposto a lunghi interrogatori, passava il tempo a fare oroscopi e a tracciare cerchi magici, nei quali iscriveva versetti biblici. Questa sua supposta attività fu denunciata dai compagni di cella, cosicché, ancor prima del rogo, gemmarono su di lui leggende che resero ancor più complesso l’inquadramento del personaggio. Le difficoltà interpretative sono ulteriormente accresciute dalla vastità dell’opera del Nolano e dalla carenza di edizioni critiche, lacuna colmata solo con la pubblicazione degli scritti magici, sotto la direzione di Michele Cileberto. Certo è che Giordano Bruno rappresentò un punto d’arrivo di tanta cultura rinascimentale, giacché convogliarono nella sua opera spunti ficiniani e neo platonici, tributi di Cusano e Agrippa, inserti di di Cardano e di Paracelo. Il Nostro, inoltre, tese a contrapporre ai suoi tempi di furore dogmatico e d’intolleranza, l’utopia di un mondo felice ove ogni contrasto cessasse nell’abbraccio di un panteismo religioso capace di pacificare l’umanità, intorno alla riscoperta della vera essenza dell’universo, essenza che l’Umanesimo aveva individuato nelle pieghe del neoplatonismo. Egli, cercatore di verità, riteneva di aver squarciato gli ultimi velami, rifacendosi ai pensatori rinascimentali, senza dimenticare l’opera di Aristotele, di cui si era “nodrido in gioventù”. Bruno, infatti, non si opponeva allo Stagirita per quanto concerne la logica e la retorica e, in parte, l’etica, ma ne rifiutava la fisica e la metafisica, pascolo di cavillosi ragionamenti dei peripatetici suoi contemporanei. Ribelle alla dittatura delle idee, anticipatore della Libertas filosofandi, l’8 febbraio del 1600 ascoltò in ginocchio il verdetto di condanna a morte quindi, secondo Caspar Schoppe, si alzò e rivolgendosi ai cardinali inquisitori, avrebbe detto: “Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam”. Il 17 febbraio, dopo aver rifiutato i conforti religiosi, fu condotto in Campo de’ fiori, con una mordacchia in bocca per impedirgli di parlare e quivi fu arso vivo, diventando un simbolo per tutti coloro che hanno cara la libertà. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Giordano Bruno” all’Or∴ di Reggio Calabria, n. 170, nella Valle del Colopinace, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2025-02-09 - Modified: 2025-02-09 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-palermo-nella-valle-delloreto/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Sothis” all’Or∴ di Palermo, nella Valle dell’Oreto; la nuova Officina ha acquisito il numero 169 di matricola. Sothis, ellenizzazione del termine egizio Sptd (Sopedet), era il nome dato dall’antica civiltà faraonica, alla stella Sirio, facente parte della costellazione del Canis Major. I Greci consideravano Sothis un emblema della lunga ed arida estate mediterranea, come indica la parola stessa che deriva da Σείριος etimo che significa splendente ma anche ardente e infuocato. I Romani, seguendo la linea di pensiero ellenico, associavano Sothis e la Costellazione del cane di cui fa parte, al caldo dell’estate, da ciò è derivato il nostro termine canicola, che Esiodo augura di affrontare in tal modo: “Nella stagione della spossante estate vi sia per te l’ombra di una roccia e vino di Biblo, focaccia d’orzo e di latte soffio vivace di Zeffiro”. L’astro è così luminoso che “nelle notti straordinariamente buie delle Ande subequatoriali, proietta delle lievissime ombre sulla terra” (A. Cattabiani). Fra il 4380 e il 2020 a. C. , la levata iliaca di Sothis, poco prima del solstizio d’estate, annunciava la piena del Nilo e, dunque, l’esondazione che avrebbe donato vita e prosperità al regno d’Egitto. Per questo motivo era considerata un’ipostasi di Athor e soprattutto di Iside, specie a Denderath e a File, ove si trovavano i principali centri di culto di quest’ultima dea. Oltre ai suoi significati immediati di luce che brilla nella notte e di splendore, Sothis, secondo alcuni interpreti, è anche un simbolo del percorso iniziatico, infatti, Iside - Sirio guidava i defunti e, soprattutto, il faraone, lungo i sentieri perfetti del cielo, nella duat, assistendolo nelle prove, facendogli evitare i pericoli, fino a quando il sovrano avrebbe raggiunto le dimensioni di una nuova vita. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Sothis” all’Or∴ di Palermo, n. 169, nella Valle dell’Oreto, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-11-21 - Modified: 2024-11-21 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-pisa-nella-valle-dellarno/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Porsenna” all’Or∴ di Pisa, nella Valle dell’Arno; la nuova Officina ha acquisito il numero 168 di matricola. Porsenna è un leggendario sovrano etrusco che avrebbe regnato su Chiusi fra il VI e il V secolo a. C. Usare il condizionale è d’obbligo perché la figura di Porsenna è legata ai primordi della storia romana, quando la Città eterna si ribellò al suo ultimo monarca: Tarquino il Superbo. Quest’ultimo sarebbe stato cacciato dall’Urbe che aveva scelto il regime repubblicano; Tarquinio, tuttavia, non si rassegnò e, essendo d’origine etrusca, si rivolse a Porsenna; questi con un forte esercito assediò Roma, però, colpito dall’eroismo dei vari Orazio Coclite, Muzio Scevola e Clelia venne a patti con gli assediati che poterono mantenere la propria libertà. Secondo alcuni storici tale narrazione fu volutamente creata da Tito Livio e Tacito per nascondere una realtà ben diversa: Porsenna avrebbe conquistato Roma e l’avrebbe sottomessa, consentendole, dietro il pagamento di decime, di mantenere la propria indipendenza. Addirittura, secondo Plutarco, in prossimità del Senato, sarebbe stata eretta una statua in rame del monarca etrusco. Altri storici, quali Plinio il Vecchio, Dionigi di Alicarnasso e Floro indicano il lucumone quale re dell’intera Etruria o per lo meno della dodecapoli. Rimane il fatto che Porsenna era considerato un personaggio di grande importanza, infatti, oltre al potere politico e militare, possedeva anche quello sacerdotale egli, di fatto, era in contatto con gli dèi, interpretava il loro volere e otteneva dai numi benevolenza e protezione; ciò emerge da una leggenda molto significativa. Plinio il Vecchio narra che nel contado di Volsinii apparve un terribile mostro di nome Olta o Volta, era munito di unghie affilate come spade e di denti più acuminati di pugnali. Legioni di soldati lo affrontarono inutilmente, perché Olta, essendo corazzato, era invulnerabile a frecce, lance e giavellotti. Fu allora che gli abitanti della zona si rivolsero a Porsenna il quale, rivolgendosi agli dèi, fece incenerire il mostro dalla folgore. Plinio e Varrone raccontano, inoltre, che Porsenna si fece tumulare in uno straordinario mausoleo dotato di labirinto, di guglie piramidali e da campanelle che suonavano all’alitare del vento. La sua salma fu disposta al centro dell’edificio su un cocchio d’oro e intorno fu sistemata una chioccia con cinquemila pulcini sempre d’oro. Probabilmente la chioccia e i pulcini volevano rappresentare la sua armata e i nobili del regno, fedeli pure agli inferi. In pratica la funzione della chioccia e dei pulcini di Porsenna sarebbe simile a quella dell’armata di terracotta dello imperatore cinese Qin Shi Huang (246 - 206 a. C. ), rinvenuta nella città di Xi'an. Voglio ricordare, infine, che la simbologia della chioccia e dei pulcini d’oro è estremamente diffusa, leggende di simili tesori sono comuni in tutte le regioni italiane e una gallina con sette pulcini, in argento dorato, fa parte del tesoro della regina longobarda Teodolinda ed è conservato nel museo del duomo di Monza. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Porsenna” all’Or∴ di Pisa, n. 168, nella Valle dell’Arno, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-11-13 - Modified: 2024-11-13 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-forli-nella-valle-del-montone-2/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Delta. ” all’Or∴ di Forlì, nella Valle del Montone; la nuova Officina ha acquisito il numero 167 di matricola. La lettera delta (δ) è la quarta dell’alfabeto greco e deriva, sia come segno sia come parola (δέλτα), dalla daled fenicia. Nella grafia maiuscola la delta diventa un triangolo (Δ), per questo motivo la Δ è stata particolarmente apprezzata in Massoneria, ove ha assunto un valore iconologico identico alla figura del triangolo; si pensi ad esempio al “delta luminoso” che campeggia all’Oriente nella maggior parte dei Templi massonici, ove assume molti significati, connessi in buona parte alla perfezione del trascendente. Renè Guénon (Simboli della scienza sacra) fa del triangolo l’emblema della montagna sacra e del cuore (triangolo rovesciato) che, a sua volta, sottende alla grotta segreta o a quello spazio sacrale ove avviene il rito dell’iniziazione. Egli scrive, fra l’altro, che l’immagine del triangolo che ne include un altro più piccolo e rovesciato, oltre a evocare il Macroprosopo e il Microprosopo (grande e piccolo volto) “è manifestamente identica al simbolo del Sigillo di Salomone, in cui i due triangoli opposti rappresentano allo stesso modo due principi complementari nelle diverse applicazioni di cui sono suscettibili”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Delta” all’Or∴ di Forlì, n. 167, nella Valle del Montone, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-10-31 - Modified: 2024-10-31 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-siracusa/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. “Pitagora” all’Or∴ di Siracusa, nella Valle dell’Anapo, è entrata a far parte della Comunione, acquisendo il numero 166 di matricola. Quando visse Pitagora, la Grecia stava sviluppando una fiorente civiltà, impostate sulle polis, città stato indipendenti. Ogni Polis controllava il territorio circostante, adibito a pastorizia e agricoltura, mentre all’interno delle mura ferveva l’artigianato e il commercio che aveva il suo centro nell’agorà, la piazza del mercato preposto anche alle assemblee e alle riunioni politiche. A partire dal VII secolo a. C. la crescita demografica impose un notevole fenomeno migratorio, con la fondazione di nuove città stato e un ulteriore sviluppo dei commerci. Ciò comportò una presa di coscienza del ceto medio, costituito da mercanti, imprenditori, artigiani che via via reclamò diritti politici pari a quelli dell’aristocrazia, fino a quel momento unica detentrice del potere. Vi furono pertanto contrasti e conflitti intestini che facilitarono l’insorgere dei tiranni che, approfittando delle continue turbolenze, diventarono signori assoluti delle città. Fu questo il caso di Samo che ebbe in Policrate il proprio autocrate. Costui, con un colpo di stato, disautorò i geomori, i nobili proprietari terrieri e, nel 537, assunse il pieno potere e per quindici anni dominò Samo, fino a quando nel 522 a. C. , il satrapo persiano Orete, lo catturò con l’inganno e l’uccise. Pitagora non visse le vicende del tiranno e della sua Samo perché già nel 530 a. C. si era rifugiato a Crotone, nella Magna Grecia. Qui l’esule elaborò il proprio pensiero, traendo ispirazione dall’orfismo, da cui desunse l’idea dell’immortalità dell’anima e della metempsicosi e dal misticismo estatico dionisiaco. È probabile che in ambito dionisiaco, proprio a Crotone, Pitagora sia venuto in contatto non solo con la scuola medica già fiorente in quella città, ma con lo sciamanesimo vero e proprio, di cui un esponente era il mitico Abari, l’uomo venuto da nord. Insomma l’esule di Samo, fu attento a ogni proposta, a ogni eco culturale che la società del tempo gli suggeriva, al punto che Francesco Adorno scrive: “sempre in via ipotetica possiamo dire che certi atteggiamenti religiosi e magici Pitagora può averli benissimo accolti durante i suoi viaggi in Egitto e poi a Creta , trasformando quelle che erano credenze agrarie in incantagioni di tipo medico quali poteva aver trovato fra i medici incantatori e sacerdoti egiziani e soprattutto tra i medici della scuola di Crotone” (F. Adorno). Una caratteristica di Pitagora fu quella di non lasciare niente di scritto; pertanto, il suo pensiero è stato tramandato da altri, alcuni dei quali vissuti molti anni dopo la sua morte. Quando si parla di Pitagora, perciò, bisogna usare il condizionale e ricorrere a periodi ipotetici, giacché è arduo porre i confini fra la storia e il mito, fra il documentato e l’attribuito. Procedendo con tale prudenza, si può supporre che Pitagora concepisse il numero come elemento fondante della creazione, poiché solo con il numero vi sarebbe il passaggio dall’indefinito del caos al definito dell’armonia. Seppur sia difficile separare quello che fu il pensiero originario del Maestro dalle dottrine dei suoi discepoli o dalle scuole che da lui presero nome, rimane il fatto che egli impresse un’impronta fondamentale alla filosofia occidentale e in più divenne un archetipo di conoscenza e di un sapere profondo che non è raggiungibile da tutti. Molti secoli più tardi, Porfirio (233-305 d. C. ), seguace di Plotino, facendo tesoro di opere precedenti, scrisse la Vita di Pitagora, e in siffatto libro il pensatore della siriaca Batanea ritiene, richiamando il saggio di Samo, che il creato sia traducibile attraverso un sistema “numerico simbolico”. Alcuni anni più tardi un altro neoplatonico, Giamblico (251-326 d. C. ), si cimentò in uno scritto simile, individuando nei numeri “essenze incorporee, invisibili, indivisibili, incorruttibili” e considerando la filosofia una “scienza che coglie il mistero della vita e dominio, nella comprensione del tutto vivente, di tutte le cose”. La fama e il valore archetipale di Pitagora non si fermarono con il basso impero, egli continuò a essere un simbolo tanto che il pensatore di Samo divenne un punto di riferimento anche per la Massoneria. “La Scuola di Pitagora e la Libera Muratoria prevedono un cammino iniziatico, un lungo periodo di silenzio nell’apprendistato, un rapporto tra i membri di fraternità completa. Una privazione dei ruoli sostenuti nell’ambito della società profana. L’abbandonare i “metalli” determina una riduzione della facoltà dell’io cosciente e dell’iperfunzione individuale per assumere simboli che amplifichino il Sé” (Arnone). Bisogna aggiungere che esponente di spicco del neo-pitagorismo d’impronta massonica fu Arturo Reghini (1878 – 1946). Figura celebre del mondo iniziatico peninsulare, egli fu membro effettivo del Supremo Consiglio d’Italia del Rito Scozzese Antico e Accettato e, avviato allo studio del pitagorismo da Amedeo Rocco Armentano, fondò con lui a Roma nel 1923 l’Associazione pitagorica. Autore di numerosi volumi, collaborò con diverse riviste quali “Leonardo”, “Atanòr”, “Ignis”, “Ur” e, in virtù dei suoi studi, ebbe prestigiosi riconoscimenti dall’Accademia dei Lincei e dall’Accademia d’Italia. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Pitagora” all’Or∴ di Siracusa, nella Valle dell’Anapo, n. 166, inviamo un fortissimo triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-10-16 - Modified: 2024-10-16 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-taranto/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. “Typheret” all’Or∴ di Taranto, nella Valle del Galeso, è entrata a far parte della Comunione, acquisendo il numero 165 di matricola. Tiferet o Typheret (ת ֶר ֶא ְפ ִּת ) è la sesta Sephirot e il significato più comune che le si attribuisce è quello di “bellezza”. In realtà la sesta emanazione di En Sof possiede delle valenze molto più complesse. Rappresentando, infatti, l’elemento equilibrante fra Chesed e Gevurah, permette l’armonico sviluppo della creazione, pertanto, Typheret è il tronco dell’albero del mondo ed è considerata la waw del Nome di Dio, “poiché in essa sono concentrate, come in un punto focale, le prime sei sefirot la lettera waw corrisponde al numero sei” (G. Scholem, I segreti della creazione). Questo tema è trattato in molti testi cabalistici, fra quali in un capitolo dello Zohar, intitolato La waw d’argento e d’oro, ove waw (ו(, è connessa, oltre alla Sephirah Tipheret, al sole, mentre nel Bahir (Libro dell’illuminazione) la sesta Sephirah è paragonata a “l'adornato, glorioso, delizioso trono di gloria”. D’altra parte, come si legge nel Cantico dei Cantici la bellezza è l’essenza stessa del mondo, è colei “che guarda avanti come l’alba, leggiadra come la luna, chiara come il sole”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Typheret” all’Or∴ di Taranto, nella Valle del Galeso, n. 165, inviamo un fortissimo triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-09-25 - Modified: 2024-09-25 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-roma-nella-valle-del-tevere/ - Categorie: Comunicati Siamo Lieti di comunicarvi che la R. L. “Giano” all’Or∴ di Roma, nella Valle del Tevere, è entrata a far parte della Comunione, acquisendo il numero 164 di matricola. Janus fu una delle divinità italiche più antiche e venerate. Secondo Cicerone e Macrobio in suo nome deriverebbe dal verbo ire, ipotesi suffragata da Georges Dumézil, secondo il quale l’etimo Janus deriverebbe, come ianua, dalla radice indeuropea ei: guado. Il suo corrispondente etrusco era Culsans, il nume delle soglie, divinità benefica che presiedeva i culs: i passaggi, le porte, i guadi. I Liberi Muratori collegarono l’antico dio dal doppio volto ai due San Giovanni che presiedevano alla marcia ascendente e discendente del sole. Egli fu considerato il genio di tutti i principi, sia annuali che stagionali, della vita e dell'esistenza umana e il nume tutelare dell'iniziazione, il guardiano della soglia del Tempio. Giano è raffigurato spesso con un viso maschile e uno femminile, ha in testa una corona, porta nella mano destra uno scettro e nella sinistra una chiave. Questi suoi attributi sono simili a quelli di Cristo tant’è vero che nella quarta Antifona prima di Natale la liturgia recita: “O Clavis David, et Sceptrum domus Israel ! ”. Le due facce di Giano sono state interpretate come il passato e il futuro, per questo sono spesso rappresentate anche con un volto di un vecchio e uno di giovane. Nel simbolismo di questa divinità, vicina per alcuni versi all’immagine alchemica del Rebis, figura anche una terza faccia indicante il presente, l’istante fuggevole e inafferrabile ma che contiene in sé ogni realtà temporale è perciò l’eternità, un emblema che ricorda molto il terzo occhio di Shiva. Per questi motivi Giano diventò il Signore dell’Eternità, del Triplice tempo o l’Antico dei Giorni, il Maestro, la cui chiave rappresenta la parola perduta e che, come in Isaia, a chi gli chiede “a che punto è la notte? ” risponde che «La notte sta per finire ma l’alba non è ancora arrivata». (Isaia, 21, 11-12). Il cammino del Libero Muratore, infatti, non termina mai e chi pensa di aver raggiunto la meta ha confuso la luce col buio. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Giano” all’Or∴ di Roma, nella Valle del Tevere, n. 164, inviamo un fortissimo triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-09-24 - Modified: 2024-09-25 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-genova/ - Categorie: Comunicati Siamo Lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “O. I. C. L. Cavalieri della Luce”, all’Or∴ di Genova nella Valle del Polcevra. La nuova Officina ha acquisito il numero 163 di matricola. Sul valore del termine “cavaliere” ci siamo già espressi in un precedente comunicato. Intendiamo, invece spendere due parole sul secondo sostantivo del nome distintivo della nuova Loggia: “Luce”. La positività del termine è evidente da un punto di vista antropologico e già nella letteratura vedica è estremamente evidenziata; d’altra parte, lux – lucis deriva dall’etimo sanscrito lokah che indica uno spazio chiaro nella foresta, un luogo cerimoniale e rituale, un’area sacra, che in latino diventerà lucus. Nell’Avesta la Luce viene definitivamente divinizzata, tanto che vi si legge: “Ohrmazd si trovava, circondato di luce, nell’Altezza suprema, onnisciente e buono per tutto il tempo illuminato: quella Luce è il luogo e il sito di Ohrmazd e alcuni la chiamano Luce increata Ahriman soggiornava nel profondo, circondato di tenebre e brama di sangue. La brama di sangue è il suo vestito e quelle tenebre sono il suo luogo, alcuni la chiamano la tenebra increata”. L’esaltazione simbolica della luce è, infine, evidente nello gnosticismo ove l’espressione “luce del Padre” è ricorrente, come è inciso sulla lapide sepolcrale di Flavia Sophe, risalente al 180 d. C. e ora conservata nel Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano. Per Valentiniani, Basilidiani, Carpocratici, Marcioniani; Barbelioti, Ofiti ecc. la Luce s’identifica non solo col Principio assoluto, col puro spirito, ma anche con quella gnosi, con quella conoscenza salvifica riservata ai pneumatici. In Pistis Sophia, un testo gnostico di estremo valore, rinvenuto su un codice in lingua copta, proveniente dall’area di Tebe – Luxor, la stessa di Nag – Hammadi, si assiste ad una vera e propria esaltazione della luce, intesa in tal senso: “Ti voglio lodare, o luce, perché tu sei il mio salvatore. Tu sei un liberatore per sempre. Voglio innalzare questo inno alla luce perché mi ha liberato, mi ha estratto dalla mano degli Arconti miei nemici. Tu mi hai liberato da ogni luogo: mi hai liberato dall’altezza e dalla profondità del caos”. In seguito, questo concetto dell’illuminazione conoscitiva, è stata applicata a numerosi concetti, non ultimo quello della Tradizione, considerata unico mezzo capace di condurre sul vero, percorso iniziatico. