Il Quadro di Loggia nella Massoneria

  Il Quadro di loggia è un antico elemento di decorazione dell’ambiente rituale dove si svolgono le riunioni massoniche. Fa parte della tradizione della gran loggia dei Moderni, ovvero la massoneria sorta nel 1717, che ne ha sinora portato l’uso; invece, la tradizione della gran loggia degli Antichi lo ignorava, ma se lo vide imporre nella ritualità mista adottata a seguito della fusione con i Moderni nel 1813, dando luogo alla nascita della Gran Loggia Unita d’Inghilterra e al suo rituale unico. 

  Cos’è il Quadro o tappeto di loggia?

    Si tratta di una composizione grafica talvolta complessa, che riproduce una rappresentazione che può essere quella del luogo in cui è simbolicamente collocata la loggia, come il Tempio di Salomone a Gerusalemme, o qualsiasi altro luogo legato alla particolare leggenda del grado. In tale rappresentazione si ritrovano tutti i simboli e i cromatismi che intervengono nel rito del ricevimento in quel grado, ovvero i simboli che lo caratterizzano. È anche uno strumento d’istruzione il cui commento spiega il significato della cerimonia vissuta dal candidato.

    In Francia, e in Inghilterra per lungo tempo nel XVIII secolo, veniva posto a terra un foglio di carta, sul quale veniva prima disegnato su con gesso o carboncino, poi cancellato a fine lavoro. Per tale servizio di loggia veniva incaricato il Copritore, che veniva retribuito ogni volta che realizzava il disegno con circa sei scellini. Dal disegno su carta, si è passati nella seconda metà del ‘700 al dipinto su tela, e dal dipinto su tela alla tavola di legno. Un supporto, collocato a cura del Maestro delle Cerimonie, non più precario ma fisso, utilizzabile e asportabile ogni volta che si aprivano i lavori rituali. La passione e la maestria dei fratelli che si dedicavano a realizzare i quadri di loggia è giunta a livelli artistici encomiabili. Vale appena la pena di menzionare che secondo alcune tradizioni locali, i simboli fondamentali della loggia, ovvero la posizione della squadra e compasso o le colonne, vengono schematizzati su sabbia in un contenitore di legno, al momento dell’apertura, e poi cancellati al momento della chiusura.

  In Inghilterra, a partire dall’Unione del 1813, il Quadro di loggia – che non può più essere paragonato a un tappeto – viene solitamente posto in posizione verticale appoggiato sul banco del Secondo Sorvegliante, ma anche su pareti e talvolta anche su una sorta di tavolino centrale sul “vero” tappeto della loggia inglese, che è il pavimento a mosaico.  

Nella Massoneria di tradizione:

“ il Quadro di Loggia costituisce un elemento indispensabile per l’apertura e lo svolgimento rituale dei lavori, in quanto la sua presenza, in virtù dell’influenza spirituale inerente ai simboli su di esso rappresentati, sacralizza il luogo in cui tali lavori si svolgono, sia esso pure una stanza dalle pareti disadorne di altri simboli massonici ; da questo punto di vista la diversità che si riscontra nei simboli rappresentati sul Quadro di Loggia nei tre gradi può corrispondere non solo ad un diverso tipo di lavoro, ma anche ad una diversa modalità d’azione dell’influenza spirituale oppure all’azione di modalità differenti dell’influenza spirituale”. Infatti, secondo questa tesi “potrebbe essere considerato analogo a quello «magico cerimoniale» – benché nei lavori massonici ci si dovrebbe trovare su di un piano superiore a quello della magia, la quale opera esclusivamente nell’ambito delle forze «sottili», senza aspirare ad innestare su di esse le influenze spirituali possiamo considerare il Quadro di Loggia come un condensatore, un nodo, una concentrazione delle energie sottili emanate dai singoli componenti della catena iniziatica che opera nel Tempio, energie sottili che poste in sintonia ed entrate in risonanza, dovrebbero attirare, addirittura coartare l’influenza spirituale, la «shekina », la «baraka », per chiamarla con i termini propri di diverse Tradizioni.” 

   Quindi, in definitiva, “i simboli del Quadro di Loggia sono la rappresentazione sensibile-visiva degli Archetipi ed Agenti mediante i quali il G.’. A.’.D.’.U.’. manifesta il cosmo. Il disegno del simbolo, infatti, è sempre il medesimo, in quanto rappresenta un Archetipo. Se questi simboli sono disegnati una volta per tutte di un drappo o un quadro, che verrà poi esposto più volte, si potrà vedere in questa fissità simbolica l’immutabilità e l’intemporalità di tali Archetipi ed Agenti. Il tracciare i simboli mette, invece, in evidenza l’aspetto dinamico della Manifestazione che si sviluppa dal suo Principio alla manifestazione del Cosmo. Il Libero Muratore che deve coscientemente partecipare al piano intemporale del G.’. A.’.D.’.U.’., rappresentato dai simboli, Archetipi ed Agenti del Quadro di Loggia, mediante il sacrificio o rinuncia incruenta della propria individualità, dovrà dunque adeguarsi a tale disegno in modo temporale, ossia esplicando di volta in volta le possibilità che saranno da esaurire, le quali possono essere simboleggiate dalle infinite variazioni nella tracciatura del simboli del Quadro di Loggia.

   Per altra tesi, invece, i simboli, creati dall’immaginazione, una volta interpretati dalla psicoanalisi, e integrati nell’universo dei miti e degli archetipi, possono  valere da guida  per procedere alla conoscenza di noi stessi, tenendo presente che la forza del simbolismo massonico non è quella di dimostrare una presunta legge delle analogie o di un  principio di corrispondenza, ma di dimostrare che i valori proposti dai massoni sono i vettori che supportano e orientano le idee del progresso per l’uomo e la società.

   Come sempre, nella Massoneria speculativa, plurime sono le strade per avvicinarsi alla verità.