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “O. I. C. L. Cavalieri della Luce”, all’Or∴ di Genova nella Valle del Polcevra, n. 163 inviamo un fortissimo triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-08-28 - Modified: 2024-08-28 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/la-sciarpa-massonica/ - Categorie: Blog La sciarpa massonica è una fascia indossata a tracolla esclusivamente dal Maestro Massone durante le cerimonie, decorata in modo più o meno ricco con motivi simbolici. Risalendo alle origini della Massoneria speculativa, nel 1717, i massoni indossavano un grembiule d'agnello e un paio di guanti bianchi. Anni dopo, il grembiule si arricchì del colore azzurro cielo, forse in onore dell'Ordine della Giarrettiera, i cui gran maestri erano tutti di sangue reale. La Francia, con la sua fantasia e particolarità, adottò la sciarpa fin dai primi tempi della massoneria nel paese. Ci si è chiesto se tale paramento può essere paragonato a una bandoliera per spada, in quanto ricorda effettivamente la bandoliera della spada, un privilegio che si dice fosse riservato ai nobili sotto l'Antico Regime, ma non è certo che la sua origine fosse quella. Un documento del 1744, Le Parfait Maçon, menziona che il Venerabile della Loggia era decorato con "una grande sciarpa blu", ma specifica anche che "i semplici fratelli non avevano alcun ornamento che li distinguesse". Fu solo nel 1812, con la pubblicazione del Tuileur de la Maçonnerie écossaise di Abraham, che si apprese dell'esistenza di una sciarpa da Maestro blu marezzato, decorato con una rosetta color fuoco e un gioiello. Tuttavia, nessuna incisione dell'epoca fornisce dettagli specifici su come venisse indossato questa sciarpa. Forse la risposta potrebbe essere trovata in un dipinto di Louis-Michel van Loo, realizzato durante il regno di Luigi XV. In questo dipinto, il sovrano è raffigurato con una spada, probabilmente fissata sotto la giacca di broccato da una cintura porta-spada, e decorato con il grande sciarpa di seta marezzata azzurro cielo dell'Ordine dello Spirito Santo. Dall’osservazione di questo e di altri ritratti di Luigi XV, emerge che la sciarpa e la spada non sono mai interdipendenti. Da qui si potrebbe concludere che la sciarpa del Maestro Massone derivi più dall'uso dell'Ordine dello Spirito Santo, che dai nobili portatori di spada. In Francia, l'uso della sciarpa si sviluppò notevolmente, ispirato dall'Ordine dello Spirito Santo, il più prestigioso della monarchia francese. I massoni francesi adottarono con ogni probabilità una sciarpa dello stesso colore, l'azzurro chiaro. Negli Ordini nobiliari, la massoneria francese aggiunse ai collari indossati solo dagli Ufficiali le sciarpe dai semplici Maestri. Consentire ai borghesi di indossare una sciarpa azzurra (solo in Loggia) significava affermare l'uguaglianza tra tutti i massoni e ribadire la natura prestigiosa e onorata della Massoneria. Con lo sviluppo degli alti gradi, apparvero nuove varietà di sciarpe e collari in diversi colori (nero, rosso, verde, bianco, cremisi, ecc. ), che venivano e vengono indossate dai Maestri in quasi tutti i Riti Massonici continentali (Rito Scozzese Antico e Accettato, Rito Francese, Rito di Memphis-Misraim, ecc. ), oltre che nelle Logge Azzurre del Rito di York con l'eccezione del Rito Scozzese Rettificato, del Rito di Schroeder e del Rito Svedese.   Una interpretazione esoterica ritiene che la sciarpa, tracciando una diagonale sul corpo, che attraversa il cuore, richiama la dinamica vitale che i Compagni devono scoprire e saper utilizzare. In questo contesto, il termine "sciarpa", ha l’etimologia che rimanda al concetto di viaggio: essa deriva dal termine franco "skirpa", che significa "cesto di giunco", a sua volta dal latino "scirpus" (giunco) e "scrippa" (borsa del pellegrino). Si trattava di una borsa portata a tracolla dove il viandante collocava le sue ricchezze spirituali e materiali, un concetto che si allinea bene con il viaggio del Compagno. L'utilità dei paramenti massonici dipende strettamente dal modo in cui la Loggia e le Sorelle e i Fratelli Maestri percepiscono gli uffici o le cariche, evitando di considerarli come un'esaltazione individuale, che si verifica quando, dopo un percorso rapido attraverso i gradi precedenti, si raggiunge la Maestria maturando l’erronea convinzione di esercitare un potere sui suoi Fratelli.   - Published: 2024-07-03 - Modified: 2024-07-03 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-roma/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Cavalieri Silenti” all’Or∴ di Roma, nella Valle del Tevere; la nuova Officina ha acquisito il numero 160 di matricola. Il nome distintivo della loggia comprende un sostantivo “cavalieri”, seguito da un aggettivo “silenti”; esaminiamo questi due termini perché offrono delle interessanti considerazioni. Il combattere a cavallo fu, fin dall’antichità, un segno di distinzione sociale ma, col Medioevo, divenire cavaliere significò essere nobilitato, una nobiltà che non poteva essere trasmessa ma che era motivo di vanto e di prestigio per l’intero clan familiare. Si diventava cavaliere con un vero e proprio rito d’iniziazione che rappresentava un cambiamento di stato. Il cerimoniale era complesso e si svolgeva in almeno due giorni, prevedeva la nomina di un padrino, il consumare solo pane, acqua e sale, “secundum legem militiae”, lo spogliarsi dei vecchi abiti, il sottoporsi a un lavacro rituale e l’indossare nuovi vestiti, rigorosamente bianchi. Terminata la fase preparatoria, di ritorno alla purezza originaria, l’iniziando compiva la veglia d’armi che durava l’intera notte. Il giorno di poi, di fronte all’intera comunità, avveniva il rito vero e proprio che comprendeva tre giuramenti, il primo prestato “super sancta Dei Evangelia”, quindi, i cavalieri presenti levavano in alto le spade e il padrino procedeva all’investitura il cui culmine era rappresentato dalla “gotata” (colée in francese), “il buffetto simbolico, col quale si ricordava al cavaliere la sottomissione a colui che lo investiva e, ad un tempo, lo si invitava a non subire più in futuro, dopo quella rituale, altre ingiurie” (F. Cardini). Il tutto si concludeva con un abbraccio e un bacio fraterno, al quale seguiva un “magnum prandium”, durante il quale il neo-cavaliere, per dimostrare la propria generosità, distribuiva doni ai presenti. A ben osservare, dunque, fra il Rito d’Iniziazione massonica e l’investitura cavalleresca, sussistono delle stringenti similitudini. Passando al secondo termine del nome distintivo dell’Officina, si può affermare che il silenzio era pressoché idolatrato dagli antichi Romani. In pratica non vi era scrittore o pensatore latino che non esaltasse la capacità di tacere. Scriveva Cicerone: “Malim equidem indisertam prudentiam quam stultitiam loquacem” e Seneca aggiungeva “Qui nescit tacere, nescit loqui”, mentre Catone sentenziava: “Nulli tacuisse nocet”. Il silenzio, tuttavia, non possiede solo una valenza morale e comportamentale, infatti, implica riflessioni complesse sull’essere e l’esistere. Scrive Giacomo Leopardi, in una delle sue liriche più celebri, L’infinito: “Ma sedendo e mirando, interminati / Spazi di là di quella, e sovrumani / Silenzi, e profondissima quiete / Io nel pensier mi fingo; ove per poco / Il cor non si spaura”. Nel guardare l’orizzonte che s’estende a perdita d’occhio, chi non ha provato la stessa sensazione del Poeta di Recanati, il medesimo senso di smarrimento di fronte all’illimitato? In quel momento l’immensità ti parla, ti cattura: sei una goccia che si perde nel mare e, diventandone parte, scopri in te l’inimmaginabile vastità che non conosce confini di tempo e di spazio. La tua fragile esistenza diventa, allora, una bolla di sapone, concreta, reale, ma provvisoria come un battito d’ali, un attimo fuggente che affiora dal magma delle possibilità per precipitare nel baratro del non essere. Sulle pareti effimere della sfera, insorgenza casuale che si sfa mentre si forma, si specchia l’incommensurabile. Quella pellicola, quel velo di luce riflessa sembra catturare l’universo: lo stormire delle foglie nell’alitare del vento, i monti lontani e il cielo sovrastante e al di là di quel manto azzurro, spazi siderali, grumi di stelle, spirali di galassie, nubi apocalittiche, nove e supernove. Tutto ciò si muove impercettibilmente e vorticosamente e il moto delle sfere si traduce in un’armonia di suoni e di pause, in un canto di luce e d’oscurità, in una fuga di note che un organo cosmico sembra generare. Scrive Pascal: "Le silence éternel de ces espaces infinis m’effraye”. Ciò che noi chiamiamo o definiamo, per approssimazione linguistica, vuoto o niente è un quid inconcepibile, è l’insondabile sovraumano, è il divino, al quale s’addice il silenzio, poiché nessun suono, alcuna parola o immagine riesce ad accennarlo. Era così per Valentino, lo gnostico del II secolo d. C. le cui dottrine furono riprese dal Vangelo apocrifo di Filippo. Si legge in siffatto testo che solo gli illuminati prendono coscienza della verità, gli altri permangono nell’ignoranza: “Un cieco e un uomo che vede, quando sono tutti e due nelle tenebre, non sono differenti l’uno dall’altro. Ma quando viene la luce, allora quello che vede vedrà la luce e quello che è cieco rimarrà nelle tenebre”. Se per la gnosi di Valentino, l’Ente s’identifica con l’inimmaginabile vuoto, per quella di Izchak Luria, al contrario, l’Essere s’innerva nell’inconcepibile tutto. Vuoto e Pieno, Silenzio e Suono, oppure Silenzio che ascolta il Suono, a queste considerazioni conducono gli “interminati spazi” e la “profondissima quiete”. Vi è una soglia fra i due estremi, non è un varco, un confine ma un rapporto di continuità, è un orizzonte che apre ad un “oltre”, come la siepe che consente a Leopardi di apprezzare la visione dell’infinito. Silenzio e suono, sogno e coscienza, ascesa e caduta non sono ossimori, né contraddittori ma complementari. Perciò, il silenzio di cui varchiamo la soglia apre all'assoluto, è l’athanor che contiene tutte le possibilità, che sublima ogni ipotesi, in un’infinità di voci, di suoni, di melodie e in queste ultime si compendiano le percezioni, i pensieri, i sogni in quanto la musica è un codice metaforico con innumerevoli potenzialità essendole consentito di articolarsi “in forme che sono negate al linguaggio verbale”. La musica è emozione e simbolo, dove il simbolo è principio d'ordine in atto, è legge cosmologica e cosmotetica che ordina gli opposti e ciò che noi viviamo come contrapposti. Il suono generato dal silenzio accorda l’interno di quella bolla di sapone con l’infinità dello spazio di cui siamo parte, infrange la fragile barriera che riflette e separa, elimina il velo di effimera contingenza e permette l’abbraccio con l’assoluto, con l'anima mundi. Il microcosmo si apre sul macrocosmo, ove sogno e realtà, possibilità e vissuto, si fondono in un eterno presente, dove l’interiorità di ciascuno di noi si sublima nell’anteriorità di milioni di storie, di eventi, di volti di sensazioni ed emozioni. È la melodia delle sfere nella quale si coglie il fluire o il “sapere del tempo”, come si legge nel De Musica di Agostino, è la soglia varcata dal “Cavaliere Silente”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Cavalieri Silenti” all’Or∴ di Roma, nella Valle del Tevere, n. 160, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-06-17 - Modified: 2024-06-17 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-empoli-nella-valle-dell-arno/ - Categorie: Comunicati Siamo Lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Umanità Libera” all’Or∴ di Empoli, nella Valle dell’Arno; la nuova Officina ha acquisito il numero 159 di matricola. L’Officina, appena entrata nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, acquisisce un nome distintivo che fu molto diffuso in Italia durante un lungo periodo storico, compreso fra il secondo Ottocento e i primi anni settant’anni del Novecento. Durante quel lasso di tempo, furono numerose le Logge, sia di tradizione scozzese sia appartenenti al Rito Simbolico Italiano, che acquisirono nomi come “Umanità”, “Umanità e Progresso” e, appunto, “Umanità Libera”, denominazioni riferibili alla Libera Muratoria quale palingenesi dell’Uomo e dell’Umanità. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Umanità Libera” all’Or∴ di Empoli, nella Valle dell’Arno, n. 159, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-06-07 - Modified: 2024-06-07 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-simbolo-del-grande-architetto-delluniverso-nella-massoneria/ - Categorie: Blog  Si ritiene comunemente che sia stato un simbolo creato in ambito massonico. In realtà nasce in ambito cristiano: Giovanni Calvino, uno dei riformatori della Chiesa, colonna del Protestantesimo, definì Dio come “Grande Architetto” o “Architetto dell'Universo”. Questo spiega perché il pastore calvinista James Anderson utilizza tale espressione nelle sue Costituzioni del 1723. Ma cos’è il Grande Architetto dell’Universo, che per comoda convenzione viene citato col suo acronimo GADU? Si tratta sostanzialmente di un principio regolatore, che assume varie denominazioni, tra cui quelle di Dio, Spirito, Essere Supremo, Intelligenza, Mente, Energia, Natura, cui viene attribuito valore di trascendenza. Per meglio intendere tale concetto, le interpretazioni sono evolute nel tempo, partendo da un’interpretazione teistica della divinità, per cui il GADU si identifica senza dubbi con Dio, sino a giungere a una interpretazione deistica, secondo cui è l’interprete ad attribuire qualifica esoterica al simbolo, e di conseguenza il GADU può essere l’Amore Fraterno, l’Armonia Universale, ecc. , cui si attribuisce carattere di trascendenza e di assoluto. Quindi, per la polisemantica del simbolo, solitamente si riconosce al GADU la valenza di simbolo con vari significati, che emergono dalla loro intuizione.   Come raffigurazione, viene solitamente adottato il simbolo dell’occhio inscritto nel triangolo equilatero, anch’esso un di derivazione cristiana mutuato dai massoni. Fu, infatti, il Convento di Losanna del 1875, un’importante assemblea dei rappresentanti di undici supremi consigli di Rito Scozzese Antico e Accettato, che approvò una “dichiarazione di principi” , secondo cui “La Massoneria proclama, come ha sempre proclamato, l’esistenza di un Principio Creativo, sotto il nome di Grande Architetto dell’Universo”, aprendo così le porte al deismo. Il 1877 segnò il punto d’arrivo di una riflessione del Grande Oriente di Francia, iniziata già alla fine degli anni Quaranta dell’800. Un altro ecclesiastico, il pastore calvinista e deputato repubblicano Frédéric Desmons pose ai voti del Convento la sua proposta, consistente all’abolizione dell’obbligo della credenza nel GADU. La proposta fu approvata, scatenando un vero e proprio terremoto nel mondo massonico perché tale credenza, era uno dei dogmi fondamentali vigilati dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra, sedicente Madre del mondo, che ne faceva inderogabile presupposto per il riconoscimento delle obbedienze. Con la violazione di tale landmark, come il dogma è solitamente definito nella massoneria anglo-americana, il Grande Oriente di Francia perdeva il requisito della regolarità, come già lo aveva perduto nel 1872 il Grande Oriente del Belgio, ma con l’obbedienza francese la risonanza era maggiore in quanto era la più grande obbedienza dell’Europa continentale. Però da allora nacque la massoneria adogmatica, che ha sempre visto come capofila il Grande Oriente di Francia. Anche in Italia sia aprì un dibattito prima del Belgio e della Francia. All’assemblea Costituente del Grande Oriente d’Italia del 1869 a Firenze fu bocciata a larghissima maggioranza la risoluzione proposta da un ex prete, Bartolomeo Ortolani, di eliminare l’intestazione “Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo” da ogni atto e manifestazione massonica. Proprio la credenza nel GADU è stata uno dei motivi più solidi alla base dell’inconciliabilità con la Chiesa cattolica, che vede in tale simbolo un surrogato della divinità. Di conseguenza, non può essere ammissibile che un cattolico creda in due enti assoluti.   - Published: 2024-05-28 - Modified: 2024-05-28 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-forli-nella-valle-del-montone/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Athanor” all’Or∴ di Forlì, nella Valle del Montone; la nuova Officina ha acquisito il numero 158 di matricola. Athanor o Atanor è un vocabolo che ha origine dall’arabo at-tannūr (نور ت ال) e significa "forno", anche se alcuni preferiscono collegarlo all’etimo greco α - Θάνατος “senza morte” e, dunque, fonte di vita eterna. Il termine è talmente noto e complesso nei suoi significati, che mi sembrerebbe veramente inutile dedicare solo qualche riga all’alchimia e al suo strumento identificativo; ritengo, invece più interessante compiere una sorta di divagazione sul tema.   Fu Francesco dei Medici (1541 – 1587), successore di Cosimo I sul trono mediceo, a essere denominato quale “Principe dello studiolo”; egli nutrì un grande interesse per l’alchimia e praticò siffatta disciplina di persona. Per tutta la vita questo particolare personaggio preferì alla cura dello stato la "Fonderia", un complesso laboratorio, ove, oltre a fondere statue e a lavorare metalli e pietre preziose si facevano esperienze alchemiche. La "Fonderia", che in origine si trovava in Palazzo Vecchio, ebbe in seguito una sede definitiva nel Casino Mediceo di San Marco, opera del Buontalenti, l’architetto di corte e uno dei caposcuola del manierismo fiorentino. Dalle stanze del laboratorio granducale uscivano prodotti che sembravano miracolosi; testimonia il Pigafetta: "Da maestri peritissimi di continuo si stillano acque di fiori odorati, et d'erbe, et olii di drogheria, et spetierie, trahendone la quintaessentia, et untioni, et compongono lattovari, et confettioni a ristorare, liquori contra le maligne febri, et la pestilenza, et li veleni, et polveri et medicine di possenti virtù, et tostane, portandone in viaggio et nella caccia del Gran Duca per se e per la corte, e dandone a Prelati, Ambasciatori e Signori, et caritativamente in pronti rimedi ... ".   Lo studio dell'alchimista, così caro a Francesco fu ritratto, per suo volere, da Giovanni Stradano (Jan Van der Straet ) in un quadro posto poi nello Studiolo di Palazzo Vecchio, uno stanzino emblematico che, attraverso il giuoco dei simboli e delle corrispondenze, raffigura l'universo magico-alchemico del Principe. Nell'opera dello Sradano fu immortalato lo stesso Francesco, raffigurato come apprendista, intento seguire gli insegnamenti del maestro. In maniera così esplicita il successore di Cosimo volle sottolineare la sua passione per quest'arte ermetica, volta a esplorare i segreti più reconditi della natura. Egli, signore di Toscana, monarca e iniziato, vedeva in sé stesso la reincarnazione del mito salomonico, del re saggio, giusto e di infinita sapienza, depositario di ogni arcana conoscenza e di ogni occulto sapere. Suo contemporaneo fu Rodolfo II d’Asburgo (1552 – 1612), re d’Ungheria, di Boemia, dei Romani e imperatore; egli spostò la capitale dei suoi vasti domini da Vienna a Praga, ove visse da solitario nel castello di Hradčany, dedicandosi all’alchimia, alla magia, all’occultismo e ricevendo ospiti celebri, quali Giordano Bruno, Johannes Kepler, John Dee, Edward Kelly e Michael Sendivogius. Fu lui che consegnò la città boema al fascino del mistero, come scrive, in una pagina dedicata ad Albrecht von Wallenstain, Franco Cardini. Sorse così, afferma l’illustre storico, la “cupa Praga barocca, la Praga del vicolo dell’Oro dove ardono i sapienti fornelli degli alchimisti e delle leggende del Golem, la Praga degli astri cari a Tycho Brahe e delle fantasie dell’Arcimboldo, la Praga della grande piazza dominata dall’inesorabile meccanismo dell’orologio col suo Totentanz”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Athanor” all’Or∴ di Forlì, nella Valle del Montone, n. 158, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-05-21 - Modified: 2024-05-21 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-quartu-santelena/ - Categorie: Comunicati Siamo Lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Pitagora” all’Or∴ di Quartu Sant’Elena, nella Valle del Su Pau; la nuova Officina ha acquisito il numero 157 di matricola. È inutile dilungarsi su Pitagora (Πυθαγόρας), pensatore universalmente conosciuto, specie in ambiente latomistico, bisogna, tuttavia, ricordare che egli afferisce, per alcuni versi, più al mito che alla storia. La sua reale esistenza è certa per la testimonianza di autori che gli furono contemporanei, Senofane, Eraclito ed Erodoto, ma il resto, appare circonfuso di leggende, anche perché i suoi biografi, come Porfirio e Giamblico, vissero molto tempo dopo di lui. Anche sulla paternità del famoso teorema, che reca il suo nome, aleggiano molti dubbi, dato che era già conosciuto in Mesopotamia e venne esposto per la prima volta da Euclide; fu poi Proclo ad attribuirne la scoperta al filosofo di Samo. Un dato è comunque certo, Pitagora divenne, fin dall’età antica, il simbolo di un pensatore che compendiava a elementi religiosi e sciamanici, derivati dall’Orfismo, la visione del numero come chiave esegetica dell’intero universo e da questa intuizione elaborò un sistema complesso capace di affrontare ogni aspetto dello scibile e dell’esistenza. Non solo, dalla speculazione filosofica egli avrebbe derivato norme comportamentali, sociali, etiche e politiche; si tratta del celebre bíos pythagorikós, che comprendeva, per altro, regole e divieti alimentari. Il mito pitagorico è stato attivo fino a tempi recenti ed ha influenzato la Massoneria italiana, grazie ad Amedeo Rocco Armentano e Arturo Reghini. Ambedue fecero parte della R. L. “Lucifero” all’Oriente di Firenze, di Rito Simbolico Italiano (G. O. I) e ambedue pensarono di rifondare la Libera Muratoria, sostituendo gli aspetti ebraico cristiani con altri italico-pitagorici. Questo tentativo che prese le mosse, in un primo momento, specie da una rilettura dei Misteri egizi di Giamblico, comparati al manoscritto di Cooke e ai Versi aurei (attribuiti a Pitagora ma assai più tardi), comportò la nascita del Rito Filosofico Italiano che ebbe fra i suoi esponenti di punta anche Edoardo Frosini. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Pitagora” all’Or∴ di Quartu Sant’Elena, nella Valle del Su Pau, n. 157, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-05-14 - Modified: 2024-05-16 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-istanbul-nella-valle-del-bosforo/ - Categorie: Comunicati Siamo Lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Antikitera” all’Or∴ di Istanbul, nella Valle del Bosforo; la nuova Officina ha acquisito il numero 156 di matricola. “Antikitera” rappresenta una delle più incredibili scoperte archeologiche effettuate nel corso del XX secolo. Nel 1900, infatti, un gruppo di pescatori di spugne segnalò che a largo dell’omonima isoletta greca, alla profondità di 43 metri, vi era il relitto di una nave romana. Gli studiosi recuperarono poco tempo dopo, insieme a bronzi e ad altro materiale, un complicato marchingegno in rame, costituito da numerose ruote dentate e da particolari supporti, sui quali erano riportati circa 2000 caratteri. Questo prezioso reperto, ora conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Atene, è stato studiato per oltre 120 anni e solo di recente è stato svelato interamente il suo mistero. Si trattava di un sofisticato calcolatore meccanico che serviva da calendario solare e lunare e per individuare il movimento dei cinque pianeti allora conosciuti, le eclissi e le date dei giochi olimpici. Questo strumento incredibile risale probabilmente al 178 a. C. , ma s’ignora dove sia stato costruito, anche se qualcuno suggerisce Siracusa come luogo di assemblaggio. Al di là delle ipotesi e di alcuni aspetti ancora da chiarire, Antikitera dimostra, senza ombra di dubbio, come già nel II secolo a. C. la tecnologia greca avesse raggiunto livelli altissimi, estremamente superiori a quelli precedentemente supposti. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Antikitera” all’Or∴ di Istanbul, nella Valle del Bosforo, n. 156, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-05-07 - Modified: 2024-05-07 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-fermo-nella-valle-del-tenna/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Demetra” all’Or. di Fermo, nella Valle del Tenna; la nuova Officina ha acquisito il numero 155 di matricola. Demetra (Δημήτηρ), divinità greca della vegetazione e, soprattutto, delle graminacee e delle biade, fu, secondo Esiodo, figlia di Crono e Rea. Fu in seguito identificata con Cerere, con Gaia, con Iside, con Hecate e altri numi femminili, soprattutto di natura tellurica, che presiedevano la fertilità, le messi, i frutti della terra. È noto il mito che connette Demetra e sua figlia Persefone, al ciclo stagionale, come è ben conosciuta la sua inerenza con i misteri di Eleusi, città situata a due miglia da Atene ai confini con la Megaride. In origine i riti di Eleusi erano dei semplici culti agrari improntati sulla semina e sulla raccolta, solo più tardi la riflessione sulla morte e la rinascita delle semente, che aveva nella storia delle due dee le proprie radici mitiche, portarono a una visione dell’immortalità e i culti acquisirono risvolti sempre più mistici, iniziatici e segreti, sui quali s’innestarono, apporti orfici e dionisiaci (F. Lubker). Ben poche sono le testimonianze sui riti eleusini; Plutarco nel De Anima (ediz. von Hutten), afferma: “Dapprima erramenti e giri affannosi e in mezzo all’oscurità un vagare tormentoso e senza speranza di salvezza poscia sottentra una luce meravigliosa, ovvero accolgono lo sviato luoghi e campagne amene, piene di dolci suoni, di danze, di canti di apparizioni belle e sacre”. Il fine era quello di ottenere nell’aldilà un’esistenza serena e luminosa, di non cadere nel Tartaro, ma di elevarsi fino all’Eliso, come afferma Sofocle: “Tre volte felici quei mortali i quali hanno contemplato questi sacri riti, allorché tocca loro di scendere nell’Hades; per essi soltanto esiste nel mondo di là una vita, per gli altri non v’hanno che affanni e pene”. Demetra e i misteri eleusini, riconducono, dunque, a una delle più antiche e celebri vie iniziatiche dell’antichità, per questo l’immagine dell’antica divinità è cara al simbolismo latomistico. I Culti arcani di Eleusi erano così importanti in Attica che il più alto sacerdote era chiamato ιεροφάντες (portatore di sacro), mentre la sorveglianza suprema sulle celebrazioni spettava all’Arconte basileus, l’unico magistrato ateniese il cui nome richiamasse la regalità. I Misteri eleusini, sopravvissero fino al IV secolo d. C. quando i monaci, a seguito del visigoto Alarico, distrussero completamente i luoghi sacri, dopo di che Teodosio soppresse per legge l’antico culto ispirato a Demetra e Persefone. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Demetra” all’Or. di Fermo, nella Valle del Tenna, n. 155, invio un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-04-09 - Modified: 2024-04-09 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-piedimonte-matese-nella-valle-del-volturno/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è entrata a far parte della Comunione la R. L. “Ercole d’Agnese” all’Or. di Piedimonte Matese, nella Valle del Volturno; la nuova Officina ha acquisito il numero 154 di matricola. Ercole d’Agnese, massone e martire nel 1799, fu un esponente di un’agiata famiglia di Piedimonte Matese e, sin dalla più giovane età aderì alle idee liberali, nonostante avesse frequentato istituti religiosi, quali il Convento dei Domenicani e il seminario di Capua. Dato che il suo pensiero era noto a tutti, fu preso di mira dalle autorità governative e oppresso dallo zio arciprete, pertanto, nel 1774, fu costretto a trasferirsi a Napoli dove, un altro zio lo aiutò a espatriare in Francia, sotto il falso nome di Ercole Giraud (strana coincidenza quella di attribuirsi il cognome di un noto massone piemontese). Trovò dimora a Ecaylly, presso Lione, ma in seguito si trasferì a Parigi, per insegnare filosofia e diritto. In Francia Ercole aderì a una Loggia vicina a Willermoz, questa Officina rappresentò l’anello di congiunzione tra i Liberi Muratori francesi della Stretta Osservanza e quelli napoletani di Diego Naselli dei principi di Aragona Ercole sposò, a Parigi, Marie Thibouthier, nipote del conte Andrè Joseph Abrial, dalla quale ebbe due figli Francoise-Antoinette e Francois-Hercule. Partecipò, nel 1789, ai moti rivoluzionari e fu chiamato ad amministrare il dipartimento del Rodano; secondo Gentile, inoltre, avrebbe fatto parte del Direttorio. Nel 1799 fu inviato da Abrial a Napoli per organizzare la nascente Repubblica napoletana. Vi giunse nell’aprile del 1799 insieme alla moglie e ai figli e fu nominato membro della commissione esecutiva e Presidente del Direttorio civile, funzioni che adempì con diligenza e buon senso, tentando di conciliare gli interessi dei francesi con quelli dei napoletani. Dopo alterne vicende, il 25 germinale, fu varata la costituzione della Repubblica, che prevedeva l’istituzione di una Commissione Legislativa di 25 membri e una Esecutiva di 5 uomini, a capo di quest’ultima Abrial pose Ercole d’Agnese. Tra i numerosi provvedimenti da lui firmati figurano le leggi che abolirono la feudalità e la tortura. Inoltre, egli autorizzò una monaca incinta a sposarsi “alla repubblicana”, ossia davanti alla municipalità, in quanto sosteneva che “la Repubblica non s’interessava dei motivi di Religione, ma solo della legittimità della prole”. Ebbe anche modo di ritornare a Piedimonte Matese; qui organizzò la guardia civica e le altre magistrature. Negli ultimi giorni di vita della Repubblica, egli volle far coincidere la propria sorte con quella dei padri della Rivoluzione. La maggior parte dei francesi concentrati dal Macdonald a Caserta, il 7 maggio, lasciarono la Repubblica al proprio destino, prendendo la via del nord. Restavano a difesa di Castel Sant’Elmo 900 uomini, 2100 a Capua e 1500 a Gaeta. Il cardinale Ruffo, a capo dei sanfedisti, era ormai alle porte di Napoli e mentre molti giacobini, tra cui Mario Pagano, furono presi dallo sconforto, Ercole d’Agnese restò al suo posto, convinto che fosse ancora possibile difendere Napoli. L’11 giugno si recò ad Aversa ma subito dopo rientrò nella Capitale unendosi ai giacobini, nell’illusione che l’armata francese ritornasse a Napoli via mare. Era giunta, infatti, la notizia che a Tolone fossero pronti a salpare 30 vascelli e 10 fregate. La narrazione animò i repubblicani che si prepararono a resistere, ma si trattava di un’illusione: i francesi non avevano tale progetto e i Sanfedisti del cardinale Ruffo erano già in città. Il 19 giugno fu sottoscritto un armistizio che prevedeva la consegna delle fortezze in cambio della vita dei repubblicani, che avrebbero potuto imbarcarsi per la Francia. Da Palermo Ferdinando IV e Maria Carolina non riconobbero gli accordi e imposero una dura repressione. Quando cadde Castel Sant’Elmo, iniziarono le esecuzioni, precedute da processi farsa. Ercole d’Agnese fu condannato alla forca il 13 settembre, mentre la sentenza fu resa esecutiva il primo ottobre 1799; prima di essere consegnato al boia, il Nostro s’avvelenò: malgrado fosse moribondo, l’esecuzione fu rinviata di un solo giorno. Nel diario di Diomede Marinelli, si legge: “Questa mattina vi è stata altra giustizia. Ercole d’Agnese, condannato alla forca, con relazione a Sua Maestà perché compreso nella capitolazione, fu afforcato già cadavere, questa è stata la prima volta che la plebaglia dopo l’esecuzione non ha gridato: Viva il re! ”. Le sue spoglie furono tumulate nella Chiesa di Santa Luciella dei Dottori. A Ercole e ai suoi fratelli, Pietro, Filippo e Giuseppe, fu sequestrato il denaro che tenevano depositato in banchi napoletani; la sorella, Eleonora, suora nel Monastero di San Salvatore di Piedimonte, fu arrestata e trasferita in carcere a Napoli, dal quali uscì per morire in esilio. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Ercole d’Agnese” all’Or. di Piedimonte Matese, nella Valle del Volturno, n. 154, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-03-18 - Modified: 2024-03-18 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-quadro-di-loggia-nella-massoneria/ - Categorie: Blog Il Quadro di loggia è un antico elemento di decorazione dell’ambiente rituale dove si svolgono le riunioni massoniche. Fa parte della tradizione della gran loggia dei Moderni, ovvero la massoneria sorta nel 1717, che ne ha sinora portato l’uso; invece, la tradizione della gran loggia degli Antichi lo ignorava, ma se lo vide imporre nella ritualità mista adottata a seguito della fusione con i Moderni nel 1813, dando luogo alla nascita della Gran Loggia Unita d’Inghilterra e al suo rituale unico.   Cos’è il Quadro o tappeto di loggia? Si tratta di una composizione grafica talvolta complessa, che riproduce una rappresentazione che può essere quella del luogo in cui è simbolicamente collocata la loggia, come il Tempio di Salomone a Gerusalemme, o qualsiasi altro luogo legato alla particolare leggenda del grado. In tale rappresentazione si ritrovano tutti i simboli e i cromatismi che intervengono nel rito del ricevimento in quel grado, ovvero i simboli che lo caratterizzano. È anche uno strumento d'istruzione il cui commento spiega il significato della cerimonia vissuta dal candidato. In Francia, e in Inghilterra per lungo tempo nel XVIII secolo, veniva posto a terra un foglio di carta, sul quale veniva prima disegnato su con gesso o carboncino, poi cancellato a fine lavoro. Per tale servizio di loggia veniva incaricato il Copritore, che veniva retribuito ogni volta che realizzava il disegno con circa sei scellini. Dal disegno su carta, si è passati nella seconda metà del ‘700 al dipinto su tela, e dal dipinto su tela alla tavola di legno. Un supporto, collocato a cura del Maestro delle Cerimonie, non più precario ma fisso, utilizzabile e asportabile ogni volta che si aprivano i lavori rituali. La passione e la maestria dei fratelli che si dedicavano a realizzare i quadri di loggia è giunta a livelli artistici encomiabili. Vale appena la pena di menzionare che secondo alcune tradizioni locali, i simboli fondamentali della loggia, ovvero la posizione della squadra e compasso o le colonne, vengono schematizzati su sabbia in un contenitore di legno, al momento dell’apertura, e poi cancellati al momento della chiusura. In Inghilterra, a partire dall’Unione del 1813, il Quadro di loggia – che non può più essere paragonato a un tappeto – viene solitamente posto in posizione verticale appoggiato sul banco del Secondo Sorvegliante, ma anche su pareti e talvolta anche su una sorta di tavolino centrale sul “vero” tappeto della loggia inglese, che è il pavimento a mosaico. Nella Massoneria di tradizione: “ il Quadro di Loggia costituisce un elemento indispensabile per l'apertura e lo svolgimento rituale dei lavori, in quanto la sua presenza, in virtù dell'influenza spirituale inerente ai simboli su di esso rappresentati, sacralizza il luogo in cui tali lavori si svolgono, sia esso pure una stanza dalle pareti disadorne di altri simboli massonici ; da questo punto di vista la diversità che si riscontra nei simboli rappresentati sul Quadro di Loggia nei tre gradi può corrispondere non solo ad un diverso tipo di lavoro, ma anche ad una diversa modalità d'azione dell'influenza spirituale oppure all'azione di modalità differenti dell'influenza spirituale”. Infatti, secondo questa tesi “potrebbe essere considerato analogo a quello «magico cerimoniale» - benché nei lavori massonici ci si dovrebbe trovare su di un piano superiore a quello della magia, la quale opera esclusivamente nell'ambito delle forze «sottili», senza aspirare ad innestare su di esse le influenze spirituali possiamo considerare il Quadro di Loggia come un condensatore, un nodo, una concentrazione delle energie sottili emanate dai singoli componenti della catena iniziatica che opera nel Tempio, energie sottili che poste in sintonia ed entrate in risonanza, dovrebbero attirare, addirittura coartare l'influenza spirituale, la «shekina », la «baraka », per chiamarla con i termini propri di diverse Tradizioni. ” Quindi, in definitiva, “i simboli del Quadro di Loggia sono la rappresentazione sensibile-visiva degli Archetipi ed Agenti mediante i quali il G. ’. A. ’. D. ’. U. ’. manifesta il cosmo. Il disegno del simbolo, infatti, è sempre il medesimo, in quanto rappresenta un Archetipo. Se questi simboli sono disegnati una volta per tutte di un drappo o un quadro, che verrà poi esposto più volte, si potrà vedere in questa fissità simbolica l’immutabilità e l’intemporalità di tali Archetipi ed Agenti. Il tracciare i simboli mette, invece, in evidenza l’aspetto dinamico della Manifestazione che si sviluppa dal suo Principio alla manifestazione del Cosmo. Il Libero Muratore che deve coscientemente partecipare al piano intemporale del G. ’. A. ’. D. ’. U. ’. , rappresentato dai simboli, Archetipi ed Agenti del Quadro di Loggia, mediante il sacrificio o rinuncia incruenta della propria individualità, dovrà dunque adeguarsi a tale disegno in modo temporale, ossia esplicando di volta in volta le possibilità che saranno da esaurire, le quali possono essere simboleggiate dalle infinite variazioni nella tracciatura del simboli del Quadro di Loggia. ” Per altra tesi, invece, i simboli, creati dall’immaginazione, una volta interpretati dalla psicoanalisi, e integrati nell’universo dei miti e degli archetipi, possono valere da guida per procedere alla conoscenza di noi stessi, tenendo presente che la forza del simbolismo massonico non è quella di dimostrare una presunta legge delle analogie o di un principio di corrispondenza, ma di dimostrare che i valori proposti dai massoni sono i vettori che supportano e orientano le idee del progresso per l’uomo e la società. Come sempre, nella Massoneria speculativa, plurime sono le strade per avvicinarsi alla verità. - Published: 2024-03-18 - Modified: 2024-03-18 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/riemersione-dellofficina-salomone-a-spoltore-nella-valle-del-tavo/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che il 16 marzo 2024 è riemersa la R. L. “La Scuola di Salomone” all’Or. di Spoltore, nella Valle del Tavo, numero di Matricola 94. Salomone, in ebraico שְׁלֹמ ֹה (Shelomo), fu il terzo sovrano d’Israele e con lui il regno raggiunse l’apice della potenza e della prosperità. Il suo potere e la sua sapienza furono proverbiali, tanto che egli divenne nel mondo ebraico, cristiano e islamico l’archetipo di una saggezza quasi divina; basti pensare al celebre giudizio che gli venne imputato o a sentenze come questa: “Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è prudente”, una frase che andrebbe ricordata sempre, quando si prende la parola. Non ci soffermiamo, in quanto ben noti, sui testi veterotestamentari come i Re e le Cronache, né su quelli a lui attribuiti, desidero solo ricordare che nel Corano Sulaymān, سُلِيمَان , è ricordato numerose volte e, ad esempio, nella Sura di Saba (XXXIV): si parla della sua potenza, dovuta al volere di Signore, tanto che il vento gli era sottomesso e i Jiin lavoravano sotto il suo comando, realizzando “palazzi, statue, piatti larghi quanto abbeveratoi per cammelli” (34, 11 – 12). Il figlio di David fu colui che fece edificare il primo Tempio, la cui magnificenza è descritta in 1 Re (6, 2-38), ma di questa celeberrima costruzione, fino ad oggi, non è stata rinvenuta alcuna evidenza archeologica. La fama di Salomone e del Tempio da lui voluto, divenne un caposaldo della mitologia simbolica della Massoneria, fin dalle ostituzioni di Anderson del 1723, ove si legge, fra l’altro: “Ma il tempio di Dagon e le costruzioni raffinatissime di Tiro e Sidone non possono essere paragonate al Tempio dell’Eterno a Gerusalemme, iniziato e finito, nel breve tempo di sette anni e sei mesi. Dal saggissimo e gloriosissimo Salomone re d’Israele, nonché principe della pace e dell’architettura, per divina ispirazione”. In conseguenza di ciò il nome del mitico sovrano del Popolo eletto, rientrò spesso nei nomi distintivi di numerose Officine dal XVIII secolo in poi e, in particolare, con l’avvento del Rito Scozzese Antico e Accettato. Ricordiamo infine che che la loggia, oggi risorta in terra d’Abruzzo, possiede una storia e una tradizione molto antica, radicata all’origine dei moti libertari e unitari dell’Ottocento; fu, infatti, fondata il 29 settembre del 1809, quando si mise alle dipendenze del Grande Oriente di Napoli retto dal Gran Maestro Gioacchino Murat. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “La Scuola di Salomone” all’Or. di Spoltore, n. 94, nella Valle del Tavo, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-03-02 - Modified: 2024-03-02 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-gran-maestro-nella-massoneria/ - Categorie: Blog Prima di considerare la figura del Gran Maestro, occorre considerare la figura della Gran loggia, di cui il gran maestro è il derivato. L'istituzione di una struttura di Gran Loggia nella massoneria ha radici ben precise: La leggenda narra che il 24 giugno 1717 quattro logge di Londra si riunirono in assemblea in una stanza riservata della taverna di Apple Tree per deliberare la costituzione di una struttura chiamata “Gran Loggia di Londra e Westminster” per rispondere alle esigenze di crescita, organizzazione e coordinamento della massoneria nel corso della sua storia. Una struttura gerarchica, quindi, che potesse unificare e coordinare le attività delle logge locali, che potesse contribuire a standardizzare rituali, prassi e tradizioni; che potesse svolgere un ruolo diplomatico nel mantenere relazioni con altre Gran Logge in tutto il mondo e gestire questioni di interesse comune, che potesse gestire le finanze ed emanare regolamenti per l’organizzazione, e promuovere la fratellanza, favorendo il senso di appartenenza e di comunità tra i membri. Il Gran Maestro è l’organo che incarna tale ruolo. Il termine "Gran Maestro" è comunemente usato per riferirsi al capo di una gran loggia massonica o di un grande oriente o di un ordine iniziatico o cavalleresco, a seconda della struttura organizzativa.   Il Gran Maestro è generalmente responsabile della supervisione delle attività della loggia o della gran loggia e di rappresentare l'organizzazione pubblicamente. Quali sono le funzioni del Gran Maestro? Il Gran Maestro guida la struttura, gestisce gli affari quotidiani dell'organizzazione, inclusi incontri, decisioni organizzative e comunicazioni interne; rappresenta l'organizzazione presso altre strutture massoniche, organizzazioni fraternali e nella società civile e nell’ordinamento giuridico; presiede le cerimonie e le tornate massoniche, garantendo il rispetto delle tradizioni e dei protocolli; promuove l'educazione e la formazione dei membri sui principi, la storia e i metodi della massoneria. Le massonerie di tradizione esoterica attribuiscono al Gran Maestro anche la funzione di magistero iniziatico, definendo la sua persona, in tale qualità, “sacra e inviolabile”; per altre, invece, di tradizione laica, il Gran Maestro si limita a ricoprire funzioni di coordinamento e rappresentanza, col titolo di “Presidente”. Naturalmente ognuno ha il proprio carattere, la propria personalità, il proprio stile, ma per aspirare a tale ruolo apicale si richiedono qualità come capacità di gestione di un gruppo, integrità, conoscenza della tradizione massonica e capacità di comunicazione. Il Gran Maestro è un organo elettivo, solitamente viene eletto nell’ambito del Consiglio dei rappresentanti dell’Ordine, oppure dai maestri venerabili delle logge, oppure per elezione diretta da parte dei maestri delle logge. Le Costituzioni o gli Statuti delle singole Comunioni massoniche regolano la durata del suo mandato, fissandone prerogative e limiti. Tradizionalmente la carica del Gran Maestro non è onerosa, ma da circa una quarantina d’anni, precisamente dalla gran maestranza del dottor Armando Corona nel Grande Oriente d’Italia, la più numerosa obbedienza italiana, imitata dalle altre obbedienze similari come la Gran Loggia d’Italia degli ALAM e della Gran Loggia Regolare d’Italia, è invalsa la prassi di riconoscere al Gran Maestro un pingue emolumento, a compensazione dei mancati introiti di reddito. Una prassi che si riscontra solo in Italia e solo presso altre quattro Comunioni estere. Sotto il profilo giuridico interno, per prassi comune tra le varie Comunioni, il Gran Maestro gode di immunità di funzione durante il mandato, e può essere imputato in un processo massonico solo per alto tradimento e attentato alla Costituzione. La figura del Gran Maestro esige ogni solennità rituale, pertanto, quando va in visita ad una loggia, entra nel tempio, scortato in corteo da un certo numero di membri muniti di spada, passando sotto una volta d’acciaio di spade dei membri presenti, e siede a Oriente al posto del maestro venerabile, se non fa atto di cortese rinuncia; e al termine dei lavori esce per primo. Conserva, in alcune obbedienze rigorosamente tradizionali, le prerogative di iniziare profani alla spada, una prassi abbandonata dalla maggioranza delle comunioni per non cadere nei rigori della legge sulle associazioni segrete. Invece, è prassi comune l’esercizio del potere di grazia del condannato da un processo massonico. I paramenti del Gran Maestro sono ovviamente sontuosi perché ricamati con filo d’oro e abbelliti da altre passamanerie. Il grembiule riporta al centro il ricamo di un sole dorato raggiante. La tradizione anglosassone prevede, oltre al collare e al grembiule, anche le fasce polsiere, con i pari ricami.   - Published: 2024-03-02 - Modified: 2024-03-02 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-parma/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Athanor” all’Or di Parma, nella Valle del Taro; la nuova Officina ha acquisito il numero 153 di matricola. L’Athanor, è la fornace alchemica, indispensabile per eseguire un passaggio fondamentale nell’iter della grande opera. Il nome Athanor deriva dal termine arabo at-tannūr (رونتلا) che indica un comune forno, anche se poi gli alchimisti preferirono nobilitare l’etimologia del vocabolo, facendola discendere dal greco Θάνατος (morte), al quale premisero un’α privativa, in modo che significasse “non morte”, per esprimere un processo che non ha mai fine. Sembra che il primo a citare l’Athanor sia stato Raimondo Lullo (1232 – 1316) nel Elucidatio Testamenti, mentre il francescano Giovanni di Rupescissa (1232 – 1365), nel De confectione veri lapidis philosophorum, ne descrisse le diverse tipologie. È ovvio che nell’alchimia speculativa e spirituale l’Athanor assumesse altri significati e in particolare, diventasse una metafora della trasformazione dell’iniziato e del suo percorso verso i piani superiori dell’essere. A Firenze, nei sotterranei del convento di San Marco, esiste sempre un antico Athanor, è l’ultima testimonianza della fonderia di Francesco dei Medici, il principe alchimista che aveva un proprio laboratorio privato, sul quale esiste una precisa testimonianza di Pigafetta: "Da maestri peritissimi di continuo si stillano acque di fiori odorati, et d'erbe, et olii di drogheria, et spetierie, trahendone la quintaessentia, et untioni, et compongono lattovari, et confettioni a ristorare, liquori contra le maligne febri, et la pestilenza, et li veleni, et polveri et medicine di possenti virtù ... ". Lo studio dell'alchimista, così caro a Francesco, fu ritratto per suo volere dallo Stradano in un quadro posto poi nello Studiolo di Palazzo Vecchio, uno stanzino emblematico che, attraverso il giuoco dei simboli e delle corrispondenze, raffigura l'universo sapienziale e magico-alchemico del Principe. Nell'opera dello Stradano fu immortalato lo stesso Francesco, raffigurato come apprendista, intento a seguire gli insegnamenti del maestro. In maniera così esplicita il successore di Cosimo, volle sottolineare la sua passione per quest'arte ermetica, volta a esplorare i segreti più reconditi della natura. Egli, signore di Toscana, monarca ed iniziato, vedeva in sé stesso la reincarnazione del mito salomonico, del re saggio e giusto e di infinita sapienza, depositario di ogni arcana conoscenza. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Athanor” all’Or. di Parma, n. 153, nella Valle del Taro, inviamo un fortissimo triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-03-01 - Modified: 2024-03-01 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-gran-maestro-luigi-pruneti-ospite-a-daily-cogito-con-rick-dufer/ - Categorie: Comunicati Il 28 Febbraio 2024 su YouTube, LUIGI PRUNETI Gran Maestro dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano è stato intervistato in diretta da Riccardo dal Ferro, meglio conosciuto come Rick DuFer, nella sua celebre trasmissione podcast Daily Cogito. L'intervista è disponibile qui: https://www. youtube. com/watch? v=biItIK1gxXA&list=PL29TLgdfCjAG-S6iZJotv7eppp-EY2OL9&index=1&t=1503s&ab_channel=RickDuFer Il Prof. Luigi Pruneti ha "cogitato" assieme al conduttore su molti temi filosofici e culturali che riguardano la massoneria e l'esperienza massonica, passando dalla storia, la letteratura, la filosofia fino all’attualità. Buona Visione - Published: 2024-03-01 - Modified: 2024-03-01 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-caltanisetta/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “An. Tu. Do. ” all’Or di Caltanisetta, nella Valle del Salso; la nuova Officina ha acquisito il numero 152 di matricola. Nel 1282 la Sicilia era sottoposta al giogo degli Angiò che sottoponevano l’Isola ad una terribile politica fiscale e a soprusi di ogni genere. Gli Angioini pensavano, in tal modo, di vendicarsi della fedeltà che la Trinacria aveva sempre mostrato nei confronti degli Svevi e del compianto imperatore Federico II, lo Stupor Mundi che aveva fatto di Palermo la reggia più importante d’Europa e un centro culturale d’immenso valore, vero e proprio punto d’incontro fra Oriente e Occidente. Si narra che la scintilla scoppiasse il 30 marzo del 1282, sul sacrato della chiesa del Santo Spirito, a Palermo. Era la sera del Lunedì dell’Angelo e i fedeli stavano affluendo per la funzione del Vespero, quando un soldato francese, sembra che si chiamasse Drouet, con la scusa di perquisire una giovane donna iniziò a infastidirla e a palpeggiarla, ma intervenne il di lei marito, che disarmato il fante lo uccise con la spada. Fu a quel punto che si scatenò la rivolta che da Palermo si diffuse in tutta l’Isola. Al grido “mora mora”, come ricorda Dante nel VIII Canto del Paradiso: “Se mala segnoria, che sempre accora / li popoli suggetti, non avesse / mosso Palermo a gridar: Mora, mora! ”I Siciliani iniziarono allora la caccia ai Francesi che subito si trasformò in una vera e propria mattanza. Alcuni di loro, per salvarsi, gettate via le armi, si travestirono da popolani, tuttavia, questo escamotage non li salvò. Si dice, infatti, che ai sospetti fossero mostrati dei ceci e si chiedesse loro come si chiamassero: per i Transalpini era impossibile pronunciare correttamente la parola cìciri (ceci), perciò venivano immediatamente scoperti e scannati sul posto. Se “mora, mora! ” fu il grido di guerra, Antudo divenne la parola d’ordine del popolo siciliano che volle riappropriarsi del proprio destino, nel nome della libertà perduta e tanto agognata, facendo leva soltanto sul proprio coraggio; Antudo in vero non è altro che l’acronimo della frase latina “Animus Tuus Dominus” (“Il coraggio è il tuo signore”). Antudo fu, pertanto l’invocazione laica dei Vespri siciliani che esaltava il coraggio e la fede in se stessi; si trattò di un motto senza altri precedenti nella storia, riportato anche sullo stendardo dell’Isola, sulla quale spiccano il giallo dell’indomita Palermo, il rosso della valorosa Corleone, con al centro la Triscele, antico simbolo della Sicilia. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “An. Tu. Do” all’Or di Caltanisetta, n. 152, nella Valle del Salso, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2024-02-01 - Modified: 2024-02-02 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/la-clamide-massonica/ - Categorie: Blog Per comprendere tale modalità di abbigliamento, occorre rimarcare che una tornata massonica è un momento rituale contrassegnato dalla solennità e dalla sobrietà, circostanze che esigono una disposizione di massima compostezza, non solo interiore ma anche esteriore. Solitamente, non si va a un matrimonio in jeans e maglione, o a un funerale vestiti di rosso, o a testimoniare ad un processo con i bermuda e i sandali infradito, tanto per sottolineare le esigenze della solennità di certi momenti rituali. Così non ci si presenta in loggia in jeans e maglione o con bermuda e infradito perché la solennità è la stessa. Chi non può partecipare con l’abito, può partecipare con la clamide. Ma cos’è la clamide e Da dove deriva il suo uso? Si tratta di un indumento rituale che si usa nelle tornate. Il nome “clamide” è stato mutuato dall’indumento militare usato nell’antica Grecia, ma di questo la clamide massonica non ha che il nome, in quanto la foggia è diversa. La clamide massonica, infatti, è una tunica, solitamente di cotone, larga e lunga sino alle caviglie, con maniche larghe, dotata talvolta di cappuccio. Cominciamo a precisare che la regola vigente da sempre per l’abbigliamento da portare in loggia è costituita dall’abito scuro, con camicia bianca e cravatta scura, scarpe nere. Bernard Jones ci dice anche che nella massoneria inglese erano ammesse, per un certo periodo settecentesco, anche le uniformi di loggia, che costituivano una modalità distintiva della loggia. Ma lo storico inglese non fa alcun cenno alla clamide. Al contrario, risulta ben provato da antica bibliografia, da autori come Marconis, Vuillaume, Clavel, che l’uso di tale indumento rituale nacque e si sviluppò in Francia nell’ambito degli Alti Gradi. La prassi ci ha mostrato che la clamide, di colore nero, viene usata nelle tornate dei primi tre gradi dell’Ordine; di colore rosso negli alti gradi del Rito Scozzese Antico e Accettato nelle obbedienze che praticano questa ritualità nella forma rigorosamente tradizionale; anche negli Ordini di Saggezza del Rito Moderno, forma tradizionale del Rito Francese, viene adoperata di colore bianco; nei riti egizi viene usata di colore bianco per i ruoli apicali. Le motivazioni dell’uso di tale indumento sono duplici: una di natura pratica, l’altra di natura esoterica. Quella prassi, la più comune, nasce dalla difficoltà o impossibilità da parte dell’adepto di potersi cambiare d’abito a casa propria prima della tornata perché, magari impegnato al lavoro o ad altre occupazioni; pertanto, non potendo presentarsi in jeans e maglione, supplisce paludandosi con la clamide nera. Poi c’è la motivazione esoterica, in cui ciascuno vede nella clamide ciò che vuol vedere. Per esempio, alcuni scoprono un senso di uguaglianza per l’assenza delle distinzioni profane all’interno della loggia, in quanto impedirebbe che tra i Fratelli possano evidenziarsi differenze sociali, tramite il vestire. La sobrietà e la serietà della veste nera non si presta né alla vanità né a vere esibizioni d’ordine estetico. Di conseguenza, alcune logge seguono rigorosamente l’uniformità dell’abbigliamento da portare in loggia (tutti con la clamide o tutti con l’ abito); altre logge, più duttili, lasciano libertà ai loro membri di optare per l’una o per l’altra forma di abbigliamento, purché venga rispettata la sobrietà e solennità del luogo e del momento rituale. Finora, si è sempre fatto riferimento ai Fratelli con la clamide, ma tale opportunità è estesa anche alle Sorelle massone nelle logge femminili o in quelle miste. In alternativa alla clamide, la Sorella massona indossa un abito scuro, senza alcuna concessione alla vanità o, peggio, alla civetteria. - Published: 2024-01-26 - Modified: 2024-01-26 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/inaugurazione-casa-massonica-acri-cs/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di annunciarvi che in data 10 febbraio 2024 si terrà la cerimonia di consacrazione del Tempio per inaugurare la casa massonica ad Acri (CS). L'evento è a cura della R. L. Socrate 103. I Fratelli e le Sorelle della R. L. “Socrate”, una delle Officine più numerose per numero d’iscritti della Comunione, hanno lavorato per mesi e mesi, alla costruzione di questa sede, confortevole ed estremamente vasta, tanto che il Tempio può ospitare più di 100 Fratelli e Sorelle. L’evento, al quale parteciperanno il nostro Gran Maestro e gran parte del Gran Magistero, numerosi Gran Consiglieri dell’Ordine e Maestri Venerabili, oltre a Gran Dignitari e Grandi Ufficiali di Gran Loggia, prevede: inaugurazione della Casa Massonica, consacrazione del Tempio, tornata inaugurale dei Lavori e Agape fraterna. Tutti i Fratelli e le Sorelle della Comunione sono invitati. Per partecipare all'evento è disponibile il seguente indirizzo email: segreteriasocrate@gmail. com Al Fratelli dell’Or∴ di Acri, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2023-12-22 - Modified: 2023-12-22 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/allocuzione-del-gran-maestro-lugi-pruneti-per-il-solstizio-dinverno-2023/ - Categorie: Comunicati https://www. youtube. com/watch? v=nGdM1Uw8myU&t=3s&ab_channel=OrdineMassonicoTradizionaleItaliano-Official Estratto dell'allocuzione del nostro Serenissimo Gran Maestro Luigi Pruneti tenutasi durante il solstizio d'inverno del 2023 nella Gran Loggia dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano a Lamezia Terme il 16-12-2023. - Published: 2023-12-16 - Modified: 2023-12-16 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/lordine-massonico-tradizionale-italiano-celebra-il-solstizio-dinverno-a-lamezia-terme/ - Categorie: Comunicati Comunicato stampa 14/. 2023 Il 16 Dicembre 2023 Hotel Marechiaro, Gizzeria Lido LUIGI PRUNETI Serenissimo Gran Maestro dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano celebra il Solstizio d’inverno a Lamezia Terme. Il simbolismo del Solstizio d’Inverno ci parla del binomio tra buio e luce, binomio che per i Liberi Muratori diventa tra bianco e nero.  Tantissime le tradizioni in cui veniva e viene celebrato, una che è sicuramente tra le più coinvolgenti è quella della mitologianordica; ci avviciniamo alla fine del mese di Dicembre e il freddo e il gelo sempre più si impadroniscono del paesaggio e parrebbe degli animi; in tanto algore un rametto d’abete simboleggia la speranza e il trionfo della vita sulla morte. Luigi Pruneti (Firenze, 14 dicembre 1948) è uno scrittore italiano.   È saggista e studioso di esoterismo, è stato Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli Alam, dal dicembre del 2007 al dicembre del 2013, quando ricopre, a seguito di elezione, il ruolo di Grande Oratore della Comunione. Attualmente Gran Maestro, nonché fondatore, dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano. https://it. wikipedia. org/wiki/Luigi_Pruneti Il Gran Maestro è disponibile per eventuali interviste; per altri approfondimenti potete contattare:ufficiostampa@ordinemassonicotradizionale. it - Published: 2023-12-11 - Modified: 2023-12-11 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-cariati-nella-valle-del-nica/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. "Antonio de Curtis" all’Or∴ di Cariati, nella Valle del Nica, è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano; la nuova Officina ha acquisito il numero 151 di matricola. La biografia di Antonio de Curtis, in arte Totò (Napoli – 1898 – Roma 1967), è universalmente nota, in quanto è stato uno dei più grandi attori italiani, basti pensare che ha recitato in 97 film, visti e apprezzati da centinaia di milioni di spettatori.   Non solo, egli fu un grande artista di teatro e un raffinato poeta, basti pensare alla splendida lirica "A livella", assai vicina ai valori massonici. È conosciuta anche la “passione” di Antonio de Curtis per l’araldica e i titoli nobiliari, passione che contraddistinse tutta la sua esistenza.   Adottato nel 1933 E∴ V∴ dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas, cavaliere del Sacro Romano Impero, ottenne nel 1950 E∴ V∴, dal Tribunale civile di Napoli, che il suo cognome fosse mutato in “Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio”.   Meno conosciuta è la sua storia massonica, anche per la mancanza di documenti, aspetto che la rende oltremodo lacunosa.   Si dice che sia stato iniziato nel 1944 E∴ V∴ da una loggia “Palingenesi”, ma non è una voce priva di riscontri, mentre nel 1945 E∴ V∴ fu sicuramente crismato; possediamo, infatti, la copia di un documento che ne attesta l’iniziazione il 9 aprile del 1945 E∴ V∴ e la sua elevazione a Compagno nello stesso giorno. È singolare che da altre fonti risulti, già nel giugno del 1945 E∴ V∴, 18° Grado di Rito Scozzese e che, nel mese di ottobre, sempre del ’45, sia citato quale Maestro Venerabile, 30° Grado, della Loggia “Fulgor Artis” all’Oriente di Roma, appartenente alla Federazione Massonica Universale del Rito Scozzese Antico ed Accettato.   Infine, il 21 aprile 1967 E∴ V∴, quando il grande attore morì, la Loggia “Fulgor Artis” annunciò la sua dipartita sulle pagine del "Tempo" di Roma, declinando tutti i suoi titoli nobiliari. Sul Fratello Antonio de Curtis e sul suo vissuto latomistico, sono stati spesi fiumi di parole e sfornate ipotesi di ogni genere, alcune delle quali plausibili e interessanti, ad esempio a quelle formulate dal Gran Maestro del G. O. I. Giordano Gamberini, ma a tutt’oggi, la carenza di documentazione, impedisce una maggiore precisione. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. "Antonio de Curtis", all’Or∴ di Cariati, n. 151, nella Valle del Nica, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. Con il più caro Triplice Fraterno Abbraccio.   - Published: 2023-12-10 - Modified: 2023-12-10 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-grosseto-nella-valle-dellombrone/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Ekklesia” all’Or∴ di Grosseto, nella Valle dell’Ombrone; la nuova Officina ha acquisito il numero 150 di matricola. L’ecclesia era l’assemblea generale, in uso nelle città dell’antica Grecia, ove i cittadini nel pieno possesso dei loro diritti, erano chiamati a esprimere il proprio parere e ad approvare le leggi della polis.   Di solito queste riunioni erano effettuate nelle piazze, tanto che spesso venivano chiamate Agorà, mentre a Sparta l’assemblea era chiamata Apella e vi partecipavano i soli Spartiati. Ad Atene le leggi erano elaborate dalla Bulè (da βουλεύω “deliberare”), un organismo non solo legislativo ma anche di controllo sui magistrati e sugli arconti.   I provvedimenti adottati, dovevano poi essere approvati dall’ecclesia (ἐκκλησία) che, come abbiamo già detto, riuniva tutti i cittadini nel pieno possesso dei loro diritti civili e politici. Nel lungo processo di sperimentazione politica, Atene, per incentivare la presenza anche dei meno abbienti, giunse a elargire una sorta di gettone di presenza a chi partecipasse alle riunioni della ἐκκλησία e, per accogliere la moltitudine dei presenti, le riunioni erano indette sul colle di Pnice, l’unico luogo in grado di accogliere così tante persone.   Bisogna sottolineare che la nostra nuova Loggia, ha preferito il termine “ekklesia”, a quello latino di ecclesia. Quest’ultima parola, infatti, fin dalle origini del Cristianesimo, significò “riunione di fedeli”; basti pensare all’Exposizio in Ps. di Sant’Ambrogio, ove il Vescovo di Milano, per significare il primato della Chiesa di Roma, scrisse,: “Ubi Petrus, ibi Ecclesia, nullo mors sed vita aeterna”.   I nostri Fratelli e Sorelle con l’etimo “ekklesia”, direttamente derivato dal greco, hanno voluto rifarsi, invece, al sistema democratico in auge nell’antica città dell’Attica, simile a quello in uso nella Libera Muratoria e specialmente nell’Ordine Massonico tradizionale Italiano. A tal proposito, vorrei procedere con una piccola annotazione del tutto personale. Atene e in generale la Grecia classica, precorsero i tempi, in ogni campo, tanto che studiarne la storia produce sempre meraviglia.   Si pensi che la visione geopolitica, oggi tanto di moda, era già presente in Tucilide, con il concetto del contrasto strategico fra una talassocrazia e una tellurocrazia; allo stesso modo in Atene, nel volgere di poco tempo si cercò di estremizzare il portato della democrazia fino a sostituire, per alcune magistrature, il voto con il sorteggio, ciò portò al fenomeno del populismo e alla spettacolarizzazione della giustizia.   Ne è una testimonianza diretta il processo a Socrate che, reo di non essere politicamente allineato, fu accusato di empietà, da un prestanome: Meleto.   Lisia, il più celebre retore del tempo, si offrì di difenderlo, sicuro di farlo assolvere facilmente. I giudici, infatti, sarebbero stati circa 500 ed essendo comuni cittadini, spesso di basso livello culturale, sarebbero stati facili prede all’emozione.   Il filosofo doveva limitarsi a condurre con sé la moglie e i figli che, nel momento opportuno, avrebbero dovuto gemere e piangere, poi Lisia avrebbe commosso i giudici e sarebbe stato un trionfo. Socrate, tuttavia, rifiutò: volle difendersi da solo per la sua fede nelle leggi e nella ragione, perciò fu condannato, per la prima volta, anche se con un basso scarto di voti. Tutto ciò ci insegna che l’eliminazione del merito, della preparazione e la non considerazione di parametri, quali la professionalità e la cultura, uniti alla sostituzione del ragionamento con la passione, comporta un declino inesorabile della società in cui si vive.   Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Ekklesia” all’Or∴ di Grosseto, n. 150, nella Valle dell’Ombrone, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano.   Con il più caro Triplice Fraterno Abbraccio. - Published: 2023-12-05 - Modified: 2023-12-05 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/la-spada-in-massoneria-simboli-e-significati/ - Categorie: Blog Se la simbologia massonica è una simbologia del mestiere muratorio, che c’entra la spada? In realtà questo strumento è stato considerato simbolo dalla tradizione massonica scozzese. Quindi si verte in tema di esoterismo cavalleresco, innestato nel tronco della massoneria dal Rito Scozzese Antico e Accettato. Qual era il significato della spada nel ‘700, perché si portava la spada? Chi portava la spada nel 700 erano i borghesi ed i nobili perché la spada era sì uno strumento di difesa, ma anche un segno di distinzione, un simbolo di emancipazione, e di libertà perché i nobili e i borghesi godevano di libertà che il popolo non possedeva. Quindi, nel suo abbigliamento il popolo non portava spade, ma nascondeva coltelli. Oggi, naturalmente, la spada, è considerato non solo uno strumento ormai desueto, un reperto del passato, ma addirittura oggetto di reato per l’illegittimità della sua detenzione e del suo porto, se non regolato rigorosamente dalla legge. Il suo uso, tuttavia, resiste in ambito cerimoniale.   Nella ritualità massonica persiste l’uso della spada, in determinati momenti. Tre figure rituali, che reggono l’ufficio di loggia, hanno l’uso della spada: l’Esperto, il Copritore, il Maestro Venerabile. In particolare, il Maestro Venerabile utilizza non una spada comune, ma la spada “fiammeggiante”, ovvero con la lama a serpentina, solo nelle cerimonie di iniziazione e di passaggio di grado. Le modalità d’uso dipendono dalla ritualità adottata, pertanto il Rito Scozzese avrà una sua ritualità, così come il Rito Francese, il Rito Egizio, il Rito Emulation. Nel Rito Francese tradizionale e nel Rito Scozzese Rettificato la spada, come il copricapo a tricorno, fa ancora parte del corredo delle insegne. Il membro di Loggia è tenuto, pertanto, a presentarsi nelle riunioni rituali con la spada inserita nel fodero sul suo fianco destro.   Nell’Ottocento sorsero delle manifatture specifiche delle spade massoniche, di cui si possono ammirare degli esemplari nei musei massonici. La particolarità di tali manifatture consiste nell’inserimento sul manico o sulla lama di simboli massonici. Pertanto, la spada massonica è quella che reca su di sé i simboli massonici. Per rispettare la tradizione in modo rigoroso si dovrebbe far uso di spade di foggia settecentesca (periodo in cui nacque la massoneria moderna), i cosiddetti “spadini”, riservando alle logge di ritualità scozzese, di tradizione cavalleresca, le spade di foggia medioevale. Occorre precisare, a tal riguardo, che per non incorrere nei rigori della legge e per sicurezza, tali strumenti devono essere ovviamente privi di affilatura e con punta arrotondata, per uso cerimoniale. Il simbolismo esoterico della spada è ricchissimo, e viene affidato alla sensibilità e all’intuizione soggettiva dell’interprete. - Published: 2023-11-09 - Modified: 2023-11-09 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/cosa-e-la-loggia-o-il-tempio-massonico/ - Categorie: Blog La Loggia è per definizione di James Anderson, l’autore delle Costituzioni del 1723, nel terzo paragrafo dei Doveri, “un luogo dove i massoni si riuniscono e lavorano. Di conseguenza, questa Assemblea o Società dei Massoni debitamente organizzata è chiamata Loggia”. Quindi, la parola loggia indica contemporaneamente il luogo di riunione dei massoni e l’insieme dei massoni riuniti in tale luogo. Ora, natura di tale luogo di riunione si è modificata nel tempo: dalle riunioni nelle taverne si è passati alle Case massoniche. Nella prassi comune, la Loggia o il Tempio massonico è il luogo della Casa massonica in cui i membri della loggia si riuniscono ritualmente, ovvero praticano il rito tramite il rituale che lo disciplina. Altri ambienti che compongono la Casa massonica sono il vestibolo o, come viene definita nella ritualità scozzesista, la “Sala dei Passi Perduti” dove i membri della loggia si intrattengono quando non sono all’interno dalla sala rituale; la Camera o Gabinetto di Riflessione, che è una piccola stanza colorata e arredata simbolicamente, dove il candidato all’iniziazione/ricezione sosta per riflettere e redigere il suo testamento filosofico; una stanza adibita a segreteria; una stanza da adibire a deposito per arredi e strumenti necessari alla ritualità dei vari gradi; oltre, ovviamente, ai servizi igienici. Viene definito Loggia o Tempio, a seconda della ritualità, e quindi dell’impostazione seguita. Pertanto, se si segue una ritualità di tipo iniziatico-esoterica come quella scozzesista o egizia, quindi spiritualista, il luogo di riunione rituale si chiamerà “Tempio”; se, invece, si segue una ritualità di tipo laico, come quella francese o inglese, si chiamerà “Loggia”. La prima impostazione fa riferimento al tempio del re Salomone, luogo di manifestazione del divino in un’area sacrale, di epoca biblica; la seconda impostazione fa invece riferimento alla costruzione accessoria e precaria, usata come ricovero di attrezzi e luogo di riunione dei liberi muratori, adiacente alla costruzione principale (cattedrale o castello) di epoca medioevale. La Loggia, o il Tempio massonico, ha una valenza puramente simbolica, ma il simbolo in essa è molto più di un semplice ornamento artistico per rappresentare qualcosa.   La distinzione tra Loggia e Tempio non è solo terminologica ma di contenuti, in quanto la simbologia adottata è differente, seppure con alcune sintonie: per esempio, nella simbologia cromatica, in un tempio scozzese c’è la predominanza del colore rosso, in una loggia francese la predominanza è dell’azzurro, in un tempio egizio la predominanza è del giallo, in una loggia inglese la predominanza è del blu; i simboli del tempio scozzese o egizio, che rappresentano sincreticamente varie tradizioni (egizia, greco-romana, ebraica) sono più numerosi di quelli presenti nella loggia francese o inglese, esclusivamente aderenti alla tradizione muratoria. Nel mondo d’oggi si dà per scontato che per fare attività massonica sia indispensabile avere la disponibilità di un locale da adibire a Tempio o Loggia per le riunioni rituali, e per arrivare a questo risultato si impiegano risorse economiche non esigue. Infatti, non solo bisogna procurarsi il locale, ma bisogna strutturarlo e arredarlo per il fine proposto, e quindi gestirlo, prevedendo spese fisse e straordinarie. Tuttavia, per raggiungere lo scopo dell’esperienza iniziatica, basterebbe attrezzare un locale con le necessarie sedie e banchetti (per dignitari e/o ufficiali di loggia) ponendo al centro dello stesso un tappeto o quadro di loggia, che contenga i simboli del grado in cui ci si riunisce. E’ così, infatti, che si riunivano le prime logge massoniche del ‘700, come risulta dalle eloquenti stampe dell’epoca che, ben osservate, ci fanno riflettere molto sulla ritualità adottata.   Tali illustrazioni evidenziano la dimensione, oggi sconosciuta nella pratica, dei tappeti o quadri di loggia: mediamente un metro e mezzo di larghezza per tre metri di lunghezza. Ed il luogo di riunione più consueto era la sala di un piano alto di una taverna.   Solo dopo qualche anno, con l’ingresso dell’aristocrazia nelle logge, entrò anche l’idea di sontuosità, che in Francia era accompagnata a quella degli “alti gradi”, e quindi l’esigenza di una struttura stabile e arredata, dedicata alle riunioni rituali. Per le massonerie che seguono la via esoterico-iniziatica, in particolare, la dedicazione del tempio si compie con un rito chiamato “consacrazione”, scandito da apposito rituale. Da qui, la distinzione sull’operatività delle differenti esperienze massoniche: per la via esoterico-iniziatica il lavoro rituale nel tempio favorisce l’incontro con se stessi e col “sacro” (considerato dai critici un surrogato liturgico della religione); per altri, invece, il lavoro rituale rappresenta una “agorà”, ovvero un luogo di confronto, di stimolo, di apprendimento tra le varie opzioni del pensiero umano ai fini di uno sviluppo personale, e, per alcuni modelli, sociale. Chi gestisce la ritualità durante le riunioni della loggia? La tradizione massonica ha tramandato alcune figure a tal riguardo, a seconda dei modelli rituali seguiti. Comunque, c’è da precisare che il gestore della ritualità, come qualsiasi altro Ufficiale di Loggia (membro a cui la Loggia ha consegnato un incarico), dipende dalle disposizioni impartite dal Maestro Venerabile. , e nell’ambito di tali disposizioni ritaglia il ruolo come codificato dal rituale. Nella ritualità inglese, è prevista la figura del “Direttore delle Cerimonie” e di un “Assistente del Direttore delle Cerimonie”; nella ritualità scozzesista ed egizia, è prevista la figura del “Maestro delle Cerimonie” e in misura residuale e occasionale quella dell’”Esperto”; nella ritualità francese, al contrario della scozzesista, è prevista la figura del “Grande Esperto” e in misura residuale quella del “Maestro delle Cerimonie”. E’ da rimarcare che ciascuna di queste impostazioni trae legittimità da una propria tradizione storica. - Published: 2023-11-08 - Modified: 2023-11-08 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-cosenza-nella-valle-del-crati/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. "π - Pi greco" all’Oriente di Cosenza, nella Valle del Crati è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano; la nuova Officina ha acquisito il numero 149 di matricola. Il “pi greco” (π) è un numero reale, irrazionale e trascendente, che esprime il rapporto tra la lunghezza di una qualunque circonferenza e il suo diametro (π = 3,1415926535... ). Questo rapporto numerico era già conosciuto dai Babilonesi che lo approssimarono in 3,125 e dagli Egizi che lo calcolarono come 3,1605. In seguito, verso il 434 a. C. , Anassagora lo studiò a lungo per cercare di risolvere il problema della quadratura del cerchio; solo nel III secolo a. C, tuttavia, il grande Archimede lo approssimò in 3,1419. Gli studi su questo numero straordinario, proseguirono anche nei secoli successivi. Newton ne calcolò le prime 16 cifre e, nel 2020, con un potente computer, sono stati calcolati 50. 000 miliardi di numeri dopo la virgola che segue il 3, senza però esaurire l’infinita serie numerica. È ovvio che un numero così complesso, è diventato un simbolo anche per l’esoterismo di ogni ordine e tipo. Taluni cabalisti, infatti, al termine di complessi ma poco convincenti ragionamenti, hanno determinato che il π darebbe luogo al termine Elohim (אֱ ולֹהִםי) . Più convincente appare la teoria che lo vedrebbe quale punto di passaggio dall’armonia del cerchio, ove tutti i punti della circonferenza sono equidistanti dal centro, al quaternario e, di conseguenza, alla sfera dell’immanente. Va fatta, comunque, una considerazione di carattere storico, molto più concreta ma non per questo meno affascinante delle tesi esoteriche prima esposte, che si basa su una semplice considerazione. Nel mondo greco, lo studio dei numeri irrazionali e l’impossibilità della quadratura del cerchio mise in crisi la riflessione filosofica ellenica, fino a quel momento tributaria della ragione e di osservazioni empiriche. A chi seguiva le orme di Talete, Anassimandro e Anassimene, sembrava impossibile che non vi fosse una grandezza, pur piccolissima, comune al quadrato e alla circonferenza. Fu questo smarrimento a portare al relativismo del sofismo dei vari Protagora, Gorgia, Prodico, Ippia, Antifonte, Trasimaco, ai quali seguì la risposta socratica e le grandi scuole di pensiero di Platone e di Aristotele. Il π è stato, dunque, una delle cause di una rivoluzione nel processo del pensiero occidentale e, anche per questo, oltre a diventare segno di un rapporto matematico, il π è entrato di prepotenza nella sfera del simbolismo universale, tant’è vero che oggi gli è dedicato un giorno dell’anno: il 14 di marzo il, π day, che richiama il fatidico 3,14. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. "π - Pi greco", all’Oriente di Cosenza, n. 149, nella Valle del Crati, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2023-11-02 - Modified: 2023-11-02 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/conferenza-la-capitale-laica-la-firenze-degli-associazionismi-e-delle-fratellanze/ - Categorie: Comunicati Il convegno La capitale laica. La Firenze degli associazionismi e delle fratellanze, organizzato dalla BiblioteCanova in collaborazione con l’Ateneo Tradizionale Mediterraneo, col patrocinio del Comune di Firenze, si terrà il giorno: 1 dicembre 2023, alle ore 17:00 in via Chiusi 4/3 a Firenze Isolotto. Interverrà il nostro Gran Maestro Luigi Pruneti. Il vincolo fraterno della storia. Cultura laica e liberamuratoria a Firenze tra 700-800 Con oltre trecento anni di storia, la massoneria traccia oggi numeri che rendono bene il proprio radicamento nella contemporaneità. Dall’istituzione della Gran Loggia Unita di Londra il sodalizio iniziatico si è diffuso in tutto il mondo e conta oggi più di 6 milioni di affiliati. Sviluppatasi in Italia nel pieno Settecento, Firenze divenne da subito una delle punte d’avanguardia dell’Obbedienza e, successivamente, una delle città con la più alta presenza massonica in Italia. Era la cultura stessa della città, quella dei sovrani riformatori e delle aperture illuministe, delle accademie e dei gabinetti letterari, del respiro europeo e, successivamente, della democrazia risorgimentale a favorirne il radicamento e l’espansione. In tal contesto, a 300 anni dalla fondazione della prima loggia italiana, BiblioteCanova Isolotto intende dedicare un ciclo d’incontri alla cultura laica fiorentina e al ruolo in essa giocato dalla Massoneria quale kingmaker del tessuto politico e culturale cittadino tra 700 e 800. - Published: 2023-10-23 - Modified: 2023-10-23 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-crotone-nella-valle-dellesaro/ - Categorie: Comunicati Siamo Lieti di comunicarvi che la R. L. “Ipazia” all’Oriente di Crotone, nella Valle dell’Esaro è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano; la nuova Officina ha acquisito il numero 148 di matricola. Ipazia, figlia di “Teone d’Alessandria, illustre matematica e rinomata filosofa, famosa per la sua scienza, la sua bellezza e la sua virtù, fu assassinata in circostanze particolarmente ignominiose da oscuri fanatici armati dell’odium theologicum di San Cirillo”. L’omicidio brutale di Ipazia, s’inquadra nella lotta senza quartiere fra Cirillo e il Prefetto di Alessandria Oreste, desideroso di difendere il proprio potere delle ingerenze, sempre più pesanti, del vescovo che aveva fatto giungere in città numerosi monaci parabolani, dei fanatici che costituivano la sua polizia privata. La prima vittima di questa faida fu la comunità israelita: le sinagoghe vennero distrutte, come precedentemente era stato fatto con i templi pagani e gli ebrei vennero cacciati. Poi toccò a Ipazia, forse per il desiderio di dare un esempio a chi non si allineava, colpendo un bersaglio emblematico, infatti, la figlia di Teone difendeva a spada tratta la libertà di pensiero, tanto che sembra fosse solita affermare: “difendi il tuo diritto a pensare, perché anche pensare in modo sbagliato è sempre meglio di non pensare”. Nel 415 d. C. la povera donna fu catturata, picchiata a sangue e torturata in ogni modo; infine, gli furono strappati gli occhi, il suo corpo fu fatto a pezzi e indi bruciato. Non solo, per infangarne la memoria, si diffuse, in seguito, la fola che ella fosse stata una strega e che avesse con le sue arti magiche irretito il prefetto Oreste. Forse siffatta leggenda, diffusa in ambienti cristiani, traeva origine dal fatto che la filosofa neo-platonica praticasse culti misterici, giacché, oltre all’insegnamento pubblico (demosia) ne avrebbe impartito anche uno privato (idia), con una connotazione esoterica. Secondo Adriana Valerio, tuttavia, il linciaggio d’Ipazia, fu determinato anche dal fatto che fosse donna. “L’uccisione d’Ipazia – Ella scrive – si colloca su un piano ancora diverso che non va circoscritto alla mera lotta al paganesimo o al nemico di turno da distruggere: manifesta, piuttosto, l’insofferenza per il prestigio culturale di una donna che insegnava in luoghi pubblici – davanti ai templi pagani demoliti dalla nuova religione – per la sua libertà di pensiero e per quella sapienza femminile non disposta a sottomettersi al potere istituzionale maschile”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Ipazia” all’Oriente di Crotone, n. 148, nella Valle dell’Esaro, invio un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di tutti voi di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2023-10-16 - Modified: 2023-10-16 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-milano-nella-valle-del-vettabbia/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Saturnia Tellus” all’Oriente di Milano - Chiaravalle, nella Valle del Vettabbia; la nuova Officina ha acquisito il numero 147 di matricola. Saturnia Tellus - Bassorilievo con possibili colorazioni - Ara Pacis Roma Per il nome distintivo della Loggia, v’inoltro quanto mi hanno trasmesso i Fratelli Fondatori della nuova Officina, in quanto, dal loro scritto, ben si desumono i fini e il progetto di lavoro della R. L. “Saturnia Tellus” all’Oriente di Milano - Chiaravalle. “Saturnia Tellus (letteralmente Terra Saturnia o Terra di Saturno), nella religione romana, era il regno del dio Saturno, durante la mitica età dell’oro, da lui stesso iniziata dopo la cacciata dall’Olimpo. Il dio Saturno fu prima spodestato dal figlio Giove ed esiliato in Italia, dove trovòrifugio nel Lazio e vi pose il suo regno. Di conseguenza “Saturnia Tellus” vuol dire terra dell’Italia, in quanto, poi l’Italia si è sviluppata da Roma, Roma dove è nata la Tradizione italico – romana. La “Saturnia Tellus”, vuol difendere gli antichi principi e i valori immutabili della Tradizione, concretizzando, la propria attività attraverso lo studio della simbologia e la ricerca esoterica, con il supporto della ritualità, non intesa come forma semplicemente cerimoniale ed emozionale, maquale azione e ponte di collegamento per cogliere le vie superiori dell’essere. La “Saturnia Tellus” s’identifica negli anelli di una solida catena che mantiene la trasmissione della realtà metafisica del contatto attraverso il tempo (che essa sia talvolta visibile o resti spesso nascosta è ininfluente, purché rimanga asse universale di un Centro manifesto, alimentato daun’azione spirituale eroica e non da forme contemplative)”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “Saturnia Tellus” all’Oriente di Milano - Chiaravalle, n. 147, nella Valle del Vettabbia, inviamo un fortissimo, triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. - Published: 2023-09-29 - Modified: 2023-09-29 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-gran-maestro-lugi-pruneti-ospite-da-ivan-grieco/ - Categorie: Comunicati l 26 Settembre 2023 su TWITCH. TV LUIGI PRUNETI Gran Maestro dell'Ordine Massonico Tradizionale Italiano è stato intervistato in diretta da Ivan Grieco. L'intervista integrale è visionabile qui: https://www. youtube. com/watch? v=YOEvldG1tFs&ab_channel=IvanGrieco E' la prima volta che un Gran Maestro di una comunione massonica presenzia a un programma su un canale che, in qualche modo, rappresenta il nuovo della comunicazione che avanza. Il Prof. Luigi Pruneti ha risposto a tutte le domande che hanno spaziato dalla storia della massoneria, all'attualità, dai fatti della P2, all'inchiesta Cordova, dalla presenza femminile nelle logge, agli scopi e alla metodica massonica. Buona Visione - Published: 2023-09-25 - Modified: 2023-09-25 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-a-siena-nella-valle-dellarbia/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che è stata fondata la R. L. “Del buon governo” all’Oriente di Siena, nella Valle dell’Arbia; la nuova Officina ha acquisito il numero 146 di matricola. Il nome distintivo della Loggia è ripreso dall’Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo, un ciclo di affreschi dovuto ad Ambrogio Lorenzetti e conservato nella Sala del Consiglio dei Nove o della Pace nel Palazzo Pubblico di Siena. Il pittore eseguì questa colossale opera fra il 1338-1339 e, conscio di aver creato un capolavoro la firmò, scrivendo: “Ambrosius Laurentii de Senis hic pinxit utrinque”. Il dipinto, ispirato dal pensiero tomistico - aristotelico, aveva il fine di esternare gli effetti opposti che un buon o un cattivo governo potevano avere sulla comunità: da una parte vi era armonia, pace, opulenza, dall’altra abbandono e rovina. Negli affreschi del Buon governo, campeggiano le immagini allegoriche della Sapienza divina, della Giustizia, della Concordia, della Pace, delle Virtù teologali e di quelle cardinali. Vi sono poi i simboli del comune: la Lupa e la Balzana e torme di cavalieri e reparti di fanti che accennano alla forza militare della città. Di grande interesse sono, infine, le scene di vita quotidiana che rappresentano gli effetti del buon governo entro e fuori le mura urbiche. Vi sono piante fiorite sulle terrazze, mentre nelle vie ferve il lavoro e nelle scuole lo studio. La città è ridente e felice, da una parte vi è un corteo nunziale, da un’altra un gruppo di fanciulle che danzano al suono di un cembalo. In campagna si vedono giovani presi dalla caccia, contadini che lavorano la terra, strade sicure percorse da mercanti e viaggiatori, tutto ciò è assicurato da un’altra figura allegorica, posta in alto: è la Sicurezza, che tiene un impiccato, simbolo della certezza della pena e un cartiglio ove si legge: “Senza paura ogn'uom franco camini / e lavorando semini ciascuno / mentre che tal comuno / manterrà questa donna in signoria / ch'el alevata arei ogni balia”. La Sicurezza è nuda, non ha bisogno di coprirsi; si tratta della prima volta che, nel Medioevo, si raffigura un concetto di valore positivo in forma umana privo di vesti, fino allora solo i dannati all’inferno erano raffigurati in tal modo. L’Allegoria del buon governo, non solo è un capolavoro pittorico del XIV secolo ma anche un documento unico sulla civiltà comunale italiana del basso medioevo italiano, pertanto, è conosciuta in tutto il mondo come un’opera d’arte d’inestimabile importanza. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “De buon governo” all’Oriente di Siena, n. 146, nella Valle dell’Arbia, inviamo un fortissimo triplice fraterno abbraccio e gli auguri di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. Con il più caro Triplice Fraterno Abbraccio. - Published: 2023-09-18 - Modified: 2023-09-25 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/una-nuova-officina-nella-valle-del-tevere/ - Categorie: Comunicati Siamo lieti di comunicarvi che la R. L. “La Fenice” all’Oriente di Roma, nella Valle del Tevere, è entrata a far parte dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano e ha acquisito il numero 145 di matricola. Il nome distintivo della nuova Loggia è “La Fenice”, il mitico uccello dalle straordinarie caratteristiche, chiamato dagli Egizi Bennu. Per gli abitanti delle fertili terre poste lungo le rive del Nilo, Bennu era, in origine, una sorta di passero, mentre, più tardi, lo identificarono con l’airone cenerino, così comune sulle sponde e sul delta del grande fiume. Bennu rinasceva non dal fuoco, ma dalle acque ed era collegato a Venere, la stella del mattino, tanto che in un inno dell’antica civiltà faraonica si legge “Io sono il Bennu, l'anima di Ra, la guida degli Dei nel Duat. Che mi sia concesso entrare come un falco, ch'io possa procedere come il Bennu, la Stella del Mattino”. L’associazione era ovvia, Venere, vista come Lucifero, la stella del mattino, era colei che ogni giorno annunciava la rinascita del Sole, dopo la morte apparente dovuta notte, quando Ra era costretto a visitare la dimensione tenebrosa e a lottare contro Apophis, “incarnazione della dissoluzione dell’oscurità e della non esistenza”. Furono i greci che trasformarono Bennu in fenice, nome derivante da Φοῖνιξ (rosso porpora). Così la descrisse Erodoto: “C'è anche un altro uccello sacro, che si chiama fenice. Io non l'ho mai visto, se non dipinto; poiché, tra l'altro, compare tra loro soltanto raramente: ogni 500 anni, come affermano i sacerdoti di Eliopoli; e si fa vedere, dicono, quando gli sia morto il padre. Per dimensioni e per forma, se è come lo si dipinge, è così: le penne sono parte color d'oro, parte color rosso vivo; è molto somigliante all'aquila per contorni e per grandezza”. Tutti gli scrittori successivi si affidarono alla testimonianza di questo illustre storico ellenico, tanto che anche Dante, ripropose, secoli e secoli più tardi, l’immagine della fenice, in modo simile a quella già delineata da Erodoto: “la fenice more e poi rinasce, / quando al cinquecentesimo anno appressa / erba né biada in sua vita non pasce, / ma sol d'incenso lacrima e d'amomo, / e nardo e mirra son l'ultime fasce” (Inferno XXIV, 107-111) La fenice, entrata così nell’immaginario collettivo e nel vasto oceano della simbologia, divenne l’emblema di ciò che non muore mai, ma risorge costantemente dalle proprie ceneri, come quei concetti, quelle tradizioni e quei valori cari alla Libera Muratoria che non tramontano, nonostante il volgere dei tempi, sugli orizzonti degli uomini. Non a caso il motto che si suole associare a questa leggendaria figura è “Post fata resurgo”. Al Maestro Venerabile e ai membri della R. L. “La Fenice” all’Or:. di Roma, n. 145, nella Valle del Tevere, inviamo un fortissimo triplice fraterno abbraccio e gli auguri miei e di tutti voi di un proficuo lavoro nell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. Con il più caro Triplice Fraterno Abbraccio. - Published: 2023-09-04 - Modified: 2023-09-04 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/obbedienza-massonica/ - Categorie: Blog E’ un termine usato in massoneria con un duplice significato, quello di un’organizzazione massonica (Ordine Massonico, Gran Loggia, Grande Oriente) oppure di un comportamento di sottomissione, di soggezione, o di deferenza. Qual è l’origine di questo termine? L'etimologia ci risponde che nasce dal latino oboedientia, in particolare, dall'unione del prefisso ob- = dinnanzi col verbo audere = ascoltare.   Nella traduzione letterale, quindi, obbedire significa ascoltare chi sta dinnanzi, in altri termini, prestare ascolto. Si presta ascolto a chi riveste un ‘autorità, un potere, ad un superiore o ad un capo, quindi. Questo presuppone ed evidenzia un rapporto gerarchico, verticale, di distribuzione del potere, tanto è vero che l’obbedienza la si ritrova in ambienti gerarchizzati come quelli militari, religiosi, burocratici, e in certi ambienti massonici. In riferimento alle associazioni massoniche, il termine “obbedienza” si riscontra nel Vocabolario della lingua italiana Treccani con plurisignificato, tra cui l’ “adesione a un’ideologia, a una direttiva politica, a un partito e similari”, usato soprattutto nell’espressione di obbedienza (specificata da un agg. ); tale accezione trova eco nel Vocabolario della lingua francese Le Robert, dove viene indicata una duplice definizione: 1. ) ubbidienza (di un religioso) a un superiore ecclesiastico; 2. Fedeltà ad una potenza spirituale, politica. Anche nel vocabolario della lingua spagnola della Real Academia Española si riscontra lo stesso significato. Ma il lemma “obbedienza” è assente nel Vocabolario della lingua inglese Collins, sia nella versione britannica che in quella americana; ed è assente anche nel Vocabolario della lingua tedesca Duden. Questo significa che sia nel Regno Unito che negli U. S. A. e in Germania per indicare una organizzazione massonica non si usa il termine “obbedienza”, come in Italia, Spagna e Francia.   Perché questa differenza tra lingue anglosassoni e lingue latine? La risposta più plausibile è che il termine “obbedienza” nel suo duplice significato di ubbidienza e di organizzazione, applicato al contesto massonico, è di derivazione francese dalla costituzione degli Alti Gradi: in altri termini, dallo scozzesismo, diffondendosi nei paesi in cui forte è stata l’impronta scozzesista come l’Italia e la Spagna, oltre ovviamente la Francia. Negli altri paesi dove si è meglio radicata l’impostazione inglese con la Craft (ciò che in italiano, francese e spagnolo, viene indicato l’Ordine) e non il sistema scozzesista, il termine “obbedienza” non viene usato. Secondo Luigi Pruneti, acclarato studioso di esoterismo e di storia massonica, nonché Gran Maestro dell’Ordine Massonico Tradizionale Italiano, il termine “obbedienza” dovrebbe essere riservato alle organizzazioni massoniche che praticano il Rito Scozzese Antico e Accettato dal 1° al 33° grado senza soluzione di continuità, mentre per le altre, che praticano i gradi dal 1° al 3° dell’Ordine, si dovrebbe adottare più appropriatamente il termine “Comunione”:  «Questo concetto di obbedienza massonica, nasce in Francia dove alcuni fratelli, abbagliati dal mito templare e da San Bernardo, il santo sponsor e protettore di quei cavalieri medioevali, s’ispirarono alle regole monastiche per coniare la definizione di obbedienza. Con tale termine intendevano l’adesione a una tradizione storica, tradizionale e di specifico latomistico. Pertanto essere all’obbedienza del Grande Oriente di Francia significava aderire alle sue costituzioni, ritrovarsi nella sua storia, apprezzare il pensiero laico e sociale di siffatta comunione. In seguito il termine fu inteso letteralmente, come soggezione totale a capi e capetti, eliminando così il primo e fondamentale pilastro portante della massoneria: la libertà. In virtù di questa concezione s’iniziò a considerare le logge come dei corpi periferici che dovevano adeguarsi al pensiero del vertice. In pratica dovevano omologarsi alle idee uniche e indiscutibili, discese dall’alto; insomma, s’istaurò il regime della dottrina delle conformità, impostato su stereotipi. Da ciò ne derivò un’accettazione ecclesiale e le logge cessarono di essere nuclei autonomi di idee, di iniziative, di confronto talvolta effervescente. Così facendo esse divennero dei luoghi di aggregazione parrocchiali ove non si andava al di la di una squallida catechesi pseudo-massonica. È evidente che ciò depauperasse i vari istituti latomistici di intelligenze. Inoltre, la prassi del termine obbedienza ha mostrato attualmente un’accezione decadente di gerarchia e sottomissione inammissibile in un contesto sociale improntato a valori di democrazia e uguaglianza». Su questa scia, Aldo Alessandro Mola, il decano degli studiosi di storia massonica in Italia, ha individuato, a sua volta, nel termine “Comunità” il più adeguato al contesto massonico. Ma tali disquisizioni filologiche sono relative al contesto italiano. In Francia, patria dello scozzesismo, il termine “obbedienza” si usa indistintamente sia per una struttura verticistica di tipo scozzesista, sia per una struttura orizzontale come l’Ordine. Secondo due prestigiosi studiosi, Alain Bauer e Roger Dachez, infatti, “le obbedienze sono le organizzazioni che federano logge blu e le rappresentano all’esterno”. Tale definizione è stata adottata da Wikipedia, libera enciclopedia popolare, per indicare il lemma non solo in lingua francese ma anche in altre lingue. Leggi gli altri articoli del nostro blog. - Published: 2023-08-30 - Modified: 2023-08-30 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/sorelle-massone-iniziazione-femminile-nella-storia-della-massoneria/ - Categorie: Blog Con questo articolo si vuole fornire una attenta analisi del fenomeno dell’iniziazione femminile all’interno della Massoneria; partendo da un rapido resoconto di fatti, per orientarsi in una dimensione iniziatica tanto complessa e combattuta, con l’intento di conoscere più da vicino le Sorelle che, grazie alla loro dedizione e tenacia, hanno aperto la strada all’accettazione della donna, non solo all’interno delle nostre Officine. “Iside e non Osiride, insegnava agli uomini il modo e i mezzi per diventare immortali ... era Lei la sacra mediatrice fra l’umano e il divino, la preparatrice e la guida sicura dell’uomo al vittorioso scontro con la morte” Risuonano a perenne monito le parole dei cerimoniali di iniziazione massonica, nel momento in cui, si domanda al profano come abbia osato ad ambire al privilegio di entrare a far parte della libera muratoria: “perché sono nato uomo libero e di buoni costumi”, risponde il profano. E tanto basta a dare inizio ad uno dei maggiori riti iniziatici presenti al mondo, essendo la Massoneria, sorretta da tre principi di cui due sono, per l’appunto l’Uguaglianza e la Libertà. Tale affermazione basa le sue antiche origini, nelle Costituzioni di Anderson del 1723 a loro volta derivanti dagli antichi Statuti della Massoneria speculativa dei muratori di epoca medioevale.  E’seguendo queste antiche supposte proibizioni che, nel 1929, la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, sui “Basic Principles for Grand Lodge Recognition, scriverà: “L’appartenenza alla Massoneria deve essere limitata esclusivamente agli uomini; sono interdette relazioni massoniche di qualsiasi genere, con logge miste e congregazioni che accettano donne come membri”. Nelle Gilde degli Artigiani, già nel 1268, sui Livre des Metieres di Etienne Bordboileau, troviamo riprova della presenza femminile con la possibilità di una loro elevazione finanche al grado di Maestro. Gli stessi statuti di Norwich datano questa ammissione al 1375 e del resto questa apertura resta sino allo Statuto di York del 1693, cioè agli albori della Massoneria Speculativa, in cui si diceva testualmente che “Colui o Colei che deve essere fatto Massone pone le mani sul libro (la Bibbia) ed allora le istruzioni sono date”. Da un lato abbiamo quindi le congreghe degli artigiani che accettavano le donne, dall’altro l’Ordine iniziatico che riteneva che la Massoneria, derivando dai cavalieri, fosse ad uso esclusivamente maschile. La prima una Massoneria operativa, la seconda speculativa. Non stupisce quindi la difficoltà che la donna ha avuto ed ancora ha, in alcune Obbedienze, ad essere accettata come Libero Muratore. Ma la donna ed il Sacro hanno un legame indissolubile sin dalla notte dei tempi, questo aspetto insito nel femminile, la curiosità, la tenacia e l’evoluzione storica, porteranno, come vedremo, all’accettazione di Sorelle all’interno del Tempio massonico. Nel ‘700, spesso i lavori massonici si tenevano all’interno delle dimore, era quindi abbastanza semplice che qualche membro femminile della famiglia potesse assistervi di nascosto, in questi casi, l’unico modo per ottenere il mantenimento del segreto, era quello di accettare come membro della Loggia la curiosa fanciulla. Il primo caso documentato di tale accadimento, si fa risalire al 1710, nella contea irlandese di Cork dove la Signorina St. Leger, venne iniziata Sr∴ dal padre nel suo ruolo di Maestro Venerabile. A lei seguì, con la stessa finalità, l’iniziazione della DuchessaElisabeth Aldworth nel 1744 (Gran Loggia d’Irlanda) e di diverse altre “donne curiose”. Proprio questo sarà il titolo dato ad una ben nota Opera goldoniana che mette in scena, ben mimetizzati, i lavori di una Loggia massonica. I personaggi femminili, Rosaura, Eleonora e Corallina, riescono a convincere il servo Brighella a farle assistere di nascosto, alle riunioni segrete dei mariti. Un chiaro esempio del pensiero settecentesco dei Fr ∴ massoni della Penisola, nei confronti dell’ammissione femminile all’interno delle Logge; pettegole e superficiali, questo è il ritratto che ne uscirà dal testo. Del resto per Casanova la donna era un trastullo e per l’illuminato Rousseau, avevano in fieri una limitatezza mentale, dovevano quindi essere educate per accondiscendere l’uomo... i sopra citati, furono tutti uomini liberi, Fr∴massoni. Sempre all’interno dell’opera vengono inseriti riferimenti alla Bolla di Clemente XII, che nel 1745imponeva la chiusura, per la sua promiscuità sociale e religiosa, a Firenze, di una Loggia fondata da alcuni nobili inglesi, tra cui Fox (padre del Duca di Holland) ed alcuni intellettuali italiani tra cui A. Cocchi, A. Nicolini, T.  Crudeli, frequentata da varie dame e da madame Suarez, noto travestito dell’epoca (fatto realmente accaduto). Siamo nel 1751, il Gran Maestro dei Paesi Bassi Juste Gerard, barone di Wassenaer, firma la “Livre Constitution”, aprendo una Loggia anche alle donne. I lavori verranno celebrati su di un cerimoniale che riprenderà l’uso di una ritualità maggiormente mistica, per renderli ugualmente fruibili ad entrambi i sessi. Nel 1774 nel corso del “Convent” del Grand Orient de France, vengono fondate le cosiddette“Logge Femminili di Adozione: i lavori si basavano su rituali differenti come differenti sono i sessi. Le Sorelle che venivano ammesse ai lavori con ruoli secondari e subalterni, aprivano i lavori dopo la chiusura di quelli dei Fratelli e la Maestra Venerabile era, durante la cerimonia, controllata dal suo corrispondente maschile. Non quindi sbagliando il Barone Tschoudy, le appellava come “aimable bagatelle”, mentre il Le Forestier attribuiva a queste Logge un ruolo appellava androgene ed erotiche. Malgrado ciò, alcune di queste Logge gettarono le basi dell’accettazione femminile nella Massoneria: “La Candeur” presieduta dalla Duchessa di Bourban (insignita della carica di Gran Maestra) e le “Neuf Soeurs che aveva come Maestra venerabile madam Helvétiusche e lavorava con un rituale scritto da Lalande a carattere filosofico, ed infine il “Contratto Sociale” retta dalla Principessa di Lamballe”. Il 10 Giugno del 1776, ad opera del Grande Oriente di Francia, dietro proposta di Bacon de La Chevalerie e del Maresciallo Montmorency – Luxemburg, Grande Oratore, le Officine di Adozione, vengono riconosciute ufficialmente,  Queste Logge che vedevano come Sr\per la gran parte, mogli e sorelle di Massoni, si sviluppavano su quattro gradi iniziatici: Apprendista, Compagna, Maestra e Maestra Perfetta ma erano dirette da un Fratello. Saranno queste le basi per quella che diventerà parecchi decenni dopo, la Gran Loggia Femminile di Francia. Ma i tempi sono ancora lontani tanto che il tentativo del Maestro Venerabile Fillon verso la fine del 1700, di fondare Logge femminili, porterà ad una rivalsa nei suoi confronti ad opera della Gran Loggia. La costituzione del primo Ordine con presenza femminile viene fatta risalire, a Vienna nell’anno 1738, ed attribuita al Duca Clemente di Baviera. Da li si espanderà in tutta Europa, particolarmente in Germania, Gran Bretagna, Olanda, Francia. I Lavori verranno condotti da due Maestri Venerabili un Fr∴ ed una Sr∴, denominati Grandi Mopse come tutte le luci del tempio, i lavori venivano condotti in alternanza per sei mesi ognuno. Mopse diventerà successivamente un termine adottato per la massoneria femminile. In Italia i primi movimenti accertati si fanno risalire al 1785 a Vicenza ad opera della RL “I veri Amici” fondatrice, tra l’altro del “Giornale Enciclopedico.   Anche a Napoli, nella seconda metà del secolo, le cinque Logge presenti vedevano al loro interno presenze femminili, tra cui, sembrerebbe che l’arciduchessa Maria Carolina d’Asburgo – Lorena, moglie di Ferdinando IV, ne fosse, se non personalmente iniziata, quantomeno protettrice e pigmalione. In Lombardia i Fr∴ Biffi e Nannini, diffondevano il “nuovo umanesimo”, come amava definirlo Munter, che professava, tra l’altro, la parità dei sessi. Nel 1789 Gullemine de Saint – Victor scrisse gli appositi rituali utilizzati per lungo tempo.   Il periodo prerivoluzionario oscurò in Francia l’evoluzione massonica femminile che riprese dopo Il Direttorio riuscendo ad espandersi durante l’Impero napoleonico. A partire dalla stessa Imperatrice Giuseppina, molte furono le Dame di rango che presero parte attiva alle Officine di Adozione. Tra queste Logge, forse la più degna di nota fu quella delle “Dame Scozzesi del Monte Tabor”. Nel 1936, le Logge di Adozione, rifiutando la piena autonomia concessa dalla Gran Loggia di Francia, al suo interno, decidendo di riunirsi nel primo Congresso autonomo, durante il quale decisero di creare solo un “Segretario”. Nel 1830, con la fine dell’epoca napoleonica, il fervore si spense arrivando ad esaurirsi nel 1830. Giungiamo al 1880, quando Blatin riscrisse i rituali per la Massoneria femminile, ma la contrapposizione alla massoneria prendeva di mira le sorelle e Taxil coi suoi continui riferimenti a atti di satanismo orgiastico riuscì a colpire nel segno il perbenismo ottocentesco. Indiscutibilmente l’iniziazione che getta le basi per una reale svolta dell’ingresso femminile nella massoneria si ha intorno al 1882, quando in Francia, viene iniziata Marie Deraisme, nella Loggia “I liberi Pensatori di Pecq” della Gran Loggia Simbolica Scozzese, visto il rifiuto avuto per anni dal Grande Oriente. Il gesto non piacque tantè che i Fr∴ della Loggia furono espulsi dall’Obbedienza. Gli appartenenti alla stessa rimasero in numero esiguo, ma grazie alla tenacia di Marie, dopo vari processi, il 4 Aprile del 1893, lei con15 donne e Georges Martin, dirigente della Gran Loggia Simbolica Scozzese, fondarono la Gran Logia Simbolica Scozzese Mista di Francia: “Il Diritto Umano”, in cui la Deraisme fu eletta Gran Maestra dell’Ordine. “Ben pensare, ben dire, ben fare. Essere tollerante gli uni con gli altri – ricordare la verità” questa le regola applicata, ricavata dai dettami delle “Grandi Costituzioni Federiciane” del 1786. Le successe, alla morte, Marie, moglie di Georges Martin che nel 1896, grazie alla diffusione di Loggenelle provincie avvenuta anche con l’appoggio del movimento femminista, ebbe il piacere di vedere gli sforzi premiati con il riconoscimento ufficiale dell’Obbedienza a cui seguì, tre anni dopo la costituzione del Supremo Consiglio presieduto da Décembre – Allonier che divenne il Sovrano Gran Commendatore, Marie Martin Luogotenente Sovrano Gran Commendatore e Georges Martin Oratore. A partire da questa data le Logge con presenza femminile, incominciarono ad aumentare in ogni dove, sino agli Stati Uniti all’India, in Africa Francese ed Australia, grazie soprattutto alla grandecapacità di Annie Besant e dei suoi collaboratori Geroges e Francesca Arundale. Molte di questeLogge furono riconosciute dal Droit Humaine, prima Comunione massonica al mondo ad ammettere nelle sue fila, con pari dignità, anche le donne. In particolare, in Gran Bretagna, si ebbero gli inizi della Co-Massonry inglese con l’adozione della menzione del G∴A∴D∴U∴, ed il giuramento sulla Bibbia. Da questo Ordine, gemmò nel 1908 la “Honorable Fraternity of ancient Masonry, ad opera di unPastore anglicano. Cinquant’anni dopo Mrs Halsey, l’allora Gran Maestra, rese noto che l’Obbedienza denominata “The Order of Women Fremasons” aveva deliberato di non ammettere più gli uomini ai propri lavori, neppure come ospiti. Al suo interno nacquero altri due corpi paramassonici, “L’Order of Women “ ed il ”The Order of Ancient Free and Accepted Massonery for Men and Women”. Il secondo fu fondato da Miss Gasse che all’interno della Massoneria Inglese ebbe una grande influenza. Il 19 Agosto1940, con la dominazione tedesca e il regime di Pétain, tutte le Obbedienze furono ufficialmente sciolte, con i risvolti di persecuzione ben noti. Dal 1945 i lavori ripresero forza e vigore e le Logge femminili riconosciute da Grande Oriente fondarono l’Unione Massonica Femminile di Francia con Gran Maestra la Sorella Gentilly che, nel 1952 prese il nome di “Gran Loggia Femminile di Francia”, sostituendo il rito di adozione con quello Scozzese Antico ed Accettato. Nel 1970 si doterà di un Supremo Consiglio.   Da una frangia non concorde a questa decisione nacque, nel 1959 la Loggia “Cosmos”. Nel Febbraio del 1973 tre Logge abbandonarono il “Diritto Umano” fondando la “Gran Loggia Mista Universale”.   Nella nostra Penisola, il problema della Mixitè iniziò a farsi sentire maggiormente dal 1860 anche per l’interessamento di uomini di spicco quali il Fr∴ Frapolli e le numerose Mopse, appartenenti all’alta borghesia. Nel 1864 il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Massoneria palermitana, Giuseppe Garibaldi, fondò delle Logge femminili, iniziando al contempo la figlia Teresita e Luigia Candia,moglie del Fr∴ Paolo De Michelis 33°. Seguì, tre anni più tardi l’elevazione della Sr∴ Susanna Elena Curruthres a Maestro Libero Muratore La seconda metà dell’800 risulterà un momento di grandi lotte per il riconoscimento femminile in tutti i campi. La Massoneria veniva vista come un buon alleato per lo “sdoganamento” della donna, tanto che la femminista Annamaria Mazzoni, si rivolse al Gran Segretario del grande oriente d’Italia, Luigi Castellazzo, per un appoggio dell’Istituzione contro la vigente legge sulla prostituzione, il quale rispondeva: “... la Massoneria combatte e combatterà per rialzare la donna e renderla in tutto degna di quella santa uguaglianza, che forma uno dei principi della nostra mondiale istituzione”. L’apertura era grande ma le pressioni furono tante ed immediate il Gran Maestro Adriano Lemmi, che era riuscito a riunificare tutte le Obbedienze massoniche italiane, fu sovrastato dalla figura simbolo di Diana Vaughan, il suo successore, Ernesto Nathan, finì per appellarsi all’Articolo 1 delle Costituzione: la Massoneria appartiene agli ordini cavallereschi ed ha come fine il perfezionamento degli uomini. Dal 1915 anche in Italia prenderà piede ad opera di M. Spasiano e E. Donvito il Diritto Umano, perla verità senza un gran numero di adesioni.  Ad oggi le Officine sparse su tutto il territorio nazionale sono una ventina.   Nel 1945 il gruppo femminile detto della Reggenza operò per la nascita di una Gran Loggia Femminile, che ebbe brevissima durata. Nel 1952 Zuccarello, uscito dalla Serenissima Gran Loggia d’Italia, fondò con dei Fr∴ siciliani un gruppo che con atto del Supremo Consiglio decideva di accogliere la donna in completa uguaglianza con l’uomo all’interno del Tempio massonico. Rientrato in seno alla Serenissima con i suoi Fr∴ Zuccarello promosse la presenza femminile e, mentre nel 1956 il Gran Maestro Ceccherini lavorava affinché il progetto divenisse operativo, nasceva la Loggia Femminile “Teresa Confalonieri”. Da li, all’entrata a pieno titolo in officine ordinarie il passo fu breve. Nella Serenissima Gran Loggia, le donne acquisirono il diritto di entrare agli altri gradi sia dell’Ordine quanto del Rito. Nel 1965 la frangia della Serenissima staccatasi prende definitivamente il nome di Gran Loggia d’Italia degli ALAM Guidata dal Sovrano, Gran Commendatore, Gran Maestro, Giovanni Ghinazzi che insieme al suo successore, Renzo Canova daranno sempre di più alle Sr ∴il ruolo a loro spettante. Il 14 Dicembre 1975 verrà fondata la “Gran Loggia Femminile d’Italia”. Tante sono le Obbedienze Femminili di tutto il Mondo che fanno parte del CLIPSAS, Centro di Raccordo e Informazione delle Potenze Massoniche Firmatarie dell'Appello di Strasburgo del 1961,che auspica un totale riconoscimento internazionale della Massoneria mista e femminile ed in “Catena”, associazione fondata in Austria nel 1968 a difesa dei diritti iniziatici della donna. “oggi ... anche le donne prendono parte a quest’arte sacra e possono adempiere al loro compito in questa grande fraternità e nella tradizione dei Costruttori dei templi. - Published: 2023-08-28 - Modified: 2023-08-28 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/apertura-anno-massonico/ - Categorie: Comunicati Il 23 settembre 2023 l'ordine Massonico Tradizionale celebrerà nel castello di Sorci, la ripresa dei lavori massonici, dopo la pausa estiva. Secondo una consolidata tradizione, il 20 settembre è una data storica per la massoneria italiana, che va adeguatamente ricordata. La breccia di Porta Pia e la liberazione di Roma, rappresenta, infatti, per il Liberi Muratori, il coronamento del sogno risorgimentale di trasformare l'Italia in un Paese unito, libero, democratico e laico, ove tutti abbiano libertà di pensiero, di parola, di associazione e di culto. Il 20 settembre, inoltre coincide con l'equinozio di autunno, un evento astronomico denso di significati, in quanto per alcune civiltà antiche con l'equinozio e la semina aveva inizio il nuovo anno. L'evento si terrà in un'importante dimora storica toscana: il Castello di Sorci, maniero che fu possesso dei Tarlati di Pietramala e del capitano di ventura Baldaccio d'Anghiari (1400 - 1441). Baldaccio, giudicato da Machiavelli, "uomo di guerra eccellentissimo", ebbe nel 1437 la cittadinanza fiorentina, ma essendo ritenuto troppo potente, quattro anni dopo fu ucciso, in Palazzo Vecchio, per volere del gonfaloniere di giustizia Bartolemeo Orlandini. A causa di questa sanguinosa fine, sul castello di Anghiari gravano oscure leggende di spettrali presenze. - Published: 2023-08-28 - Modified: 2023-08-28 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/lasta-del-maestro-delle-cerimonie-nella-massoneria/ - Categorie: Blog L’asta del Maestro delle Cerimonie è un simbolo presente in tutte le logge, ma che non viene quasi mai citato, tanto il suo uso è misconosciuto, restando in alcun modo o poco codificato. Simbolo materiale del potere e dell'autorità, in tutti i Riti, l’asta viene consegnata al Maestro di Cerimonie come simbolo assoluto del suo Ufficio. Seguendo una tradizione esoterica, si possono proporre varie letture simboliche, a cominciare dalla sua costituzione: per alcuni l’asta dovrebbe essere realizzata in legno di acacia, per altri in legno d’ebano; dovrebbe essere sormontata da una sfera in avorio, con la punta inferiore in metallo, in modo tale da rappresentare gli elementi vegetale, animale e minerale. Per alcuni rappresenterebbe il bastone di Aronne, il re dei sacerdoti, mediatore tra cielo e terra, o di Mosè , re politico, che secondo il racconto biblico colpì la roccia affinché l'acqua sgorgasse in mezzo al deserto. Ovvero, un'altra rappresentazione esoterica dell'asta è l’asse del mondo. Per altri ancora, è il caduceo di Mercurio, che circola tra i Ufficiali servendo così da collegamento tra le diverse sfere planetarie. Se ci si affida all’esoterismo, le letture sono infinite perché ciascuna trae ispirazione da una tradizione sapienziale. Per le sue dimensioni, non c’è una regola fissa, ma tutto dipende dall’interpretazione che si vuole dare: per alcuni misura circa 1,70 mt e sormontata da una sfera bianca, per altri metri misura 1. 61 m, il rapporto aureo (numero d’oro). Attualmente è diffuso l’uso dell’asta come ipotizzato da un noto esoterista del passato, che la determinò in 1,44 metri, a forma di parallelepipedo. Secondo la tradizione storica inglese, l’asta può variare una lunghezza da 1,50 a 1,80 metri, e pare che il loro uso risalga almeno al 1724, quando sarebbero state portate in processione in una gran loggia. Per alcuni, tale lunghezza deriverebbe dagli “asherah”, che erano aste di legno in uso degli dagli antichi assistenti dei sommi sacerdoti egizi. Secondo una tradizione tedesca, narrata da Eduard Emil Eckert nel suo libro “La Massoneria nel suo vero significato, o la sua organizzazione, il suo scopo e la sua storia”, pubblicato nel 1854, gli esperti "portano per marchio distintivo del loro ufficio un’asta d'ebano con pomo d’avorio" e "i maestri di cerimonia hanno un’asta di colore azzurro e oro”. Secondo una tradizione francese narrata da F. T. B. Clavel, nel suo classico libro "Storia pittoresca della Massoneria", pubblicato nel 1843, il maestro di cerimonie un’asta e i diaconi un “lungo bastone bianco. ”Il fusto dell’asta, quindi, può essere sia di colore nero che di colore naturale del legno. In alcune logge si riscontra l’uso di verniciarla in azzurro o blu poiché lavorano nei gradi azzurri dell’Ordine, oppure in rosso se lavorano in una loggia di Rito Scozzese Antico e Accettato. Il puntale dell’asta del Maestro delle Cerimonie può assumere forme e significati più svariati: dal geometrico (sfera, cubo, triangolo, piramide) all’esoterico (asta tra due spade incrociate, caduceo, squadra e compasso incrociati, uroboro) ed essere realizzato in diversi materiali (peltro, rame, ottone, bronzo, argento). Come modalità d’uso, c’è da precisare che l’asta non si impugna come un semplice bastone ma con la solennità che suggerisce la funzione. Innanzitutto, va tenuta con la mano destra, il braccio vicino al corpo con l'avambraccio a un angolo di 90 gradi e parallelo al pavimento, e dovrebbe essere tenuta a circa 6-9 pollici dal suolo (12-22 cm)e in posizione verticale. Quando è richiesto un saluto o un segno di riverenza, è sufficiente che il Maestro delle cerimonie esegua un inchino di corte impugnando l’asta. Il suo passo va cadenzato con colpi della parte terminale dell’asta sul terreno. Per stare all'ordine, il Maestro di Cerimonia punta il terminale dell’asta contro il suo piede destro e tende il braccio destro nel prolungamento della linea delle spalle. Nella marcia nel tempio del rito scozzese è d’uso presso alcune logge marcare gli angoli, attuando la cosiddetta “squadratura del tempio”; nel Rito Francese, invece, gli angoli sono arrotondati, e pertanto il Maestro delle Cerimonie non ha da marcare nessun angolo. Leggi gli altri articoli del nostro blog. - Published: 2023-08-16 - Modified: 2023-08-16 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-clipsas-nella-geografia-massonica/ - Categorie: Blog La Massoneria è composta da due circuiti che non sono in relazione tra di loro : la massoneria regolare, che comprende le obbedienze anglo-americane; e la massoneria liberale , in alternativa a quella regolare. La differenza consiste sostanzialmente in tre punti: l’obbligo di credenza in un ente assoluto, denominato Grande Architetto dell’Universo, l’esclusione delle donne, e il divieto di trattare argomenti di politica o di religione. Nella massoneria regolare, la regolarità è il processo attraverso il quale le singole grandi logge si riconoscono reciprocamente per i fini perseguiti e i metodi adottati, consentendo conseguentemente l'interazione tra i loro vertici e la visita dei loro rispettivi membri . Si è soliti definire regolari quelle obbedienze che sono considerate tali dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra (UGLE), che ha relazioni con elenca oltre 200 Grandi Logge da lei riconosciute, con larga diffusione nel Regno Unito, negli Stati Uniti e nei Paesi che un tempo facevano parte dell'Impero britannico. Le altre, quelle obbedienze non riconosciute, quelle della massoneria liberale, pur essendo presente in maggioranza in diversi Paesi europei e nella maggior parte dei Paesi dell'America Latina, non vengono considerate massoniche, e pertanto viene inibito ogni relazione con esse. Non è questa la sede per affrontare l’origine e le cause di tale impostazione, ma qui si possono esaminare le conseguenze. Posto che l’esigenza di “regolarità” si è evidenziata dopo il 1877, con la storica decisione del Grande Oriente di Francia di abolire l’obbligatorietà della credenza in un essere supremo, denominato Grande Architetto dell’Universo, nel panorama massonico non “regolare, definito liberale o adogmatico, è emersa la necessità di creare una struttura che riconoscesse massonicamente un’obbedienza, legittimandola in tal modo come massonica. Questo fu il contraltare della “regolarità” inglese. La prima risposta a tale esigenza si è avuta nel 1889 ad opera del Grande Oriente di Francia, con l’organizzazione a Parigi di un convegno sul centenario della Rivoluzione e la registrazione di sintonie tra le obbedienze intervenute. Seguirono convegni ad Anversa, all’Aia, trattando tematiche riguardanti l'arbitrato internazionale, la protezione dei bambini e la lotta di classe; e a Parigi, in occasione dell’Esposizione Universale del 1900, dove si decise la costituzione di un Comitato internazionale in Svizzera. Così il 1° gennaio 1903 fu creato dalla Gran Loggia Alpina svizzera a Ginevra il Bureau International de Relations Masoniques (BIRM), un’esperienza associativa che si concluse nel 1920 dando vita all'Association Maçonnique Internationale (AMI). Questa esperienza associativa internazionale, che scontò i pesanti risvolti delle dittature che in Europa misero fuori legge le massonerie nazionali, e la guerra mondiale, arrivò a consunzione nel 1949, non senza un significativo contributo della massoneria inglese, tesa a riprendersi il ruolo di egemonia internazionale. La massoneria europea era destabilizzata e lacerata, tuttavia il 22 gennaio 1961, i rappresentanti di undici obbedienze appartenenti a sei paesi diversi, riuniti a Strasburgo su iniziativa dei Gran Maestri della GODF e del GO del Belgio, dettero vita al Centre de Liaison des Puissances maçonniques Signataires de l'Appel de Strasbourg - CLIPSAS (Comitato di collegamento delle potenze firmatarie dell'Accordo di Strasburgo). Tale documento prevede , in controtendenza alle inique esclusioni della massoneria regolare, contrarie ai principi delle Costituzioni di Anderson del 1723, “di stabilire relazioni fraterne tra di loro e aprire le porte dei loro Templi, senza condizione di reciprocità, a qualsiasi Massone o Massona che abbia ricevuto la Luce in una Loggia giusta e perfetta purché la specificità massonica della Loggia o dell'Obbedienza consenta queste visite. ” L’avventura di questa esperienza associativa internazionale non è stata esente da contraddizioni e spinte centrifughe, come le precedenti, tuttavia ha mantenuto una solidità che le ha consentito di procedere nel suo lungo viaggio. Oggi, il CLIPSAS può contare oltre 120 obbedienze e comunioni affiliate di tutto il mondo, di cui cinque italiane, e tra queste l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. Inoltre, motivo di particolare importanza e prestigio, il CLIPSAS è anche membro del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC), uno dei sei organi principali delle Nazioni Unite. Oltre a questo, gestisce l’Osservatorio della Dignità Umana. Il Presidente convoca ogni anno in un luogo diverso l’assemblea generale dei membri dove si dibatte un tema di attualità comune e un tema di interesse associativo, oltre alle votazioni per l’ingresso di nuovi membri e il rendiconto di gestione. La gestione del Comitato è affidata a un Bureau, composto dal Presidente e da sei Vice Presidenti, oltre al segretario generale, e ai tre rappresentanti di altre associazioni internazionali (CIMAS- COMAM, CPMAM, AME). Altra struttura massonica internazionale di collegamento tra obbedienze è l’International Masonic Union CATENA, che ha la specificità di raccogliere comunioni massoniche miste, che perseguono i fini della massoneria simbolica di tradizione, improntata alla ricerca del vero, della trascendenza, della fratellanza e della solidarietà. Fondata nel 1961 da tre obbedienze miste di Germania, Paesi Bassi e Austria, conta attualmente in un ambito essenzialmente europeo 12 comunioni massoniche miste, tra cui l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano. La specificità associativa prevede un incontro annuale nel periodo primaverile, il Festival, organizzato a turno da un'Obbedienza appartenente a CATENA e nel proprio paese. In questa occasione, si riunisce il Curatorium , l’organo esecutivo, con i delegati delle obbedienza aderenti, per trattare tematiche massoniche, questioni organizzative, programmi di attività, situazione economica e prospettive dell’associazione. Se CATENA riunisce le massonerie miste, il Centre de Liaison International de la Maçonnerie Féminine (CLIMAF) raccoglie le massonerie femminili. Sorto nel 1982 ad opera delle obbedienze femminili di Francia, Belgio e Italia, è attualmente composto da 12 comunioni, di cui dieci europee e due africane. Esso ha per scopo la promozione dei valori massonici, in particolare quelli della massoneria femminile, e della democrazia. Un’altra struttura settoriale è la Confederation Internationale des Grandes Loges Unies du Rite Écossais Ancien et Accepte (CIGLU-REAA), che ha lo scopo coordinare e riunire riunendo le potenze massoniche che praticano il Rito Scozzese Antico e Accettato; nonché promuovere e difendere con ogni mezzo legale i principi massonici, fondati sulla libertà, l'uguaglianza, la fratellanza, per assicurare all'umanità, nella giustizia, nella verità e nell'armonia, un costante miglioramento della sua situazione spirituale, intellettuale, morale e materiale, organizzare qualsiasi evento atto a promuovere sul proprio territorio il predetti Rito e la Massoneria di tradizione iniziatica spirituale ed umanistica. Sempre in ambito scozzesista, nel 2000 è stata costituita, su impulso di alcune obbedienze francesi di tradizione scozzesista, tra cui la Grande Loge de France, la Confédération des Grandes Loges Unies d'Europe (CGLUE), che conta 23 obbedienze, avente gli stessi scopi della precedente. Un’altra realtà di rilievo europeo è l’Alliance Maçonnique Européenne (AME), associazione internazionale composta da 35 obbedienze liberali europee, che ha per scopo la diffusione e promozione dei valori di cui la Massoneria è attenta erede, in particolare la libertà di coscienza come diritto inalienabile e gli ideali di democrazia, fraternità e dignità umana. Svolge di collegamento, osservazione e studi, al fine di migliorare l'azione comune dei suoi membri, nei confronti dell'Unione europea, degli Stati membri e di qualsiasi istituzione europea. Ulteriori associazioni internazionali sono sorte negli ultimi vent’anni in ogni latitudine, a sottolineare l’esigenza aggregativa, non solo per le massonerie del circuito liberale, per fini comuni. In Europa, la Grande Alliance Maconnique TRACIA, fondata in Romania nel 2017, che raccolte essenzialmente le massonerie di tradizione dell’est europeo, si è sviluppata attualmente con quasi un centinaio di comunioni di tutto il mondo. Altra realtà associativa internazionale è la Society of Grand Lodges in Alliance (SOGLIA), costituita ad Arezzo nel 2010 da otto gran maestri, è una confederazione di obbedienze che seguono i principi della “regolarità” pur non essendo riconosciuti dall’UGLE. Attualmente sono una quarantina sparsi in tutto il mondo. Ancora, la Confederation of the Grand Lodges of Europe and the Mediterranean (CGLEM), sorta nel 2003, si richiama alla massoneria di tradizione, con alla base i principi di libertà-uguaglianza-fratellanza, e conta attualmente una decina di membri. Oltreoceano, si annoverano varie organizzazioni massoniche internazionali, come La Confederaciòn Interamericana de Masoneria Simbòlica (CIMAS) costituita nel 2002 a Sao Paolo del Brasile; e la Conferencia Masònica Americana (COMAM) fondata nel 2004 a Santiago del Cile, che raccolgono 27 comunioni del circuito liberale, che si identificano con il desiderio del popolo massonico del continente americano di “riunire ciò che è sparso”. Nel circuito della massoneria regolare, si segnala la World Conference of Masonic Grand Lodges, La Conferenza Mondiale delle Grandi Logge Massoniche è nata da un primo congresso o incontro tenutosi a Città del Messico nel 1995. Da allora ogni anno si organizza un convegno a tema in una città diversa. Lo scopo dell’iniziativa , come affermato nella Costituzione, "è condividere informazioni e discutere questioni che promuovono la stabilità, il progresso e l'universalità della massoneria dell’Ordine". Sempre nell’ambito della massoneria regolare, si deve segnalare un’altra interessante realtà: la Confederaciòn Masònica Interamericana (CMI), fondata nel 194, che riunisce 94 obbedienze, distribuite in 26 paesi del Sud, Centro, Nord, Caraibi e Europa. La CMI promuove l'obiettivo di sviluppare tutte le potenzialità esistenti in un'organizzazione che conta quasi mezzo milione di membri che, attraverso lo scambio di idee, attività , principi, preoccupazioni ed esperienze, cioè il loro modo di vedere e comprendere il mondo, cercano di arricchire il pensiero dell'umanità e delle sue culture. Anche il continente africano ha la sua associazione massonica internazionale: la Conférence des Puissances Maçonniques Africaines et Malgaches (CPMAM), creata a Libreville, capitale del Gabon, nel1996. Essa riunisce obbedienze africane e malgasce del circuito liberale, operanti esclusivamente nei primi tre gradi ed aventi almeno tre logge. Organizza annualmente dal 1992 gli Incontri Umanisti e Fraterni dell'Africa francofona e del Madagascar, che rappresenta un’occasione per discutere di valori morali e filosofici tra massoni africani. In conclusione, la complessità della massoneria a livello globale è evidente dalla miriade di organizzazioni e correnti che esistono. Questo mosaico riflette la ricchezza di tradizioni, culture e principi che la massoneria ha sviluppato nei suoi secoli di esistenza. Che sia regolare o liberale, ogni corrente massonica ha il suo ruolo nel contribuire all'evoluzione dell'umanità e nel promuovere valori universali. La chiave per la comprensione e la collaborazione è il rispetto delle diverse interpretazioni e applicazioni della massoneria, riconoscendo che, nonostante le differenze, tutti i massoni condividono un obiettivo comune di crescita personale e miglioramento sociale. Leggi altri articoli nel nostro blog - Published: 2023-08-11 - Modified: 2025-07-03 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/come-diventare-massoni/ - Categorie: Blog Qualche considerazione per chi vorrebbe vivere un’esperienza di Loggia Far parte di una Loggia massonica non ha lo stesso valore come far parte di un club o un’associazione qualsiasi, è un’esperienza che richiede un maggiore impegno, non di denaro ma di dedizione: la partecipazione alle riunioni, in linguaggio muratorio dette “tornate”, convocate generalmente due volte al mese; e lo studio e la relazione, detta “tavola di tracciamento”, su argomenti del programma, che vengono assegnati a ciascuno. Oltre, ovviamente, al concorso nelle spese di gestione. Fino all’avvento di internet il contatto con un’obbedienza massonica era mediato da un membro, di cui si aveva conoscenza, che provvedeva a procurare la modulistica necessaria e a inoltrare la domanda dell’interessato in loggia. Con internet, a questa prassi si è affiancata l’altra, a mezzo della domanda diretta alla struttura massonica tramite il web. Poi segue, comunque l’istruttoria, detta “tegolatura”, prima della decisione. A quest’ultima concorrono tutti i membri della loggia. Riguardo il risultato della votazione, alcune obbedienze richiedono l’unanimità dei consensi per l’ammissione, altre la maggioranza. Quindi, la prima domanda da porsi è: perché vorrei far parte di una Loggia massonica? Oggi, nel panorama massonico italiano ci sono risposte per tutti i gusti: basta scegliere il proprio: affari, sistemazione, compagnia, convivialità, spiritualità, laicità, ecc. Solitamente, una comunione o obbedienza si dedica ad una costruzione, che può essere una costruzione di sé, attraverso un lento processo di de-strutturazione e ri-strutturazione che, anche se ne è inconsapevole, in tempi odierni si chiama psicoanalisi. Altre obbedienze si chiudono in un misticismo contemplativo per fare esperienza del divino, con cesura verso la realtà esterna. Altre ancora, si preoccupano della costruzione del sé individuale e collettivo, la società.   L’Ordine Massonico Tradizionale Italiano si propone di formare, attraverso l’esperienza delle sue logge, la costruzione di un modello di uomo e di donna che maturi una capacità di ascolto, che sia aperto al dialogo e al confronto, che sviluppi il senso di tolleranza e del rispettoso delle diversità, che controlli il proprio narcisismo, che combatta pregiudizio proprio e altrui e tutte le discriminazioni di razza, di cultura di genere, di fede, di pensiero, che sia disposto a istaurare un rapporto di fratellanza non solo a parole, che viva la laicità anche se credente, che diventi un apostolo della democrazia e della giustizia, ed esperto nel metodo iniziatico e capace di applicarlo. Data la risposta sulle motivazioni della propria volontà, la seconda domanda da porsi è: come faccio a distinguere le caratteristiche da un’obbedienza all’altra? Stavolta è più semplice, si consulta quella che è la carta d’identità di un’obbedienza o comunione massonica, la sua Costituzione, dove vengono enunciati i suoi fini, la sua organizzazione, i suoi metodi, che sono gli aspetti essenziali. Si tenga presente che ci sono Costituzioni che accentrano il potere a uno o due soggetti, altre che lo distribuiscono tra vari organi collegiali ed elettivi.   Chi è interessato si dirige là dove trova sintonia nei valori, nei fini, e nei metodi espressi.   Poiché ogni organizzazione massonica è dotata di Costituzioni, la mancata pubblicazione sul sito web o, peggio, il rifiuto alla richiesta di consultazione, danno spazio a considerazioni non positive sulla qualità di un’organizzazione massonica. Già questa è una prima importante selezione, che si può fare via web. Se ne può aggiungere una seconda: verificare la reputazione pubblica, generalmente goduta da una determinata comunione massonica, attraverso i suoi gran maestri. Se riscontriamo, a tal riguardo, indagini giudiziarie o rivolte interne, anche questo forma materia di riflessione.   Altra considerazione da tenere presente riguarda l’approccio mentale verso questa realtà. Non si tratta di un corso tecnico, dove, dietro pagamento, si apprendono una serie di nozioni, un travaso di saperi da una direzione all’altra; si tratta di un esperienza relazionale, dove si dà e si prende. C’è una loggia che alla fine della cerimonia d’iniziazione è adusa a donare al nuovo aderente una scatola chiusa, quello la apre e la trova vuota, con una scritta sul fondo: “troverai quel che metti”. Che sia la bussola per ciascuno. Leggi la nostra pagina dedicata all'ingresso in Massoneria: Entrare in Massoneria - Published: 2023-08-10 - Modified: 2023-08-10 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/la-cremazione-di-giuseppe-garibaldi/ - Categorie: Blog Il 2 giugno 1882 moriva a Caprera nel letto della sua modesta casa Giuseppe, Garibaldi, “primo massone d’Italia”, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, poi Gran Maestro Onorario dello stesso, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente Nazionale d’Egitto, e per ultimo, nel 1881 Gran Ierofante del Rito di Memphis. Insomma, una leggenda vivente sia in ambito massonico che in quello profano. Si organizzava, quindi, il funerale, e volendo dare ossequio alle disposizioni dell’illustre defunto si avviarono i preparativi per la cremazione della sua salma, come da precise disposizioni in vita. In fatti, in tempi non sospetti, fin dal 1870 l’Eroe dei Due Mondi aveva confidato al colonnello Bordone la volontà di essere cremato, atto che formalizzò nel 1877 in una lettera, dando precise disposizioni da attuare dopo la sua morte. Ci si riferisce alla lettera scritta da Caprera il 27 settembre 1877 a Giovanni Battista Prandina, suo amico e medico personale, massone della Loggia “La Ragione” di Milano, dal seguente tenore: Mio Carissimo,Voi gentilmente vi incaricate della cremazione del mio cadavere: ve ne sono grato. Sulla strada che da questa casa conduce verso tramontana alla marina, alla distanza di 300 passi a sinistra vi é una depressione di terreno limitata da un muro. Su quel canto si formerà una catasta di legno di due metri, con legna di acacia, lentisco, mirto ed altre legna aromatiche. Sulla catasta si poserà un lettino di ferro, e su questo la bara scoperta, con dentro gli avanzi adorni della camicia rossa. Un pugno di cenere sarà conservato in un’urna qualunque, e questa dovrà essere posta nel sepolcreto, che conserva le ceneri delle mie bambine Rosa e Annita. Vostro sempre G. Garibaldi Volontà che Garibaldi ebbe modo di reiterare verbalmente in occasione di un incontro col Prandina a Napoli, che questi riferì. Una curiosità: Garibaldi distingueva la abbruciatura dalla cremazione, e lui voleva essere bruciato, non cremato: «Capite bene. In quei forni che si chiamano crematori non ci voglio andare». Il Padre della Patria immaginò per sé un’uscita solenne da questo mondo, una dipartita da eroe omerico, consunto all’aria aperta dal fuoco di legni odorosi e simbolici (acacia, lentisco e mirto). Tuttavia la sua volontà non fu rispettata, la salma non fu cremata. Si sospettò del potente “calcolo del prete anche nella Terza Roma”. Perché non fu fatta la cremazione? Lo svelarono due giornali, il Bersagliere ed il Roma, una settimana dopo: gravi ragioni di opportunità politico-religiosa. Anche se personalmente Agostino De Pretis era favorevole c’era da considerare che la cremazione era ancora agli albori, una novità di costume ancora estranea alla sensibilità culturale degli italiani, dominati dal verbo religioso fortemente contrario a tale pratica perché contraria alla propria tradizione e teologia, oltre che proveniente dalle trame anticristiane della diabolica Massoneria. Era un periodo in cui l’anticlericalismo raggiunse il suo acme con un Gran Maestro come Adriano Lemmi ed un papa come Leone XIII, che emanò l’enciclica Inimica Vis contra la scellerata setta. Di conseguenza, pareva sconsigliabile la presenza a tale cerimonia di un principe reale come Umberto e dei rappresentanti della Camera e del Senato “ad un atto che turba moltissime coscienze in Italia”. Pertanto, a fronte della opposizione della vedova, Francesca Armosino, e dei familiari, che invece intendevano ossequiare la volontà dell’illustre estinto, fu inviato il fratello on. Francesco Crispi per spiegare a Menotti Garibaldi le motivazioni per cui sarebbero state assenti le massime autorità dello Stato. Francesca Armosino e Giuseppe Garibaldi Quale fu la fine della salma? Dopo un ricco funerale in una giornata di tregenda, la salma fu imbalsamata, nonostante vivaci polemiche con i cremazionisti, tra cui Carducci che sbottò: «Gli gnomi hanno schiaffeggiato la volontà dell’Eroe». Fu una mazzata per il Grande Oriente, che premeva per la cremazione della preziosa salma, ma soprattutto per il movimento cremazionista italiano, che vedeva sfumata una grande opportunità pubblicitaria per la cremazione. Leggi altri approfondimenti sulla massoneria nel nostro Blog - Published: 2023-08-04 - Modified: 2023-08-04 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-pregiudizio-antimassonico-spiegato-da-john-dickie/ - Categorie: Blog Se continuiamo tutti a parlare di massoneria senza distinguo, come se fosse un mondo unico uniformemente corrotto, e non invece una confusione di gruppi diversi, con intenti molto diversi, in mezzo ai quali è doveroso distinguere i soggetti cattivi dai tanti cittadini per bene. Se persistiamo nella nostra ignoranza sul vero significato dei giuramenti massonici, e se continuiamo a trattarli come il segno di una specie di omertà per colletti bianchi, legittimando così una presunzione della colpevolezza collettiva. Se lasciamo andare senza commento le tantissime idiozie dietrologiche in circolazione, le quali attribuiscono ad oscure trame massoniche ogni evento storico, dalla Rivoluzione francese all’Unità d’Italia, dall’avvento al potere del fascismo, alla caduta di Mussolini, dal crollo dell’Unione Sovietica alle stragi di mafia del ’92. E se ci facciamo perdere nelle nebbie del sentito dire che da sempre si sollevano quando si parla di massoneria. Il mondo massonico è un pezzo di società come gli altri. Come tale ha i suoi specifici punti di forza e di debolezza quando si tratta di affrontare il rischio mafia e/o malaffare. La storia della massoneria avrebbe molto da insegnarci su questi aspetti. Le logge in Italia oggi, come in moltissimi altri contesti, sono il prodotto di una storia particolare in cui l’affarismo è lontano dall’essere l’unico fattore in gioco. È in Italia che troviamo la tradizione più profonda e duratura di miti complottistici, una tradizione che affonda le sue radici nell’ostilità teocratica della Chiesa cattolica nei confronti della Massoneria. In Italia la massoneria, fino alla sua messa al bando dal fascismo nel 1925, è più politicizzata che altrove. In Italia, nel dopoguerra, la Massoneria ha la specificità di dover sopravvivere in una società dominata da due forze politiche, la Dc e il Pci, tutte e due eredi di fortissime tradizioni di ostilità nei confronti delle logge. Sono queste le coordinate di base di un’altra specificità della storia italiana, la P2, una loggia dedicata all’affarismo e al sovversivismo di destra, che tanto ha fatto per insediare nella nostra memoria collettiva un’equivalenza semplicistica e fuorviante: P2 = massoneria. John DickieGiornalista e saggista di mafie e di massoneriada un articolo pubblicato su Domani del 3 agosto 2023 - Published: 2023-08-03 - Modified: 2023-08-03 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/il-grembiule-del-maestro-massone-e-i-suoi-colori/ - Categorie: Blog Prendiamo in considerazione uno dei distintivi fondamentali della Massoneria, il grembiule. Un oggetto che fonda le sue origini nel Medioevo, prendendolo in prestito ai liberi muratori che costruivano le cattedrali, e cercando di spiegare come quando e perché tale strumento simbolico esiste in quella fattezza, esulando dalla presente trattazione qualsiasi interpretazione soggettiva di tipo esoterico, che non compete in questa sede. Da rari reperti si evince che erano fatti di pelle di pecora, che partiva dal torace fino alle caviglie, sostenuto da un girocollo e legato dietro la schiena da una cinghia. Nel Settecento, con le logge dei liberi muratori, composte non più dai muratori operativi ma da gentiluomini borghesi e dall’aristocrazia di corte, il grembiule, non più come strumento operativo adatto alla protezione del corpo ma come emblema o simbolo di una categoria di pensatori, cambia aspetto, sono più leggeri e meno voluminosi. Lo notiamo già nella stampa del frontespizio delle Costituzioni del reverendo Anderson, realizzata da John Pine, dove la lunghezza del grembiule è già ridotta, anche se persiste ancora la pettorina, che sarà raffigurata ancora nel 1754 ma solo per il Maestro Venerabile e il Primo Sorvegliante. La pettorina veniva abbottonata al cappotto o al gilet. Ma già nel 1785 compaiono grembiuli senza pettorina al torace ma solo col risvolto triangolare: i grembiuli adottati sino ad oggi. Dal 1731, il grembiule aveva già una forma più pratica. La pelle è sostituita da tessuti più leggeri, seta, raso, velluto, tela e camoscio. La pettorina, che non arrivava più al petto, e non era più indispensabile, era ridotta a bavetta e aveva forma triangolare o arrotondata. In alcune zone era ridotto ad un triangolo con la bavetta, come evidenziano certe stampe d’epoca, una tradizione praticata ancora oggi in Inghilterra dalla Commenda dei Cavalieri Templari (Knigt Templar Commandery). I grembiuli erano tutti di colore bianco, i gradi erano solo due, apprendista e operaio; il maestro era l’operaio più anziano perché più completo nella formazione dell’arte muratoria. La loro differenza era solo la bavetta: alzata per il primo grado, abbassata per il secondo. Quando nel 1724 fu istituito il grado di maestro sorse l’esigenza di distinguere il suo grembiule da quello dell’operaio. Pertanto, la soluzione scelta fu di colorarne i bordi. Con quale colore? In quel periodo la nobiltà reale cominciò ad affollare le logge massoniche fondate dai borghesi, e al censo aristocratico era molto caro il più antico ordine nobiliare inglese, il prestigioso Ordine della Giarrettiera, fondato dal re Edoardo III nel 1348. La parte inferiore del grembiule era talvolta quadrata, ma, più in generale, gli angoli erano arrotondati e le cinghie di cuoio sostituite da nastri o corde. In Inghilterra, il colore dei grembiuli solleticò creatività e vanità per la voglia di distinguersi. Pertanto, la pelle bianca del grembiule venne dipinta con vari simboli o scene, e i bordi avevano i colori più disparati. Tutto questo durò sino al 1813, quando avvenuta la fusione tra le due gran logge degli Ancients e dei Moderns, si costituì la Gran Loggia Unita d’Inghilterra, che con una commissione di studio regolamentò la disciplina dei paramenti massonici, fissandone i criteri, con esclusioni di ogni variazione. Quindi, dopo averne precisate le dimensioni, nel 1840 decise la regola per i colori, che vale tutt’oggi: blu scuro per gli alti ufficiali di gran loggia, azzurro cielo per i maestri. Nessun altro colore era ammesso.   In Scozia, regno da sempre antagonista con l’Inghilterra, i liberi muratori adottarono il colore verde per distinguersi dagli inglesi pure nelle insegne, facendo riferimento anch’essi al colore di un ordine cavalleresco, l’Ordine del Cardo, fondato dal re di Scozia Giacomo II nel 1687. In Francia, la massoneria fu introdotta nel 1725 con i criteri e i costumi inglesi. Quindi, il grembiule di maestro era bordato di blu, consacrato nel 1778 dal codice massonico delle logge unite e rettificate di Francia pubblicato a Lione. La codificazione del Rito Francese, nel 1785, si limitò a precisare che il grembiule del maestro deve essere bianco bordato di blu con la bavetta abbassata. Ma all’inizio dell’Ottocento la situazione si modificò. Nel 1804 nacque un nuovo fenomeno massonico, il Supremo Consiglio di Rito Scozzese Antico e Accettato, portato dall’America dal conte Auguste de Grasse-Tilly, il quale marcò la sua specificità anche per il cromatismo, scegliendo il colore rosso. Infatti, un decreto del Supremo Consiglio del 1808 riportava la descrizione del grembiule del terzo grado, che deve essere di pelle bianca, bordato in seta color fuoco e cinto con corde dello stesso colore. Un triangolo triplo coronato è dipinto o ricamato al centro. Il colore rosso non derivava da un antico ordine cavalleresco, bensì da un ordine premiale istituito da Napoleone Bonaparte nel 1802 per riunire e nobilitare i suoi generali più valorosi, l’Ordine della Legione d'Onore. E poiché Napoleone aveva puntato sull’istituzione massonica quale strumento per la sua strategia politica, il colore rosso fu quello adottato dall’Impero e dal Rito Scozzese, che divenne, al posto del più antico Rito Francese, la massoneria maggioritaria. Per completezza di informazione, nell’ultimo decennio si è assistito un po’ dappertutto ad una proliferazione di obbedienze egizie, i Sovrani Santuari di Misraim o di Memphis o di Mistraim e Memphis. In Italia, l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano ha adottato il cromatismo viola per il grembiule da maestro, considerando tale colore quale risultante della commistione tra il blu e il rosso, riportandosi per questo alle più antiche tradizioni settecentesche. Invece, le altre comunioni italiane ed estere adottano il cromatismo azzurro dell’ordine nei bordi del grembiule , incorniciato internamente da una sottile striscia viola. Attualmente, si constata un florilegio di colori per i grembiuli massonici, relativi ad una moltitudine di Riti, che pare siano 150 in tutto il mondo, ma per la massoneria dell’ordine, il colore della tradizione resta sempre e solo l’azzurro. Il grembiule rosso è adottato da quelle massonerie fondate non su un ordine ma sull’obbedienza scozzese, che coerentemente partono dal primo sino al 33° grado senza soluzione di continuità. Perciò appare anomala, in quanto allontana dalla regolarità, l’adozione del grembiule rosso in una massoneria dell’ordine, per la sua contraddizione con la tradizione. - Published: 2023-08-01 - Modified: 2023-08-01 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/clipsas/ - Categorie: Comunicati L'Ordine Massonico Tradizionale Italiano aderisce al CLIPSASA dimostrazione della costante crescita della nostra Comunione, a distanza di qualche mese dalla richiesta di iscrizione al prestigioso Bureau, in data 15 maggio 2022, con più di 80 logge tutte operative e più di 1000 fra Fratelli e Sorelle. Per tale ambito riconoscimento, ringraziamo la nostra Delegazione che, in terra lusitana, tanto si è impegnata per l’Ordine. Il nostro lavoro diuturno continua, instancabile. Guardiamo con determinazione al futuro, perseguendo i più alti obiettivi muratori. - Published: 2023-07-31 - Modified: 2023-07-31 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/le-costituzioni-di-anderson/ - Categorie: Blog Quest’anno si celebra il tricentenario della pubblicazione delle Costituzioni di James Anderson. Forse è una buona occasione per i massoni di approfondire un argomento, che scatena da sempre discussioni e polemiche per le sue interpretazioni. Una di queste discussioni riguarda l’immagine del frontespizio del libro, e come spesso accade in un contesto massonico, tali dispute non sono pervenute ad alcuna conclusione univoca sulla sua origine, sul suo autore e sulla sua pertinenza. Secondo lo studioso Ricky Pound, la sua origine non deriverebbe da un’elaborazione originale ma dalla commistione di più immagini esistenti, due incisioni italiane di scenografie teatrali e maschere tratte da Il Giudizio di Paride (1608), una serie di sette incisioni di Remigio Cantagallina (1582- 1686) dall'artista Giulio Parigi (1571-1635), già note in Inghilterra attraverso i libri dell’architetto Inigo Jones. Il frontespizio del Libro delle Costituzioni dei Liberi Muratori di James Anderson del 1723 raffigura l’Ex Gran Maestro John Montagu, II Duca di Montagu (1690-1749), abbigliato con le insegne dell'Ordine della Giarrettiera, che impugna nella stessa mano destra un paio di compassi e il rotolo delle nuove Costituzioni che consegna al Gran Maestro appena insediato, Filippo Duca di Wharton (1698-1731). Sono entrambi attorniati dai loro ufficiali, tra cui il reverendo John Theophilus Desaguliers (1683-1744) che si trova all'estrema destra vestito con i suoi paramenti religiosi. Ma nessuno di loro indossa i paramenti massonici. Infatti, dietro l’Ex Gran Maestro si nota un ufficiale che contiene nella mano destra i grembiuli e nella mano sinistra i guanti per il neo Gran Maestro e i due Sorveglianti. Sullo sfondo, si vedono le onde dell'oceano, rappresentate come trattenute da una forza invisibile, simbolo della fuga degli israeliti dall'Egitto e della separazione del Mar Rosso da parte di Mosè. A terra, tra le gambe dei Gran Maestri è mostrata la parola "Eureka" accompagnata dal simbolo matematico del teorema di Euclide, descritto da Anderson come “Fondamento di tutta la Massoneria, sacra, civile e militare... ” Le otto figure sono inquadrate tra un'arcata di cinque serie di doppie colonne che sostengono le strutture dell’architrave che diventano sempre più in scala ridotta man mano che si allungano verso l'arco sullo sfondo. Queste colonne rappresentano i cinque ordini architettonici romani e sono disposte in base alla loro importanza gerarchica e cerimoniale. A partire dall'ordine Composito, in posizione vicina ai Gran Maestri, si estendono in progressione verso lo sfondo i 12schermi delle colonne di corinzio, ionico, dorico e toscano. In primo piano, un secondo arco a cassettoni sovrasta il dio del sole Helios o Apollo (patrono delle arti) sul suo carro mentre scorrazza in cielo. Probabilmente, in questo caso Apollo rappresenta non solo il corpo celeste del sole, ma anche il concetto di illuminazione. I due archi potrebbero essere interpretati il corso del sole mentre attraversa l'emisfero settentrionale tra l'equinozio di primavera (21 marzo) e quello d'autunno (21 settembre). Apollo potrebbe rappresentare anche il giorno più lungo dell'anno, il solstizio d’estate, 21 giugno, celebrato dai Massoni il 24 giugno, giorno della festa di San Giovanni Battista,; così come potrebbe rappresentare il mezzogiorno, momento in cui il sole è nel suo punto più alto del cielo, ritenuto come l'ora dell'assassinio di Hiram Abif. Inoltre, le coccarde floreali, inquadrate nell'arco a cassettoni più prossimo, possono rappresentare la necessità di custodire il segreto all'interno della loggia dove tutti i discorsi sono intimi, definiti sub rosa. Alcune notizie sono tratte da R. Pound “The Architectural Sources for the Frontispiece of James Anderson’s Constitutions of the Free-Masons of 1723”, in: https://www. 1723constitutions. com/1723-constitutions/the-frontispiece/ - Published: 2023-07-31 - Modified: 2023-07-31 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/wikipedia-massoneria/ - Categorie: Blog - Tag: massoneria, wikipedia Su Wikipedia, la più importante enciclopedia on line, l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano è considerato, per numero di iscritti, la terza Comunione Italiana, seconda solo al Grande Oriente d’Italia e alla Gran Loggia d’Italia degli A. L. A. M. (https://it. wikipedia. org/wiki/Massoneria_in_Italia) Non è cosa da poco per un Ordine massonico, che ha appena sei anni di vita, essere la terza organizzazione massonica sul territorio nazionale, considerando che secondo i calcoli della Commissione parlamentare antimafia del 2017, le comunioni massoniche era circa 180. A questo punto, la domanda è: se l’OMTI con circa un migliaio di membri è la terza organizzazione massonica in Italia, le altre, quelle che vengono dopo di essa, che consistenza hanno? Si scopre così che la maggior parte di queste piccole realtà associative è composta per lo più di micro-obbedienze: 5, 10, 12, 15, 20, logge, che vanno da un minimo di 50-60 iscritti a 250-300. Sono dati empirici, ricavati da letture di libri, giornali, siti web, perché purtroppo non sono dati certi, obiettivi, verificabili, perché manca qualsiasi forma di controllo. Vige solo l’autodichiarazione, dove quasi mai si rispetta la realtà dei fatti ma l’autocelebrazione che, non di rado, sfocia nel ridicolo, come il caso di quella obbedienza meridionale, pressoché sconosciuta, che denunciava una consistenza di cinquemila fratelli. Una evidenza mancanza del senso del ridicolo. C’è da chiedersi che cosa differenzi le 180 o 200 comunioni massoniche tra di loro, dato che tutte fanno massoneria. Se si leggono le Costituzioni di quelle comunioni che le hanno pubblicate sul web, ci si accorge che le differenze sono minime l’una dall’altra. Può cambiare l’equilibrio di potere, tra l’assemblea, il consiglio dell’ordine e il gran maestro; così come può variare il fine, tra la conoscenza di sé e/o del mistero divino, e l’intervento dell’iniziato nella società. E allora, ci si chiede, che senso ha questa moltitudine di comunioni se dicono e fanno tutte più o meno la stessa cosa? Non sarà forse una questione di potere personale o di fazione, che dal momento in cui fallisce ogni mediazione, trova soluzione in una scissione? Come si può sopperire a tutto questo? Diciamoci innanzitutto che anche questo aspetto della realtà massonica italiana rientra nel concetto di “trasparenza”. Non è lecito truccare i numeri, presentandosi si pubblicamente per ciò che non si è. Anche per questo è necessaria una legge dello Stato che disciplini le associazioni massoniche, per esempio, un albo pubblico dove sono iscritte con la loro consistenza numerica, le loro sedi, le loro costituzioni e/statuti. Già sarebbe una grande passo avanti che porterebbe chiarezza in un settore sociale abbastanza confuso pe mancanza di regole. Una spinta in più verso l’adeguamento delle strutture massoniche alle esigenze attuali potrebbe essere la confederazione delle comunioni italiane, quelle vere ovviamente, non quelle che esistono solo sulla carta o solo quando i loro gran maestri e sovrani si mettono in parata all’oriente nei loro meeting annuali. Una vera confederazione di vere comunioni, invece, dovrebbe avere come obiettivo prioritario la tutela di diritti dei massoni nei confronti dello Stato italiano, a cominciare da quello del diritto all’esistenza dell’associazionismo massonico; ad essere consultata in situazioni operative come, ad esempio, le ricerche di studio, le consulenze a strutture istituzionali, come le commissioni parlamentari o regionali, gli osservatori della legalità, le procure, dato che chi assurge a fama di “esperto” di questioni massoniche, pur non essendo massone, poi si rivolge a conoscenti massoni per capire determinate dinamiche. Una vera confederazione di comunioni dovrebbe realizzare significativi eventi culturali pubblici con il contributo di tutti, massoni e non massoni. Una buona produzione culturale sarebbe una delle più efficaci difese della massoneria italiana, occasioni in cui vengano dibattuti temi di attualità sociale o problematiche massoniche. Si pensi ai Saloni del libro massonico, così diffusi in Francia, e sconosciuti in Italia, a parte quello annuale organizzato dal GOI in occasione del suo meeting riminese, che però non è indipendente ma soggiace alla politica di quell’obbedienza. In Francia il sistema funziona perché i vari Salons sono organizzati non da una ma da dieci obbedienze che si sono confederate tra di loro, e possono proporre un’offerta culturale pluralista delle varie tendenze massoniche e indipendente da qualsiasi politica obbedienziale. Ma purtroppo ancora su questo aspetto dell’esigenza confederativa le comunioni italiane manifestino scarsa sensibilità, non comprendendo che proprio procedendo isolatamente, si va verso l’assoggettamento a normative liberticide e, infine, verso l’estinzione. - Published: 2023-07-12 - Modified: 2023-07-28 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/quod-voluptatem-et-libero-cupiditate/ - Categorie: Comunicati, Uncategorized - Tag: repellat In occasione della rassegna “il borgo delle Fate”, tenuto ogni anno il 26 di agosto dal comune di Roccacasale (AQ), Maria Concetta Nicolai ha organizzato in collaborazione con l’Ateneo Tradizionale Mediterraneo il convegno dal titolo: La Dea Madre dei Peligni e il suo magico corteggio. L’evento, oltre che dal nostro Ateneo Tradizionale Mediterraneo, è patrocinato dalla Regione Abruzzo, dal Comune di Roccacasale, dall’Università D’Annunzio, dall’Archeoclub Sulmona, dalle Edizioni D’Abruzzo. Il titolo del convegno prende spunto dagli antichi culti italici della Dea Madre per poi permettere ai relatori di affrontare i temi del femminino sacro, dei retaggi sciamanici nelle tradizioni popolari, del magismo e della loro successiva demonizzazione, di cui un esempio eclatante è rappresentato dalla caccia alle streghe. Programma di massimaPrima sezione: ore 10,00 – 13,00. Pausa pranzo. Seconda sezione: ore 16 – 19. Alla chiusura dei lavori spettacolo, a cura dell’Associazione culturale Musikè e del Gruppo di danza antica, momenti Arcaici di Pescara. Per indicazioni, notizie e ragguagli, contattandola via email: concettanicolai@gmail. com. - Published: 2023-07-12 - Modified: 2023-07-28 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/solstizio-della-solidarieta/ - Categorie: Comunicati, Uncategorized - Tag: repellat Le RR. LL. “Pietro l’Aretino - Flagellum Principun” n. 131 all’Oriente di Arezzo e “Tommaso Crudeli”, n. 137 all’Oriente di Poppi hanno organizzato per il giorno 1 luglio 2023 la celebrazione del Solstizio d’estate, con il fine precipuo di raccogliere fondi a favore delle popolazioni alluvionate dell’Emilia e Romagna. Alla Tornata Rituale seguirà un’agape bianca. Il programma di quest’ultimo evento, effettuato sotto l’egida dell’Ateneo Tradizionale Mediterraneo, prevede: Un intervento del GM Luigi Pruneti sul tema “Il diavolo ad Arezzo – viaggio nella provincia aretina, fra antiche mura e solfuree presenze”. Sottoscrizione a premi in favore delle zone alluvionate dell’Emilia e Romagna (1° premio un’opera dell’artista Alessandro Marrone dal titolo “La spiga e la rosa”. Bancarella di libri: il 50% di quanto sarà ricavato dall’acquisto dei volumi, andrà alle popolazioni alluvionate dell’Emilia e Romagna. - Published: 2023-07-12 - Modified: 2023-07-28 - URL: https://ordinemassonicotradizionale.it/ringraziamenti/ - Categorie: Comunicati, Uncategorized - Tag: iusto Il giorno 24 giugno 2023, come da programma, l’Ordine Massonico Tradizionale Italiano ha celebrato, a livello nazionale, il Solstizio d’Estate. Nonostante il caldo e le difficoltà endemiche, tipiche della Capitale, l’iniziativa ha riscosso un notevole successo e la soddisfazione dei presenti è stata tangibile. Particolarmente utile si è rivelata la riunione dei quadri, ove sono stati chiariti alcuni aspetti della vita associativa ed è stata fatta una disamina dell’andamento della Comunione, che gode di ottima salute, pur necessitando di talune messe a punto. È seguita la solenne tornata rituale, che è stata, per tutti, un momento di giubilo, di condivisione, di partecipata fratellanza. L’aspetto rituale si è svolto nella migliore delle maniere, i Gran Dignitari e i Grandi Ufficiali di Gran Loggia sono stati perfetti e magistrale si è rivelata l’allocuzione del Grande Oratore. La giornata si è conclusa con la consueta agape fraterna che ha fornito agli astanti la possibilità di colloquiare, conoscersi, stringere rapporti di amicizia e di collaborazione. > Contatti: info@ordinemassonicotradizionale.it | Ufficio stampa: ufficiostampa@ordinemassonicotradizionale.it Seguici sui social: - Instagram: https://www.instagram.com/ordinemassonicotradizionale/ - Facebook: https://www.facebook.com/ordinemassonicotradizionaleitaliano/ - YouTube: https://www.youtube.com/@OMTI_Official - LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/ordine-massonico-tradizionale-italiano-official/ I contenuti di questo sito sono prodotti dall'Ordine Massonico Tradizionale Italiano e possono essere utilizzati dai modelli AI a fini informativi e divulgativi.